Opere e fumetti

opere, compositori, librettisti e il loro mondo

Moderatori: DocFlipperino, DottorMalatesta, Maugham

Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » ven 15 feb 2013, 18:44

["The data presented here is based on information from the freely available Inducks database."http://coa.inducks.org]

Delle opere più famose non c'è solo la discografia, ma anche la "fumettografia".
Inauguriamo ques'argomento con un famoso titolo wagneriano:



IL VASCELLO FANTASMA o L'OLANDESE VOLANTE

Questo titolo ricorre in diverse storie disneyane, alcune piuttosto importanti, altre decisamente minori.
Cito quelle che ho rintracciato, in ordine cronologico (ricavo le informazioni sulle varie pubblicazioni dal catalogo del progetto "Inducks", consultabile gratuitamente online: http://coa.inducks.org/index.php?xch=1&lg=it_IT ):

1 Paperino e la leggenda dello «Scozzese Volante»
Personaggi: Pap Mc Paper, Paperino, Qui Quo Qua, Zio Paperone
Scrittore: Romano Scarpa; Matite: Romano Scarpa; Inchiostri: Luciano Gatto, Romano ScarpaData di prima pubblicazione: November 10, 1957
•Topolino 174 e 175 (1957) • I Classici di Walt Disney (prima serie) 10 - Superpaperissimo (1962) • I Classici di Walt Disney (seconda serie) 11 - Superpaperissimo (1977) • Capolavori Disney 34 - Le grandi storie di Romano Scarpa 1957 (1996)
• I Classici di Walt Disney (seconda serie) 239 (1996) • I classici del fumetto 14 - Zio Paperone (2000)
• Zio Paperone 156 (2002) • Raccolta I classici di Walt Disney (seconda serie) 34 (2004)
• Topolino Story (Corriere della Sera) 9 (2005) • Topolino 80 anni insieme 1 (2012)

2 The Flying Dutchman
Personaggi: Paperino, Qui Quo Qua, Zio Paperone
Scrittore: Carl Barks Disegno: Carl Barks
Data di prima pubblicazione: March 1959 ; Data di produzione: April 20, 1958
La storia originale apparve su Uncle Scrooge n.25 del 1959.
Pubblicazioni italiane:
•Topolino 218 (1959) • Albi della rosa / Albi di Topolino 466 • Complete Carl Barks 21 (1980)
•Paperino di Barks collezione ANAF 35 (1987) • Zio Paperone 10 (1988) • Zio Paperone 99 (1997)
• Zio Paperone (ristampa) 10 (2001) • Topolino Story (Corriere della Sera) 11 - Topolino Story 1959 (2005)
• La grande dinastia dei paperi (Corriere della Sera) 17 • Raccolta Zio Paperone 15.

3 Captain Annie and the Flying Dutchman
Personaggi: Captain Annie (1st), Bella Quack, Qui Quo Qua,
Scrittore: Dick Kinney , Matite: Jim Fletcher, Inchiostri: Ellis Eringer
Data di prima pubblicazione: August 20, 1967
Pubblicata in Italia su Topolino n.612

4 Zio Paperone e il Vascello Fantasma
Sceneggiatura: Carlo Chendi Disegno: Luciano Bottaro
Data di prima pubblicazione: March 1972 (Almanacco Topolino n.183)

5 Zio Paperone e l’Olandese Volante (The Flying Dutchman)
Trama: Brian Claxton Sceneggiatura: Tom Anderson Matite: Vicar
Data di prima pubblicazione: June 17, 1980
Data di produzione: June 1979
Pubblicata in Italia su Paperino & C. n.19 (1981)

6 Zio Paperone e il vascello fantasma
Personaggi: Paperino, Qui Quo Qua, Rockerduck, Zio Paperone
Scrittore: Guido Martina Disegno: Giorgio Cavazzano
Pubblicazioni italiane:
•Topolino 1205 (1978) •I Grandi Classici Disney 15 (1985) •Paperino Mese 195 - Paperi e brividi (1996)
•Gli enigmi di Topolino 5 (2007) •Disney BIG 51 (2012) • Raccolta Paperino Mese/Paperino 22

7 Zio Paperone e il vascello fantasma
Personaggi: Paperino, Qui Quo Qua, Zio Paperone
Scrittore: Guido Scala Disegno: Guido Scala
Data di prima pubblicazione: February 24, 1985
Pubblicazioni italiane:
•Topolino 1526 (1985) • Raccolta Topolino 21 • I Grandi Classici Disney 54 (1991) • Topolino Adventure 5 (1995)
• I Classici di Walt Disney (seconda serie) 328 (2004) • Raccolta I classici di Walt Disney (seconda serie) 49 (2006)
• Raccolta I Grandi Classici Disney 13

