Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

problemi estetici, storici, tecnici sull'opera

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda teo.emme » gio 12 feb 2015, 18:23

Comunque che la Scala sia un teatro allo sbando mi pare incontrovertibile. Mi limito a riportare alcuni fatti (sintetizzati da altro utente) che nulla hanno a che fare con il "diritto" ad aver problemi di salute e/o cancellare concerti:
1) il Werther è stato soppresso
2) Alagna è stato messo in cartellone senza avere i contratti firmati
3) il concerto dei Wiener in ottobre è saltato
4) nella Missa Solemnis Edith Aller non ha cantato
5) nella Tosca spunta Rizzi al posto di Santi
6) Kaufmann ha saltato il Requiem di Verdi
7) il concerto dei Munchner è saltato
8 ) Fin de Partie - commissionata a Kurtag per l'EXPO - non è ancora completata e sostituita con l'ennesima ripresa di Wozzeck
9) l'Ottava di Bruckner - che doveva essere diretta da Pretre - è affidata a Welser-Most (no comment)
10) sul sito ufficiale di Kaufmann la Cavalleria scaligera non c'è (mentre ci sono impegni precedenti e successivi): ci sono i contratti? O è il solito giochino?
11) l'Aida di Stein - la terza Aida in una manciata di anni - pare, dalle fotografie circolate, di una bruttezza imbarazzante (roba da recita parrocchiale)
12) sono previsti nuove edizioni di Rosenkavalier, Trovatore, Falstaff! Appena fatti tutti e tre
13) il fantomatico festival delle orchestre si è trasformato in una rassegna venezuelana.
E tutto questo in appena cinque mesi di gestione....che dire?
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda dollarius@libero.it » gio 12 feb 2015, 19:34

teo.emme ha scritto:10) sul sito ufficiale di Kaufmann la Cavalleria scaligera non c'è (mentre ci sono impegni precedenti e successivi): ci sono i contratti? O è il solito giochino?


Eh.....putroppo sono mesi che mi sono accorta di questa "particolarita'". Anzi, il mio divo ha aggiunto recite giapponesi come se piovesse proprio a ridosso della Cavalleria Scaligera e queste si, sono citate sul suo sito ufficiale. Invece Operabase lo schedula alla Scala a fine giugno 2015. Tuttavia non posso fare a meno di preoccuparmi. A marzo inizia la vendita dei biglietti ed io sono gia' scettica. Che fare? Per me un viaggio a Milano ed il prezzo del biglietto sono impegnativi........ : Blink :
Che dite? Che faccio?
Irina
P.S. Ricordo che in occasione del Requiem tutti gli spettacoli sul suo sito ufficiale erano segnati in blu elettrico con il link diretto al teatro interessato, mentre il Requiem era in nero e nessun link. Kaufmann si e' affannato a chiedere scusa e a dire che era realmente ammalato, ma, ahime' il dubbio rimane. Ma i contratti non vanno firmati prima di annunciare le recite?
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda vivelaboheme1 » ven 13 feb 2015, 11:43

Stavolta devo proprio complimentarmi con Teo e stringergli la mano. Stavo appunto per mettere su OD l'elenco degli orrori da lui pubblicato. Mi ha risparmiato la fatica. Mi pare che tale elenco parli da sé. Questa è la Scala attuale.


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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda DottorMalatesta » ven 13 feb 2015, 12:04

Mi sembra indubbio che alla Scala qualcosa (ben più di qualcosa, a vero dire) non funzioni. Vogliamo chiamarla malagestione? Chiamiamola malagestione. È sotto gli occhi di tutti.
Il problema è che osserviamo la cosa dal di fuori, non sappiamo quali siano le dinamiche interne né chi sia davvero responsabile di cosa. Un volpone come Pereira, che altrove ha dimostrato di sapere il fatto suo, sembra in seria difficoltà nel gestire il teatro. Non è che forse si trova a lottare contro i mulini a vento di un teatro in cui l´andazzo generale è ormai quello del “tiriamo a campare”? Vogliamo parlare del previsto sciopero per la Turandot del 1 maggio? Questa è l´Italia che si spera di non dover vedere mai più e che pure siamo costretti a vedere ogni mattina alzandoci dal letto.
Il teatro alla Scala si sta trasformando, Flip lo ha segnalato a suo tempo ed è difficile dargli torto, in un teatrino per turisti che ormai vive di rendita, campando sul nome e il prestigio dei bei tempi che furono. Un Titanic che lentamente affonda…
È comprensibile che i grandi artisti (così come gli appassionati d´opera) se ne stiano alla larga.
Io forse andrò alla Turanda, ma anche no... :roll:

dollarius@libero.it ha scritto:Che dite? Che faccio?


