Criticando il critico...

problemi estetici, storici, tecnici sull'opera

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Re: Criticando il critico...

Messaggioda Enrico » ven 22 mar 2013, 22:48

RASSEGNA STAMPA
E va bene, cedo alla tentazione e vi propongo, dopo una ricerca tra gli articoli firmati da Isotta nell'archivo storico del Corriere, consultabile liberamente online, la seguente antologia di giudizi sul direttore d'orchestra Gabriele Ferro:

Impietosamente e' stato dal loggione vilipeso anche il direttore d' orchestra Gabriele Ferro. A onor del vero, egli ha assicurato una corretta conduzione dello spettacolo, seppur senza colori, in calma piatta; ma, per adoperato che si sia ad attenuare alquanto gli effetti della pesante orchestrazione di Rossini, troppa strada sotto questo profilo avrebbe dovuto ancora percorrere, a tratti l' esecuzione apparendo sinfonica con accompagnamento vocale.
(Maometto II di Rossini alla Scala, 1994)

...la scelta di Stravinski è così solida da giustificarsi da sé, né disprezzabile appare l' esecuzione di essa (direttore d'orchestra, diligente, Gabriele Ferro)
(Persephone e Oedipus Rex di Stravinski al San Carlo, 2001)

Sul podio il maestro Gabriele Ferro. Questi impugna la bacchetta direttoriale come fosse quella di un rabdomante. Occorre dire che il suo tentativo di diligenza trasforma gli accompagnamenti di Verdi in qualcosa di noioso «oltre ogni umana idea» (Romani). Degli stacchi di tempo, a parte due casi di vertiginosa velocità, egli ha una concezione in parte da Valse triste, in parte da marcia funebre. [...] Ci permettiamo di suggerire almeno all' illustre concertatore di farsi cucire lungo la striscia dei pantaloni del frac la manica sinistra della giacca: impossibilitati a intervenire braccio e mano sinistri, si avrebbe non dico lucro cessante, ma riduzione del danno emergente. L' orchestra del San Carlo, peraltro, è così strepitosamente brava da cavarsela da sé. Nell' «interno» del I atto, tenore e baritono non si trovano d' accordo sulla tonalità; il maestro resta super partes.
(Il Trovatore di Verdi al San Carlo, 2004)

Il maestro Gabriele Ferro dirige con grande pulizia e un mirabile senso dell' equilibrio fra l' analisi e la sintesi.
(Il Ratto dal Serraglio, 2011)

Ferro, d' accordo col regista Luca Ronconi, ha non sbagliando scelto di tenere in buca il coro; l' orchestra napoletana fornisce una prestazione smagliante.
(Semiramide di Rossini al San Carlo, 2011)

Il successo è meritato. Il maestro Gabriele Ferro dirige con peritissima tecnica e grande facilità: la sua parte è difficile, ha dovuto provare a lungo.
(I Pescatori di Perle al San Carlo, 2012)
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda DottorMalatesta » ven 22 mar 2013, 23:02

Criticando il moderatore: Enrico, perché ti presti a questo giochetto? Le parole di Isotta lo qualificano per quello che è. Meglio smettere di parlarne, no?
E un consiglio a Marco: perché farti il sangue cattivo? Smetti di comprare il Corriere!
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda pbagnoli » sab 23 mar 2013, 0:28

DottorMalatesta ha scritto:Criticando il moderatore: Enrico, perché ti presti a questo giochetto? Le parole di Isotta lo qualificano per quello che è. Meglio smettere di parlarne, no?

Sì e no, collega.
Sì e no.
Non stiamo parlando del bollettino dopolavoristico del circolo ARCI di Vergate sul Membro, bensì del primo quotidiano nazionale per tiratura e - almeno teoricamente - per influenza culturale.
E' ovvio che chi ci scrive si assume non solo la responsabilità delle cose che scrive - e sarebbe il meno: lo facciamo tutti anche sulle pagine di Operadisc - ma anche qualcosa di più, e cioè il fatto di essere documentato e coerente.
Se non lo fai, squalifichi te stesso (ancora una volta, sarebbe il meno), il giornale per cui scrivi - che è comunque corresponsabile delle cose che scrivi - e l'immagine della critica italiana, che esce con le ossa rotte da questo gioco.
Credo che molte cose in Italia stiano dando di se stesse in questo particolare momento una pessima immagine; e fra queste la cultura occupa un posto particolarmente disonorato.
Credo che il critico musicale del più importante quotidiano italiano abbia responsabilità che vadano ben al di là di quella personale; e non penso che sia improprio che il nostro sito rilevi queste anomalie
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda Enrico » sab 23 mar 2013, 0:32

DottorMalatesta ha scritto:Criticando il moderatore: Enrico, perché ti presti a questo giochetto? Le parole di Isotta lo qualificano per quello che è. Meglio smettere di parlarne, no?
E un consiglio a Marco: perché farti il sangue cattivo? Smetti di comprare il Corriere!
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P.S.: sono contento di sapere che domani a Venezia ascolterò un genio del podio! :mrgreen:


