Die Frau ohne Schatten (Strauss)

recensioni e commenti di spettacoli visti dal vivo

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Die Frau ohne Schatten (Strauss)

Messaggioda pbagnoli » mar 23 set 2008, 20:54

AMSTERDAM - 2008


I nostri due viaggiatori sono tornati da due giorni, ma per adesso tacciono sulle meraviglie che hanno visto.
Io, che sono molto invidioso, mi sono scaricato da Internet il solo audio della "Donna senz'ombra" di Amsterdam che vedeva impegnati la brava Gabriele Fontana, Doris Soffel e, soprattutto, Klaus Florian Vogt come Imperatore e Evelyn Herlitzius come Moglie del Tintore.
Vogt, al solo ascolto, fa una gran bella impressione con la sua voce chiara e limpida che fa piazza pulita di tutte le incrostazioni deposte dai "tenoroni" wagneriani, ma un uccellino obeso mi ha detto che la sua performance globale non è stata così esaltante come era lecito aspettarsi.
Provate anche voi a scaricare i files e date il vostro parere!
Magari prima o poi anche i due viaggiatori diranno la loro... :evil:
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
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Re: Una Donna olandese

Messaggioda MatMarazzi » mer 24 set 2008, 13:19

pbagnoli ha scritto:I nostri due viaggiatori sono tornati da due giorni, ma per adesso tacciono sulle meraviglie che hanno visto.


Forse perchè abbiamo dovuto recuperare sul lavoro una settimana da michelacci in giro per l'Europa! :)
Comunque le quattro rappresantazioni a cui abbiamo partecipanti sono state esaltanti, come e forse persino più del previsto: esperienze da annali dell'opera.

Io e Maugham ci siamo così ripartiti i compiti:
lui recensirà la Frau.
Io la Turandot di Carsen.
Quindi lui si lancerà nella Fanciulla del West del Covent Garden.
E io terminerò con Cavalleria e Pagliacci di Jones all'ENO.

Vogt, al solo ascolto, fa una gran bella impressione con la sua voce chiara e limpida che fa piazza pulita di tutte le incrostazioni deposte dai "tenoroni" wagneriani, ma un uccellino obeso mi ha detto che la sua performance globale non è stata così esaltante come era lecito aspettarsi.


Io e te, nei magnifici Meistersinger di Bayreuth, avevamo assistito a una performance di Vogt da lasciare allibiti: un Walther talmente grandioso da ribaltare tutte le classifiche storiche.
Bene! Il suo Imperatore mi parso assai distante da un tale livello.
Ben cantanto, argenteo sugli acuti, altero e seducente, forse fin troppo algido (non per la tradizione, ma per i miei gusti).
Non è vocalmente che ha deluso, benché la seconda parte del monologo del Falke abbia accusato anche qualche tensione, ma come costruzione del personaggio.
Un livello di buona sufficienza, non una abbagliante eccellenza come a Bayreuth.
Forse Vogt è uno di quei cantanti che ha bisogno di essere stimolato: ad Amsterdam il buon vecchio Homoki (la cui produzione si avvicina ai vent'anni di vita) non era forse il regista giusto.
Chi non ha certo bisogno di stimoli è la Herlitzius: è una tale forza della natura che farebbe bella figura anche con Pizzi e Zeffirelli...
Ma non voglio dire di più: attendo anche io la recensione di Maugham.

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Re: Una Donna olandese

Messaggioda Maugham » mer 24 set 2008, 13:42

MatMarazzi ha scritto:Forse perchè abbiamo dovuto recuperare sul lavoro una settimana da michelacci in giro per l'Europa! :)


Hai ben ragione! Meglio non pensare, piegar il capo e incurvar la schiena! :evil:
Il pane lo guadagni col sudore, e l'ora della recensione va rubata, fra spasimi e paure
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Re: Una Donna olandese

Messaggioda pbagnoli » ven 26 set 2008, 14:54

Trovate qui la recensione di Maugham. Scusate la foto che mi è venuta un po' piccola, ma ho qualche casino nel sistemare il tutto.
Qualche uom fido provvederà!
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Re: Una Donna olandese

Messaggioda MatMarazzi » ven 26 set 2008, 15:14

pbagnoli ha scritto:Trovate qui la recensione di Maugham.


splendida! :)
E lo dico da testimone oculare!
Però, Pietro, mi pare che dalla home non funzioni il link all'articolo. Mi è toccato entrare dalla pagina dei backstages.

