La riforma di Otello

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Tucidide » ven 10 ott 2008, 9:52

Piuttosto, riallacciandomi all'interessantissima discussione svolta quando ancora non ero iscritto, e che ho letto solo di recente, non penso che Kaufmann possa essere definito un esponente del grand-opéra meyerbeeriano, il tanto vagheggiato Otello contraltino alla Tamagno o Lauri Volpi. Mi sembra che, con buoni risultati, Kaufmann stia facendo il tenore drammatico, e che cerchi nella sua voce, comunque importante, risonanze scure, baritonali. Temo quindi un approccio alla Del Monaco, o nella migliore delle ipotesi alla Domingo.
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Rodrigo » ven 10 ott 2008, 14:01

Appunto.
Avevo suggerito Osborn proprio per riallacciarmi alla linea - se così si può chiamarla - Tamagno/Lauri Volpi. Cioè un Otello visto come erede del repertorio del tenore "cappa e spada" protoromantico. Il buon Osborn, di cui su youtube, c'è un notevolissimo O muto asil (in francese) mi pare congruo a questo approccio.
D'altra parte sia Tamagno, sia Lauri Volpi avevano in repertorio i grandi ruoli protoromantici: Arturo, Arnoldo, Raul. Dunque non è così folle proporre un Otello "belcantista". Sarebbe un ruolo belcantista, per come la vedo io, persino Manrico. Magari un Manrico che varia i da capo, cadenza sulle corone e che usa il falsettone...
E' un peccato sotto questo aspetto che Pavarotti si sia avvicinato alla parte del moro con la deprecabilissima intenzione di fare di tutto per scurire il timbro e -mi si consenta di dirlo- con poca convinzione.

PS: esiste un'incisione del duetto Si pel ciel marmoreo giuro con Merrill e Bjorling. Il baritono canta, benissimo, come uno se l'aspetta. Ma il tenore? Per me è stata la rivelazione, insieme alle pagine incise da Lauri Volpi, di come potrebbe essere un Otello "chiaro"!
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda pbagnoli » sab 11 ott 2008, 14:00

Hai ben ragione.
Ai tempi, sul forum di Operaclick, scriveva un signore con il nom de plume di Masolino (prima) o di Aliosha (poi), che era veramente esperto di Bjoerling, di cui possedeva tutte le registrazioni. Se non sbaglio era prevista la registrazione integrale di Otello, ma poi saltò tutto.
Detto questo, se aveste voglia di rivedervi il profilo scritto da Matteo su Tamagno, c'è scritto tutto...
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda pbagnoli » sab 11 ott 2008, 18:33

A proposito di Otello, ho messo qui un quizzino. Datevi da fare!
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Teo » gio 16 ott 2008, 10:00

pbagnoli ha scritto:Hai ben ragione.
Detto questo, se aveste voglia di rivedervi il profilo scritto da Matteo su Tamagno, c'è scritto tutto...


Con tutto il rispetto parlando, paragonare Tamagno a Osborn mi pare davvero un tantino azzardato...
Osborn a mio avviso ha una vocalità molto, ma molto diversa da Tamagno e sicuramente non può essere una giustificazione logica quella di accomunare alcuni tenori per il solo fatto di essere passati attraverso il Guglielmo Tell
Per chi non avesse ascoltato Osborn dal vivo, ci sono una buona serie di ascolti sul tubo e vi garantisco che ci si può fare tranquillamente un idea sulle qualità (indiscutibili sia chiaro...) del tenore statunitense.
Di questo passo, paragonado il suo Tell con altri tenori a lui speculari, potremmo allora proporre anche Juan Diego in veste di Otello :D (che tra l'altro in CD esegue uno splendido "corriam voliam")
Sia chiaro, stiamo parlando della vocalità attuale di Osborn, di quello che sarà tra dieci anni non credo si possa discutere (per ora ovviamente).

