Aida (Verdi)

recensioni e commenti di spettacoli visti dal vivo

Moderatori: DocFlipperino, DottorMalatesta, Maugham

Re: Aida Scala

Messaggioda vivelaboheme » mer 15 feb 2012, 18:37

Enrico, quando Roberto Bolle, di recente, ha "twittato" (orrendo termine) su una situazione inerente lo stazionamento di persone disagiate ai piedi del San Carlo di Napoli, le sue parole scritte sono state prese e manipolate per bene. Una triste modalità del mondo della comunicazione. Per cui, ti pregherei, stop. E non è per tirare il sasso e togliere la mano, visto che, alla Scala, mi sono espresso "de visu" , non per il gusto di una bravata e non nella penombra di un loggione (come molto d'uso nel luogo).


Ok? Ciao


marco vizzardelli
vivelaboheme
 
Messaggi: 292
Iscritto il: ven 09 dic 2011, 20:08

Re: Aida Scala

Messaggioda vivelaboheme » gio 16 feb 2012, 12:12

Per chiarezza. Non ti ho risposto subito anche perché preferivo attendere di leggere qualche resoconto odierno. In sostanza: risate in faccia al direttore, archetti e strumenti che si muovevano in strane ole, il clarinetto che gli veniva agitato davanti con continui parlottamenti con il vicino. Urla in buca alla fine del primo atto, discussioni ad alta voce. Wellber imperterrito è andato avanti guardando dritto davanti a sè.
Non solo: la reazione al rimprovero è stata un incredibile apparizione di un gruppo di orchestrali nel foyer, al successivo intervallo, che hanno improvvisato davanti ad alcune figure "importanti" della musica una specie di comizio. Immaginati se, ogni cantante che viene contestato apparisse all'intervallo nel foyer a giustificarsi. Questa stessa reazione è il perfetto "specchio" dell'atteggiamento tenuto nei confronti del direttore, davanti ad un pubblico pagante. Leggi Foletto su La Repubblica di oggi (trafiletto in prima pagina della milanese, più articolo all'interno). C'è tutto ed è chiarissimo.

marco vizzardelli
vivelaboheme
 
Messaggi: 292
Iscritto il: ven 09 dic 2011, 20:08

Re: Aida Scala

Messaggioda pbagnoli » gio 16 feb 2012, 13:16

Premessa: adesso, approfittando del fatto che sono forzatamente a casa in convalescenza, e tenuto conto che sono incattivito per tutto il dolore che sto provando in una zona molto delicata, darò la stura a un piccolo sfogo interiore, con la preghiera che nessuno - cominciare da Marco Vizzardelli - si senta chiamato in causa o offeso. Prendo solo lo spunto, perché questa ruffianata della riproposizione dello spettacolo di cinquant'anni fa, è una cosa che non mi va proprio giù.

Chiedo scusa: non ho visto lo spettacolo né ho nessuna intenzione di vederlo. Di Aide come queste, archeologiche o più o meno contemporanee, ne ho piene le bisacce.
Con tutto il rispetto per la gloriosa scenografia (perché di questo si dovrebbe parlare, NON di regia), qual'è lo scopo di un'operazione tanto sciocca?
Far vedere, confermare che quella del 2006 era una pacchianata inutile, tanto più avendo in soffitta uno spettacolo che, volendo, funzionava già bene? Di vecchi allestimenti di Zeffirelli funzionanti ce ne sono: prendiamo per esempio la Bohème.
E invece, l'ineffabile dirigenza della Scala è solo riuscita a dimostrare che Oksana Dyka canta peggio di chi la precedette sullo stesso palcoscenico quasi cinquant'anni fa. Mi spiace: io non sbatto via i miei soldi né perdo il mio tempo. Di Aide di Zeffirelli sono già sazio e quella del 2006, kitsch in un modo per me insopportabile e assemblata - quanto a cantanti - come peggio non si sarebbe potuto, credo anche peggio di questa.