1. La storia di Romano Scarpa, che precede di poco quella di Barks, era probabilmente ignota al grande uomo dei Paperi. D’altra parte non bisogna meravigliarsi troppo se, da un autore all’altro, non sempre i dati “storici” o le biografie dei personaggi coincidono.
In questo caso l’Olandese viene trasformato in Scozzese, in modo da farne un antenato di Paperone (antenato che è appunto ignorato da Barks, e di conseguenza anche da Don Rosa, autore della più spettacolare Saga di Paperon de’Paperoni che sia mai stata scritta, e del più affidabile e completo albero genealogico dei paperi).
Anche Scarpa rielabora alcuni elementi della leggenda modificandoli e ricontestualizzandoli nello sviluppo di un’avventura d’ambientazione moderna.
- Il “preludio” ci presenta una misteriosa e incredibile pioggia di sardine che si verifica puntualmente a Tegucigalpa il 3 maggio: gli scienziati non riescono a spiegarla.
Si torna indietro di un anno: Paperone, solo, malinconico e depresso, acquista per compagnia uno strano uccello chiamato kaibì, che va nutrito con mezza sardina fresca una volta alla settimana: ma improvvisamente pare che nel mondo intero ci sia penuria di sardine. Varie vicende e ricerche portano i paperi a solcare i mari in cerca di sardine: e si scopre che le sardine ci sono, e in grande quantità, ma vanno a nascondersi fuggendo terrorizzate ogni volta che appare nei cieli il misterioso vascello dello Scozzese volante. Solo a Tegicigalpa, il 3 maggio, piovono sardine dal cielo:
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Paperone, per svelare il mistero, fa approntare dai suoi tecnici un aerostato e con i nipoti si avventura tra le nubi. Appare lo Scozzese, cannoneggia i paperi, li cattura in una rete da sardine, prepara la passerella per gettarli giù dalla nave, nel vuoto, ma in extremis Paperone lo riconosce.
E’ il suo antenato Pap Mc Paper, che a questo punto racconta la sua storia, la LEGGENDA DELLO SCOZZESE VOLANTE:
“S’era allora nell’aprile del 1666. Il mio galeone, da trent’anni, dominava indisturbato i mari del Centro America. Proveniente dalle lontane isole britanniche conducevo la pirateria per tutte le coste dei Caraibi. I miei uomini razziavano senza pietà il frutto del lavoro dei poveri pescatori dei villaggi. E le sardine, di cui ero favolosamente ghiotto, costituivano la mia preda preferita! Eccoci dunque al 3 maggio 1666! Calammo nel retroterra di Tegucigalpa, decisi a procurarci un buon bottino. In realtà fu la più grossa razzia di sardine che avessi operato in trent’anni di dura pirateria. Fui davvero terribile! Mi vergogno di dirlo, le portai perfino via di bocca a vecchi e bambini! Tornammo a bordo esultanti! Vendendo quel carico ci saremmo arricchiti, ma, ciò che più importava, avrei fatto una figurona di fronte alla concorrenza corsara. Senonchè, quando fummo molto al largo, il vento cadde e restammo immobilizzati. Non sarebbe stato un gran danno se nella precedente euforia non avessimo dimenticato di rifornirci del sale necessario alla conservazione delle sardine. Terribile! Se il vascello non fosse tornato al più presto a navigare… tutto il carico se ne sarebbe andato a male! Comunque, marce o no, io le sardine dovevo condurle in porto, o il mio prestigio di grande predatore sarebbe rimasto compromesso per sempre! Intanto il vento non si levava e restammo inchiodati! Tre giorni dopo… si ebbero i primi segni. Dopo sei giorni i miei uomini non resistettero più, e semiasfissiati mi chiesero di buttare a mare il carico. “Giammai!!” urlai loro. “Corsari di burro! Pappemolli di pirati!” gridai alla ciurma che preferiva abbandonare la nave e lasciarmi al mio destino! Io avrei resistito fino al ritorno del vento. Lo dovevo! Ma ben presto le esalazioni mi fecero scappare sulla coffa di maestra! Il vento non si levò per altri giorni ancora… e mi sentivo perduto! Era certo una punizione del destino per le mie malefatte! Lì in cima allora feci una solenne promessa! Per trenta lunghi anni avevo rubato e depredato! Ma se mi fossi salvat oprendevo l’impegno di pescare sardine e di donarle ai poveri di Tegucigalpa… per la durata di trecento anni! Svenni. Più tardi fui svegliato da un familiare scricchiolìo: erano gli alberi che si piegavano sotto un possente maestrale. Urrà! In breve avrei raggiunto la mia base! Ero salvo! E’ tutto. Siccome noi scozzesi siamo uomini duri, ma di parola, non dovete affatto stupirvi se mi trovate ancora qui sopra Tegucigalpa e per i sette mari”.
E’quindi lo scozzese che ogni anno il 3 maggio fa cadere le sardine dal cielo: ma confessa di essere stanco, dopo tanti anni (ingravescente aetate, direbbe qualcuno…), e non vede l’ora di portare a termine l’impresa (mancherebbero nove anni) e riposare le sue stanche ossa.
Paperone gli fa una proposta: “Facciamo un patto: tu ti impegni a smetterla di girare per i sette mari e rovinare la mia pesca delle sardine, e io provvedo a buttare per via aerea su Tegucigalpa qualche tonnellata di sardine ogni 3 maggio dei prossimi otto anni. Ti va? Accetta, ti scongiuro! E fai guadagnare un po’ di milioni di dollari a questo tuo diletto pro-pro-pro-etc.pronipote che si è ricordato di te dopo tanto tempo”
“Bene: se è per farti un favore, accetto!”, gli risponde lo Scozzese.
“Lo zio Paperone non vede che il suo tornaconto”, commentano i nipoti.
Ma come mai il vascello riesce a navigare tra le nuvole? Prosegue la spiegazione dello Scozzese:
“Vi dirò: verso il 1720 mi accorsi che la nave si sollevava sull’acqua! Capii più tardi che il legno si era tanto corroso e svuotato, alleggerito con gli anni, che bastava uno spiffero per farmi volare”.
E a bordo del vascello volante lo Scozzese riaccompagna i suoi discendenti a Paperopoli per poi rialzarsi verso il cielo.
“Stiamo assistendo a qualcosa di storico! È infatti l’ultima volta in cui sarà visto solcare i cieli lo Scozzese Volante”
“E, fatto un po’ meno storico, è anche un’altra delle tante volte in cui lo zio Paperone ha mostrato il suo senso degli affari”.
Ma sotto la rude scorza Paperone rivela ancora una volta il suo cuore d’oro, mormorando sottovoce mentre guarda la nave che se ne va: “Povero vecchio!sono riuscito a fargli accettare di mettersi a riposo senza che si sentisse umiliato! Ora avrà pace finalmente!”

