La Bohème (Puccini)

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La Bohème (Puccini)

Messaggioda pbagnoli » sab 12 mag 2007, 21:19

MILANO 1979


L'ottimo Youtube fornisce diversi spezzoni video di una Bohème che per i milanesi è ormai storica: quella del 1979, diretta da Carlos Kleiber, con Pavarotti, Cotrubas, Giorgetti, Saccomani, Nesterenko e la deliziosa Lucia Popp. La regia era la solita, affidabile e funzionalissima di Zeffirelli (uno dei suoi spettacoli più riusciti).
La trasmisero in televisione - i miei coetanei se lo ricorderanno - ed esiste anche un ottimo riversamento audio della Myto.
Se ne dissero di tutti i colori sulla Cotrubas che aveva osato prendere un ruolo che fu - come pochi altri - di Mirella Freni; ma lo fece con una tale proprietà ed immedesimazione che quelle critiche, col senno di poi, appaiono a dir poco ingenerose.
Pavarotti era nel suo territorio di elezione.
Nesterenko era straordinariamente bravo e partecipe.
E la Popp!... A parte la Scotto, stupenda per istrionismo ma un filo troppo caricata, non abbiamo più visto una Musetta così.
Io mi sono goduto questi spezzoni con molta nostalgia, anche perché - divagando su Youtube - ho potuto vedere altri spezzoni di una Bohème più recente con gli Alagni e Anastassov, bravi, ma senza un briciolo della poesia che promana dalla realizzazione milanese.
Ora, credo di essere diventato molto critico nei confronti delle interpretazioni operistiche degli Anni Settanta, ma questa fu eccellente in ogni sua parte e, pur considerando un po' di fascino vintage che deriva dagli anni passati, credo che la tensione emotiva di quella realizzazione sia difficilmente sorpassabile
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Messaggioda bergonzi » mer 23 mag 2007, 13:26

Grazie infinite per la segnalazione: li ho visti, che cose meravigliose!
Perchè non vengono inseriti anche i filmati dell'Otello Kleiberiano del 1976, di cui fotunatamente ho la registrazione integrale?
Io non saprei come fare, ma li metto a disposizione.
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Messaggioda pbagnoli » mer 23 mag 2007, 14:59

Ottima cosa.
In un'ottica di scambi per solo uso personale penso che questo tipo di iniziativa sia accettabile.
Matteo cosa ne pensi (tu che sei più aggiornato con la tua associazione)?
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DECCA 1951

Messaggioda pbagnoli » dom 12 set 2010, 18:14

La prima Bohème della Tebaldi

Ieri sono ritornato in palestra, dopo quasi due mesi di pigrizia esagerata e di gola tremenda (focacce e quant'altro).
Il mio trainer russo - Vasja - mi ha considerato con supremo disgusto e mi ha detto: "Forse meglio tu ricomincia da programma base". Non vi dico i primi venti minuti di cyclette: un disastro! I muscoli che urlavano dal dolore! Fortunatamente avevo il mio lettore mp3 nelle orecchie e, dentro, 16 Gb di musica. Fra questi, i dischi della raccolta Decca Tebaldi - Puccini che mi sono arrivati...a dorso di mulo!
Pensavo che la Decca avesse inserito nella raccolta l'incisione del 1959 con Bergonzi; e invece non riconosco i portamentoni del tenore di Busseto, di cui ero curioso di ascoltare l'interpretazione del poeta pucciniano. La cosa mi incuriosisce (non disponevo ovviamente del booklet) e proseguo nell'ascolto: Marcello non è Bastianini quindi - argomento - dovrebbe trattarsi della prima incisione della Renata, quella del 1951, con Giacinto Prandelli, Raffaele Ariè e Hilde Guden.
Devo dire che sono rimasto stupito: la Tebaldi è stupenda. Adesso non me ne vogliano i tebaldiani: so che Mimì è stato uno dei grandi ruoli della Teby, ma io proprio non ce la vedo. Qui però è assolutamente perfetta in tutto: emissione leggera, alitata, affettuosissima; smorzature, mezzevoci, messe di voci paradisiache.
Prandelli mi ha colpito. Non lo conosco molto bene, gli acuti sono faticosi, ma il personaggio è spontaneo, fresco, simpatico, molto poetico.
Splendida la Gueden, luminosissima e scintillante come Musetta.
Splendido Ariè.
Più che accettabili gli altri ed eccellente la direzione di Erede.
Insomma, una gran bella Bohème.
Sono andato a guardarne il giudizio di Giudici, ma non mi sembra entusiasta; voi cosa ne pensate?
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Messaggioda Maugham » dom 12 set 2010, 19:53

pbagnoli ha scritto:Prandelli mi ha colpito. Non lo conosco molto bene, gli acuti sono faticosi, ma il personaggio è spontaneo, fresco, simpatico, molto poetico.
Splendida la Gueden, luminosissima e scintillante come Musetta.
Splendido Ariè.
Più che accettabili gli altri ed eccellente la direzione di Erede.
Insomma, una gran bella Bohème.
Sono andato a guardarne il giudizio di Giudici, ma non mi sembra entusiasta; voi cosa ne pensate?


