Carmen (Bizet)

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Re: Carmen Rattle-Kozena-Kaufmann

Messaggioda DottorMalatesta » dom 16 set 2012, 16:42

L'incisione mi interessa soprattutto per la Kozena, artista osannata dalla critica francese, criticatissima da Giudici, voce piccola piccola ed almeno sulla carta interprete un po' troppo (radical)chic (definizione che trovo appropriatissima) per cantare Carmen... Sarà sicuramente un ascolto interessante.
Per quanto riguarda Kaufmann, secondo me ci troviamo di fronte ad un grande cantante e ancor più grande interprete. Pure penso non si possa negare il fatto che è un cantante dallo stile e dalla vocalità alquanto personale che forse potrebbe spiegare la necessità di abbandonare alcuni ruoli fino a poco (o tanto) tempo fa a lui congeniali e alcune difficoltà vocali... Comunque sia: lunga vita a Kaufmann!!
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda vivelaboheme » mar 25 set 2012, 17:01

Proverò ad ascoltare questa Carmen, ma ho scarsa "simpatia" (intesa come "apprezzamento") per l'algida Kozena, che ho ascoltato più volte dal vivo: in concerto di canto alla Scala, in concerto sinfonico a Lucerna con Abbado (se non erro, Mahler, magnifico nella direzione di lui quanto di singolare inespressività nel canto di lei). Né trovo stia giovando al più recente Rattle questa tendenza a farne una presenza "prezzemolina" in qualunque opera il Maestro inglese diriga. Sono vieppiù perplesso sui miei più recenti ascolti discografici di Rattle (è vero, solo discografici: dal vivo l'ultima volta l'ho ascoltato alla Scala con i Berliner in un notevole Uccello di Fuoco-balletto integrale). Mi sembra che un direttore che consideravo (ai tempi formidabili delle esecuzioni giovanili a Birmingham) uno dei "top" fra i contemporanei sia rimasto un po ' preda (non è l'unico: è accaduto ai successori di Karajan su quel podio, perfino ad Abbado nei primi anni berlinesi, prima della malattia) della sontuosità sonora dei Berliner, che tendono un po' ad "ingoiare" i propri direttori con la loro opulenza di suono. Il Rattle giovane era una meraviglia di estro e leggerezza. Trovo che molto di questo sia andato perduto in una specie di "formalismo" sonoro. Poi, questa onnipresenza della moglie sta diventando ossessiva (addirittura, se non erro, era una delle tre dame nel Flauto Magico: proprio necessario?). E, poiché già lei, di suo, è tendenzialmente "inamidatina"...

Va be', mi rendo conto e avrete capito: proverò ad ascoltarla, ma sono molto prevenuto su questa Carmen. Anche perchè, le testimonianze di "ascoltatori dal vivo" da Salisburgo, fra l'altro ben noti e stimati qui su OD, tendevano a confermarmi nelle mie riserve di cui sopra. Se, invece, il disco è migliore, evviva! (anche se più di un recensore, sui quotidiani, ha confermato le perplessità riguardanti una impeccabile "confezione sonora" piuttosto priva di anima).

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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Enrico » sab 29 set 2012, 2:33

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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda pbagnoli » sab 29 set 2012, 11:18

DIVERTENTISSIMO!
Sbaglio o come base hanno scelto l'incisione di Ozawa?
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Ebestignani » mer 17 ott 2012, 2:28