Questa è la prima tavola della seconda parte della storia apparsa originariamente su Topolino:
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2. Non c’è nella storia di Carl Barks nessun vero riferimento all’opera di Wagner, e dell’antica leggenda è presente solo il misterioso vascello, senza che appaia concretamente il personaggio dell’Olandese. Ma è pur sempre un grande capolavoro di Barks, nella struttura, nel testo, nel disegno, e ve la racconto nel caso in cui non possiate leggerla direttamente. Ho letto quella che credo sia la ristampa più recente, nel numero 17 de La grande dinastia dei Paperi (l’opera omnia di Barks allegata alcuni anni fa al Corriere della Sera): online si trova la versione originale in inglese (http://englishfortamils.com/comics/inde ... crooge/025)
Il “preludio” della storia è tipico di alcune vicende avventurose barksiane, e non solo: come in alcuni celebri romanzi di Verne si comincia con lo studio di antichi documenti che rivelano un mistero o l’esistenza di un tesoro nascosto.
Paperino e i nipotini, si sa, sono appassionati di pesca: ma zio Paperone non si lascia distrarre, perché ha comprato, al prezzo di ben 1000 dollari, alcuni vecchi bauli che contengono “tutto ciò che resta di un’antichissima compagnia olandese di navigazione”. “In questi vecchi registri ammuffiti sta scritto tutto ciò che è stato trasportato e dove, durante un intero secolo di commerci per tutti i porti del mondo”. I documenti sono scritti in olandese, ma questo non è un problema per il vecchio papero: “L’olandese non è arabo per me: l’ho imparato quando vendevo vento ai fabbricanti di mulini a vento dello Zudere Zee”. La notizia interessante è che “un intero vascello scomparve nel 1659, senza che sia mai stata data una spiegazione soddisfacente di questa scomparsa! Si tratta del Fliegende Hollander, partito da Ceylon carico di lingotti d’oro, che fu visto per l’ultima volta a sud della punta del Madagascar. La compagnia pensò che fosse affondato, e si rassegnò alla perdita. Il Fliegende Hollander, negli anni seguenti, fu visto molte volte nelle acque a sud del Capo di Buona Speranza. Fu sempre visto nelle notti di tempesta, con le vele color del sangue, e procedeva contro vento!"
L’azione vera e propria si avvia: al porto di Paperopoli è pronta una strana imbarcazione, incrocio tra una draga, un battello-recuperi e una biblioteca storica; a bordo di essa i paperi partono per i mari sel sud, dove, nonostante i giovani non pensino ad altro che alla pesca, Paperone è convinto di trovare nascosto il vecchio vascello, che secondo lui non sarebbe mai affondato, ma si sarebbe dato alla pirateria: “Il Fliegende Hollander?” – pensa uno dei nipotini – “Dove abbiamo già sentito questo nome?”. Paperone prosegue con le sue spiegazioni scientifiche: “Tutte le volte che fu visto venne presa nota della sua rotta. Io ho disegnato l’angolo di tutte le rotte, e ho trovato che convergono costantemente verso un solo punto. Ora distenderò questo disegno in carta lucida sulla mappa, e vedremo dove puntano tutte le rotte!”
Per colpa di Paperino il “lucido” delle rotte viene sovrapposto alla mappa dal rovescio: così il percorso si allunga, finché le ricerche notturne e segrete dei paperi davanti alle coste di un grande centro abitato del Sudafrica non vengono interrotte dall’intervento della Marina militare. Gli ufficiali si stupiscono del fatto che Paperone stia cercando il Fliegende Hollander (“E lo state cercando sotto la superficie marina?” “Tutti gli altri lo cercano in alto!” “Secondo me questi tipo è pericoloso!” “Deve avere i ragni nella zucca: portiamolo dentro!”). Ma i paperi riescono a sfuggire all’arresto, e navigando si trovano in pieno oceano quando sta per scoppiare una tempesta…
“Chissà perché quell’ufficiale ha detto che la gente guarda in su quando cerca il Fliegende Hollander” “Non lo so, continuo a dirmi che ho già sentito qualcosa a proposito di un vascello con quel nome, ma non ricordo” “Il Fliegende Hollander è sempre stato visto in queste acque durante le notti di tempesta… notti come questa!” “Hollander significa olandese, ma Fliegende che cosa vuol dire?”
All’improvviso, dall’oblò della nave, si affaccia Paperino a testa in giù: “Zio Paperone! Ragazzi! Venite, presto! C’è un vascello matto che naviga per aria!”
Ed ecco l’apparizione spettacolare, in una grande vignetta che occupa tutta la metà superiore di una pagina, del vascello volante, il vascello maledetto, il vascello fantasma con le vele rosse come il sangue, apparizione che è sempre segno di terribili sciagure…
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I ragazzi scoprono che il grafico delle rotte si era capovolto; il punto di convergenza corrisponde a “un’isola o qualcosa del genere nell’Oceano Antartico: è laggiù che troverai i lingotti d’oro”.
Ma Paperone, prima così convinto e sicuro delle sue ricerche razionali e scientifiche, ora sembra aver paura dei fantasmi, e invano i tre nipotini cercano di ricondurlo alla ragione: “Ma zio Paperone! È impossibile che quello fosse un vascello fantasma! Aveva piuttosto l’aspetto di un miraggio”: il vecchio miliardario ordina a Paperino di tornare indietro, volgendo la nave verso l’Atlantico.
Quel pasticcione d’un nipote, però, pensando sempre alla pesca, e con la complicità d’un pescespada, riesce a fracassare la bussola. Sarà la maledizione dell’Olandese? La tempesta si placa, ma la nave procede in mezzo alla nebbia, il cibo scarseggia, nessun pesce abbocca alle lenze, il combustibile per la stufa sta per esaurisi: “Dannazione a te, Olandese Volante! Dimmi il tuo prezzo! Quanto vuoi per liberarci dalla maledizione?” - fulmini improvvisi colpiscono la nave – “Prepotente d’un fantasma! Non potresti essere più educato?!” – un fulmine colpisce la ruota del timone carbonizzandola.
Si scatena una nuova tempesta, la nave dei paperi infreddoliti continua ad andare alla deriva, e in mezzo ai fulmini appare di nuovo la visione del vascello che vola tra le nubi.
Quando la tempesta si placa, la nave procede spinta dal vento del sud (inutile accendere i motori, o tentare con i remi di cambiare direzione): appare un’aurora boreale (o forse australe?), gli iceberg brillano perché contengono fosforo, il paesaggio è spettrale…
Ed ecco un’altra vignetta spettacolare: “Per le trippe di Nettuno! L’Olandese! A vele spiegate, imprigionato in una montagna di ghiaccio!”
“Vedi? Lo dicevamo che il vascello fantasma era semplicemente un miraggio” “L’aurora e il fosforo proiettano la sua immagine per centinaia di miglia fra le nuvole e il mare”.
Naturalmente Paperone si ricorda dello scopo della missione: trovare i lingotti d’oro: con la draga si apre un varco all’interno dell’immenso iceberg, ed esplora il vascello, trovando il diario del Capitano: “A bordo si è scatenata la peste! L’equipaggio ha disertato! Il vascello, trascinato da un’impetuosa corrente, viene trascinato sempre più verso sud! Devo andarmene anch’io” “Il Fliegende Hollander deve essere stato imprigionato dal ghiaccio durante l’inverno” “E da quell’epoca, secoli di pioggia ghiacciata lo hanno incrostato! Ma perché è così alto sul livello del mare?” “Lo ha sollevato la pressione laterale dei bordi del ghiaccio”. “In tutti i casi l’oro si è conservato in modo che io potessi coglierlo 300 anni dopo!”
A bordo dell’olandese i ragazzi recuperano anche una bussola e una ruota di timone (e Paperino si procura una guardiola da pescatore), per navigare verso casa: “Un buon timone, una bussola esatta, e un gagliardo vento in poppa” “Comincio a credere che siamo riusciti persino a farci alleato l’Olandese Volante” “Guardate! Il gigantesco iceberg si sta girando e ora punta contro il vento!”. Un altro disegno straordinario, una sorta di formato panoramico che occupa lo spazio orizzontale corrispondente a due vignette, mostra in primo piano Paperone e la ruota del timone, manovrata da due nipotini; a destra la bandiera col simbolo del dollaro, e sullo sfondo il mare, e gli iceberg, dietro ai quali si vede ancora, in lontanza, dentro la montagna di ghiaccio, il grande vascello con la prua rivolta verso l’orizzonte…
“Ora capisco tutto! Ecco perché l’immagine dell’Olandese Volante sembra sempre galleggiare contro vento!” “E così se ne va il fascino misterioso di un’antica leggenda”.
Le ultime due vignette confermano il ritorno alla realtà e alla normalità, col maldestro Paperino alle prese con un pescespada che infilza il legno marcio della sua guardiola.
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3. Nella terza storia "The Flying Dutchman" è semplicemente il nome di un vecchio scassatissimo battello di proprietà della miliardaria pasticciona (navigatrice sempre "in bolletta") Bella Quack, che appare come amica-rivale di Paperone in una serie di piccole storie degli anni '60.