Che è la mia prima Bohème. Ricordo la cofana Decca Eclipse che mi regalarono per la comunione. :D
Sentita, strasentita.
Ne ho un gran bel ricordo. Però è un ricordo perchè non la sento da più di trent'anni.
Per me Rodolfo aveva la voce di Prandelli. E l'ha avuta per molti anni.
Devi però sentire Bergonzi. E' un professore, d'accordo, ma vale la pena.
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Messaggioda Tucidide » dom 12 set 2010, 20:20

Maugham ha scritto:.
Devi però sentire Bergonzi. E' un professore, d'accordo, ma vale la pena.

Io lo conosco, il suo Rodolfo... bah... canta benissimo, ma insomma, non ha nulla di nulla del personaggio. Sì, OK, basta con i Rodolfi tutta voce come Pavarotti, Di Stefano, Raimondi, Carreras, ma insomma... Un altro grande Rodolfo vocalmente parlando è il sommo Tucker con la Sayão, ma pure lui, ragazzi, è di un bolso che fa spavento.
Insomma, Tucker e Bergonzi sono idoli, per me, ma come Rodolfo proprio non me li vedo. Preferisco Di Stefano, tanto per dire.
Non conosco Prandelli in questo ruolo, ma è un cantante che in media mi piace.
Il mondo dei melomani è talmente contorto che nemmeno Krafft-Ebing sarebbe riuscito a capirci qualcosa...
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Messaggioda Riccardo » dom 12 set 2010, 22:19

pbagnoli ha scritto:Ieri sono ritornato in palestra, dopo quasi due mesi di pigrizia esagerata e di gola tremenda (focacce e quant'altro).
Il mio trainer russo - Vasja - mi ha considerato con supremo disgusto e mi ha detto: "Forse meglio tu ricomincia da programma base". Non vi dico i primi venti minuti di cyclette: un disastro! I muscoli che urlavano dal dolore! Fortunatamente avevo il mio lettore mp3 nelle orecchie e, dentro, 16 Gb di musica. Fra questi, i dischi della raccolta Decca Tebaldi - Puccini che mi sono arrivati...a dorso di mulo!

Mi perdonerai Pietro se ti confesso che molto più della Tebaldi Mimì mi incuriosisce/preoccupa come tu possa sentire la Boheme sulla cyclette : Chessygrin :
Ich habe eine italienische Technik von meiner Mutter bekommen.
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Messaggioda Luca » dom 12 set 2010, 22:33

La ricordo poco, ma credo che l'edizione valga ancora per le due interpreti femminili: la Tebaldi ha fatto di Mimì uno dei suoi ruoli favoriti fino in tarda carriera! Nello stesso anno (1951) l'ha cantata al S. Carlo col vecchio Lauri-Volpi e col giovane Gobbi (di questa Mimì è da ascoltare il suo racconto del I atto scatena un'ovazione da stadio) e diretta da Santini. La Guden era una signora cantante per Musetta, ma esiste anche un'altra edizione 'live' dal MET posteriore di qualche anno al '51 in cui canta Mimì. Il resto del cast e la direzione di Erede non mi sono mai rimasti in mente. Continuo a preferire la seconda edizione della Tebaldi con Serafin e Bergonzi: direzione efficiente e teatrale, Bergonzi, Bastianini, Siepi e Cesari molto bene e da non dimenticare la D'Angelo fresca Musetta.

Saluti, Luca.
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Messaggioda Triboulet » lun 13 set 2010, 1:08

Beh da provare! confesso che Boheme non mi fa impazzire, mi sono sempre fatto bastare quella live di Kleiber e quella della coppia Stratas-Scotto, oltrechè quella della Callas. Karajan-Freni non la ascolto da una vita.
Non stento però a credere che la Tebaldi del 51 fosse splendida vocalmente (quasi quasi dopo Alzira faccio la recensione di Giovanna d'Arco), così pure Prandelli che ci può stare come Rodolfo... mi lascia perplessa "l'eccellente direzione di Erede", direttore che non ho mai trovato particolarmente entusiasmante. Però da sentire a questo punto!
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BERNSTEIN - ROMA 1987

Messaggioda Enrico » mar 03 apr 2012, 12:28

Una videocassetta registrata quando avevo 12 anni, nel 1987, contiene la famosa Bohéme diretta da Bernstein a Santa Cecilia in forma di concerto e trasmessa da Raitre. Ci sono i cd D.G, ma se non sbaglio non esiste un video ufficiale dell'evento, o non l'ho mai trovato.
Dovrò decidermi a trasferirla su dvd.
Nell'intervallo c'è un telegiornale in cui si dice che Craxi criticava Andreotti, ministro degli esteri, e il governo Fanfani, per la presa di posizione di fronte a una proposta di Reagan in merito alla nuova crisi del Golfo Persico...
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Messaggioda Enrico » mar 03 apr 2012, 16:42

Fatto. E con la scusa di riversarla in dvd l'ho rivista tutta.
Bernstein, come disse un vecchio zio venticinque anni fa, è un direttore che "fa parlare l'orchestra".
Hadley, poveretto, bella voce e stile un po' antico. Hampson grandissima personalità: la recitazione, anche se inevitabilmente oratoriale, aggiunge molto all'ascolto del solo cd.