Sentita solo oggi ,dopo lunga attesa.
Un grande direttore,che conoscevo pochissimo.
Una protagonista che forse sara' perfettibile,ma che ho ascoltato con sorpresa e piacere. Qualcosa del genere mi era successo solo con Leontyne Price , e un po' anche con la Ewing, che subito dopo ho sentito cantare cosi' male da darmi la sensazione che per lei quella Carmen fosse come un orologio rotto che hai in casa: c'e' un secondo nella giornata in cui segna l'ora esatta.
Una Carmen senza Don Jose',purtroppo. Io non credo che si tratti di baricentro vocale che si sposta,come diceva Matteo. E' una faccenda che necessiterebbe di spiegazioni da qualcuno che ha cantato sul serio,non da un musicologo.Io ho cantato troppo poco,e da dilettante,per poter esprimere un parere. Ma mi pare,e Dio sa se vorrei sbagliarmi,che il
"punto di non ritorno" sia gia' arrivato da un pezzo e non solo per la Carmen. Credo che per esempio anche il suo Lohengrin e il suo Sigmund resteranno un ricordo,come stanno le cose.Ora il paragone con la Dessay regge fino a un certo punto,se si pensa che la grande Nathalie e' passata in sala operatoria e non una volta sola.A questo qui cosa e' successo? Se pensiamo che una voce di tonnellaggio simile (anzi,molto superiore,a parte le analogie timbriche) come quella di Franco Corelli e' arrivata fino alla fine della carriera con i suoi Don Jose',Calaf,Radames e compagnia cantante...
I suoi detrattori canadesi danno la colpa alla sua tecnica brada,anzi alla sua non tecnica.Non credo sia vero,in ogni
caso sarebbe troppo presto. Ma certo l'organizzazione vocale di JK mostra delle crepe evidenti: il paragone con Gigli che fa Pietro mi sembra ingeneroso per entrambi: Gigli ha avuto anche lui i suoi anni fulgenti,era musicalissimo e intonatissimo,cosa che non si puo' dire per tanti altri tenori,JK compreso.
A me,personalmente,piacerebbe sentire l'opinione di un tenore e quella di un foniatra. Ne sarei molto curiosa.
La voce umana,dopo tutto,ha le sue leggi e anche i suoi misteri.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda MatMarazzi » mer 17 ott 2012, 16:33

Ebestignani ha scritto:Una Carmen senza Don Jose',purtroppo. Io non credo che si tratti di baricentro vocale che si sposta,come diceva Matteo. E' una faccenda che necessiterebbe di spiegazioni da qualcuno che ha cantato sul serio,non da un musicologo.Io ho cantato troppo poco,e da dilettante,per poter esprimere un parere. Ma mi pare,e Dio sa se vorrei sbagliarmi,che il "punto di non ritorno" sia gia' arrivato da un pezzo e non solo per la Carmen. Credo che per esempio anche il suo Lohengrin e il suo Sigmund resteranno un ricordo,come stanno le cose.


A me,personalmente,piacerebbe sentire l'opinione di un tenore e quella di un foniatra. Ne sarei molto curiosa.


Ti prego, Zietta... Lasciamo fuori i foniatri (con tutto il rispetto per chi fa questa fondamentale professione).
Anche perché non ce n'è alcun bisogno... almeno per me.
L'evoluzione della voce, i cambiamenti, l'abbassamento del baricentro ecc... non sono misteri che richiedano l'intervento di scienziati.
Si chiamano "invecchiamento". :)
Con la stessa parola puoi spiegare quegli altri fenomeni stranissimi e insondabili ...come i capelli grigi e le rughine sotto gli occhi che dopo i quarant'anni (guarda caso, l'età di Kaufmann) si manifestano in tutti noi, dalla notte dei tempi! :)
Poi in certi casi possono manifestarsi un po' prima (a 43 anni come nel caso di Kaufmann) o dopo (non tanto dopo nel caso di Corelli: a cinquant'anni era già irriconoscibile) ma che comunque arrivano per tutti! :)

