News
Dischi d'opera
Data |
Titolo |
Interpreti |
Direttore |
Immagine |
|---|---|---|---|---|
27/08/2008 |
Grob-Prandl, Treptow |
Moralt |
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22/08/2008 |
Treptow, Grob-Prandl |
Moralt |
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17/08/2008 |
Frantz, Braun |
Moralt |
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15/08/2008 |
Frantz, Vogel |
Moralt |
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Recitals
Data |
Artista |
Titolo |
Casa Disc. |
Immagine |
|---|---|---|---|---|
17/05/2008 |
Airs operas italiens |
Virgin |
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01/05/2008 |
French Arias |
DGG |
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| Editoriale: L' arrogante egemonia culturale | 19/08/2008 |
L’articolo di fondo a firma Michele Brambilla, comparso sul “Giornale” in data 18 Agosto 2008, induce a qualche spunto di riflessione non solo politica, ma anche musicale. Michele Brambilla parla, citando pareri di editorialisti che chiaramente si collocano ideologicamente in posizione assai lontana rispetto a lui, di “senso comune ripugnante”: quel comune sentire che, secondo gli editorialisti, sarebbe stato corrotto a tal punto da aderire in modo entusiasta ed ovviamente acritico a idee che non sono quelle programmate da pochi e ben selezionati intellettuali. Dice Brambilla: “Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di reazioni stizzite di chi ha perso […]; di giochi di potere, insomma. Ma non è così. È peggio di così. È l’espressione purtroppo sincera di chi pensa di aver capito il mondo a tavolino grazie alla propria ragione; e se il mondo va diversamente è perché sbaglia o è stato pervertito. Non deve decidere la maggioranza, deve decidere l’intellettuale. È la scuola hegeliana: se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà”. E, più avanti, aggiunge: “…dubitiamo che il tanto disprezzato senso comune degli italiani sia davvero più ripugnante delle astrazioni di chi si sente culturalmente superiore: Chesterton diceva che democrazia significa governo degli incolti,...[Continua]
| Note Senza Musica: Crimini bianchi | 26/08/2008 |
Credo che ormai sia noto più o meno a tutti i frequentatori di questo sito il fatto che uno degli Amministratori svolga – come primo lavoro – la professione medica. È tuttora un gran bel lavoro – ovviamente è una considerazione personale, non pretendo che piaccia a tutti – ma negli ultimi tempi è diventato un bel problema svolgerlo: non è infatti un mistero per nessuno il fatto che ormai il rapporto fra i medici da una parte, e il blocco costituito da pazienti e parenti degli stessi, si sia progressivamente sgretolato.
A ciò hanno contribuito in modo drastico alcuni eventi, alcuni positivi, altri meno:
1. Una migliore consapevolezza della materia medica da parte di chi medico non è. Non c’è paziente (e parente che lo accompagna) che si presenti alla visita senza essersi documentato abbondantemente su Internet (che ormai ha definitivamente soppiantato nel cuore di tutti le vecchie enciclopedie mediche) sulla patologia, sui metodi di cura e le alternative terapeutiche e, non ultimo, sul medico che gli sta davanti. Questa consapevolezza, in sé, è un’ottima cosa: Gesù diceva “la verità vi farà liberi”, per cui meglio una piena consapevolezza piuttosto che il solito cumulo di palle su cui si costruiva una volta il rapporto fra medico e paziente. Naturalmente, siccome per...[Continua]
A ciò hanno contribuito in modo drastico alcuni eventi, alcuni positivi, altri meno:
1. Una migliore consapevolezza della materia medica da parte di chi medico non è. Non c’è paziente (e parente che lo accompagna) che si presenti alla visita senza essersi documentato abbondantemente su Internet (che ormai ha definitivamente soppiantato nel cuore di tutti le vecchie enciclopedie mediche) sulla patologia, sui metodi di cura e le alternative terapeutiche e, non ultimo, sul medico che gli sta davanti. Questa consapevolezza, in sé, è un’ottima cosa: Gesù diceva “la verità vi farà liberi”, per cui meglio una piena consapevolezza piuttosto che il solito cumulo di palle su cui si costruiva una volta il rapporto fra medico e paziente. Naturalmente, siccome per...[Continua]
Backstage: Dama di Picche - Vienna
Il 22 giugno scorso il Wanderer Club ha potuto ammirare la famosa produzione della “Dama di Picche” di Cajkovskij a Vienna. Purtroppo il nostro entusiasmo è stato smorzato da una clamorosa defezione: per ragioni di salute era assente il grande Seiji Ozawa, la cui lettura di quest'opera rappresentava per noi la maggiore attrattiva.
La “Dama di Picche” è infatti la misura del suo cammino artistico: sono vent’anni che la dirige, conferendovi folgorazioni sempre più tese e allucinanti, sempre...[Continua]
La “Dama di Picche” è infatti la misura del suo cammino artistico: sono vent’anni che la dirige, conferendovi folgorazioni sempre più tese e allucinanti, sempre...[Continua]