Benvenuto Cellini (Berlioz)

recensioni e commenti di spettacoli visti dal vivo

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Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda pbagnoli » dom 26 ago 2007, 20:32

Festival di Salisburgo - 2007

Nell'attesa che MatMarazzi (vada e) torni da Salisburgo, da dove ha promesso di recensire TUTTO quello che vedrà coi Wanderer, ho scoperto che Shicoff è stato sostituito da altro tenore, tal (se non ricordo male) Burkhardt Fritz.
Anche a Salisburgo raccontano bufale per accattare spettatori e rifilare poi il secondo cast agli spettatori attoniti? :(
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Messaggioda MatMarazzi » lun 27 ago 2007, 9:11

NOn è colpa dei dirigenti di Salisburgo.
Oltre a Shicoff hanno annulla Villazon, la Netrebko, pare anche la Garanca.
Inoltre persino la Kasarova e Wottrich hanno dato forfait in altri grandi teatri.

Questo crollo delle star meriterebbe qualche riflessione, sullo stile di vita che è imposto loro e sulla nuova mentalità che si sta diffondendo a proposito di marketing artistico.

Magari quando torno mi piacerebbe scrivere qualcosa.

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Messaggioda pbagnoli » lun 27 ago 2007, 10:57

MatMarazzi ha scritto:
Magari quando torno mi piacerebbe scrivere qualcosa.

Mat

PRENDETENE NOTA TUTTI QUANTI!
L'HA PROMESSO!!!
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Messaggioda pbagnoli » dom 02 set 2007, 11:11

E' tornato ieri pomeriggio.
Oggi si aspettano notize...
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Messaggioda MatMarazzi » mar 18 set 2007, 18:17

Sono stato talmente preso dal lavoro in queste ultime settimane che mi sono dimenticato di recensire, come avevo promesso a Pietro, gli spettacoli visti nel mio ultimo viaggio a Salisburgo e Lucerna.
Ossia il Benvenuto Cellini e l'Oneguin a Salisburgo e la Nona di Mahler con Rattle e i Berliner a Lucerna.
Ora è tardi...
Però devo dire che il Benvenuto Cellini, che era quello su cui maggiori erano le attese, è risultato contemporaneamente lo spettacolo più importante e quello meno riuscito.
Più importante perché il taglio registico (sensibile all'esperienza di videoclip, spot e cinema accumulata da Stoelz) è di rottura rispetto alla tradizione di pensosità spocchiosa e intellettualoide tipicamente tedesca.
Meno riuscito perché il Cellini è opera talmente complessa da richiedere, al di là dell'originalità del linguaggio, una certa esperienza nel genere.
E poi perché il cast era modesto e Gergiev semplicemente inascoltabile.

Prevedibilmente meravigliosi sia l'Onegin, sia la nona.
Mi scusa con Pietro di essermi lasciato sfuggire l'occasione di scrivere qualcosa in più.

Salutoni
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda beckmesser » gio 21 mag 2015, 17:40

AMSTERDAM 2015

Sin dalla prima volta che ho messo sul piatto gli LP della celebre (e all’epoca unica) incisione di Davis, con il Benvenuto Cellini di Berlioz per me è stato colpo di fulmine. Ricordo che al termine del primo ascolto non riuscivo a capacitarmi di come un capolavoro del genere fosse praticamente sconosciuto; tutto mi sembrava straordinario: follia ritmica, fantasia melodica, genio coloristico, senso della narrazione. Ero (e rimango) convinto che se questa partitura fosse stata scoperta anonima in qualche biblioteca, nessuno si sognerebbe di datarla agli anni 30 dell’800, tanto precorre tempi che, per certi aspetti, non sono poi mai arrivati... Oggi alcune cose sono cambiate: non è diventata un’opera di repertorio, ma le occasioni di ascolto (dal vivo, ma soprattutto in disco) sono aumentate e consentono maggiori paragoni. Si può dire che il suo problema principale (come di tutto il teatro di Berlioz) è che non è un’opera di psicologie, bensì di situazioni: e si sa bene che gli ultimi decenni (dal ’68 in poi, si potrebbe dire) hanno sempre visto con sufficienza qualsiasi forma di intrattenimento che non presentasse almeno qualche forma di scandaglio psicologico, meglio se venato di problematiche sociali…

Il Cellini certo non lo si ascolta per i suoi personaggi, praticamente inesistenti: lo si ascolta per rivivere l’ebbrezza di un momento storico in cui qualsiasi vincolo intellettuale, morale, sociale sembrava essere stato spazzato via da una sensazione di libertà totale e travolgente; dove tutto era possibile, nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti. Quella sensazione di eccesso, nell’euforia come nel ripiegamento interiore, che nessuno come il Berlioz della Fantastique, del Romeo, del Requiem e, soprattutto, del Cellini, ha saputo incarnare. Già con la Damnation le cose cambieranno e vireranno verso direzioni diverse ed altrettanto affascinanti, come inevitabilmente succede quando ci si accorge che i vincoli, in realtà, ci sono eccome.