Quando parliamo di questi aspetti, a me piace citare il caso della Gencer perché i suoi dischi dimostrano, tra il 58 e il 62, un cambiamento di voce altrettanto radicale, uno dei più evidenti e rapidi che la storia ci abbia consegnato.
E dire che lei, in quegli anni, era ancora ben lontana dai '40.
Se a quel punto lei avesse continuato a cantare le stesse cose che affrontava anche solo due o tre stagioni prima (Lucia, Rigoletto, Violetta, ecc...) tutti si sarebbero messi a gridare al "declino": i do filati infatti erano spariti, i mi bemolli sopracuti diventati tesi come lame, tutto il baricentro spostato verso il basso, un velo di asprezza diffuso sul medium, ecc...
Lei però non ha permesso che accadesse: di punto in bianco (ma proprio da una stagione all'altra!) ha detto "stop" a tutte le Lucie, tutte le Amine e tutte le Violette.
Si è messa alla ricerca dei personaggi in cui quella sua voce diversa (più centralizzante, più aspra, meno acuta, molto meno virtuosa e meno coerente timbricamente) potesse funzionare.

Senti che razza di cambiamento dalla sua Lucia (Martini e Rossi del 58)


alla Dama di Picche del 61 (peccato che chi ha messo il brano lo abbia interrotto a metà, ma quel che si sente è sufficiente).


Eranto trascorsi solo tre anni ma non sembrava più la stessa cantante...
I centri inaspriti, gli acuti tesi, il baricentro più basso di una terza.
E' sempre meravigliosa, è vero... anche meglio che nella Lucia del 58.
Pare persino più padrona adesso dei suoi mezzi...
E soprattutto la sua voce era diventata quella giusta per aprirci nuovi impensabili abissi fra i tremori e soprassalti delle regine cammaraniante... Ok!
E tuttavia ti invito a cercare di immaginarti come avrebbe suonato questa nuova voce, del 61, se lei si fosse incaponita ad applicarla a Lucia e Violetta...
Un disastro!
E tutte le ziette del mondo si sarebbero messe a gridare che la Gencer nel 1961 "era finita" (mentre la sua gloria doveva ancora cominciare).


Credimi zietta...
Lascia perdere i foniatri e limitati a sperare anche tu, come noi, che Kaufmann e il suo agente imparino a selezionare un po' meglio i prossimi debutti. :)

Salutoni,
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda pbagnoli » mer 17 ott 2012, 18:49

Mi permetto di aggiungere per zia Ebe il parere di un tenore, uno di quelli che ha fatto la storia del canto in Italia, uno di quelli che - ancora oggi - viene giustamente ricordato per la correttezza della sua linea di canto; dato di cui, tra l'altro, va ancora molto orgoglioso nonostante siano passati dei begli anni.
Mi riferisco a Piero De Palma, che ho il privilegio di conoscere personalmente, che nonostante le 87 primavere è di una lucidità invidiabile e si ricorda ancora benissimo cosa sia il canto.
Di tutti i cantanti di oggi sai chi ama, in particolare?
Tienti forte: è Jonas Kaufmann.
E dice che viene preso in giro da amici appassionati (bada bene: NON cantanti!) che pensano a un suo rimbambimento senile, cosa che invece - come ho modo di verificare - non è per niente.
E sai che dice, il Maestro De Palma?
Guarda caso: le stesse cose che diciamo noi!
Tecnica inefficace?
Mi spiace: io sono un po' stanco di sentire questa tiritera, molto spesso rinvangata da altri. Non è una tecnica inefficace: per gli scopi che si prepone, è efficacissima. Ho sentito (e visto) la sua Tosca del Covent Garden: il suo approccio alla materia non sarà quello stratosferico del Kaufmann visto dal vivo tre anni fa a Zurigo, ma è ancora quello di un cantante che si mangia vivo chiunque altro. Nessuno è in grado come lui di smorzare l'attacco di "E te beltade ignota". Nessuno è in grado come lui di fare una messa di voce su "Oh dolci baci o languide carezze".
Certo, gli acuti sono più faticosi: ora ha bisogno sovente dei colpi di glottide per raggiungerli.
E' questo un problema?
Dipende da quello che fai: e, da questo punto di vista, non posso far altro che sposare completamente quanto detto da Matteo, secondo me in modo adamantino.
Nella mia recensione in home, se ci fai caso, non parlo di tecnica. La sua tecnica per me è superlativa, è quella di un cantante che ha cambiato la nostra esperienza di appassionati in ruoli come Cavaradossi, José, Lohengrin, Siegmund, Werther.
Non ti fa pensare il fatto che sia - o sia stato - allo stesso tempo un geniale interprete di Werther e di alcuni ruoli wagneriani?
Ti ricordi chi fu il primo interprete di Parsifal a Bayreuth? Il tenore belga Ernest van Dyck, grande interprete di ruoli francesi in genere, e di Werther in particolare!
No, zia Ebe: non è cambiata la tecnica. E' invecchiato, come tutti: in questo Matteo ha un milione di ragioni!!!