Abbiamo già detto che questo è un modo sbagliato di allestire opere italiane.
Abbiamo già manifestato le nostre perplessità su queste strane idee di Lissner nella gestione del grande repertorio.
Ora, se la presenza fissa di cantanti di medio livello come la Dyka fa pensare che la Scala voglia cercare di allestire una propria "compagnia fissa", c'è da rilevare che non puoi dare in pasto questi cantanti alla solita orda di gente che ti aspetta col mitra spianato perché i cantanti di oggi non sono quelli di ieri.
Se decidi di allestire Aida, opera mesmerizzante e nazional-popolare:
:arrow: devi chiamare i cantanti di rilievo. Ce ne sono. Altrimenti non fai Aida e, se vuoi stare a Verdi, fai piuttosto Macbeth o Simon Boccanegra, opere meno comprensibili alla torma che si nutre traviaterigolettitrovatori. Un Macbeth non all'altezza il melomane medio te lo perdonerà: tanto, per lo più non lo capisce. Un'Aida senza le voci grosse così, no, perché la tradizione di Aida si è formata anche e soprattutto nelle grandi arene, dove andava bene anche un Beccaria, bastava che urlasse a pieni polmoni ma tanto riempiva il teatro...
:arrow: devi darla a un regista vero. E questo, tanto per essere chiari, esclude gente come Tcherniakov, e proprio per gli stessi motivi che ho detto prima. La gente si lamenta, ma in Aida si aspetta le sfingi, i cavalli, i cammelli, gli elefanti, i nani e le ballerine

E qui apro un ulteriore inciso: se i due moderatori di questo forum non fossero le chiaviche che invece sono, vi racconterebbero che sono andati a Amsterdam a vedere uno spettacolo epocale, il Kitezh di Rimsky Korsakov, con la regia di Tcherniakov, spettacolo - tra l'altro - coprodotto anche dalla Scala.
Spettacolo epocale, di cui non sentite parlare da nessuna parte in Italia (nemmeno qui, a quanto sembra), perché è molto più comodo occuparsi dell'ennesima Aida di Zeffirelli andata a puttane: è più vicina a casa e ci si mette molto meno tempo.
Se alla Scala fossero furbi, affiderebbero al debutto di Tcherniakov proprio uno spettacolo del genere.
Invece no: la Traviata. L'opera che chiunque conosce a memoria. Quella del Brindisi che viene ritmato dagli applausi degli spettatori di Capodanno che a Venezia pensano di essere nella sala d'oro degli amici della musica di Vienna. L'opera nella quale contestarono persino Luchino Visconti perché aveva fatto togliere le scarpe alla Callas!
Muti - che era immensamente più scaltro - la fece fare alla Cavani che fece uno spettacolo pieno di crinoline, stucchi, frac e tappezzerie, talmente didascalico da far arrossire persino Francesco Maria Piave! E questo gli permise di far passare il cast dei giovani, che altrimenti non sarebbe mai passato: potete scommetterci gli zebedei.
Dare la Traviata a Tcherniakov vuol dire mettere sulla graticola la candidata-Violetta (se non sbaglio, la Damrau) e bruciare sulla piazza di Milano uno dei più geniali registi attuali.
Perché non introdurlo proprio con Kitezh? O con Khovanshchina?
Ci sarebbe anche uno splendido Don Giovanni, ma temo che sia un po' troppo difficile per le capacita medie di comprendonio di quelli che la sanno lunga, per cui mi limiterei alle prime due. O, in alternativa, allo splendido spettacolo dei Dialogues des Carmelites, ove la ggente accettò Carsen non tanto per la bellezza meravigliosa dello spettacolo (a tutt'oggi, il più bello cui abbia mai assistito), ma - sono convinto - per la mancanza di termini di paragone.
Ma Traviata no!
Piuttosto, se vogliamo proporre la Violetta della Damrau, meglio riproporre nomi più rassicuranti come Pizzi o Ronconi; o, al limite, la Cavani. Andranno bene per quelli che vogliono essere rassicurati
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
Avatar utente
pbagnoli
Site Admin
 
