Sabato, 23 Giugno 2018

Carmen

Aggiunto il 21 Giugno, 2018

Oggi che molta acqua è passata sotto ai ponti – quarant’anni – è difficile ricordarsi dell’impatto che questi dischi fecero al momento della loro comparsa, più o meno contemporaneamente alle recite del Festival di Edimburgo, caratterizzate dalla regia di Piero Faggioni e le scene di Ezio Frigerio, da Teresa Berganza nel ruolo della protagonista e, soprattutto, la presenza mesmerizzante di Claudio Abbado, vero nume tutelare di questo spettacolo. Non era la prima volta che veniva seguita l’edizione critica Oeser: l’avevano già fatto, a modo loro, Rafael Frühbeck de Burgos (1970) e...

Carmen, una vita ai limiti. Storia di una malattia psichiatrica non riconosciuta - di Pietro Bagnoli

Aggiunto il 17 Giugno, 2018

Devo una parte delle riflessioni che seguono a una recente chiacchierata fatta con una persona che è appassionata di questo personaggio così polisemico e così frainteso nel corso degli anni. Ma questi pensieri nascono anche dal mio rinnovato interesse personale per il disturbo borderline di personalità, la più subdola e meno riconoscibile fra le malattie mentali, quella che miete il maggior numero di vittime non tanto fra chi ne è portatore, ma fra chi gli sta intorno. La storia di Carmen non è quella di un archetipico cammino di libertà, ma la narrazione dello sviluppo di una malattia...

Categoria: Editoriale

Gioconda

Aggiunto il 16 Giugno, 2018

La frase “Enzo adorato, ah come t’amo!”, che richiede una messa di voce su un si bemolle da chiudere in pianissimo appartiene nella sua pienezza evocativa solo a due cantanti: Zinka Milanov, che ne fa il suo timbro, il suo personalissimo cavallo di battaglia; e Renata Tebaldi, che invece a queste bellurie aveva abituato i suoi fans sin dai primi anni della sua attività. La Gioconda della Tebaldi – personaggio affrontato a fine carriera – è un must, uno di quelli che diventano credibili proprio grazie al senso che dà loro l’interprete di rango superiore. La Tebaldi...

Gianni Schicchi

Aggiunto il 13 Giugno, 2018

Il Trittico di Pappano vien chiuso piuttosto bene da un buon Gianni Schicchi in cui, una volta di più, rifulge la dote musicale del grande direttore, che entra come una lama nella partitura eliminando tutti i bozzettismi e i riferimenti dialettali, privilegiando la cattiveria di fondo e lasciando intravedere una discreta nota di amarezza di fronte alla pochezza e all’avidità dell’essere umano. Forse non raggiunge i vertici degli altri due pannelli, ma la sua è comunque – di gran lunga – la miglior direzione possibile di quest’opera, grazie al modo in cui alza un po’ il pedale...

Categoria: Dischi

 

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Questo sito si propone l'ambizioso e difficile compito di catalogare le registrazioni operistiche ufficiali integrali disponibili sul mercato, di studio o dal vivo, cercando di analizzarle e di fornirne un giudizio critico utile ad una comprensione non sempre agevole.