Scusa, zia Ebe. A noi, solitamente, piace andare oltre...
Noi stiamo con il grande Piero De Palma
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda vivelaboheme » gio 18 ott 2012, 16:20

Evviva Bagnoli, evviva De Palma, grande cantante ed, evidentemente, persona intelligente e VIVA. Non una mummia da grammofono che pensi di avere la verità sul VERO CANTO. Questo tipo di ascoltatori infesta i teatri della sua presenza, restassero a casa davanti alle loro trombe di grammofono, a sentire i reperti gracchianti dei loro cantanti morti.



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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Ebestignani » ven 19 ott 2012, 18:51

E certo che W Bagnoli e W De Palma. E ci mancherebbe altro.
Scherzi a parte,la risposta di Marco sembra venire dritta dritta dal Corriere della Grisi.Un po' troppo intransigente.O no?
Mica si commetteva delitto di lesa maesta'. D'altronde debbo alla voce di JK, e a qualche sua interpretazione,delle autentiche emozioni, quindi lo metto su un piano diverso da quello dei vari Keenlyside,Netrebko,Bartoli e Terfel,e di altri che nominar non oso. Mi preoccupavo solo delle sue condizioni attuali e sono ragionevolmente convinta che non si tratti solo di invecchiamento.
E a uso e consumo di Marco,comunque,vorrei fare qualche citazione.Non vorrei sembrare una che estrapola da un contesto quello che le fa comodo,quindi va detto che qualche aspetto positivo del Don Jose' di JK viene anche elencato.Ma intanto:




""Qui (nella Carmen,nb) per esempio e' imbarazzante.A essere veramente generosi...."

"Sembra la parodia di Vickers"

"Si finisce solo per notare l'ingolamento,i suoni che rotolano in bocca"

"Gli acuti sono ormai faticosi,faticosissimi."

"Prima parte attaccata con espressione bolsa (Vickers se non altro aveva ben altra capacita' di sfumare e alleggerire,anche se stonava di piu') e conclusa con un bercio ("Je m'énivrais")


"Il duetto finale e' buttato via da entrambi i protagonisti"

Tutte valutazioni che mi sento di condividere integralmente,se si eccettua la faccenda di Vickers (al posto suo querelerei :twisted: ) piu' stonato di JK.

Valutazioni in parte,mutatis mutandis, gia' espresse nella recensione del CD di arie veriste(che e' gia' di 2 anni fa) e del Fidelio ( con impagabile cammeo felino che l'autore ricorda di sicuro) che invece e' dell'anno scorso.

E chi di queste note e' l'illustre estensore?

Non e' Rodolfo Celletti redivivo.
Non Osborne,e nemmeno Shawe-Taylor.
Nemmeno Stinchelli. Men che meno D.Donzelli,la Brandt e compagnia bella.

Invece e' proprio il nostro caro dottor Pietro Bagnoli. COn cui,dicevo,mi trovo totalmente in sintonia. Se poi il nostro caro Pietro potesse sottoporre questa registrazione a Piero De Palma,sarei curiosa di conoscerne le reazioni.