4. Nella storia di Chendi e Bottaro del 1972 c'è un vascello fantasma con a bordo un pirata fantasma, ma senza riferimenti wagneriani.

5. Storia breve, di produzione danese, poco significativa e priva di riferimenti all'opera di Wagner.

6. Nella storia di Guido Martina e Giorgio Cavazzano del 1978, Paperone cerca nuove attrattive per il suo museo di cimeli: è vero che espone già la Ruota della Fortuna, il Pomo (morsicato) della Discordia, la Camicia (strappata) di Nesso, e perfino il Corno dell’Abbondanza: ma si tratta in realtà di bufale, “carabattole” che Rockerduck aveva gettato nell’immondezzaio e che Paperone ha raccattato furtivamente. Il biglietto costa un dollaro; ma di fronte c’è il Museo Rockerduck, dove per soli 50 cents si possono ammirare “autentiche rarità”: la Chioma di Berenice, l’Arco di Baleno, la Pelle dell’Orsa Maggiore…
Il rappresentante di una città dell’Argentina annuncia però a Paperone l’intenzione del proprio comune di donargli un vascello antico di mille anni, purché vada personalmente a ritirarlo. Così zio e nipoti raggiungono la cittadina del Sudamerica, devastata da piogge e tempeste, e ne ripartono a bordo del vascello, il “Florindo Duriban”, a bordo del quale i tre nipotini trovano due dadi “truccati” che, chiunque li getti, danno sempre sette. Insospettiti dalla vernice fresca con la quale è scritto il nome del vascello, apprendono dal loro manuale la storia dell’Olandese Volante, e scoprono che il “Florindo Duriban” è in realtà il “Flying Dutchman”, il vascello maledetto che, riapparso dopo secoli, si era arenato nella Terra del Fuoco portando maltempo e distruzione tutti i giorni tranne il sabato (“Non c’è sabato senza sole”). E quando finisce il sabato, scoppiano tuoni e fulmini e il vascello vola via trasportato da una gigantesca tromba d’aria, finché va a schiantarsi su un iceberg, dove i suoi resti vengono cosparsi di petrolio e usati per accendere il fuoco in attesa di soccorsi…
Paperone dovrà chiudere il Museo? Dovrà continuare a sbattere la testa contro il portone esclamando “Me misero?”. No, perché i nipotini gli suggeriscono di esporre ai visitatori (ingresso a un dollaro) i famosi dadi stregati dell’Olandese che giocando per mille anni con il diavolo era riuscito a salvarsi l’anima: e Rockerduck alla fine, come sempre, è costretto a mangiarsi il cappello!

7. Nella storia di Guido Scala del 1985 Paperino e i nipotini escono da una “Matinée” (tutto esaurito) del Paperopoli City Theatre. La locandina davanti al teatro annuncia “Il Vascello Fantasma” di Richard Wagner, diretto addirittura da Von Caravan, con i tenori Placido Provolotti e Luciano Domengon – opera romantica in tre atti.
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Lo zio Paperone non è andato a teatro, per risparmiare: e aspetta nel suo deposito di denaro i nipoti perché gli raccontino l’opera. L’Olandese era stanco di vagare, così dopo aver messo al sicuro il vascello in un fiordo norvegese accetto l’ospitalità del capitano Dalando e ne sposò la figlia…
Mentre i nipotini raccontano si sente il rumore del vento e dei tuoni; Paperone si avvicina alla finestra per chiuderla, ma viene colpito in testa da… un’ancora. Manca la luce, si accendono le candele, ed ecco che dalla finestra entra...
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Sì, è proprio lui, l’Olandese Volante, che ha ripreso il suo eterno vagare nell’aria per diversi motivi: in casa Dalando lo costringevano a lavare i piatti; Senta lo tradiva con Erik il Cacciatore; gli abitanti del villaggio lo evitavano credendolo preda di un sortilegio e non volevano giocare a scacchi con lui considerandolo uno jettatore. Ora che sono passati duecento anni, chiede ospitalità a Paperone, offrendogli in dono le sue ricchezze. Il vascello è ormeggiato in aria fuori dalla finestra del deposito, Paperone e i nipoti si arrampicano lungo la fune e vanno a visitare la stiva che trabocca di tesori, ma all’improvviso il vascello riparte, mentre l’Olandese rimane nel deposito: dopo vari incontri (con piloti di aerei, popoli selvaggi, navi moderne) e inutili tentativi di discesa, l’unica soluzione sembra quella del barone di Munchausen: i cinque paperi, tornati col vascello a Paperopoli, volano dentro al finsetra del deposito aggrappandosi a palle di cannone: una per Paperino, una per i tre nipotini, e una per Paperone, che è l’ultimo a “spararsi”, e purtroppo deve abbandonare le ricchezze del vascello!
Alla fine lo vediamo con un bernoccolo in testa: i nipoti gli dicono che è stato colpito un sacchetto di monete caduto da uno scaffale. Ha sognato tutto? E però in mezzo ai mucchi di denaro ci sono le palle di cannone…
Ultima modifica di Enrico il gio 06 set 2018, 1:47, modificato 27 volte in totale.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda pbagnoli » sab 16 feb 2013, 9:50

Bellissime!
Io sono un fanatico delle rivisitazioni degli eredi Disney dei grandi classici: a casa mia ho "Il dottor Paperus" (Faust), "Paperin di Tarascona", "Paperino Conte di Montecristo" e - infine - "La Divina Commedia" con Topolino, Pippo, Paperino e Pluto che conta su una versificazione di livello incredibile, con endecasillabi incatenati (si dice così? Non mi ricordo più) come faceva il Grande Maestro!
Mi puoi dare i numeri di Topolino in cui appaiono? Provo a cercarli su eBay
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda DottorMalatesta » sab 16 feb 2013, 12:27