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda pbagnoli » gio 16 ott 2008, 12:44

Teo ha scritto: Di questo passo, paragonado il suo Tell con altri tenori a lui speculari, potremmo allora proporre anche Juan Diego in veste di Otello :D (che tra l'altro in CD esegue uno splendido "corriam voliam")

Ne sei convinto?
Per me Flòrez non appare affatto eccellente nell'assolo di Arnold.
Torniamo al vecchio discorso: bastassero gli acuti a far grande un cantante, Filippeschi sarebbe stato il più grande tenore di tutti i tempi.
Per me Flòrez non ha neanche una goccia dell'ampleur che occorre per questo ruolo; mi sembra terribilmente in difficoltà nelle salite della cabaletta; mi sembra - infine - la dimostrazione più ovvia del fatto che piuttosto che cantarla di petto così, questa parte terribile sarebbe molto meglio cantarla in falsettone "haute-contre" come faceva Gedda.
Mia opinione, ovviamente.
In ultimo, non avevo intenzione di paragonare Osborn a Tamagno; il mio discorso - evidentemente male espresso - voleva sottolineare che rifarsi a Tamagno e al suo modo di porgere la frase sia l'unico sistema per poter risolvere i problemi esecutivi di Otello, posto che di Del Monaco ce n'è stato solo uno e che i "romanticoni" à la Domingo mi sembra che non abbiano più molto da dire sul tema...
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Tucidide » gio 16 ott 2008, 13:46

pbagnoli ha scritto:il mio discorso - evidentemente male espresso - voleva sottolineare che rifarsi a Tamagno e al suo modo di porgere la frase sia l'unico sistema per poter risolvere i problemi esecutivi di Otello, posto che di Del Monaco ce n'è stato solo uno e che i "romanticoni" à la Domingo mi sembra che non abbiano più molto da dire sul tema...

Però, Pietro, credo che occorrerebbe come sempre valutare caso per caso. Io non so se adesso esista un tenore romanticone alla Domingo in grado di fare un Otello convincente, ma qualora lo si trovasse, sarebbe da trascurare solo perché c'è già stato Domingo?
E così mi riallaccio al discorso su Desdemona. Nel tuo interessantissimo backsatge sull'Otello mutiano, dici che l'era delle Desdemone lobotomizzate è finita, ed era ora. Però mi chiedo: non sarebbe più opportuno vedere come viene attuata e realizzata un'eventuale Desdemona lobotomizzata, e non scartarla a priori perché si pone su quel versante? Secondo me ha ragione la Marescialla: è il "come" che fa la differenza. :D
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Teo » gio 16 ott 2008, 14:48

pbagnoli ha scritto:Per me Flòrez non appare affatto eccellente nell'assolo di Arnold. Torniamo al vecchio discorso: bastassero gli acuti a far grande un cantante, Filippeschi sarebbe stato il più grande tenore di tutti i tempi.
Per me Flòrez non ha neanche una goccia dell'ampleur che occorre per questo ruolo; mi sembra terribilmente in difficoltà nelle salite della cabaletta; mi sembra - infine - la dimostrazione più ovvia del fatto che piuttosto che cantarla di petto così, questa parte terribile sarebbe molto meglio cantarla in falsettone "haute-contre" come faceva Gedda.
Mia opinione, ovviamente.

Amico mio, il tema non è discutere se Florez sia un perfetto Arnold, per lo meno questo non era il discorso per cui ho menzionato il tenore peruviano, semplicemente voleva essere un modo (forse mal posto) per dimostrare che Osborn ha una vocalità più simile a Juan Diego che non a Tamagno.
Credo anche io che sia terminata l'era dei paletti, ciò non toglie che ci debba essere una credibilità vocale sia per quanto concerne l'aderenza al personaggio che per la struttura della partitura a lui assegnata (a mio modesto avviso sia chiaro).

pbagnoli ha scritto:il mio discorso - evidentemente male espresso - voleva sottolineare che rifarsi a Tamagno e al suo modo di porgere la frase sia l'unico sistema per poter risolvere i problemi esecutivi di Otello, posto che di Del Monaco ce n'è stato solo uno e che i "romanticoni" à la Domingo mi sembra che non abbiano più molto da dire sul tema...