E' vero che Pietro ha pensato bene di prendersela con Gigli per far vedere che razza di schifezze di Jose' si sentissero prima.
Ma forse,per par condicio,avrebbe dovuto mettere le arie del Mefistofele del nostro eroe vicine a quelle di Gigli,per mostrare
un po' la differenza tra chi canta e chi si impicca.
Ecco,quel "Dai campi,dai prati" me lo sentirei sul grammofono a tromba,se lo avessi.
Le emozioni possono venire anche da li'.
E sempre W Bagnoli,De Palma e la Bohème.

Vostra

Maria Chiara Cortesini,aka zietta Ebe.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda pbagnoli » ven 19 ott 2012, 22:18

Ebestignani ha scritto:
E chi di queste note e' l'illustre estensore?

Non e' Rodolfo Celletti redivivo.
Non Osborne,e nemmeno Shawe-Taylor.
Nemmeno Stinchelli. Men che meno D.Donzelli,la Brandt e compagnia bella.

Invece e' proprio il nostro caro dottor Pietro Bagnoli. COn cui,dicevo,mi trovo totalmente in sintonia.

Cara zietta,
contrariamente a altri siti da te citati, qui non ragioniamo MAI per partito preso.
Come avrai visto, ci piace usare occhi, orecchie e, ovviamente, cervello.
Non che in altri siti non usino il cervello: anche costaggiù ce ne sono, ovviamente, e con un paio di essi sono in sporadico e amichevole contatto. Ci si sbeffeggia e ci si manda vicendevolmente a quel paese, nella serena e reciproca convinzione che tutti abbiamo un altro mestiere e che questo, fondamentalmente, per la maggior parte di noi è un hobby.
Ma anche nei miei hobbies io sono molto serio e attento ed è questo che non vorrei venisse preso per voltare la gabbana.
Quando dico che JK è uno dei più importanti Artisti di tutti i tempi, non lo dico tanto per dire ma perché ne sono convinto: l'ho visto e l'ho sentito diverse volte, dal vivo, in disco, in dvd e in blu ray.
E' nuovo quello che dice?
Non del tutto: io per esempio ritengo che molte delle cose che dice le abbia già dette - in parte, e con altra musicalità - Jon Vickers. Che però, rispetto a lui, era più falsetteggiante. E stonava di più, anche se se ne fregava.
Oggi come oggi, JK - che non è mai stato un tenore per tutte le stagioni (lo sostenne per primo il nostro Divino Maugham) - non è più nemmeno un ragazzino. Fa fatica. Chiunque se ne accorgerebbe. Segnalarlo non è una genialata: è semplicemente avere orecchie.
Poi lo so: i blog come quello che tu citi e in cui anch'io ho un paio di simpatici amici, uno dei quali scrive sporadicamente qui, pensano che se trovi un cantante buono gli devi far fare tutti i ruoli della sua corda per tutta la vita.
A noi no, pensa!...
A noi piace contestualizzare.
Riflettere.
Accorgerci che il tempo passa per tutti e, quindi, cambiano le caratteristiche del tuo organo vocale.
E' stato così per tutti: considera la già citata Gencer, o - se preferisci un esempio a noi più vicino - la Scotto.
Pensi di imbarazzarmi per le cose che dico? Ti sbagli: mie faccio queste accuse, e le rinnovo!
IO sono onesto se dico che il suo Werther, il suo José, il suo Mario, il suo Siegmund, il suo Lohengrin hanno quella levatura storica che ALTRI gli negano aprioristicamente.
Ma altrettanto onestamente ti dico: è ora che passi ad altri ruoli.
Per esempio, come proponeva correttamente Matteo, Parsifal, per il quale per me, per il mio personalissimo gusto, sarebbe comunque un po' troppo scuro. Ma andrebbe comunque benissimo!
Un altro esempio classico, che devo sempre a Matteo, è quello di Gosta Winbergh.
Tenore che noi italiani conoscemmo negli Anni Ottanta grazie alle sue registrazioni mozartiane e a un Nemorino inciso per l'etichetta gialla con Gabriele Ferro. Da quelle registrazioni chiunque ricava l'idea di... cosa dici? Una tecnica sbagliata?
Già. E' vero.
Peccato che lo stesso tenore, impiegato in Walther von Stolzing e Lohengrin, si dimostri probabilmente il più importante - e sotto-impiegato - tenore wagneriano di quel periodo.
Allora non è questione di una tecnica sbagliata: è semplicemente quello che diceva Maugham, e cioè che non ci sono cantanti buoni per qualunque uso.
E qui, se permetti, sta tutta Operadisc.
Questa è quella che io mi permetto di definire "onestà intellettuale": anche se non parlare sempre bene dei tuoi beniamini ti dispiace...
La Storia non è mettere sul grammofono i 78 giri e dire "Quanto erano bravi cento anni fa!".
La Storia è capire l'evoluzione, l'applicazione delle varie tecniche ai repertori, l'influenza dell'epoca, la selezione del gusto e gradimento del pubblico: a tal proposito, vatti a leggere appena la convalescenza della Vedova Nera te lo consente ( :twisted: ) tutto quello che Matteo ha scritto sui conflitti Nourrit/Duprez, e su come l'emissione "aperta" abbia cambiato la nostra esperienza di appassionati!
Questa è Operadisc, zietta!
Scusa l'immodestia : Sailor :