Messaggi: 4006
Iscritto il: mer 04 apr 2007, 19:15

Re: Aida Scala

Messaggioda vivelaboheme » gio 16 feb 2012, 14:00

No no lo sfogo è legittimo e pieno di spunti anche condivisibili. Però... mi inquieta proprio il fatto che dare alla Scala una Traviata con regia di Tcherniakov sia mettere sulla graticola qualcuno! Nel 2012! Ma: Milano - intesa qui come pubblico, "ambiente" di quel suo teatro - deve restare a vita un luogo di bagonghi ammuffiti, tale per cui ogni proposta (peraltro acquisita altrove: è da tempo che la Scala non arriva ma per prima, ma si adegua dopo un po'...) passi per chissà quale "sfida", davanti al giudizio dei bagonghi (vedovanze e "pseudocompetenze" varie di loggione, catatonia di platee e palchi, stampa spesso generalista, e corporativismo all'interno del teatro medesimo)?
"Eeeeeh, ma qui siamo alla Scala! Certe cose,qui, non "passano"!". Quando la facciamo finita con la sindrome del Tempio? Se ne avvantaggerebbe la Scala stessa, riuscnedo a liberarsene! Oggi, tutti coloro che mettono un attimo il naso alla finestra sanno che il mondo è pieno di luoghi nei quali si fa eccellente musica, eccellente teatro d'opera, con allestimenti stimolanti, ottimi direttori giovani o meno giovani, cantanti moderni, ATTUALI, in grado di rendere anche la verità scenica dei personaggi che interpretano. La Scala resta questo "colloso" luogo di mille tetre "vestali" del Tempio (interne, esterne, tutte organizzatye in corporazioni: dall'orchestra, al coro, a chi della Scala scrive, a chi ci va, in loggione o in platea): ha come appiccicato addosso questo ruolo. E bisogna pur dirlo: è restata indietro rispetto ai tempi. Li subisce, arriva dopo...
Per modalità anche anagrafiche, io ho cominciato (intendo in età in cui si ricorda: in realtà anche un po' prima) a frequentare la Scala negli anni di Grassi e Claudio Abbado. A tutt'oggi, quel periodo mi appare come l'unica "parentesi", l'unico momento nel quale il Teatro alla Scala ha modellato il suo tempo anziché subirlo, l'unico momento in cui le accadeva di arrivare per prima. E senza perdere un grammo di identità. Non è più accaduto. Non nella Scala narcisa e chiusa in se stessa di Fontana e Muti. E neppure con Lissner, nonostante il suo ottimo occhio per i bilanci e la sua lodevole riapertura internazionale seguita ad un periodo di mentalità fondamentalmente "autarchica": Lissner sa cosa c'è di bello al mondo, e lo importa, ma poi... sta a metà del guado, frena, perché "eeeeh, ma qui siamo alla Scala!". Questa frase, davvero - con tutti gli annessi e connessi comportamentali - non la vorrei più sentire.

marco vizzardelli
vivelaboheme
 
Messaggi: 292
Iscritto il: ven 09 dic 2011, 20:08

Re: Aida Scala

Messaggioda vivelaboheme » gio 16 feb 2012, 14:02

ERRATA CORRIGE (alla fine): "comportamentali"

Ciao
m.viz
vivelaboheme
 
Messaggi: 292
Iscritto il: ven 09 dic 2011, 20:08

Re: Aida Scala

Messaggioda pbagnoli » gio 16 feb 2012, 15:10

vivelaboheme ha scritto:ERRATA CORRIGE (alla fine): "comportamentali"

Ciao
m.viz

Caro Marco,
questo non è un blog.
Hai la possibilità di correggere tu stesso quello che scrivi con la funzione "Modifica": provare per credere!
Intanto te l'ho corretta io 8)
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
Avatar utente
pbagnoli
Site Admin
 
Messaggi: 4006
Iscritto il: mer 04 apr 2007, 19:15

Re: Aida Scala

Messaggioda vivelaboheme » gio 16 feb 2012, 15:39

Thanks!
Considera, peraltro, che chi qui ti sta scrivendo, Vizzardelli Marco, è un colossale imbranato tecnologico!

Ih ih, ciao.

marco vizzardelli
vivelaboheme
 
Messaggi: 292
Iscritto il: ven 09 dic 2011, 20:08

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda DottorMalatesta » dom 01 mar 2015, 18:24

Nessuno che ci racconti dell'Aida di Roma?
Irina, come è andata?

DM
Un solo punto di vista è la vista di un solo punto
Avatar utente
DottorMalatesta
Moderator
 
Messaggi: 2696
Iscritto il: gio 12 lug 2012, 13:48

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda pbagnoli » dom 01 mar 2015, 20:08

Ce ne potrebbe raccontare WSM, se ne avesse voglia.
Intanto so che Jojo è stato stratosferico
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
Avatar utente
pbagnoli
Site Admin
 
Messaggi: 4006
Iscritto il: mer 04 apr 2007, 19:15

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda beckmesser » dom 01 mar 2015, 20:43