Proprio l’aver colto questo aspetto della poetica di Berlioz è ciò che rende grande lo spettacolo ideato da Terry Gilliam (l’indimenticabile anima dei Monty Python) per l’ENO di Londra prima e, adesso, riproposto ad Amsterdam. Uno spettacolo in cui non si cercano improbabili sottintesi o meta-significati, ma si racconta una storia e, soprattutto, si fornisce un equivalente visivo di ciò che è la caratteristica principale di questa drammaturgia, ossia: l’eccesso. Tutto è eccessivo nello spettacolo di Gilliam: caratteri, azioni, scene, gags, trovate. Ma (ed è ciò che mi ha colpito in un regista dalla scarsa esperienza operistica e dalla provenienza televisiva/cinematografica) tutto è perfettamente, incredibilmente sincronizzato sulla musica. Il risultato è uno spettacolo in cui tutto è eccessivo: dal grottesco della scena del Carnevale all’eroico di certe scene di Cellini. Ed il risultato è trascinante.

Cast funzionale nelle sue parti principali. Nella parte difficilissima di Cellini Osborne è sicurissimo e non sbaglia un colpo, ma mi resta sempre il sospetto di genericità e scarso approfondimento: onestamente non ho capito in cosa il suo Cellini si differenziasse dal suo Arnold, dal suo dal suo Romeo o dal suo Rodrigo. Ed ho il sospetto che lo Spyres dell’ENo fosse molto più in linea sia con Berlioz che con Gillian. Mariangela Sicilia passa sul ruolo di Teresa correttamente ma senza lasciare particolare impronte.

Le note migliori sono arrivate dal come solito eccezionale Laurent Naouri come Fieramosca: una lezione di prosodia francese, di humour e di senso del teatro; e dall’Ascanio di Michèle Losier, strepitosa nel giocare coi virtuosismi ritmici della scrittura berlioziana.

Le note dolenti sono venute dalla direzione di Mark Elder: che come al solito non si può dire abbia diretto male ma, suvvia, siamo onesti: se già le quattro note in croce di un Cilea lo mettono alla frusta in termini di fantasia, figuriamoci che succede se messo alle prese con gli eccessi ritmici e coloristici di un Berlioz al culmine della sua follia di scrittura…

Lo spettacolo era ripreso da una caterva di telecamere: suppongo quindi uscirà un dvd che, se dal punto di vista musicale non potrà competere con l’antico capolavoro di Davis, sarà il primo esempio di una regia all’altezza del genio drammaturgico di questo Berlioz.

Saluti,

Beck
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda pbagnoli » gio 21 mag 2015, 21:11

Grazie Beck!
I tuoi racconti sono sempre splendidi!
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda DottorMalatesta » ven 22 mag 2015, 11:24

In home ( http://www.operadisc.com/vis_tutto_back ... idback=124 ) la bellissima recensione dello spettacolo. Grazie a Beck!! : Thumbup :

Qui qualche breve video (i primi due si riferiscono all´esecuzione all´ENO). Visivamente fantasmagorico, in linea con il genio visionario del grandissimo Gilliam







Speriamo davvero che ne facciano un DVD!

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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda mattioli » dom 07 giu 2015, 12:52

Io vidi lo spettacolo all'Eno, ovviamente in inglese.
C'è poco da aggiungere all'esemplare recensione del Beck, se non che, udite udite, sul programma di Londra era indicata come coproduttrice... l'Opera di Roma! Incredibile ma vero!
Semmai la faranno, farò uno strappo alla regola e andrò a Roma. Immaginatevi quei trogloditi per i quali Bob Wilson è eversivo davanti al Papa con le unghie lunghe laccate tipo Turandot... da morir dal ridere!

AM
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda reysfilip » gio 11 giu 2015, 19:03

A chi interessa, il 15 giugno verrà trasmesso qui:

http://concert.arte.tv/fr/benvenuto-cel ... ry-gilliam
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda DottorMalatesta » gio 31 mar 2016, 13:34

Qualcuno l´ha vista a Roma e ha voglia di parlarcene?

