Elektra (Strauss)

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Elektra (Strauss)

Messaggioda pbagnoli » mar 03 lug 2007, 22:25

Lo so, è un video conosciutissimo, magari anche di maniera nel suo essere didascalico al massimo, ma non posso non provare un brivido vedendo Leonye Rysanek e Astrid Varnay cantarsele di santa ragione nell'Elektra con la direzione di Bohm e la regia di Friedrich.
L'avrò visto non so più quante volte, ma mi fa sempre venire i brividi.
Lo conoscete?
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Messaggioda pears » mer 04 lug 2007, 23:05

è stata la mia prima elektra. il mio strauss. poi la passione è diventata contagiosa.

ero inesperto. avevo il vezzo dei tragici. vidi un laser disc con nel retro una foto fenomenale di Astrid Varnay.

credo che i suoi warum siano ancora da imitare.

è l'edizione che amo di più. senza condizioni. forse l'imprinting. forse perchè le due carampane ci sapevano davvero fare.
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Re: Due vecchie carampane

Messaggioda MatMarazzi » ven 06 lug 2007, 11:05

pbagnoli ha scritto:Lo so, è un video conosciutissimo, magari anche di maniera nel suo essere didascalico al massimo, ma non posso non provare un brivido vedendo Leonye Rysanek e Astrid Varnay cantarsele di santa ragione nell'Elektra con la direzione di Bohm e la regia di Friedrich.


Ed è anche la prova di come recitasse ultra-bene la Rysanek (che pure non aveva mai fatto Elektra, nè prima, nè dopo quel film) quando era costretta a impegnarsi.
Il problema della Rysanek era di avere troppo "istinto teatrale"; non resisteva agli effettoni, alla retorica, all'eccessivo.
Ogni volta che la sento o che la vedo in video ho la sensazione dell'esagerazione e del compiacimento.
Ho avuto la fortuna di vedere la Rysanek tre volte dal vivo: la prima nel 1986 in un Tannhauser con lei e la Bumbry a Orange.
La seconda volta sempre a Orange in Clitennestra (con la Jones).
La terza volta a Firenze come Erodiade.
A livello di video l'ho vista in tante cose: compresa (udite udite) una Medea da Nimes e una Jenufa.
E tutte le volte ho pensato allo spreco!
Una così grande artista che avrebbe tutto per essere meravigliosa e invece finisce per essere poco convincente perché è troppo desiderosa di appassionare il pubblico e non riesce a resistere alla tentazione della gigionata.

Solo quando metto il video dell'Elektra tutto diventa chiaro.
Come lei stessa ha raccontato in diverse interviste, quando hanno preparato quel film hanno lavorato per mesi come matti, ripetendo le scene all'infinito.
Mi par di ricordare che dicesse proprio che Friedriech (il regista) le chiedesse di essere "meno teatrale" (bell'eufemismo per ottenere meno retorica).
E infatti le espressioni sono grandiose e terrorizzanti ma senza quel sovrappiù di falso e di esteriore in cui la Rysanek solitamente cascava.
E' la prova che i cantanti non dovrebbero essere lasciati a loro stessi nemmeno quando hanno un grande istinto teatrale e drammatico, anzi specialmente in questo caso.

C'è solo una cosa (a parte questa Elektra) nella quale sento la sostanza artistica della Rysanek e non la sua esteriorità.
Ed è la Donna senz'Ombra del 1977 a Salisburgo.
Evidentemente aveva cantato il ruolo così tante volte in tutto il mondo, ci aveva riflettuto così a lungo, che ci era arrivata da sola a sviserarne i segreti, e le pacchianate e la retorica se ne erano andate spontaneamente.

Salutoni,
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Messaggioda VGobbi » sab 07 lug 2007, 13:51

Davvero interessante la disamina che ne fa Matteo sull'arte attoriale della Rysanek, anche se penso che non sia l'unica afflitta da eccessivo ego.