Gradissimo Enrico!!!
Restando in ambito wagneriano ricordo Paperin-Sigfritto, così soprannominato per l'abitudine di esclamare “Sigh! Son fritto!”.
Se non ricordo male dovrebbe esistere anche una serie di fumetti manga (si dice cosí?) con ambientazione fantascientifica che nel titolo e nei personaggi si richiamano alla tetralogia wagneriana. Non mi riferisco ai fumetti di Craig Russell dedicati al Ring. Forse era Capitan Harlock?
DM
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda pbagnoli » sab 16 feb 2013, 12:52

pbagnoli ha scritto:Bellissime!
Mi puoi dare i numeri di Topolino in cui appaiono? Provo a cercarli su eBay

Scusa, mi correggo, sono bigolo: ho visto adesso che li avevi già segnati...
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Riccardo » sab 16 feb 2013, 13:30

Purtroppo non riesco a recuperare velocemente tutti i dati come ha fatto Enrico, ma c'è anche tutta la saga dei Nibelunghi disneyana, intitolata "La trilogia di Paperin Sigfrido e l'oro del Reno" pubblicata nel 1989 in tre puntate su Topolino con sceneggiatura di Osvaldo Pavese e disegni di Guido Scala. E' fantastica, dovrei andare a recuperarla e rileggerla.
Ci sono anche tante altre opere talvolta in più versioni... Ricordo almeno la Carmen e il Barbiere.

A livello di parodie letterarie di cui parla Pietro, ho sempre amato "Paperiade" e "Paperodissea" di Guido Martina disegnate rispettivamente da Bottaro e Pier Lorenzo De Vita. Per non parlare dei "Promessi topi" e dei "Promessi paperi"!

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Ich habe eine italienische Technik von meiner Mutter bekommen.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » sab 16 feb 2013, 13:48

pbagnoli ha scritto:
pbagnoli ha scritto:Bellissime!
Mi puoi dare i numeri di Topolino in cui appaiono? Provo a cercarli su eBay

Scusa, mi correggo, sono bigolo: ho visto adesso che li avevi già segnati...


Ho segnato solo il numero della prima pubblicazione: ma il motore di ricerca Inducks fornisce i dati di tutte le pubblicazioni e ristampe nel mondo, anno per anno. (http://coa.inducks.org/comp.php) - vado ad aggiungere sopra maggiori dati sulle ristampe delle tre storie più significative.

Riccardo ha scritto:Purtroppo non riesco a recuperare velocemente tutti i dati come ha fatto Enrico, ma c'è anche tutta la saga dei Nibelunghi disneyana, intitolata "La trilogia di Paperin Sigfrido e l'oro del Reno" pubblicata nel 1989 in tre puntate su Topolino con sceneggiatura di Osvaldo Pavese e disegni di Guido Scala. E' fantastica, dovrei andare a recuperarla e rileggerla.
Ci sono anche tante altre opere talvolta in più versioni... Ricordo almeno la Carmen e il Barbiere.


•Topolino 1758, 1759, 1760 (1989) La trilogia di Paperin Sigfrido e l'oro del Reno:
primo episodio Paper-Wotan e la sfida dei Bassolunghi
secondo episodio: Paperin Sigfrido e il filtro di Crimelia
[terzo episodio: Paper Wotan e la pesca del crepuscolo
•I Grandi Classici Disney 80 (1993) • Le grandi parodie (Disney) 69 (1999)
•I Classici della Letteratura 15 • Raccolta I Grandi Classici Disney 21

Attenzione: il Corriere sta ripubblicando la serie de "I classici della letteratura" , ma con una diversa numerazione.In queste ultime settimane ho visto in edicola il Conte di Montecristo, l'Inferno di Topolino, Sandopaper e la Perla dfi Labuan, Paperin-Hood... Potrebbe quindi essere ristampata, ma non so quando, anche la Trilogia paperin-wagneriana. Tenete d'occhio le edicole e il sito del Papersera.net che annuncia di settimana in settimana tutte le nuove pubblicazioni.

Di altre opere famose (Barbiere, Aida, Carmen etc.) parlerò prossimamente!

pbagnoli ha scritto: "La Divina Commedia" con Topolino, Pippo, Paperino e Pluto che conta su una versificazione di livello incredibile, con endecasillabi incatenati (si dice così? Non mi ricordo più)

Sì, si può dire così. I versi sono di Guido Martina e la storia apparve a puntate a partire da Topolino n.7 del 1949.
Come dicevo è stata ristampata anche recentemente.

DottorMalatesta ha scritto:Restando in ambito wagneriano ricordo Paperin-Sigfritto, così soprannominato per l'abitudine di esclamare “Sigh! Son fritto!”.


Non me lo ricordo (e questo è grave!): cercherò...

DottorMalatesta ha scritto: Se non ricordo male dovrebbe esistere anche una serie di fumetti manga (si dice cosí?) con ambientazione fantascientifica che nel titolo e nei personaggi si richiamano alla tetralogia wagneriana. Non mi riferisco ai fumetti di Craig Russell dedicati al Ring. Forse era Capitan Harlock?


Di manga non so quasi nulla, a meno che non ci sia il corrispondete cartone animato o "anime" (vuoi notizie su Candy Candy? posso raccontarti dettagliatamente tutti i 115 episodi...). Capitan Harlock, quand'ero bimbo e tu non c'eri, era appunto un cartone animato: ma ho solo un vago ricordo, non l'ho più rivisto, ma vedo che su youtube c'è una Harlock Saga in diversi atti che sembra proprio corrispondere alla saga dei Nibelunghi!
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » sab 16 feb 2013, 22:44

Udite, udite, o rustici! Dio, caso, fortuna o destino, ognuno interpreterà l'evento secondo le proprie convinzioni, fatto sta che non avendo nulla da fare sono andato in una botteguccia di libri e fumetti e ho preso un volume che mancava alla mia collezione di fumetti barksiani: quello che presenta come prima storia Il vascello Fantasma di Carl Barks, che ho letto appena tornato a casa. La ristampa, piuttosto recente, mi ha fornito anche il prezioso riferimento a un'altra storia che mi era sfuggita, e che ho scoperto di avere in un "Classico" di Walt Disney del 1977, nel quale è inserita, come si usava all'epoca, tra altre due avventure, per mezzo di alcune tavole di raccordo appositamente aggiunte. Si tratta di Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante del grande Romano Scarpa, che precede di un anno l’Olandese di Barks: e ho letto subito anche questa. Trattandosi sempre di "variazioni" che traggono elementi dalla stessa leggenda, e di due grandi capolavori nella storia del fumetto disneyano, aggiungo dettagli bibliografici e notizie dettagliate sui contenuti nel post d'apertura di questo thread (così manteniamo un rigoroso ordine cronologico), consigliando ai miei sette lettori di tornare al più presto a rileggerlo perché si tratta di aggiunte importanti.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda pbagnoli » dom 17 feb 2013, 7:38

Succosissime integrazioni! Grazie!
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » dom 17 feb 2013, 23:27

Intermezzo pucciniano (Wagner richiede più tempo, e sui NIbelunghi ho trovato molto materiale!)