Beh, innanzitutto sposo perfettamente il concetto espresso da Tucidide sul discorso del come, in secondo luogo non credo che vi sia un unico modo per risolvere i problemi esecutivi di Otello.
La storia ci ha consegnato un Del Monaco di difficile emulazione, ma anche un Vickers in grado di dare ben altra prospettiva del moro, così come altri tentativi certamente più vicini ad una vocalità simile a quella di Tamagno (purtroppo testimoniati solo da live) trovo siano altrettanto interessanti (tempo fa ho inserito alcuni ascolti di Ponce che a mio avviso erano di estremo interesse); insomma a priori nemmeno io mi sento di escludere ne l'una ne l'altra strada, però nonostante ciò credo che ci siano alcuni tipi di vocalità che non possono, per questioni meramente tecniche e musicali, essere annoverate tra le possibili soluzioni del personaggio verdiano-boitiano.
Questo il mio modesto parere, sia chiaro...

A plus...

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Teo » ven 17 ott 2008, 10:55

Tornando al discorso sulla cosiddetta riforma di Otello, che ne dite di questo signore...

http://boxstr.com/files/3874205_auh5p/o ... 0addio.mp3

Per mio conto questo è il tipo di vocalità che mi piacerebbe ascoltare in Otello, ovviamente la personalità dovrebbe sempre farla da padrona :D

Oggi non so se esiste un tenore in carriera che abbia questo tipo di solidità vocale (direi anche di facilità...), colore e timbro, potremmo azzardare qualche nome ma, la vedo dura.....

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda DottorMalatesta » ven 25 ott 2013, 17:15

A lungo è stato discusso circa la deformazione (avvenuta nel secolo scorso e perdurante ancora oggi) del ruolo di Otello, inizialmente pensato per Tamagno, tenore eroico, contraltino, dalla spiccata verticalitá nel canto (le numerose testimonianze audio ce lo confermano) e poi invece passato a tenori baritonali, scuri, declamatori (Vinay, Del Monaco, Svanholm, Vickers… tra poco anche Kaufmann?).
Non si è invece parlato del personaggio di Iago, inizialmente creato (a 39 anni) dal marsigliese Victor Maurel (creatore anche della revisione scaligera del Simon Boccanegra e poi primo interprete di Tonio ne I Pagliacci di Leoncavallo). Solitamente il personaggio di Iago è affidato a baritoni scuri, declamatori, a disagio con gli acuti del sogno, bloccati su un perenne forte o mezzoforte.
Era questa la vocalitá di Maurel?
Il figlio del baritono marsigliese, Berty Maurel, descrive così la voce del padre (la traduzione dal francese è mia, quindi pessima :mrgreen: , spero sia comprensibile):

Il grave era ampio e risonante, il medium della più sontuosa stoffa sonora; l´acuto ben collocato, ma corto. Aveva innanzitutto una dizione perfetta, un´articolazione netta, mordente e rapida; poi nel registro medio un fascino avvolgente, una pienezza che dava valore alle più piccole cose; poi, una padronanza tecnica della mezzatinta, della mezzavoce, dove era inimitabile. Da questo periodo, l´estensione un poco ristretta della sua voce gli dava qualche preoccupazione, ma non molto serie, dal momento che aveva appreso molto preso l´arte sottile di amplificare la voce per mezzo del timbro, ed era cosí arrivato a trasmettere nelle note piú acute un´impressione di potenza molto franca che gli permise piú tardi di tener testa all´unisono al fianco di Tamagno alla fine del secondo atto di Otello.

Di Maurel restano alcuni brani "verdiani":
Falstaff:


Otello:


Che dire? Sembra che, in quanto a tenuta vocale, Tamagno fosse decisamente meglio :mrgreen: .
Comunque, a parte il solito vibratino stretto (condiviso da Tamagno e verosimilmente una delle caratteristiche delle tecniche vocali dei cantanti dell´epoca: Enrico, ci sei?), colpisce il timbro chiaro ebrillante (molto più chiaro rispetto ai baritoni cui associamo Iago), l´emissione “leggera” (non calca mai la voce, ingrossandola artificialmente), e il grande rilievo dato alle parole.
In questo mi sembra un baritono molto "francese", sia stilisticamente che volcalmente. Un interprete da opéra-comique... Questo forse spiega perchè Verdi scrisse per Maurel delle parti molto acute e a mezzavoce (il "figlia!" che conclude il duetto al I atto del Simon Boccanegra, la scena del sogno nell´Otello: momenti in cui tutti -o quasi- gli interpreti attuali si strozzano).