Kaufmann alla Scala? Non so. Sarebbe il suo primo Turiddu, giusto? E questo lascerebbe ben sperare. Anche se Turiddu è davvero una particina… E per di più dovrebbe dividere gli onori della serata con Berti in pagliacci giusto? Mah… :|
A mio parere sarà sicuramente presente a Roma per Aida (anche per la prevista incisione), così come canterà nel Fidelio a Salisburgo. Ma ormai lo vedo piuttosto propenso alla cancellazione facile (trovo rischioso anche organizzare un viaggetto a Monaco per la ripresa della Manon a luglio…).
Comunque è risaputo che il Divino : Love : gestisce l´agenda del tenorissimo. :mrgreen: Per domande sugli appuntamenti di JK meglio rivolgersi direttamente a lui! : Nar :

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda reysfilip » ven 13 feb 2015, 12:33

DottorMalatesta ha scritto:
dollarius@libero.it ha scritto:Che dite? Che faccio?


Kaufmann alla Scala? Non so. Sarebbe il suo primo Turiddu, giusto? E questo lascerebbe ben sperare. Anche se Turiddu è davvero una particina… E per di più dovrebbe dividere gli onori della serata con Berti in pagliacci giusto? Mah… :|
A mio parere sarà sicuramente presente a Roma per Aida (anche per la prevista incisione), così come canterà nel Fidelio a Salisburgo. Ma ormai lo vedo piuttosto propenso alla cancellazione facile (trovo rischioso anche organizzare un viaggetto a Monaco per la ripresa della Manon a luglio…).


In realtà Kaufmann debutta Turiddu (insieme a Canio) al festival di Pasqua di Salisburgo con Thielemann :wink:
O almeno per ora non ha cancellato.
Comunque secondo me invece la Manon di Monaco la farà anche perché è prevista la diretta streaming e alla fine sono due date di un allestimento che già conosce.
Comunque pensavo anche io alla possibilità di andare a vedere il dittico scaligero anche se il contorno a Kaufmann e la Garanca mi sembra alquanto desolante. Lo stesso dicasi per la Lucia con la Damrau (infatti spero mi diano i biglietti per Monaco).
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda DottorMalatesta » ven 13 feb 2015, 13:04

reysfilip ha scritto:In realtà Kaufmann debutta Turiddu (insieme a Canio) al festival di Pasqua di Salisburgo con Thielemann :wink:


Allora che canti a Milano la vedo improbabile...

.
Comunque secondo me invece la Manon di Monaco la farà anche perché è prevista la diretta streaming e alla fine sono due date di un allestimento che già conosce.


Probabile allora che canti. Non tanto per lo straming, quanto piuttosto perchè ne faranno un DVD.

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda dollarius@libero.it » ven 13 feb 2015, 14:17

reysfilip ha scritto:
In realtà Kaufmann debutta Turiddu (insieme a Canio) al festival di Pasqua di Salisburgo con Thielemann :wink:
O almeno per ora non ha cancellato.

Verissimo! La differenza sta nel fatto che sul suo sito ufficiale le date di Salisburgo ci sono, con tanto di link al sito del teatro, mentre quelle di Milano no. Mi verrebbe da telefonare alla Scala e chiedere per quanto tempo pensano ancora di tirarmi per il ....naso. Ma io dico, ma si fa cosi? Cosa siamo? Pesci da prendere all'amo?
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda vivelaboheme1 » ven 13 feb 2015, 15:10





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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda vivelaboheme1 » sab 14 feb 2015, 17:31

L'Aida verrà data senza ballabili, per decisione del regista-genio. Peter Stein a La Repubblica (oggi, pagina XV delle pagine milanesi):
Liquidata la questione ballabili del secondo atto: "Sono ANTITEATRALI, non amo il balletto e non saprei cosa fare".
E allora, stattene a casa tua! E questo Teatro prende soldi pubblici per affidare (l'ennesima) Aida ad uno che si esprime così?