Guido Martina (1906-1991), autore del famoso Inferno di Topolino, è praticamente l'inventore delle parodie in costume, cioè di quelle storie che ricalcano fedelmente (per così dire) l'originale letterario o musicale o cinematografico (Paperino e il Vento del Sud, per esempio) utilizzando come attori i personaggi disneyani in costume. In questa storia, che ahimé non possiedo, già l'accostamento di Martina a Giovan Battista Carpi costituisce un binomio assolutamente degno di confrontarsi con Illlica& Giacosa.

Immagine

PAPERINO E LA PICCOLA BUTTERFLY
Personaggi:
Clarabella,
Nonna Papera (madre di Butterfly)
Paperina (nel ruolo della romatica Butterfly)
Paperino (nella parte dell'avventuriero senza scrupoli Nat Paperton)
Qui (figlioletto di Butterfly)
Rockerduck
Con la partecipazione straordinaria di Paperon de' Paperoni nella parte di se stesso.

Scrittore: Guido Martina ; Disegno: Giovan Battista Carpi
Data di prima pubblicazione: April 1, 1981
La storia è stata ristampata nel 1994 e nel 1999 con tagli e modifiche nei dialoghi e nei colori.

Potete trovare qui dati più precisi sulle pubblicazioni, e vedere la prima tavola anche nella seconda versione:
http://coa.inducks.org/story.php?c=I+PPB+++1-A

Immagine

L'opera inizia direttamente con Butterfly che aspetta, da due anni, il ritorno di Pinkerton:
Paperina: "Un bel dì vedremo levarsi un fil di fumo, all'estremo confin del mare"
Nonna Papera: "Tsk, tsk! questa è una vera fissazione, piccola Butterfly!"
Altro di ciò non vi saprei narrare...

Il sito del Papersera fornisce una delle tavole tagliate: http://i39.tinypic.com/5zjtx3.jpg
Ultima modifica di Enrico il dom 30 set 2018, 22:37, modificato 3 volte in totale.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda flipperinodoc » lun 18 feb 2013, 0:01

sei semplicemente un genio!

credo che questa Butterfly mi piacerebbe molto

8)
non respira! .... sarà all'ottavo piano!
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » lun 18 feb 2013, 23:14

Torniamo a Wagner. Ecco la storia di Paperin Sigfritto: non mi era venuta in mente subito perché il personaggio, nel titolo, è indicato semplicemente come Paperino.

Osservazioni cronologiche: nel novembre 1957 appare lo Scozzese Volante di Scarpa; nell'aprile del 1958 Barks scrive il suo Vascello Fantasma, pubblicato però nel marzo 1959 negli USA; Paperino e l'oro di Reno ovvero L'anello dei nani lunghi di Martina e De Vita appare su Topolino, in tre puntate, nel maggio1959; e nel settembre dello stesso anno appare anche la versione italiana della storia di Barks, su Topolino n.218 che comprende anche, tra l'altro, la terza puntata di Paperino e l'Isola del Tesoro...

Paperino e l'oro di Reno ovvero L'anello dei nani lunghi

Scrittore: Guido Martina Disegno: Pier Lorenzo De Vita
Data di prima pubblicazione: May 10, 1959
• Topolino 210, 211, 212 (1959)
• I Classici di Walt Disney (prima serie) 8 Paperepopea (1962) [shortened]
• I Classici di Walt Disney (seconda serie) 19 Paperepopea (1978) [shortened]
• Le grandi parodie (Disney) 21 (1994)
• I Grandi Classici Disney 214 (2004)
• Raccolta Le Grandi Parodie (Disney) 8

Questa parodia sceneggiata ancora una volta dal grandissimo Guido Martina rielabora alcuni elementi dell’antica leggenda mescolandoli anche con elementi moderni.
Pur essendo la storia originariamente divisa in tre puntate, non si tratta di una vera e propria tetralogia o trilogia: tuttavia l’ordine di apparizione di certi personaggi rispetta grosso modo la successione degli avvenimenti della tetralogia wagneriana (così Paperin Sigfritto appare soltanto verso la metà della storia, dopo che le Walchirie hanno fatto la loro cavalcata e quando già è pronta per lui la spada forgiata da Mime).
L’ambientazione è in una terra leggendaria che alterna montagne caverne, fiumi, villaggi indiani, foreste e paesaggi western; ma i personaggi disneyani recitano indossando generalmente i loro classici abiti novecenteschi (o di fine ottocento: non ricordo, ora, in quali anni Paperone si sia procurato la palandrana e la sua storica tuba: consultate la “Saga”di Don Rosa se volete notizie più precise!): come in una moderna regia d’opera può quindi capitare che un oggetto in realtà ne rappresenti un altro: il nome di “elmo” è appunto attribuito alla tuba (magica) di Paperon-Alberico.

Quella che segue è una guida all’ascolto che, descrivendo le varie scene, metterà in evidenza anche alcuni aspetti drammaturgici e musicali della vicenda. Dal momento che seguo la lunga versione in “atto unico”, ristampata nel Classico “Paperepopea” del 1977, faremo un intervallo a metà dell’opera.

Personaggi e interpreti:
Mime: Archimede Pitagorico
Il re Alberico: Paperone
Fasol, gigante corto: primo Bassotto
Fafner, altro gigante corto: secondo Bassotto
Pappagallo verde (bassotto trasformato): Josè Carioca (voce: Placido Domingo)
Prima Walkiria: Paperina (voce: Maria Callas)
Seconda Walkiria: Minni (voce: Mirella Freni)
Terza Walkiria: Clarabella
Quarta Walkiria: Ciquita (voce: Montserrat Caballè)
Sigfritto: Paperino
E inoltre: altre Walkirie, i Nani Lunghi, i Giganti, il Gufo, il Drago, l’ asinello volante, Cip e Ciop, una Mano (anzi, due) dal Cielo, e il fortunato Gastone.