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Re: Una Donna olandese

Messaggioda pbagnoli » ven 26 set 2008, 16:08

MatMarazzi ha scritto: Però, Pietro, mi pare che dalla home non funzioni il link all'articolo. Mi è toccato entrare dalla pagina dei backstages.

Salutoni,
Mat

Problema risolto!
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Re: Una Donna olandese

Messaggioda Tucidide » sab 04 ott 2008, 17:09

Faccio anch'io i miei complimenti a Maugham... attendo con interesse le altre recensioni del tour. :mrgreen:
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Re: Una Donna olandese

Messaggioda Maugham » sab 15 nov 2008, 22:48

Tucidide ha scritto:Faccio anch'io i miei complimenti a Maugham... attendo con interesse le altre recensioni del tour. :mrgreen:


http://it.youtube.com/watch?v=BPnpxH0PuxA

Tanto per averne un'idea.
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Frosch a FI

Messaggioda Maugham » dom 09 mag 2010, 12:54

FIRENZE 2010


La serata è cominciata stile Don Camillo e Peppone. Si abbassano le luci e Mehta arringa la folla con il piglio del capopolo. Non ho nulla da dire sulle attuali ritorsioni dei lavoratori dell'opera al decreto Bondi. Non ho nulla da dire sia perchè trovo sacrosanta qualsiasi forma di protesta, ma soprattutto perchè non ho letto il decreto. Se non ho tempo per operadisc :cry: figuratevi se ho tempo per informarmi. E quindi non azzardo opinioni. Però non sopporto le proteste -legittime o meno- fatte in un luogo per me sacro come un teatro a pochi attimi dall'apertura del sipario. Lo considero una sorta di stupro, una specie di fastidioso bagno di realtà prima dell'inizio di un rito. E invece mi sono sorbito dieci minuti di pistolotto, con dentro i soliti luoghi comuni sulla cultura, la musica che eleva, ringraziamenti ai mediatori sindacali, complimenti al senso del dovere dei lavoratori, Firenze culla della cultura europea, etc. Applausi ogni tre parole come in un film di Alberto Sordi e quando dal pubblico si è levata una voce che ha gridato i nomi di Bondi e Nastasi, Mehta ha risposto che non era necessario fare nomi: "i politici cambiano a turno mentre NOI rimaniamo qui!" Ovazione oceanica. Mancavano solo le cheerleaders. Rinfrancato da tale consenso il Maestro ha invitato il pubblica ad intasare di email e telefonate il Ministero perchè nei prossimi due mesi il decreto non venga convertito in legge. Amen.
Finalmente il macchinone straussiano si è messo in moto.
Ormai è chiaro lo stile del Metha anziano alle prese con grandi capolavori del teatro di area tedesca. Bel suono nei fortissimo, tempi lenti, dettagli della strumentazione messi in evidenza con cura certosina, poco senso del teatro, a volte noia, a volte no ma solo per lo scintillante baccano della falange straussiana buttata all'attacco. Da un punto di vista linguistico siamo ancora fermi a mezzo secolo fa. Con l'aggravante che, per il pubblico del 1950, una certa ampollosità d'accento poteva anche essere, nel teatro di Strauss, portatrice di valori condivisi; adesso, che di Strauss abbiamo scoperto le inquietanti e infernali ombre, è solo una bolla vuota che si ammira come si ammira uno spettacolare seno costruito al silicone. Le dimensioni contano, sembra dirci Mehta, sbracciandosi nel più turgido e squassante finale III che io abbia mai ascoltato dal vivo.
Purtroppo al grande direttore poco arrivava dal palcoscenico. Lo spettacolo di Kokkos è stato il solito funereo, macchinoso, colorato, tecnologico allestimento che ormai siamo soliti vedere quando mancano sia, per dirla con Mat, tecnica e contenuti. Cantanti fermi, gesti stereotipati, il falco sotituito da un ballerino, proiezioni, didascalismi. Avrei voluto fermare lo spettacolo e, con un microfono scendere in mezzo al pubblico per chiedere: "Avete capito chi è la Nutrice?", "Perchè l'Imperatrice vuole l'ombra?", "Perchè l'Imperatore deve essere trasformato in pietra?", "Chi è il falco?". E invece siamo andati avanti per più di tre ore con siparietti, mimi girandoloni, la reggia di Keikobad come una cappelletta da cimitero circondata da cipressi. Mal che vada, sembrava dire Kokkos, tiro giù un tulle e ci proietto sopra luci cangianti a tempo con la musica.
Voci? La signora Barak era Elena Pankratova. Voce da Brunnhilde e fisico da Orietta Berti, la Pankratova ha mostrato però un'organizzazione vocale in grado di deliziare i vociomani più osservanti tra il pubblico. Begli acuti (tolti quelli massacranti alla fine dell'apertura del III), centri corposi e gravi timbrati non hanno potuto sopperire a un fraseggio generico e a un senso della parola declamata assolutamente assente. La Pieczonka (Imperatrice) ha problemi con la tessitura della parte -lo si sapeva in partenza- ed è quindi partita con il piede sinistro, ma si è risollevata nel Terzo atto dominando da autentica primadonna la scena. Davvero molto brava. Lo ammetto, con questa signora parto sempre prevenuto (anche all'Ariadne dell'anno scorso di Monaco) e poi finisco per ricredermi. In breve, è stata lei quella che ci ha regalato i momenti migliori di questa Frau. Sembrava galvanizzare anche Mehta. Dohmen, bravissimo nel primo atto, sembrava come affaticato nel terzo. Però il suo Barak, finalmente duro, ruvido, e lontano dalle paciosità semntimentali e buoniste di molti interpreti, mi ha colpito. In molti sono rimasti colpiti dalla Nutrice della Braun. Io no. Attrice debole -i soliti atteggiamenti da burattino danzante per far capire che si tratta di una creatura soprannaturale- e cantante genirica. Resta l'Imperatore di Kerl. Per dirla con Celletti era "espressivo come un paracarro". Non che l'Imperatore richieda chissà quali strumenti d'analisi, ma , nel monolgo del II atto, a un tenore si richiede, come minimo, che almeno provi a differenziare con l'accento quando è arrabbiato e quando all'arrabbiatura si sotituisce il dolore e il disinganno. Anche perchè, in partitura, Strauss aiuta molto cambiando la ritmica da due in quattro seguendo le parole del testo per sottolineare lo stato d'animo. Kerl no. Fermo al proscenio a fare l'aria. Stesso volume, stesso suono, stesso accento.
Orchestra del Maggio che suona mgnificamente bene. Ottoni intonatissimi, archi setosi, legni precisi. Mi piacerebbe sentirla con qualcuno di più audace del nostro Mehta-De Mille.
Successo oceanico e calorosissimo.
Teatro gremito. C'era anche Carla Fracci.
WSM
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Re: Frosch a FI

