Teatro alla Scala tra passato, presente e futuro

problemi estetici, storici, tecnici sull'opera

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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda Freniano » mer 12 mar 2014, 16:10

teo.emme ha scritto:
mattioli ha scritto: Non vi dico quando il matusalemme alla mia destra ha scoperto che l'opera era in russo (ma forse era teo.emme che si lamenta che non si traducano più...).

Sorry AM...non supero i 40 e non è facile vedermi alla Scala..


Tra l'altro ormai, visto il pubblico dominante in Scala, è più probabile che traducano in russo le opere italiane che non l'opposto... :)
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda mattioli » mer 12 mar 2014, 16:11

Sorry AM...non supero i 40 e non è facile vedermi alla Scala..


Ah beh, a leggerti te ne davo un'ottantina... :mrgreen:
E come mai non vai alla Scala? Non devi tutelare l'opera da questa turba di pagliacci da circo? :mrgreen:
Scusa, sai, teo.emme, qui si scherza, si cazzeggia : Nar :

AM
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda mattioli » mer 12 mar 2014, 16:13

Tra l'altro ormai, visto il pubblico dominante in Scala, è più probabile che traducano in russo le opere italiane che non l'opposto...


Questa è ottima! E' verissimo!
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda teo.emme » mer 12 mar 2014, 18:03

mattioli ha scritto:Ah beh, a leggerti te..

E invece son 39! Comunque alla Scala non ci vado per diversi motivi: per tutelare qualcosa occorre che quel "qualcosa" interessi... Sinceramente non provo molto interesse per quel che vi programmano da un bel po' di stagioni. Quel che ho visto recentemente mi ha lasciato deluso e ci sono gravi problemi di ordine artistico (l'orchestra deve ritrovare una sua identità e costanza). Aggiungiamo pure la fumosa - ed è un eufemismo - gestione della biglietteria e il quadro si completa. Inoltre - non essendo melomane - l'opera mi interessa relativamente: prediligo altro repertorio (sinfonico, concertistico, cameristico e sacro).
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda vivelaboheme » gio 13 mar 2014, 0:43

39 o 93? Sicuro che le cifre sono nel giusto ordine?
No dài, scherzo! Solo che io ne ho 55 e ho, ma solo fino a luglio, questo vantaggio: comunque giri le cifre, il 5 prima o dopo il 5, l'età resta la stessa!
Comunque, la Scala ha tanti problemi ma questo Rimsky è una goduria: Cerniakov, la miglior direzione non-wagneriana di Boim, le due protagoniste. Ce n'è, ce n'è! Sputar veleno su questo spettacolo imporrebbe la visita allo studio di un bravo medico
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda Marco Ninci » gio 13 mar 2014, 6:43

Caro Mattioli, la mia logica mi suggerisce due cose. La prima. Io lo splendido Macbeth di Strehler e Abbado l'ho visto due volte. Ma non aveva nulla che un pubblico di di media intelligenza non potesse applaudire negli anni Settanta. Se tu quel successo lo porti come una prova che il pubblico della Scala poteva applaudire cose inconsuete, allora consideri questo pubblico composto di deficienti. Molto, molto più di me.La seconda. Tu mi dai del fan. E non nego di avere molta simpatia per il Maestro Muti. Ma tu parli in maniera evidentissima come fanatico di Claudio Abbado e come un esempio assoluto di ciò che nei famigerati vent'anni si dicveva essere il"vedovo abbadiano". Anni per altro di cui tu sai ben poco, visto che per tua stessa ammissione alla Scala non andavi mai. Quindi, se quegli anni li disprezzi, lo fai per per partito preso. Ciò che si voleva dimostrare. Ti si può quindi affibbiare con una certa ragione un magnifico proverbio delle mie parti, "cencio dice male di straccio". In ogni modo, sono molto contento di aver fatto la tua conoscenza, un po' ruvida ma sincera.
Ciao
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda DottorMalatesta » gio 13 mar 2014, 9:06

DottorMalatesta ha scritto:Intervengo a proposito delle "stoccatine" tra Marco Ninci e Mattioli per 1. invitarvi alla serenità : Sailor : ; 2. domandarvi: e se aveste ragione entrambi?
Voglio dire, al di là della logica, che quando si parla di Opera in generale e di Milano e Teatro alla Scala in particolare proprio non mi sembra il caso di tirare in ballo :mrgreen: , non è possibile che il problema stia un po´ da entrambi i lati della barricata (spettatori da una parte e dirigenza musicale/artistica dall´altra)? E questo, forse, indipendentemente dall´ereditá più o meno scomoda lasciata da Muti o da Lissner ai loro successori... La domanda delle domande, alla fine, è: perché tutto questo si verifica solo in Italia, e prevalentemente nel teatro volenti o nolenti più importante del Paese??? Forse ha ragione il Dinvino (vabbè.... sai che storia! :mrgreen: ) e la questione si riduce ad un problema di DIALOGO tra dirigenza e pubblico. Dialogo che talora si è saputo costruire, talora lo si è rifiutato, talora lo si è proposto nei mezzi sbagliati...