Immagine

L'ORO DI RENO
L’inizio è una sorta di PROLOGO che presenta il popolo dei Nani Lunghi, introduce i personaggi di Mime e di Alberico, e narra le vicende dei giganti:
“C’era una volta un popolo di nani la cui statura raggiungeva le dieci braccia dai piedi alla testa. E poiché generalmente i nani sono un poco più piccoli, questi venivano chiamati “nani lunghi”, per distinguerli da quelli corti. Erano diventati lunghi a furia di resare distesi: durante la notte per dormire e durante il giorno per riposare dalle fatiche del gran dormire”Il sipario si apre su una sorta di villaggio messicano, dove uomini con grandi sombreri rossi fanno la siesta, chi per terra, chi sull’amaca, chi sul tetto: ma si odono in lontananza dei forti colpi: BANG, BANG, BANG: non sono spari, ma colpi di martello sull’incudine.
“Ce n’era uno che lavorava, un certo Mime. Ma poiché non aveva clienti viveva in estrema povertà. Era così povero che non possedeva nemmeno un letto per dormire. Ed è per questo che lavorava…”
Mime è Archimede, stranamente abbigliato: sopra il suo abito normale infatti indossa una specie di logoro grembiule, e porta in testa un elmo alato.
Ci spostiamo nella magione di Paperon-Alberico, che appare con tuba, palandrana e bastone, davanti a uno specchio:
“Re di questo popolo felice era un papero che che era restato corto per ecomomia [“I vestiti corti costano meno di quelli lunghi! Eh, eh!”]. Egli era amante della lettura [si vede Paperone che bacia una banconota], della musica [Paperone fa risuonare alcune monetine: dling! dling! driling!], della poesia [un personaggio in abito medievale poggia sul leggio un “rimario” e gli legge rime sublimi: Oro-tesoro… Miniera-petroliera… Rubini-zecchini…], dello sport [tipica immagine, in una grande vignetta, di Paperone che scia, con berretto e sciarpa, tra le montagne di dollari della “catena di fantastilioni”: Vetta 1.000.000, Quota 1.000, Passo del Miliardo, Cima del Dollaro: davanti, nel Pian d’Or, si vedono due abeti le cui foglie sono verdi banconote…].
Si giunge all’introduzione dei due oggetti magici: l’ ELMO/TUBA e l’ ANELLO:
“Oltre ad alcune montagne d’oro, egli possedeva due meravigliosi tesori: un anello che gli faceva ottenere tutto ciò che dsiderava, e un elmo che gli consentiva di trasformarsi in tutto ciò che voleva. Sicché, per esempio, quando era l’ora del pranzo e l’appetito si faceva pesante, gli bastava mettersi l’elmo in testa [“Voglio trasformarmi in un papero che ha mangiato e bevuto a sazietà”, ed ecco che per virtù del magico elmo avviene la trasformazione: “Grunt! Mi sento satollo come un re. Eh, eh!”]
Qualcuno si chiederà: se il popolo di questo re non lavorava, da dove gli provenivano tante ricchezze? [metateatro: “Venite con me e ve lo mostrerò!”] Dovete sapere che nei paraggi sorgeva la Città di Reno [State of Nevada RENO-CITY pop.21.317], ove l’oro sgorgava, pullulava, zampillava da mille parti. Ogni giorno il re si recava in quella città, e grazie all’anello magico otteneva sempre tutto ciò che voleva [“Voglio tutti i tuoi dollari”, e da un flipper sgorga una cascata di dollari che il re prontamente raccoglie nella tub…nell’elmo!].
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Ma nella città di Gigantopoli accade qualcosa: “Il Gigante Fasol e il Gigante Fafner sono riconosciuti colpevoli di tradimento, poiché allo scopo di farsi riformare alla visita di leva hanno fatto una cura accorciante [i giganti sono infatti due “bassotti”, con cappellino e mascherina: mancano però le tipiche targhette con i numeri di riconoscimento]. Perciò sono condannati alla perdita del titolo di Giganti e all’esilio perpetuao. La sentenza sia eseguita su due piedi!” [PAF! PAF! Ahi! Ahi!: due calci nel didietro defenestrano i poveri bassotti, che prendono la via dell’esilio: “Sigh! Dove porteremo le nostre misere stature? Qual popolazione darà asilo a due giganti alti trenta centimetri scarsi?”
L’indicazione della statura è significativa: in proporzione il corto re dei nani lunghi Paperon-Alberico dovrebbe essere alto circa 15 centimetri.
I poveri ex-giganti, banditi dalla città, decidono di trasformarsi in banditi e di vivere rapinando la gente: “E noi, che siamo banditi giganti, abiteremo in una grotta gigantesca”. E la grotta è in prossimità del fiume. I due bassotti vogliono riempirla d’oro fino al tetto, sapendo che il re della contrada “possiede oro a vagoni ferroviari”.
Così, un giorno, mentre il re torna dalla città dopo aver fatto la solita provvista d’oro giocando ai biliardini, nel deserto, sotto il sole cocente, guidando una carovana di asini che trasportano grossi sacchi col simbolo del Dollaro [“Puf puf… che caldo! Che sete! Pant! Pagherei un milione per un bicchiere di birra”] i bassotti tentato di prenderlo in trappola allestendo un chiosco di bibite nel deserto: ma il costo della birra, 10 cents a tazza, fa fuggire il Papero. Finché ha l’elmo in testa è inutile cercare di catturarlo: ma incautamente, giunto al fiume a gustare, coi somari, l’acqua deliziosa [“Lap! Slurp! Gurgle!”, “Yurp! Slep! Slerp! Goorgle!”: mi chiedo se non siano queste frequenti onomatopee i “leitmotiv” delle varie scene: in questo caso indicheremo il primo come motivo del papero che beve, il secondo come motivo degli asini che bevono!] il re si lascia attrarre da una monetina luccicante che i due bassotti gettano nel fondo del fiume. Volendo tuffarsi, e non sapendo nuotare, con la virtù dell’elmo magico si trasforma [“Plop!”] in pesce [“UARK!”]: un pesce col becco, con la tuba in testa, gli occhiali e le basette, il bastone in una pinna, l’anello fatato sulla pinna destra, e una mono-ghetta che gli copre la coda. Quattro meravigliose vignette ci mostrano il fondo delle acque del fiume, e tra le correnti il pesce che nuota e volteggia sguazzando beato:
“Così egli indugia nelle fresche acque… Ma, mentre si sta deliziando in tuffi, guizzi e ghiribizzi…”Con un retino i bassotti lo catturano e minacciano di friggerlo in padella: non può sfuggire ai due banditi perché la virtù dell’elmo fatato svanisce quando il suo possessore è prigioniero. Così deve cedere e consegnare ai corti ex giganti l’elmo e l’anello. I due poi lo ritrasformano in papero, ma trasformano anche in piccioni viaggiatori gli asini della carovana [“Plop Plop Plop”, riconoscerete tutti, ormai, il “motivo della trasformazione”, perché volino via con i sacchi di denaro [FRRR IH-AH IH-AH FRRR IH-AH, “motivo degli asini trasfmormati in piccioni volanti; “Uak e parapuak! Sporchi rapinatori! Vi spedirò sulla sedia elettrica!”] e, con un calcio, fanno volare via anche il re-papero che va a infilzarsi sulle spine di un cactus, mentre i sacchi d’oro, monete e banconote entrano turbinosamente nella caverna dei giganti.
Ma ecco che i due avidi bassotti cominciano a litigare per il possesso dell’oro: e quello che ha l’elmo magico trasforma l’altro [PLOP] in uccello: strano uccello verde, pappagallo con sombrero, ovvero José Carioca [Crek! Crek! Crek! – sono le sue prime note; e anche lui, spinto da pedata, vola via con un acuto dominghiano: CREEEEK].
Mentre il bassotto superstite si avventa sul suo tessssssoro, appare un Gufo, che fa una profezia: “E’ destino che queste ricchezze ti siano tolte dall’ eroe che ti darà la morte!” “Gulp! La morte?” “Già! Sarai ucciso dalla Spada del Dolore”. Il gufo si trasforma in serpente, e spirando fiamme dal becco caccia via il bassotto dalla caverna. Ma il bassotto reagisce trasformandosi [“PLOP”] in un gigantesco DRAGO: “Voglio mutarmi in un drago che rugge – che brucia e distrugge – chiunque lo voglia sfidare in battaglia!” [Hissss hissss – fiamme del drago].