Messaggioda Tucidide » dom 09 mag 2010, 13:11

Presente anch'io ieri sera, essendo riuscito, in compagnia di tre fidati amici melomani, a farmi convertire il biglietto che avevo per la recita domenicale annullata per sciopero.
Devo dire che concordo in linea di massima con WSM sulla parte artistica. A me Mehta è piaciuto abbastanza nel III atto, discretamente nel I, poco nel II. Ma al III ero oramai estenuato, soprattutto dalla noiosità dello spettacolo.
Dohmen benissimo nel I atto, poi si è come seduto, e anche la voce non era molto a posto. A me la Amme non è piaciuta per niente, così come il Geisterbote. La Tintora della Pankratova aveva tutti i difetti lamentati da WSM, ma alla fine per me è risultata convincente. Meno convinto sono rimasto dalla Pieczonka, non solo da un punto di vista vocale: non mi ha lasciato nulla di particolare, salvo, devo dirlo, nel II atto. Non mi è invece dispiaciuto Kerl: ha cannato un acuto nel I atto, ma ha portato a casa con onore lo stupendo monologo del Falco del II atto, purtroppo funestato dai tempi di Mehta, da uno scrocco del corno e da qualche suono sporco dei violoncelli.
Sull'arringa di Mehta, io non sarei drastico. Io poi non considero il teatro un tempio, e la rappresentazione non un rito sacro. Sono un po' più prosaico. :) L'unica cosa, è vero, è che l'arzillo Zubin è stato un po' troppo logorroico. Meglio avrebbe fatto a dire due parole due, icastiche, senza perdersi nella cronaca salimbeniana delle ultime giornate, davvero estenuante, quasi quanto i suoi tempi. :)
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Re: Frosch a FI