Che dite?
Modero troppo?
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda mattioli » gio 13 mar 2014, 9:24

Caro Ninci,
il Macbeth sì, e poi i cicli Mussorgskij, Berg e così via. Ma è inutile, tanto ti ha già risposto una voce poco fa, quella di Mascherpa, a proposito del Wozzeck. Quanto al Ventennio, alla Scala ci sono andato anche troppo. E ho apprezzato molto poco quel che faceva il Maestro (mi raccomando, con la maiuscola, come sui giornali. Un po' meno del DUCE tutto maiuscolo dell'altro Ventennio, ma ci saremmo arrivati).
Intanto scusa se quoto, ma se vogliamo avere una discussione e non un semplice scambio di invettive forse sarebbe meglio partire dalla storia:

Ecco, appunto: negli Anni Settanta-Ottanta fu spiegato al pubblico della Scala che il Wozzeck era una normale opera di repertorio e che Verdi e Rossini potevano anche non essere messi in scena modello belle statuine.
Negli Anni Novanta gli si è spiegato che Verdi era La traviata della Cavani o il Nabucco di De Simone (par di sognare) e che Gluck andava fatto con le piume in testa.
Oggi questo pubblico (ripeto: non tutto) va nel pallone perché Cerniakov e Michieletto, cioè la normalità nel resto del mondo, sono dei pagliacci.
Saranno anche illogici, ma questi sono i fatti.


Stammi bene.
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda DottorMalatesta » gio 13 mar 2014, 12:03

vittoriomascherpa ha scritto:
vivelaboheme ha scritto:Sputar veleno su questo spettacolo imporrebbe la visita allo studio di un bravo medico.

Per quel che vidi a Berlino, sputar veleno su questo spettacolo sarebbe senza dubbio sciocco partito preso; ma trattare come affetti da patologie coloro che lo facessero, implica, a mio sommesso parere, che si debbano considerare tali anche coloro che scoprono nuove genialità un giorno no e due sí.


Siamo sempre nell´ambito psicopatologia della vita operistica!
:mrgreen:

Comunque, al di là del caso specifico, l´abilitá formale e contenutistica di Cerniakov (genio, non genio? Ai posteri l´ardua sentenza...) è dimostrata da quello che ha realizzato. E forse, più che a questa Sposa, penso a Wozzeck, Macbeth, Dialoghi delle Carmelitane, Don Giovanni.

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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda mattioli » gio 13 mar 2014, 12:17

Infatti in tutto il dibbbattito (stantìo, scusate) sulle regie c'è un aspetto che nessuno prende mai in considerazione: quello tecnico. Si sta sempre a discutere del significato o addirittura della liceità (par di sognare...) delle sedicenti "riletture" e nessuno si sofferma mai su COME vengono effettuate.
Ancor più paradossale che di questa marchiana incapacità soffra soprattutto chi pone le questioni tecniche al centro delle sue valutazioni: per esempio, dei cantanti...
E' comunque dagli ultimi scambi è ormai evidente che il forum di operadisc non è in realtà un sito di discussione operistica, ma uno sfogatoio per tenere buoni i pazienti di quel grande manicomio che è l'opera... : Doctor :
Ciao miao bao

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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda DottorMalatesta » gio 13 mar 2014, 12:25

mattioli ha scritto:E' comunque dagli ultimi scambi è ormai evidente che il forum di operadisc non è in realtà un sito di discussione operistica, ma uno sfogatoio per tenere buoni i pazienti di quel grande manicomio che è l'opera... : Doctor :


Ti sembra un caso che l´amministratore e boss sia un medico e uno dei due moderatori un neurologo?

:mrgreen:

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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda mattioli » gio 13 mar 2014, 12:36

Sulle percentuali la penso un po' diversamente, anche perché i confini fra le due categorie sono quantomai labili.

Invece

Il fallimento è poi garantito, sempre a mio sommesso parere, quando un regista tradizionale ammicca alle «idee dei novator».


su questo sono d'accordo al mille per cento. E' ma-te-ma-ti-co.

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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda DottorMalatesta » gio 13 mar 2014, 12:38

vittoriomascherpa ha scritto:Personalmente mi sono fatto una statistica: oggi il 90% delle "riletture" va fuori bersaglio e il 95% delle regie "tradizionali" è inguardabile. Questo comporta che, oggi, la probabilità d'uscire soddisfatti da una "rilettura" sia doppia di quella d'uscire non disgustati da una regia "tradizionale".


:lol: :lol: :lol:

GRADIOSO!!!!