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda DottorMalatesta » sab 14 feb 2015, 19:07



La scelta di Peter Stein può apparire discutibile. Però è un regista che nel teatro di prosa ha realizzato spettacoli importanti, è stato invitato a curare la regia di alcune in teatri prestigiosi (è noto come fosse stato scelto da Wolfgang come regista per il Ring del centenario a Bayreuth, poi non se ne fece nulla perché Stein per realizzare il suo allestimento aveva intenzione di smantellare il golfo mistico :shock: ). Ci sono anche alcune videoregistrazioni di suoi spettacoli: Pelleas con Boulez, Macbeth con Gatti, Don Carlos da Salisburgo con Pappano... A suo modo Stein è un nome (o, per meglio dire, si è fatto un nome). Almeno tanto quanto Bob Wilson. Che poi entrambi siano registi che non sanno fare i registi d'opera è cosa, mi sembra, evidentissima.
Personalmente trovo Stein un regista assolutamente mediocre, almeno per quanto riguarda il suo modo di affrontare il repertorio operistico italiano. Chiamarlo per la regia di Aida mi sembra una scelta discutibilissima in partenza.
Si sa chi è Stein e com'è il suo Verdi. Pretendere che Stein faccia qualcosa di diverso da Stein sarebbe come voler cavare sangue dalle rape.
Non è solo un problema di affidare Verdi ad un tedesco Pizzi-style come Stein o viceversa ad un esponente del Regietheater di area tedesca. Poi, non bisogna fare di ogni erba un fascio: Regietheater è un termine "ombrello", che comprende registi molto diversi per formazione, concezione drammaturgica, abilità tecnica, qualità di risultati. Chiunque abbia visto il Don Carlos di Konwitschny e il Don Carlos di Stein non può non riconoscere come tra i due vi sia una differenza abissale, anche se sono spettacoli che parlano due lingue radicalmente diverse. L'Aida di Francoforte di Neuenfels, sebbene discutibile fin che si vuole, fu uno spettacolo importante nella storia del teatro d'opera: non c'è testo di drammaturgia operistica che non lo ricordi. Ho seri dubbi che dell'Aida firmata Stein si potrà dire la stessa cosa. Comunque sia, chi vedrà questo spettacolo potrà giudicare. Personalmente non baratterei il peggior Konwischny con il miglior Stein. Poi, si sa, a teatro le sorprese sono dietro l'angolo e prima di giudicare uno spettacolo bisognerebbe vederlo...

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda teo.emme » sab 14 feb 2015, 23:45

Stein per me è un grandissimo regista di teatro: i suoi Demoni di qualche anno fa restano - insieme ai Faust di Strehler - la piu incredibile esperienza teatrale della mia vita. All'opera però ha quasi sempre deluso (Lulu era splendida però). Secondo me ha capito che nell'opera girano i veri soldi (e i veri sprechi) e se ne approfitta alla grande. Non parliamo però del Don Carlos di Konwischny che era una vera idiozia come il suo Lohengrin
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda DottorMalatesta » dom 15 feb 2015, 11:19

teo.emme ha scritto: Non parliamo però del Don Carlos di Konwischny che era una vera idiozia


So bene che su questo non andremo mai d´accordo :wink: e non ho certo intenzione di evangelizzare nessuno. 8)
Però...
1. A differenza di quello di Stein, il Don Carlos di Konwitschny non annoiava mai, e già qui siamo uno a zero.
2. Konwischny, sebbene in un´ottica che era pur sempre quella di stampo brechtiano, forniva una propria interpretazione dell´opera, mentre Stein sembrava programmaticamente voler evitare di porsi qualunque domanda sue quello che stava mettendo in scena. E qui siamo due a zero.
3. A differenza di Stein, Konwitschny non trattava l´opera di Verdi come un cadavere da rianimare (in fondo, Stein è il Pizzi dei Tedeschi), ma come un´opera problematica; di qui alcune soluzioni sicuramente discutibili (penso soprattutto all´autodafé o alla scena del “sogno di Eboli”/Pérégrina) ma che, al di là del risultato più o meno convincente, si sforzavano di proporre un modo diverso di affrontare drammaturgicamente l´opera italiana. E qui siamo tre a zero per Konwitschny.