Messaggioda MatMarazzi » dom 09 mag 2010, 14:34

Quello che avete scritto mi conforta.
Alla lettura del cast avevo assolutamente previsto la "baracconata" alla Mehta e alla Kokkos. Quanto al cast, completamente sbagliato, avrà pur dato qualche piccola soddisfazione, non di meno amo e conosco troppo quest'opera per portare i soci del Wanderer Club (che me l'avevano chiesto implorandomi) a vedere una simile inutilità.

Riguardo al pistolotto di Mehta, trovo la cosa oltraggiosa, idiota, vergognosa (ma in fondo non sorprendente, conoscendo l'artista...).
E non perchè, come Maugham, io consideri il teatro un "tempio" ma perchè occorre avere rispetto anche di coloro che, pagando il biglietto nella convinzione di dover assistere a un'opera, hanno il diritto di pensarla diversamente, senza farsi imporre in modo "proclami politici" che non si condividono.
Io amo l'opera, ma odio i teatri d'opera in Italia, pessimi come gestione, come qualità, come risultati, rifugio di privilegi politici e sindacali, e che pure (in 13) assorbono 6000 dipendenti, sperperano milioni di euro e finiscono regolarmente in rosso... per cosa? Per spettacoli che molto spesso (a voler essere cauti) fanno ridere.
Qualsiasi cosa si faccia "contro" questo sistema, anche se fatta male, io l'approvo.

Eppure non andrei mai a teatro (benché come pubblico pagante ne avrei più diritto di Mehta) ad ammorbare il pubblico con le mie idee, magari con un bel megafono in mezzo alla platea. Il pubblico ha diritto di sentirsi l'opera senza subire i proclami miei o di chiunque altro.
Meno ancora ne ha il diritto quel trombone pronto ad accorrere ovunque pur di raccattare soldi... che pensi a dirigere in modo meno retorico e pesante di come ha fatto nelle ultime cose che gli ho sentito fare, e questo sarà già un bel passo avanti nella difesa della "cultura".

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Re: Frosch a FI

Messaggioda Pruun » dom 09 mag 2010, 16:01

Io non sono d'accordo con te: il decreto in questione non va contro il sistema, ma mira a lasciare alcune tra le cause principali di questo sistema al loro posto:
- sovrintendenti incapaci
- direttori artistici che di artistico non hanno nulla
- sprechi a bizzeffe

che si colpiscano i lavoratori anziché i capoccia politici e responsabili di 'sto casino per me è assolutamente inconcepibile.
Non entro nel merito dell'arringa di Mehta perché non c'ero, ma non posso concordare con qualunque cosa va bene contro questo sistema perché (anche se capisco la tua provocazione :wink: ) a me pare che si stia scendendo sempre più in basso.
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Re: Frosch a FI

Messaggioda MatMarazzi » dom 09 mag 2010, 16:18

Pruun ha scritto:- sovrintendenti incapaci
- direttori artistici che di artistico non hanno nulla
- sprechi a bizzeffe


Mi spiace Pruun, ma queste non sono "cause", sono conseguenze.
La causa è a monte.

che si colpiscano i lavoratori anziché i capoccia politici


Rischio di uscire dal tema, e soprattutto dai limiti che ci siamo imposti al forum (di non parlare di polica, perchè inquinerebbe la serenità dei discorsi).
Ma sono ultrastufo di sentir parlare dei "poveri lavoratori".
I lavoratori pubblici dello spettacolo sono una delle categorie più schifosamente protette e tutelate.
E sono loro (mostruosamente esuberanti rispetto alle esigenze di un teatro d'opera e lasciamo stare i criteri con cui sono stati assunti) a rappresentare la principale causa dei costi allucinanti dei nostri teatri e relativi passivi
Piantiamola di definirli "vittime". Vittime sono le migliaia di giovani musicisti a spasso, ridotti a vivere di compromessi, perché "entrare in un'orchestra pubblica" è impossibile (a causa delle barriere che da sempre proteggono chi il lavoro ce l'ha già).
Il responsabile di sto casino non sono i "politici", ma una mentalità statalistica che sarà la nostra rovina, anzi lo è gia.