Va bene, non lo faccio più (io per primo ho detto che sarebe meglio dedicarci ad altro). E il Corriere ho smesso di comprarlo da molto tempo.
Ho assistito dal vivo ad alcuni concerti diretti da Gabriele Ferro (con l'Orchestra Sinfonica Siciliana, una volta addirittura con Lazar Berman come solista nel concerto di Ciaikovski) e non ne ho ricordi negativi.
Confesserò inoltre che, qualche volta, ho anche conservato alcuni articoli di Isotta (pochi, pochissimi, non vi preoccupate, e tutti risalenti a molti anni fa): per esempio la pagina sostanzialmente equilibrata (e comunque storica in sé) che scrisse nel luglio 1989 dopo la morte di Karajan. E se non ci fosse stato lui a scriverne probabilmente non avrei saputo nulla del Cherubino di Massenet: non si può dire, a priori, che tutto ciò che una persona scrive o dice sia da buttare via. Chiudo il discorso dicendo che ho dato un'occhiata anche alle opinioni che ha espresso nel corso degli anni su Gardiner: in quel caso il giudizio negativo rimane immutato, ma ho notato che almeno nel primo articolo (scritto mi pare intorno al 1993) la condanna non solo di Gardiner ma anche di altri direttori-filologi altrettanto noti, come di tutta la prassi esecutiva della "musica antica", è ampiamente argomentata e motivata: anche se con argomentazioni e motivazioni che non condivido per nulla. Fine del discorso, che non riguarda per me solo Isotta ma anche altri critici che, in base alle mie conoscenze di oggi e in base ai miei attuali interessi, non hanno, o in alcuni casi non hanno avuto mai, più nulla di utile e di interessante da dirmi (e metto nel gruppo anche Mila, per esempio, e Celletti, e Gualerzi, e Arruga, e Rattalino, e Giudici, etc.), ma questa è un'affermazione che riguarda me e il mio personale punto di vista, senza implicare giudizi sul valore o sulla cultura o sulla capacità di tali critici: non significa che per altri lettori gli stessi autori non possano essere massimamente utili, istruttivi e interessanti.
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda Riccardo » sab 23 mar 2013, 1:16

Credo ci sia anche molta gente italiana che conosce bene Gardiner e che gira pure per i teatri importanti ma che non ama scrivere nei forum...
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda pbagnoli » sab 23 mar 2013, 1:20

Riccardo ha scritto:Credo ci sia anche molta gente italiana che conosce bene Gardiner e che gira pure per i teatri importanti ma che non ama scrivere nei forum...

Può essere, Riccardo, ne convengo.
Ma non ne sono così convinto
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Re: Criticando il critico...

Messaggioda vivelaboheme » mer 29 gen 2014, 16:04

Se si seguono un po’ gli spettacoli musicali, i relativi commenti, e la vita musicale in Italia, si nota la “coincidenza” di alcune evenienze.
Ad esempio, provate a chiedervi: sono incompetenti i critici di quasi tutta la stampa, più quelli di alcuni forum. che si sono uniti nell’elogio alla Clemenza di Tito in scena in questi giorni alla Fenica di Venezia, o incompetente (per non dire altro) è il noto critico di un noto giornale il quale oggi si scaglia contro tutto lo spettacolo insultando ( non è critica) il direttore Dantone più l’assente Diego Matheuz, “colpevole” di essere protetto da… (chi? un morto?roba da matti!) più i registi più tutta la direzione artistica della Fenice, in base al fatto, sottinteso ma noto a tutti, che i registi Hermann (lo spettacolo è quello storico) furono nemici - pure storici - dell’ idolo di tale “critico”? La ulteriore domanda che sorge logica sarebbe in realtà: come mai, da anni e anni, tutto è concesso a questo “critico”, autore fra l’altro in questi giorni – recente episodio – di vergare e veder pubblicato un vergognoso epitaffio in forma di wikipedia, che segue altri vergognosi epitaffi a cura del personaggio?
Ci spostiamo a Cagliari, e assistiamo al “grande ritorno” - diciamo così - di un noto ex. Uno, più uno. Ci spostiamo a Roma, e… uno più uno più uno: secondo il noto e sunnominato “critico” si tratterebbe, da qualche tempo a questa parte, di un teatro divenuto, improvvisamente – da un certo momento in poi – modello per tutti gli altri (anche se non si direbbe che i problemi manchino). Uno, più uno, più uno.
Questa è l’Italia. Anzi, no: esiste un’altra Italia, che dovrebbe cominciare a parlar chiaro e magari a difendersi. Alla Scala – magari sbagliando qualcosa nel metodo e nella forma, e non sfruttando appieno un’occasione d’oro (scritti razzisti del noto personaggio) – Stephane Lissner ha provato, con coraggio, a far presente la problematica. Da quel momento è stato sottilmente massacrato sulle note pagine milanesi. Fino a quando? Fino a che punto?
Alla Scala , li abbiamo conosciuti tutti, per anni. Non mollano. Sono sempre in campo, ai rispettivi posti di combattimento.
Spero che la Scala di Pereira e Chailly non s’inchini a costoro.

marco vizzardelli
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