Capitolo Gigli: anche qui caschi male, con me.
Nel senso che - con grande perplessità del mio sodale MM - io ho tutte le sue incisioni in studio.
Alcune sono molto belle per la purezza della linea di canto, come per esempio la giustamente da te ricordata "Dai campi, dai prati".
Generalmente del tenore di Recanati non sopporto la ruffianaggine, il tono perennemente larmoyant, la totale mancanza di capacità di entrare nel testo, di dare significato a quello che dice al di là della lacrimuccia da telefoni bianchi.
Mi dirai che tal dei tempi era il costume, ma è una tiritera che non sopporto più perché non tutti cantavano come lui, né in Italia né - tanto meno - all'estero: sentiti un qualunque brano del suo contemporaneo Marcel Wittrisch, uno che aveva un dominio tecnico in nulla inferiore a quello tanto celebrato di Beniamino Gigli, e scoprirai un abisso. Ed erano gli stessi anni!
Detto questo, Boito non è Bizet anche se cominciano entrambi con la B (come Bagnoli, guarda un po'!...) e l'universo del Mefistofele non è quello di Carmen.
E il fatto che oggi abbiamo JK a ridare significato a quelle frasi di José che, ai tempi, venivano coperte di ridicolo da Gigli e dai suoi sciropposi singhiozzi effeminati, è la più lampante dimostrazione dell'utilità del tempo che passa.
Non vorrei mai sentire un Duca di Mantova di JK; ma, se devo dire, mi tengo molto alla larga anche dai brani di Gigli, indipendentemente dal fatto che la sua tecnica sia più adeguata alla bisogna.
E comunque, anche se con meno acuti, il JK di oggi mi interessa molto di più del Gigli di allora. Anche contestualizzato.
Possa arrivarti un abbraccio affettuoso dal tuo dottore!

PS Mi onora che tu abbia letto tutte le mie cose!
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda VGobbi » ven 19 ott 2012, 22:41

Pietruzzo, a quando l'intervista con De Palma? :oops:
Nemmeno noi siamo d'accordo con il gobbo, ma il gobbo è essenziale! Guai se non ci fosse!
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda pbagnoli » ven 19 ott 2012, 22:42

Appena possibile.
Prossimamente ne esce una molto, molto interessante con un personaggio con il quale siamo cresciuti tutti... e più non dico! : Sailor : : Sailor : : Sailor :
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Ebestignani » sab 20 ott 2012, 1:21