Comunque, averne di carampane del calibro della Rysanek o Varnay!!!
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda pbagnoli » dom 18 mag 2014, 18:39

Nell'imminenza dell'Elektra alla Scala, riprendiamo a parlarne partendo da una registrazione di vent'anni fa, di Sawallisch con la Marton. Ne riferisco in un articolo home
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda Valentina » dom 18 mag 2014, 19:18

pbagnoli ha scritto:Nell'imminenza dell'Elektra alla Scala, riprendiamo a parlarne partendo da una registrazione di vent'anni fa, di Sawallisch con la Marton. Ne riferisco in un articolo home


incuriosita dal tuo articolo sto ascoltando questa registrazione su Spotify ... sono curiosissima di ascoltare il tutto! : Chessygrin :
mi dedico all'Elektra! : Thumbup :
PS: ben tornato!
Dilegua, o notte!… Tramontate, stelle!… All’alba vincerò!…
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda Luca » dom 18 mag 2014, 23:05

Grazie Pietro del testo: mi deciderò ad acquistare quest'edizione da cui mi sono tenuto un pò lontano a causa della direzione di Sawallisch (che considero poco vulcanico rispetto alle esigenze di una partitura infuocata e densa come questa). Tra l'altro questa collana di registrazioni, ho visto, gode di sconti: vediamo un pò nei prossimi giorni...

Saluti e buona settimana.
Luca.
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda DottorMalatesta » mar 20 mag 2014, 15:15

Complimenti a Pietro per la bella recensione dell´Elektra con la quale mi trovo molto d´accordo! Mi permetto di aggiungere un paio di riflessioni in ambito extra-musicale.
Trovo che la direzione di Sawallisch sia interessantissima, per l´estrema trasparenza con cui viene resa la trama orchestrale, e per una visione quasi cameristica. Rifacendoci alla classica (e un po´ schematica) contrapposizione nietzscheana, è una lettura “apollinea”, e comunque agli antipodi dalla bruciante lettura di Mitropoulos. Certo, il milieu culturale nel quale nascono Elektra e Strauss è quello del primo espressionismo tedesco delle arti figurative nato proprio a Dresda nel 1905 con la fondazione del movimento Die Brücke: non è un caso che, nelle scansioni ritmiche così accentuate e “puntute”, Elektra e Salome rimandino alla pittura spigolosa di Ernst Ludwig Kirchner, antesignano di Schiele. Peraltro, i timbri puri orchestrali di Salome ed Elektra avvicinano queste opere alla tavolozza degli artisti “fauve” (le belve!), che si costituiscono come gruppo sempre in quel fatidico 1905 al Salon d´Automne (Matisse – avete visto la mostra a Ferrara? -, Derain, de Vlaminck e compagnia). Sempre rimanendo ai riferimenti visivi, a me sembra che la lettura raffinata, cristallina e cameristica di Sawallisch avvicini Elektra alla linearità stilizzata e al decorativismo della Sezession viennese, nata nel 1897, con chiaro riferimento alla pittura di Klimt, certo, ma anche all´architettura e al “design” lineari e fitomorfi di Hoffmann e Olbrich. Del resto, Salome deriva dal drammone di Wilde, splendidamente illustrato dal celeberrimo Aubrey Beardsley, forse l´esponente del Modern style (l´equivalente britannico dell´arte nouveau e del liberty) più vicino al gusto graffiante ed incisivo dei pre-espressionisti di area germanico-austriaca.

Ora, dire che la riapertura di questo taglio apra chissà quali squarci nella drammaturgia di Elektra mi sembrerebbe esagerato;


Io non sono del tutto d´accordo. A mio modo di vedere l´apertura dei tagli (soprattutto quello nel secondo dialogo con Chrysothemis: Hoffmansthal sublime!) modificano profondamente il personaggio di Elektra, nel senso di un´accentuazione della sua umanità e fragilità, attenuando gli aspetti da virago e disumano strumento di vendetta. IMHO è davvero un peccato che questi tagli vengano praticati sistematicamente.
In questo brano tratto dal secondo dialogo con la sorella minore c´è a mio modo di vedere tutta la dolcezza e il rimpianto per una maternità negata (ad entrambe?) per sempre.

Oh sì! Più che sorella io ti sono
da questo giorno in poi: io t’ubbidisco
come una schiava. Quando avrai le doglie,
presso al tuo letto resto giorno e notte,
scaccio le mosche, attingo l’acqua fresca,
e quando a un tratto una creatura viva
sul nudo grembo sta, nostro sgomento,
in alto la sollevo, così in alto
che il suo sorriso giù fino al profondo
segreto abisso del tuo cuore scenda
e lì per questa luce il freddo orrore,
l’ultimo, si discioglie e in chiare stille
puoi sfogare il tuo pianto.