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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda reysfilip » gio 31 mar 2016, 14:35

DottorMalatesta ha scritto:Qualcuno l´ha vista a Roma e ha voglia di parlarcene?

DM


Io dovrei andare domenica all'ultima replica, anche se sarò un po' incasinato.
Me ne hanno parlato molto bene in generale (direttore a parte, dicono).
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda teo.emme » gio 31 mar 2016, 15:35

reysfilip ha scritto:
DottorMalatesta ha scritto:Qualcuno l´ha vista a Roma e ha voglia di parlarcene?

DM


Io dovrei andare domenica all'ultima replica, anche se sarò un po' incasinato.
Me ne hanno parlato molto bene in generale (direttore a parte, dicono).


Anche a me hanno riferito lo stesso: del resto il Cellini (capolavoro assoluto) necessita di un grande direttore e di un'orchestra perfetta...cose che a Roma non si trovano in alcun modo. La regia di Gilliam è splendida (visto dei video), anche se la Damnation era più riuscita.
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda Maugham » sab 02 apr 2016, 17:55

DottorMalatesta ha scritto:Qualcuno l´ha vista a Roma e ha voglia di parlarcene?

DM


Visto a Roma. E replico le impressioni di Beckmesser.
Io sono un po' meno generoso nei confronti di Gilliam.
Senza dubbio è uno spettacolo interessante, esplosivo e coinvolgente. Ma puntare tutto sul carnevalesco (e scrivere, come riporta il libretto di sala, che bisogna "movimentare il palcoscenico per muovere certa musica che annoia il pubblico) alla lunga mi ha stancato. Certo, parafrasando non so chi, preferisco essere stancato da Gilliam che divertito da Homoki... :D
Aggiungo inoltre che se lo spettacolo funzionava quando c'era da far saltare il tappo della bottiglia, non altrettanto funzionava quando l'azione si fermava. I cantanti erano lasciati a loro stessi e qui riprendo quanto detto da Matteo in un antico post, ovvero che il Cellini è certo un'opera che chiede al regista estro e fantasia, ma anche una certa pratica con il teatro d'Opera che Gilliam, ovviamente, non ha.
Detto questo, mi sono divertito.
Anche qui, come ad Amsterdam, il buco era nella buca. Roberto Abbado, fin dalle prime note dell'Ouverture, ha fatto capire cosa ci avrebbe riservato nelle tre ore e passa che mancavano alla fine. Correttezza, equilibrio, baccani trattenuti, tempi rigorosamente coerenti (tutti gli allegro staccati uguale, tutti gli andante pure...). In pratica -come Emler ad Amsterdam, che ho sentito in video- anche Roberto Abbado ha messo la cintura di castità a Berlioz assieme a una potente dose di Ritalin. Morale: uno stridente contrasto tra l'euforico delirio alla Bosch di Gilliam e quest'orchestra in bianco e nero, a seppia quando si andava sul colorato.
Osborne molto bravo (nella mia sera ha scroccato una nota nella prima aria e dopo sembrava come procedere a tentoni ma niente di grave) e il resto del cast dal funzionale all'eccellente.
Teatro non pienissimo (ma comunque meglio che in certe serate scaligere senza Verdi o Puccini o Bolle) ma pubblico attento e felice.
L'Opera di Roma, senza tanti bataclàn, ha firmato la stagione più interessante del nostro paese.

WSM

Perdonatemi se ogni tanto mi faccio di fumo. Però non sono il solo.
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Re: Benvenuto Cellini (Berlioz)

Messaggioda reysfilip » mar 05 apr 2016, 15:17

Io l'ho visto domenica pomeriggio e sono uscito da teatro galvanizzato. Poco da aggiungere a quanto è già stato detto.
Le aspettative sulla regia sono state, per quanto mi riguarda, ampiamente ripagate. Gilliam ha costruito uno spettacolo spumeggiante e fantasioso, cogliendo a pieno, secondo me, l'atmosfera del Cellini. E poco importa se alcuni momenti erano un po' più slentati di altri; era difficile non rimanerne colpiti. Bellissime anche le luci di Paul Constable.
Peccato per la direzione di Abbado, che ha pasticciato malamente l'ouverture e si è vagamente ripresa nella seconda parte, ma senza secondo me centrare il punto di questa partitura meravigliosa.
Molto bravi tutti gli interpreti a partire dal sicurissimo Osborne.
L'ultima recita era stra-esaurita e ho visto da vicino la peggior specie di palchettisti.
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