L’Aida di Santa Cecilia si presentava senza dubbio come l’ evento clou del (peraltro miserello) panorama operistico del 2015, e non ha deluso le aspettative. Merito in primo luogo di Pappano: di solito è direttore che convince ma non stupisce; stavolta no: un’Aida uguale a nessun’altra mai sentita prima. Si legge spesso di direttori che discutono del carattere intimistico di questa partitura, della necessità di alleggerire le sonorità, tralasciare la cornice e concentrarsi sui protagonisti. Di solito sono solo chiacchiere: con Pappano invece Aida è veramente diventata l’opera di individualità sfumate e sconfitte in partenza, schiacciate da un fatalismo senza speranza e senza orizzonte. Persino il bataclan che chiude il secondo atto, pur nell’inevitabile generosità di decibel, suonava sfumato, intimidente: la marcia trionfale con le terzine legate (come scritto da Verdi) e non scandite alla bersagliera; le danze completamente ripensate, non più un simpatico divertissement orientaleggiante ma ricondotte anch’esse ad una sorta di rito lontano e atemporale. Certi momenti, complice un’orchestra in stato di grazia, sono stati mozzafiato: cito solo l’accompagnamento al “Padre a costoro schiava non sono” di Aida, dove era sbalorditivo sentire un suono dei violoncelli così rarefatto ed intenso al tempo stesso. L’unico, inevitabile, scotto da pagare ad una lettura di questo tipo è il rischio di una generale uniformità di tinte: ma, ancora una volta, la strepitosa bravura dell’orchestra rimediava senza problemi.

Del cast, il solo Kaufmann si poneva al livello del direttore: ancora una volta, potremo stare a discutere per giorni del suo tipo di emissione, se conviene oppure no ad un autore come Verdi, e altre amenità del genere. La realtà, è che ancora una volta il personaggio, in questo caso Radames, esce completamente ripensato: non un guerriero, né tantomeno il solito cretino abbindolato da tutti quelli che lo circondano, ma un uomo innamorato e sconfitto prima ancora che l’opera inizi, per l’impossibilità dell’amore che si è scelto. Serata aperta da un “Celeste Aida” incredibile nella sessione centrale, sussurrata e sognante come dovrebbe essere (e con arcate di fiato che nemmeno Bergonzi aveva osato); e chiusa dalla più bella scena finale che abbia mai sentito: dal colore terragno e come spento del recitativo con cui la scena inizia, al caleidoscopio di grigi messi in campo ad ogni ripetizione della melodia del duetto finale.

La Harteros gli è di molto inferiore. L’idea sarebbe anche giusta: provare una strada alternativa alle solite Aidone ricche di vibrato e sensualità posticcia, puntando piuttosto a quel senso di nostalgia metafisica che, in pagine come l’aria del terz’atto, una voce tendenzialmente fissa dovrebbe naturalmente sprigionare. Ma la Harteros è decisamente troppo debole in basso e troppo fissa in alto per venire a capo di certe pagine e, malgrado l’evidente impegno, la sua è più una miniera di buone intenzioni più che un personaggio compiuto.

Tézier è bravissimo per quel che non fa: non urla, non fa il pazzo, non cade insomma nel solito Amonasro selvaggio e vociferante che si sente di solito. Ma è tutto: il personaggio fugge via senza lasciare traccia.

Bravo Schrott (e sono sorpreso): Ramfis guadagna in sottigliezza se si evitano le trombonate dei bassi profondi e cavernosi.

Buco nero della serata, l’Amneris della Semenchuk: che, per due terzi della parte, si sentiva appena e, per il terzo rimanente, non si sentiva affatto, col che la grande scena del giudizio è diventata un curioso brano sinfonico per orchestra e coro di bassi.

In definitiva, una grande serata, assolutamente da sentire per Pappano e, soprattutto, Kaufmann. Sicuramente nell’incisione anche le piccole sbavature sentite dal vivo andranno a posto e ne uscirà un’edizione uguale a nessun’altra: che, in fin dei conti, è l’unica ragione valida per farla…

Saluti,

Beck

PS: aspettiamo ora il commento dell’amico Maugham, che credo sarà ben diverso, dato che ha passato tutto il tempo a borbottare “Ah, ma vuoi mettere le mezzevoci di Gigli! Ah, ma vuoi mettere il buon Erede?”
beckmesser
 
Messaggi: 332
Iscritto il: gio 03 mag 2007, 9:10

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda dollarius@libero.it » lun 02 mar 2015, 15:23

DottorMalatesta ha scritto:Nessuno che ci racconti dell'Aida di Roma?
Irina, come è andata?