I poveri lavoratori? Che alla Scala hanno beccato l'indennità di studio per il Tristano... perché non sarebbe opera di repertorio?
O i lavoratori "giardinieri" assunti fissi al Massimo Parlermo, che non ha giardino?
Stiamo chiudendo gli occhi... continuiamo a ripetere queste fandonie moralistiche e non vogliamo vedere il disastro che si apre davanti a noi.

Scusa, ma la penso così.
Salutoni,
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Re: Frosch a FI

Messaggioda Pruun » dom 09 mag 2010, 19:31

Io credo fermamente che lo stato debba garantire determinate cose e che non ci si possa affidare esclusivamente ai privati... vabbé, sotto questo punto di vista sono profondamente statalista.
Il problema di questo decreto è che non fa nulla di serio per risolvere la situazione e determinate piaghe, tra cui quelle che citi tu.
Non si fa uno studio serio, una riforma dei contratti (che permetterebbe di eliminare certe ridicole indennità messe lì per aumentare la retribuzione), un'analisi... si prende e si taglia tutto (no, tutto proprio no, le cariche politiche restano).
Alé, così son buono pure io... prendo la tovaglia e la getto con tutto quello che c'è sopra... ma se sopra c'era anche la mia cena io non mangio...
è questo che non mi va: d'accordo, certi privilegi vanno eliminati, d'accordo certe situazioni vanno sfoltite... ma non è questo il modo.
Un primo passo dovrebbe essere lo svincolare i teatri e la loro gestione dal comune e dalla politica: lo stato può garantire finanziamenti senza necessariamente legare la politica locale alla vita del teatro (e necessariamente alla sua programmazione)... questo è uno dei tanti aspetti che il decreto non tocca minimamente.
A me pare la solita mossa finto-populista, o almeno così la vedo io.

Salutoni anche a te... come al solito siam su opposti lidi :mrgreen:
G.
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Re: Frosch a FI

Messaggioda elvino » lun 10 mag 2010, 1:36

MatMarazzi ha scritto:
Pruun ha scritto:Pruun ha scritto:
- sovrintendenti incapaci
- direttori artistici che di artistico non hanno nulla
- sprechi a bizzeffe

Mi spiace Pruun, ma queste non sono "cause", sono conseguenze.
La causa è a monte.


che si colpiscano i lavoratori anziché i capoccia politici


Rischio di uscire dal tema, e soprattutto dai limiti che ci siamo imposti al forum (di non parlare di polica, perchè inquinerebbe la serenità dei discorsi).
Ma sono ultrastufo di sentir parlare dei "poveri lavoratori".
I lavoratori pubblici dello spettacolo sono una delle categorie più schifosamente protette e tutelate.
E sono loro (mostruosamente esuberanti rispetto alle esigenze di un teatro d'opera e lasciamo stare i criteri con cui sono stati assunti) a rappresentare la principale causa dei costi allucinanti dei nostri teatri e relativi passivi
Piantiamola di definirli "vittime". Vittime sono le migliaia di giovani musicisti a spasso, ridotti a vivere di compromessi, perché "entrare in un'orchestra pubblica" è impossibile (a causa delle barriere che da sempre proteggono chi il lavoro ce l'ha già).
Il responsabile di sto casino non sono i "politici", ma una mentalità statalistica che sarà la nostra rovina, anzi lo è gia.

I poveri lavoratori? Che alla Scala hanno beccato l'indennità di studio per il Tristano... perché non sarebbe opera di repertorio?
O i lavoratori "giardinieri" assunti fissi al Massimo Parlermo, che non ha giardino?
Stiamo chiudendo gli occhi... continuiamo a ripetere queste fandonie moralistiche e non vogliamo vedere il disastro che si apre davanti a noi.

Scusa, ma la penso così.
Salutoni,
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Sottoscrivo in toto in Italia aveva propio ragione Tancredi del Gattopardo "BISOGNA CHE TUTTO CAMBI PERCHE' TUTTO RIMANGA COM'E'" e infatti in 150 anni di unita' siamo sempre più andati di male in peggio,e non occorre dire altro : Andry :
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