Non è che, in fondo, anche il personaggio di Iago sia andato incontro, nel ´900, ad una deformazione stilistica e vocale?

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Enrico » ven 25 ott 2013, 18:16

Nel suo sito Ward Marston, esperto in riversamenti di vecchi dischi (ha curato per esempio gli otto cd della Melba per la Naxos), fornisce un elenco delle registrazioni di Maurel da lui ripubblicate in un doppio cd insieme a quelle di Adelina Patti; in una nota fornisce alcune informazioni tecniche su queste vecchie registrazioni (http://www.marstonrecords.com/patti/patti_ward.htm); e in un'altra nota notizie interessanti sui due cantanti e sulla loro arte (http://www.marstonrecords.com/patti/patti_liner.htm). Pare che della voce di Maurel fosse rimasto ben poco al tempo delle registrazioni discografiche, ma ci sono varie notizie sul suo modo di intrepretare Jago sulla scena e sui consigli che Verdi gli avrebbe dato (studiare soprattutto i versi, le parole, gli accenti, senza preoccuparsi troppo della musica): ricordando anche, per complicarci la vita, che fu il primo Tonio nei Pagliacci!

Victor Maurel
Gramophone and Typewriter Company / Paris, 1903
Chanson du printemps (Gounod) 2:49
(1626F) 2-32815
IPHIGÉNIE EN TAURIDE: Le ciel par d'éclatants miracles... De noirs pressentiments (Gluck) 3:32
(1627F) 2-32809
Marquise (Massenet) 2:49
(1628F) 2-32810
L'Heure exquise (Hahn) 3:19
(1629F) 2-32811
Le rondel de l'adieu (De Lara) 3:32
(1630F) 2-32812
Fédia (D'Erlanger) 3:43
(1631F) 2-32813
OTELLO: Era la notte (Verdi) 3:05
(1632F) 2-32814

Fonotipia Company / Milano, November 1904
OTELLO: Era la notte (Verdi) 3:03
(XPh 583) 39042
Marechiare (Tosti; words by Di Giacomo) 2:28
(XPh 65) 39032
DON GIOVANNI: Deh! vieni alla finestra (Mozart) 2:00
(XPh 66) 39041
Le rondel de l'adieu (De Lara) 2:57
(XPh 67) 39246
Mandolinata (Paladilhe) 2:46
(XPh 682) 39245
Ninon (Tosti) 4:08
(XPh 692) 39247

Fonotipia Company / London, January 1907
FALSTAFF: Quand'ero paggio (Verdi) 2:24
(XPh 2332) 62016
A year ago (D'Hardelot) 3:03
(XPh 2333) 62018
Au temps du grand roi (Tosti) 3:23
(XPh 2334) 62017
Enrico B.
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda DottorMalatesta » ven 25 ott 2013, 18:36

Grazie Enrico! : Thumbup :
Ho letto con interesse: viene sottolineato il talento scenico di Maurel, ma poco si dice della sua vocalitá.
Tu che idea ti sei fatto? Non noti anche tu un enorme divario tra la sua vocalitá e quella del 99% degli Jago del dopoguerra?
Ciao!
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda Enrico » ven 25 ott 2013, 19:18

Mi sembra difficile giudicare da un frammento di due minuti (né mi aiuta "Quand'ero paggio", che quasi tutti cantano piano e quasi accennando).
Ti sembra così diverso da questo?
Enrico B.
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Re: La riforma di Otello

Messaggioda DottorMalatesta » ven 25 ott 2013, 19:28

Potrei essere d´accordo con te, ma okkio alle date: questo è un Gobbi annata 1942!!!!

Ascoltalo nel 1960


Sembra un altro cantante!!!

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Re: La riforma di Otello

Messaggioda flipperinodoc » sab 02 nov 2013, 12:01

DottorMalatesta ha scritto:Non noti anche tu un enorme divario tra la sua vocalitá e quella del 99% degli Jago del dopoguerra?DM


non ci vorrai proporre Hampson come Jago veroooo???? : Andry :

flip :mrgreen:
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