Ciao!
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda DocFlipperino » gio 22 mag 2014, 16:42

bella versione quella di Sawallisch. concordo con pietro che la Marton sia però superiore nella versione in video con Abbado.
personalmente i miei favori vanno a due edizioni: quella in studio di Karl Böhm con Inge Borkh e Jean Madeira e quella dal vivo a Salisburgo di Karajan con la Varnay e la Mödl.
Due edizioni fondamentalmente antitetiche l'una con l'altra: già l'attacco iniziale, i tre accordi in re minore, la costante ossessione di Elektra sono diversissimi eppure ugualmente inquietanti. Böhm ci fa apprezzare, forse per la prima volta i preziosissimi dettagli cromatici, che talvolta vengono persi nel magma orchestrale, in questo aiutato dalla meravigliosa StaatsKapelle.
Karajan, invece, ci conduce subdolamente nella disgregazione del tema di Agamennone che verrà riproposto durante l'opera. E in ogni occasione abbiamo un sussulto.
Entrambi sono straordinari nel differenziare l'orchestra di Clytemnestra da quella di Elektra, in un cromatismo politonale esasperato mai fine a se stesso!
E la danza di Elektra - genialmente in mi maggiore - assume una valenza diversa: per Böhm è la "fine" del dramma interno di Elektra, per Karajan forse è solo l'inizio.

Quali sono, se esistono, le vostre edizioni di riferimento di questo immenso capolavoro?
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda DottorMalatesta » mer 28 mag 2014, 17:36

Disponibile dal 10 giugno!!!!

Immagine

Due commenti, anzi tre:

1. La domanda sorge spontanea (ed inevitabile): se anche Esa-Pekka è di scuderia DG, perché preferirgli Thielemann? Forse perché, ipotizzo, il suo è uno Strauss molto più elefantiaco e "tradizionale"?
2. Per riprendere una nota pubblicità di patatine :roll: la Meier e la Herlitzius se non le vedi godi solo a metà! :mrgreen:
3. La Schwanewilms non fu esaltantissima alla Scala nel 2005, o no?

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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda reysfilip » mer 28 mag 2014, 18:53

Non conosco bene la Schwanewilms, ma non era meglio, visto che erano a registrare, se prendevano la Westbroek e Salonen e facevano l'edizione definitiva degli ultimi 20 anni se non di più? Lo Strauss di Thielemann, da quel poco che conosco, si sbrodola addosso in un compiacimento stancante. Sicuramente è stato preferito perché tradizionale e perché sicuramente più famoso.
Almeno avremmo la testimonianza in studio di due artiste immense nei loro ruoli di eccezione.
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda VGobbi » mer 28 mag 2014, 19:54

Però sminuire Thielemann mi pare eccessivo dai!
Nemmeno noi siamo d'accordo con il gobbo, ma il gobbo è essenziale! Guai se non ci fosse!
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda teo.emme » mer 28 mag 2014, 20:44

E poi avrebbero dovuto usare un'altra orchestra con Salonen
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda DottorMalatesta » gio 29 mag 2014, 8:54

Sono pienamente d´accordo con teo.emme. Quanto a Thielemann, concordo con Vittorio (a proposito: bentornato!!! : Sailor : ) che non lo si possa liquidare con superficialità (anche se non ho mai capito se in Strauss davvero mi convince…).
Non credo, come suggerisce reysfilip, che questo disco rappresenterà la “testimonianza in studio di due artiste immense nei loro ruoli di eccezione”. E questo per il motivo delle “patatine” :mrgreen: . Il disco è come un´enorme lente di ingrandimento. E sará difficile, senza il supporto video, passare sopra alle inevitabili magagne nel canto della pur sempre immensa Meier. Non perché, come scrivono i cretini, non sappia cantare. La sua storia è là a dimostrare il contrario anche ai sordi e ai ciechi. Ma perché, per lei esattamente come per la Devia, les neiges d´antan si sono in parte sciolte. Senectus ipsa morbus. La differenza è che il carisma della Meier è gigantesco, su quello della Devia non ci metterei la mano sul fuoco (neppure un dito, a vero dire :roll: ). Sono invece convinto che il DVD dello spettacolo di Chèreau sia destinato a soppiantare Abbado/Kupfer al top della classifica delle Elektra videoregistrate...

Ciao!
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Re: Elektra (Strauss)

Messaggioda DocFlipperino » gio 29 mag 2014, 9:52

avremo però modo di confrontare due letture che immagino più diverse non potranno essere!
credo ci siano ragioni molto legate al mercato tedesco dove thielemann è sicuramente più conosciuto, dove l'accoppiata Thielemann/Staatskapelle è un marchio di qualità.

permettetemi poi una battuta: la Staatskapelle Strauss lo fa anche da sola..... :mrgreen:
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