Pietro carissimo,mai,dico mai,io ho messo in dubbio la tua onesta' intellettuale e quella degli amici che scrivono qui.Costa cosi' poco andarsene su un altro sito! Se questo e' il solo che seguo con costanza dalle origini,prima come ospite e poi come modesta interlocutrice,significa che pur trovandomi talvolta in disaccordo su qualcosa ,come e' umano e inevitabile, apprezzo e rispetto le vostre posizioni e mi riconosco spesso in esse. Ora forse con lo scherzetto della zia Ebe ho dato l'impressione di essere una nostalgica del tempo che fu a tutti i costi. Non e' cosi'. La protagonista di questa ultima Carmen,per esempio,e' stata una bella e inaspettata scoperta,visto che non la conoscevo per nulla.
Altra gente che ho sentito e non conoscevo avrei preferito continuare ad ignorarla,se vuoi faccio due esempi,la Damrau e la Michael. Poi che dirti? anche ammettendo i suoi difetti ( a me quello che da' fastidio e' la mancanza di ogni raffinatezza) quando sento Gigli nei suoi veri cavalli di battaglia (e mai Don Jose' e' stato uno di questi) io mi tolgo il cappello che ho imparato a portare lassu' tra i ghiacci eterni,perche' cantare cosi',insomma,senza una sbavatura e con quella sicurezza tracotante,non e' acqua da occhi.
Per JK il discorso e' un po' diverso. Devo dire che una volta sola ho pensato che l'autore avesse creato quel personaggio per lui: ed e' stato sentendo il suo Lohengrin. Il suo Werther mi e' piaciuto ma non credo che abbia cambiato la storia del personaggio,e lo stesso,con qualche dubbio in meno,per quel che riguarda Cavaradossi,dove lo ritengo un tantino overrated.
Dirai giustamente : e mica sono tanti i tenori che possono vantarsi di questo.
Ma adesso,senza perifrasi,penso che les jeux sont faites. Dici Parsifal? Io come stanno le cose adesso ho molti dubbi.Sono sicura che siano anche i tuoi.
E per una questione tecnica,e per una questione timbrica,come facevi giustamente osservare.
Tutto il repertorio preromantico,non se ne parla. Verdi nemmeno. Col verismo c'entra poco,e col Grand Opera ancora meno.
Cosa altro non lo so. C'e' un amico russo-canadese che gli preconizza un futuro all'insegna del cross-over.
Abbiamo tempo di vedere che succede,no?

al mio doc con affetto

Maria Chiara
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda Enrico » ven 26 ott 2012, 0:40

Sulla rivista torinese Sistema Musica (numero 9/2012) viene chiesto al regista Calixto Bieito se per le rappresentazioni di Carmen previste al Regio a novembre abbia scelto la versione con i dialoghi parlati o quella con i recitativi di Guiraud.

Bieito risponde così: <<Ho tralasciato i dialoghi parlati dell'originale e i recitativi ideati da Guiraud. Ho sempre creduto che quest'opera non avesse bisogno né di testo parlato né di recitativi. Il materiale composto da Bizet è già così incisivo, armonioso e chiaro che un testo parlato o dei recitativi forzati rischierebbero di soffocarlo>>.

Questo conferma il fatto che il Regio di Torino, quando si tratta di "taglio e cucito", è uno dei primi teatri del mondo...

Il direttore Yutaka Sado, intervistato anche lui su Sistema Musica, dice che quest'opera <<occupa un posto speciale come capolavoro di transizione tra il Grand-Opéra e il musical>>.
Enrico B.
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Re: Carmen (Bizet)

Messaggioda MatMarazzi » ven 26 ott 2012, 12:11

Enrico ha scritto: Il direttore Yutaka Sado, intervistato anche lui su Sistema Musica, dice che quest'opera <<occupa un posto speciale come capolavoro di transizione tra il Grand-Opéra e il musical>>.


:shock: :shock: :shock: :shock:

Forse se al Regio di Torino imparassero a eseguire decentemente sia i musical, sia i Grand Opera, sia gli Opéra-Comique (ciò che è Carmen) farebbero miglior figura.
Non so...

Salutoni,
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