Domenica, 19 Novembre 2017

Backstage: Con la mia voce ho cantato la patria… - 2° puntata

Aggiunto il 18 Ottobre, 2017

Gli anni ’50 hanno un solo protagonista indiscusso nel ruolo di Chenier. Mario del Monaco, che ha portato il poeta in tutti i teatri del mondo per un numero di recite secondo solo a Otello. Com’è lo Chenier di Del Monaco? L’esatta antitesi di quello di Gigli. Declamato scolpito nella pietra, dizione scanditissima, guance sempre gonfie, gola spalancata e massa percussiva di suono eminentemente proiettata in modo orizzontale. Musicalmente è innegabile che la parte sia adattissima al tenore fiorentino, con il suo insistere incessantemente sulle parti centrali della voce e con continui acuti, saltando così quell’area di passaggio che da sempre ha rappresentato una sorte di “stenosi” nella vocalità di Del Monaco. Chenier è un eroe drammatico, non un poeta sognante. L’accento non lascia spazio al dolore e al rimpianto. Certo si può fare Chenier molto diversamente da come lo fa Del Monaco ma se si apprezza questa strada nessuno è riuscito mai a percorrerla meglio del Marione nazionale. Personalmente trovo la sua interpretazione molto più invecchiata di quella di Gigli, ma qui davvero si entra nel personalissimo gusto. E questo tipo di interpretazione è riscontrabile praticamente identica sia nelle sole registrazioni audio (live e in studio) sia nei video, in particolare in quello di Tokyo dove alla colonna di suono impressionante corrisponde però una certa staticità del movimento. Logico quindi che i brani dove Del Monaco giganteggia indiscusso sono quelli più declamatori e meno romantici. L’Improvviso difatti è troppo stentoreo e più che un’esaltazione della poesia e dall’amore appare una dichiarazione di diritti costituzionale. Diventa difficile davanti a una simile interpretazione capire come Maddalena possa innamorarsi di lui.

La musica cambia invece in “Credo a una possanza arcana” che è l’esatta testimonianza di quanto raccontato finora.

https://www.youtube.com/watch?v=9ehVPPB0Py0

E se per caso non siete ancora

convinti: “Sì, fui soldato” ne dà la conferma definitiva.

https://www.youtube.com/watch?v=ZftxJy1Ch_A

E naturalmente tra i due duetti tenore/soprano, Del Monaco esce trionfatore in quello finale piuttosto che in “ora soave” dove le necessarie richieste di assottigliamenti e raffinatezze lo colgono sempre molto enfatico, soprattutto se a fianco di soprani prodighi di meraviglie vocali (ma di Maddalena parleremo all’ultima puntata).

Resta comunque Del Monaco uno dei pochi a poter dire di aver impresso il suo marchio riconoscibile al ruolo. Non a caso il tenore – che a Chenier ha sempre legato la sua carriera, dal debutto a Valdagno alla presenza di Giordano, al debutto alla Scala - ha lasciato una serie innumerevole di registrazioni live e in studio dell’opera accompagnato sia dalla Tebaldi, sia dalla Callas, dalla Stella e dalla Milanov nonchè da direttori del calibro di De Sabata, Gavazzeni e Votto.

Parallelamente a Del Monaco, dobbiamo segnalare la frequente presenza nel ruolo di Richard Tucker. In particolare negli Stati Uniti, il tenore di Brooklyn ha sempre cercato di costituire una valida alternativa alle interpretazioni di Del Monaco. La vocalità è sicuramente meno imponente, almeno nelle registrazioni perché chi lo ha sentito dal vivo parla sempre di una voce molto più possente, ma la ricerca di raffinatezze maggiori è evidentemente percepibile. Tucker giganteggia letteralmente in quel meraviglioso tono quasi affettuoso creato nell’Improvviso, dove la forza della poesia e dell’amore quasi si percepiscono fisicamente. Ci troviamo davanti ad uno Chenier impacciato, timido, che rende splendidamente la sua ritrosia iniziale perché privo di ispirazione della “musa”.

https://www.youtube.com/watch?v=lH8mOfoFb-Y

La dizione quasi perfetta e il suono caldo e brillante rendono il suo Improvviso un piccolo gioiello. Unica pecca dello Chienier di Tucker è che forse non prende unavera e propria posizione nel ruolo, galleggiando in superficie adagiandosi sulla rotondità del suono.
Come sempre, queste interpretazioni rendono magistralmente l’atmosfera del quarto atto.

https://www.youtube.com/watch?v=zjeRCHe7DoI

Ma gli anni ’50 stanno volgendo al termine e il ciclone Corelli è in arrivo….

docFlipperino

Categoria: Backstage

 

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