Poi, certo, uno può rifiutare – legittimamente – ogni proposta di rilettura dell´opera di Verdi (soprattutto se problematica o “dissacrante”), e quindi bocciare in toto Konwitschny e i vari esponenti del Regietheater di area tedesca o, più in generale, nord-europea nelle sue varie declinazioni: Neuenfels, Kusej, Berghaus, Guth, Loy, Herheim…
Personalmente, ripeto, in Verdi non baratterei il peggior Konwitschny con il miglior Stein.

come il suo Lohengrin


Per il Lohengrin vale un po´ lo stesso discorso (qui però l´aspetto, vogliamo definirlo “dissacrante”?, era ben più pronunciato, un po´ come nel primo atto del Tristano da Monaco, che peraltro trovo sia uno spettacolo intelligentissimo, per di più con uno dei finali piú "centrati" che mi sia mai capitato di vedere). Interessante però era la concezione di fondo dello spettacolo: l´idea profondamente pessimista e anti-rousseauiana per cui la malvagità è intrinseca all´uomo (e i bambini non fanno eccezione), l´assenza di ogni visione di speranza nelle potenzialità di redenzione dell´uomo mi sembrano tematiche molto adeguate a quest´opera wagneriana. Così come l´idea che il fallimento del tentativo di redenzione sia la conseguenza di una società che corrode ogni ideale di purezza (Lohengrin). Questo Lohengrin ambientato in una scuola elementare prussiana dopo gli anni ´70 dell´Ottocento (dopo Sedan, per capirsi, ma potremmo anche essere dalle parti della repubblica di Weimar) dove si mostrava come un certo tipo di "educazione" era in realtà un (il?) “peccato originale” in grado di corrompere la società tedesca dando origine al male assoluto (nel finale Gottfried, il “Führer von Brabant”, riappare come una macchina da guerra). Ne avevo parlato qaunto basta altrove: viewtopic.php?f=13&t=2115
In fondo è la stessa tesi che propone Haneke nel suo splendido film “Il nastro bianco”. Siamo certamente lontani dal Lohengrin delle figurine Liebig e dei cigni di Ludwig, è un Lohengrin cupo, disperato, radicato nella storia. Proprio per questo mi sembra una lettura adatta a quest´opera wagneriana. Poi, certo, si può continuare a preferire la lettura romantica di Herzog a Bayreuth (spettacolo bellissimo) o altre letture meno problematiche, ma mi sembrerebbe ingiusto accusare Konwitschny di essere un idiota che fa della provocazione fine a se stessa.

Detto questo, vedremo come sarà l´Aida di Stein…

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda Maugham » dom 15 feb 2015, 22:39

dollarius@libero.it ha scritto:A marzo inizia la vendita dei biglietti ed io sono gia' scettica. Che fare? Per me un viaggio a Milano ed il prezzo del biglietto sono impegnativi........ : Blink :
Che dite? Che faccio?


Stai a casa.
Turiddu è un "non-ruolo".
E' inoltre troppo acuto per come è messo adesso il tenorissimo. Forse anche per come era messo da sempre.
IMHO naturalmente.
Ciao

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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda dollarius@libero.it » dom 15 feb 2015, 23:14

Maugham ha scritto:
dollarius@libero.it ha scritto:A marzo inizia la vendita dei biglietti ed io sono gia' scettica. Che fare? Per me un viaggio a Milano ed il prezzo del biglietto sono impegnativi........ : Blink :
Che dite? Che faccio?


Stai a casa.
Turiddu è un "non-ruolo".
E' inoltre troppo acuto per come è messo adesso il tenorissimo. Forse anche per come era messo da sempre.
IMHO naturalmente.
Ciao

WSM


Non sono d'accordo. Infatti a Salisburgo cantera' (fine marzo primi di aprile). Sulla Scala ti dico un segreto.......siccome ho raccolto una confidenza, ho scritto a "lascalarisponde" a tal proposito e vedremo se e' vero che la Scala risponde :roll:
Poi ho scritto anche all'agenzia di Kaufmann (lui una volta ha detto che sono bravissimi e rispondo sempre a tutti). Ora aspetto, se nessuno dei due mi risponde lo prendero' come un silenzio-assenso e i biglietti non li comprero'. Viceversa vedremo......
Irina
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Re: Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

Messaggioda DottorMalatesta » dom 15 feb 2015, 23:33

dollarius@libero.it ha scritto:Non sono d'accordo. Infatti a Salisburgo cantera' (fine marzo primi di aprile). Sulla Scala ti dico un segreto.......siccome ho raccolto una confidenza, ho scritto a "lascalarisponde" a tal proposito e vedremo se e' vero che la Scala risponde :roll:
Poi ho scritto anche all'agenzia di Kaufmann (lui una volta ha detto che sono bravissimi e rispondo sempre a tutti). Ora aspetto, se nessuno dei due mi risponde lo prendero' come un silenzio-assenso e i biglietti non li comprero'. Viceversa vedremo......
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