DM


Si, ci sono andata. Per miracolo, credo. Ho avuto dei problemi gravi in famiglia : Hurted : e solo rimandando la partenza ed anticipando il rientro ce l'ho fatta. E meglio cosi', perche', a mio avviso, e' stata una serata davvero indimenticabile. Il maestro Pappano ha probabilmente scelto di mettere in luce il contrasto tra la parte politica, storica, militare, corale di Aida e la parte intimista, sentimentale, familiare. E' stato come andare sulle montagne russe, un'emozione forte dietro l'altra. Ho avuto la tachicardia e la pelle d'oca dall'inizio alla fine ed occasionalmente anche le lacrime agli occhi, e vi assicuro che non mi succede spesso a teatro. L'orchestra ed il coro sono stati fe-no-me-na-li. Alla fine del secondo atto, la chiusa mi ha fatto impazzire, la fine del quarto mi ha lasciata senza parole. Totalmente soggiogata da Pappano. Non ero in platea, ero a lato dell'orchestra e ho potuto gustare ogni espressione del suo viso, ogni suo gesto. Dirigeva e con lo sguardo "parlava" con il coro. Per quanto riguarda i cantanti, tutti bravi. Il mio beniamino, Jonas Kaufmann, e' stato un Radames innamorato, sognante, triste, oppresso, coraggioso. Ha interpretato con le bellissime espressioni del suo viso ogni parola, ed ogni nota con tutte le sfumature della voce possibili ed immaginabili. Io ritengo, da ignorante, che dopo una serata dall'esito artistico cosi' alto, cercare il pelo nell'uovo sia un atteggiamento quanto meno discutibile. La Harteros ha stonato un paio di volte? (e' stata buata da un tizio). La banda e' stata un po' rumorosa nel prendere posto? I fiati hanno spernacchiato un paio di volte? Ragazzi, tutto cio' non ha di certo inficiato una serata di tale livello! Ho esagerato? Affatto : Yahooo :
Ho assistito personalmente a scene del tipo gente che si sporgeva dalle balaustre a urlare "siete l'orchestra migliore del mondo!" o ancora "siete il nostro orgoglio!" ed i violinisti che alzavano le braccia al cielo ed esultavano vittoriosi. Io, da parte mia, spero di poter parlare con il maestro Pappano il 17 marzo. Verra' a Brescia a suonare con Luigi Piovano. Voglio solo dirgli grazie, grazie dal piu' profondo del cuore! : Love :
Irina
dollarius@libero.it
 
Messaggi: 281
Iscritto il: ven 18 feb 2011, 8:54

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda DocFlipperino » lun 02 mar 2015, 16:38

grazie irina e beckmesser.
noi dovremo "accontentarci" di aspettare ottobre...... per il cd
-------------------------
è in arresto. sì! all'ottavo piano....
Avatar utente
DocFlipperino
Moderator
 
Messaggi: 749
Iscritto il: gio 08 mag 2014, 11:11

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda VGobbi » lun 02 mar 2015, 18:45

Scusa Beckmesser, ma il Radames di Gigli e' splendido vocalmente, d'altronde tutto e' splendido vocalmente o quasi tutto quello che canta Gigli. Se poi non lo vogliamo riconoscere, allora ammetto che questo sito sta diventando stretto anche per me. :twisted:
Nemmeno noi siamo d'accordo con il gobbo, ma il gobbo è essenziale! Guai se non ci fosse!
Avatar utente
VGobbi
 
Messaggi: 2455
Iscritto il: gio 05 apr 2007, 20:49
Località: Verano Brianza

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda DottorMalatesta » lun 02 mar 2015, 19:26

Che meraviglia! Che meraviglia!!!!

E Kaufmann? Meglio di Carreras con Karajan? Possibile?! :wink:

Un grazie di cuore a Beck (in attesa che il Divin si manifesti) e un affettuoso, ma proprio affettuoso saluto ad Irina!

Francesco

P.S.: Vit, sei terribile!!! :wink:

Un solo punto di vista è la vista di un solo punto
Avatar utente
DottorMalatesta
Moderator
 
Messaggi: 2696
Iscritto il: gio 12 lug 2012, 13:48

Re: Aida (Verdi)

Messaggioda pbagnoli » lun 02 mar 2015, 21:27

VGobbi ha scritto:Scusa Beckmesser, ma il Radames di Gigli e' splendido vocalmente, d'altronde tutto e' splendido vocalmente o quasi tutto quello che canta Gigli. Se poi non lo vogliamo riconoscere, allora ammetto che questo sito sta diventando stretto anche per me. :twisted:

Per me non c'è problema!
Stavo giusto cercando il pretesto buono per bannarti: grazie di avermelo fornito!!! 8)
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
Avatar utente
pbagnoli
Site Admin
 
Messaggi: 4006
Iscritto il: mer 04 apr 2007, 19:15

PrecedenteProssimo

Torna a visto a teatro

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 13 ospiti

cron