DM

P.S.: e comunque sulle statistiche molto dipende dal "dove". Voglio dire, restando alle regie "tradizionali" se considerassimo la Scala resteremmo delusi il 99,9 periodico % delle volte, se considerassimo il Met (forse) sarebbe vero il contrario....
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda reysfilip » gio 13 mar 2014, 20:09

DottorMalatesta ha scritto:P.S.: e comunque sulle statistiche molto dipende dal "dove". Voglio dire, restando alle regie "tradizionali" se considerassimo la Scala resteremmo delusi il 99,9 periodico % delle volte, se considerassimo il Met (forse) sarebbe vero il contrario....


Oddio caro dottore, anche su questo non lo so. Sei tu il primo a condannare le regie tradizionali che McVicar ha fatto oltreoceano.
Forse alcune nuove produzioni sono trattate in maniera migliore, vedi l'Eugene Onegin inaugurale, ma non so quanto ci entusiasmeremo per le altre (tra cui c'è ancora, ricordiamolo, la Boheme di Zeffirelli). Il nostro beckmesser ha infatti stroncato altrove la regia del Werther con Kaufmann che sembra la cosa più tradizionale possibile. Il regista Eyre curerà tra l'altro le Nozze inaugurali della prossima stagione.
Insomma, secondo me dipende sempre chi fa queste fantomatiche regie tradizionali. Una Warner può tranquillamente fare centro, ma tanti altri no.
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Re: Sposa dello Zar alla Scala

Messaggioda Marco Ninci » sab 15 mar 2014, 11:01

Caro Francesco, io mi rifiuto assolutamente di essere considerato uno di quei melomani isterici dei quali i forum costituirebbero i luoghi di sfogo. E' una considerazione che offende me e la mia intelligenza. Io ho pensato che fosse stata detta una cosa completamente inesatta e ho ritenuto mio dovere intervenire. Un dovere, non un piacere. Dei venti anni di Muti alla Scala si possono avere le opinioni più diverse; è lecito e non sarò io a contestare un simile diritto. Ma quando uno dice che Muti in quei venti anni ha ridotto la Scala a una dimensione nemmeno provinciale, addirittura paesana, afferma una cosa talmente assurda che non c'è nemmeno da perderci tempo a discuterne. E', oltretutto, un'opinione così sconsideratamente tipica di un fan abbadiano, come tutti sappiamo che Mattioli è, che francamente ci se ne dovrebbe vergognare. Di conseguenza, la diversità, sostanziale, fra me e un simile e detestabile tipo di fanatismo è che io mai e poi mai mi azzarderei fare il tifo a parti inverse. Io non mi sono perso un'opera del periodo di Abbado alla Scala e ben pochi dei suoi concerti. Ho per lui un'ammirazione infinita. E' questo disprezzo che i fan di Abbado hanno per Muti che mi sembra una cosa futile, di infimo livello, rabbiosa. Io ho fatto attività di ricerca e di insegnamento in filosofia antica per quaranta anni alla Normale di Pisa e quindi so bene che cosa sia una scuola, e una scuola di grande livello. Proprio per questo penso che i teatri lirici abbiano un ruolo educativo diverso da quello di una scuola. Io sono abbligato a far conoscere le ricerche più recenti, anche quelle che considero sbagliate. I teatri invece questo obbligo, a mio modesto parere, non ce l'hanno. Hanno invece l'obbligo, in chi li dirige, di proporre una propria visione del mondo, un obbligo che non può essere ridotto alla banale missione di far conoscere tutto ciò che è in giro nel mondo dell'opera e della musica in genere. A parte poi il fatto che qui si parla esclusivamente di messe in scena (non starò a ricordare che con Muti alla Scala sono stati presenti anche Ronconi e Carsen e Strehler e Herzog, non soltanto De Simone e Pizzi). Dal punto di vista musicale molte realizzazioni di Muti sono state da mozzare il fiato, dal Guglielmo Tell, al Rigoletto, alla Donna del Lago, al Nabucco, ai vari Gluck, alla Lodoiska etc. Un'ultima annotazione. Io ho visto dal vivo a Bayreuth l'emozionante Ring di Boulez e Chéreau. Ma l'esperienza musicalmente più grande della mia vita è stato, senza possibili paragoni, il Wagner diretto da Karajan a Salisburgo, con messe in scena tradizionali e il cui sapore era scarso. L'esperienza più grande e, soprattutto, più "innovativa". I "Meistersinger" dell'inizio degli anni Settanta la più grande serata d'opera cui abbia mai assistito. E, se proprio vogliamo spaccare il capello in quattro, il "Quintetto" di quei "Meistersinger" il momento più magico offertomi da un'esecuzione d'opera. Segno che il concetto di "innovazione" non è a senso unico come tanti vorrebbero mediocremente intenderlo.
Cordiali saluti
Marco Ninci
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