Non ho riversato in cd il vecchio telegiornale (non ricordo la data esatta, ma la Bohéme di Bernstein fu registrata tra maggio e giugno): dopo le notizie sulla crisi del Golfo c'erano immagini della guerra tra Iran e Iraq (un missile iracheno aveva colpito per sbaglio una nave americana); sulla campagna elettorale italiana; sulla corte costituzionale (con riferimento ad alcumi membri "comunisti"); sull'arresto di alcuni terroristi italiani da tempo latitanti; sui preparativi a Varsavia per la visita di papa Wojtyla; su questioni sindacali e, notizia che non manca mai, sui "treni nel caos".
Enrico B.
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Messaggioda MatMarazzi » dom 22 apr 2012, 17:32

Mi aggancio a Enrico, per mettere questo ascolto.
Bernstein... ci manchi! :)

Salutoni,
Mat

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Re: La Bohème (Puccini)

Messaggioda pbagnoli » dom 22 apr 2012, 17:56

Riflettevo: Réaux scarsina - e scomparsa come cantante lirica; Hadley scomparso proprio :(
Daniels ha avuto una bella carriera.
Hampson è quello che ha fatto più strada.
Concordo con Matt: ci manca davvero un Bernstein
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Re: La Bohème (Puccini)

Messaggioda Triboulet » lun 27 ago 2012, 20:52

Ninci ha scritto:La Bohème di Karajan sarà anche tradizionale, ma i commenti all'epoca furono unanimi: si trattava di una prospettiva assolutamente rivoluzionaria.


Il caro vecchio maestro ritorna sempre come uno spettro... Mi interessa capire, visto che sono un ascoltatore abbastanza giovane. In cosa questa Boheme fu percepita come "rottura" rispetto, chessò, alla Boheme della Tebaldi? A parte la freschezza delle voci e il sinfonismo carico e avvolgente? cioè, queste sono caratteristiche più estetiche che contenutistiche... ma magari mi sfugge qualcosa.

Io, oltre a quella callasiana (quasi ovvio da parte mia : Chessygrin : ), suggerirei di aquistare questa:

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Re: La Bohème (Puccini)

Messaggioda Maugham » lun 03 set 2012, 12:20

Triboulet ha scritto:
Ninci ha scritto:La Bohème di Karajan sarà anche tradizionale, ma i commenti all'epoca furono unanimi: si trattava di una prospettiva assolutamente rivoluzionaria.


Il caro vecchio maestro ritorna sempre come uno spettro... Mi interessa capire, visto che sono un ascoltatore abbastanza giovane. In cosa questa Boheme fu percepita come "rottura" rispetto, chessò, alla Boheme della Tebaldi? A parte la freschezza delle voci e il sinfonismo carico e avvolgente? cioè, queste sono caratteristiche più estetiche che contenutistiche... ma magari mi sfugge qualcosa.


Cosa vuoi che ti dica, a me quella Bohème piace molto.
E mi piace ancora di più adesso che l'ho riascoltata (e non lo facevo da anni) grazie a questo thread.
Anch'io, come te, non ci vedo chissà quale rivoluzione rispetto al passato sotto il profilo dei contenuti.
Se proprio di rivoluzione vogliamo parlare, sono convinto che la si debba cercare nelle forze messe in campo.
Il direttore più celebre dell'epoca, una blasonata orchestra sinfonica che del repertorio operistico aveva affrontato solo Wagner, una multinazionale del disco che sfodera i suoi cantanti più celebri, un team tecnico che trasferisce armi e bagagli (con i costi che comporta) dalle consuete sale già attrezzate da decenni a Berlino... tutto questo per una Bohème. :shock:
Per un'opera e un autore che all'epoca erano considerati dai soloni della cultura nient'altro che popolare robetta all'italiana.
In questo Karajan si pose controcorrente. Dopo il sessantotto fare Puccini significava cedere al gusto borghese e retrivo contro cui la società si era scagliata. E invece Karajan decise -dopo un'intensa frequentazione di questo titolo dal vivo- di riservare alla Bohème la stessa attenzione, cura, maniacalità testuale con cui aveva trattato il Ring di poco precedente.
Sotto questo profilo Karajan -con questa registrazione e con la quasi coeva di Butterfly- ha fatto un grande servizio a Puccini.
Paragonabile ad Abbado che ha trasformato il Barbiere in un'opera "per intellettuali". :)
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