Martedì, 17 Ottobre 2017

Backstage: Le tre opzioni di Boheme alla Scala

Aggiunto il 19 Giugno, 2017

Esistono tre opzioni quando ti propongono di andare a vedere La Boheme nell'allestimento di Zeffirelli.
A. starsene a casa
B. andare e rompere le palle tutto il tempo sull'inutilità della regia di Zeffirelli rimpiangendo Warlikowski, Michieletto o Vatte La Pesca (!)
C. andare e cercare di godere di quello che vedi.

Ho optato per la soluzione C, travestendomi un po', ma solo un po', dal tipico turista americano che riempiva il teatro l'altra sera. Sfortuna ha voluto che al mio fianco si sia accomodato un Signore che ha scelto l'opzione B, triturandomi le gonadi (mi si perdoni il francesismo) sul perché La Scala continua a riproporre questa ennesima versione, sul perché ancora andiamo a Teatro. Insomma tutte cose sacrosante ma... con tutti quelli che c'erano... proprio a me.
Torniamo all'opera. Effettivamente la regia è datata, vista, rivista, trita ritrita ma - se vista con occhio scevro da pregiudizio - sempre e comunque funzionale. Quello che in realtà sembra sempre invecchiato sono i registi che riprendono lo spettacolo, piuttosto che lo spettacolo stesso.
Rimane sempre la funzionalità del secondo atto, la magia un po' infantile del finale III e un bel finale. Sulla polemica sugli animali in scena bisogna essere onesti: abbiamo visto sul palco "cani" di ogni genere :).

Grande protagonista e unico motivo per aver scelto l'opzione C è Sonya Yoncheva meravigliosa stella e non stellina nel panorama operistico mondiale, da me sentita personalmente solo una volta in occasione di alcune recite di Traviata al Met durante le quali mi aveva lasciato letteralmente inchiodato alla poltrona. La voce qui è piena di volume con un'ottima proiezione del suono, il colore ambrato e seducente, gli acuti pieni e la tecnica ineccepibile. La bellezza e l'avvenenza in scena aiutano la Yoncheva a presentarci una Mimì moderna, intensa, la cui tragedia si svela piano piano. Il carattere è forte e intenso, molto diverso datante Mimì che arrivano già malaticce all'inizio dell'opera. Qui Mimì non muore serena, non vuole morire e il suo "bella come un tramonto" così intenso e drammatico ricorda immediatamente il "No, non voglio morir" di Manon. Insomma una interpretazione di livello decisamente superiore.
Fabio Sartori è una garanzia. Procede spedito nelle sue arie, spara i suoi acuti con estrema sicurezza e giunge alla fine senza sbavature. Certo mancano tutte quelle sfumature del ruolo che non guasterebbero, accontentiamoci di una prestazione più che degna e di aver tenuto testa benissimo a siffatta protagonista. Bravo il sempre più magro Simone Piazzola (Marcello), così come Mattia Olivieri (Schaunard) e Colombare (Colline affettuosissimo nell'addio alla zimarra, lento e dolcemente sussurrato). Federica Lombardi è un'ottima Musetta, dotata di un bel timbro e sicura in scena. Bene tutti gli altri.

Evelino Pilò tornava tra i suoi ex colleghi (iniziò come fagotto proprio nell'Orchestra scaligera) e l'affinità è apparsa immediatamente chiara. Forse anche troppo, tanto che a volte l’impressione era che fosse l'Orchestra ad autosistemare alcune imprecisioni e scollature con il palcoscenico, piuttosto che il direttore. Resta comunque una scelta di tempi sempre funzionale, un suono ottimo e una cura del canto davvero esemplare.

Successo davvero clamoroso per la Yoncheva. Ottimo p
er tutti gli altri.

Dopo tanti anni in cui pareva non trovarsi l'erede di Mirella Mimì, in pochi anni alla Scala ho ascoltato due cantanti che hanno posto un segno indelebile sul personaggio. Anna Netrebko tanti anni fa (ruolo che purtroppo temo non riproporrà mai più visto il cambio di repertorio) e ora Sonya Yoncheva: speriamo solo che il nuovo repertorio così vasto ed eterogeneo scelto dal soprano bulgaro (penso a Tosca al Met in alternanza proprio con Anna, e Il Pirata alla Scala per esempio) non la costringano ad abbandonare un ruolo che le calza apennello.
Alla fine della serata banalmente ha vinto Boheme, ha vinto la musica. In barba a tutto il resto.

doc Flipperino

Categoria: Backstage

 

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