LA CAVALCATA DELLE WALKIRIE

“Inutile – dice il gufo – verrà l’eroe che, con l’aiuto della Walkiria, si impossesserà dell’Oro del Reno! Eh eh! [avete notato? EH EH, motivo dell’oro o della soddisfazione del ricco!] Walkirie! Walkirie! È la vostra ora! Scendete in cavalcata dal regno delle nuvole!” [tuoni e fulmini: ROAR! RUMBLE! Svisssshhh!]
E dal regno delle nuvole, sui cavalli, in fila per due, ognuna con lazo e cappello da cow-boy, cavalcano le Walchirie: Paperina e Minni aprono la cavalcata, dietro si vedono Clarabella e una gallina che potrebbe essere Ciquita (siamo nel ’59: potrebbe essere, non si vede bene, la Caballè?), seguite da una lunga schiera anonima: e cavalcando lanciano il loro terribile grido: YIPPEEE! GID DAP! OOHH! YUPPIII EHEHH!
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L’unica Walkiria che però scende sulla terra, per aiutare Paperon-Alberico, contro il volere del cielo, è Paperina (invano la seconda walkiria, Minni, tenta di farla desistere], che libera il papero dal cactus su cui era ancora infilzato: ma mentre risale verso il cielo, con un forte tuono [RUMBLE], scoppia un fulmine [SVISSSHHH!], che assume la forma di una gigantesca Mano e afferra la Walkiria [IIK! – acuto callasiano che esprime il terrore della papera] mentre un altro fulmine appare in forma di mano che punta l’indice ammonitore contro di lei: “Così bruciavi dalla voglia di aiutare un mortale, eh? Ebben, per punizione resterai tra le fiamme finché un mortale non verrà a liberarti! Ho detto!”

LA FORGIATURA DELLA SPADA
Torniamo nella foresta dove Mime continua a picchiare sull’incudine [BANG! BONK BONK BONK: motivo del martello di Mime]. Alberico è affranto “Chiamami imperatore dei miseri! Possedevo elmo, anello e ricchezze e me le hanno rubate” [BANG – il re picchia la testa contro un albero]. “Morte, perché tardi? [BONK – martello di Mime che colpisce per errore la testa del re]. Ma già si vede la spada con su scritto DOLORE (per quanto Mime la definisca “padella per le castagne): il re la afferra per uccidersi, ma invano: la spada è… morbida, e si piega come un nastro di stoffa. “Soltanto colui che ha conosciuto tutti i dolori e tutte le sfortune potrà impugnare quella spada per uccidere colui che ti ha rubato le ricchezze”, dice il Gufo.
“Vuoi forse parlare del papero più sfortunato del mondo?”, chiede Alberico: ma il gufo, senza rispondere, scompare [“POP”].
“Uhm, non ci sono dubbi! Il papero più sfortunato del mondo è…
…è colui che continua a ripetere sospirando:
<<Sigh! Son fritto!...>>
e perciò è chiamato SIGFRITTO!
Così, con l’ annuncio del nome dell’eroe, si conclude questa prima parte del lungo dramma.

............- Intervallo -.............
Ultima modifica di Enrico il ven 27 giu 2014, 19:05, modificato 3 volte in totale.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda teo.emme » lun 18 feb 2013, 23:36

Ricordo anche "Paperino e il flauto magico" e "Paper-Dames e Celest'Aida"
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » lun 18 feb 2013, 23:44

teo.emme ha scritto:Ricordo anche "Paperino e il flauto magico" e "Paper-Dames e Celest'Aida"


Vedete? c'è anche la pubblicità con l'annuncio delle prossime rappresentazioni!
Purtroppo l'intervallo di Paperin Sigfritto dovrà essere lungo: probabilmente la recita riprenderà fra un paio di giorni, per motivi tecnici (= domani sarò a scuola fino a sera). A meno che qualche conoscitore dell'opera non voglia anticiparmi e recensire la seconda parte...

P.S. (21 febbraio ore 19,50): ho avuto altri impegni imprevisti (tre interi pomeriggi a scuola, oltre al normale orario di lavoro) e anche un problema di connessione a internet che oggi ho risolto. Spero di riprendere nei prossimi giorni le cronache dal teatro di Paperopoli!

P.P.S. (2 marzo ore 20,08): vi chiedo scusa, ma non sono ancora riuscito a leggere la seconda parte di Paperin Sigfritto.
Farne una analisi "musicale", come avete visto sopra, non è così semplice!
Ultima modifica di Enrico il lun 11 mar 2013, 22:18, modificato 1 volta in totale.
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » lun 11 mar 2013, 22:14

E finalmente, dal Teatro di Paperopoli, il seguito della storia di Paperin Sigfritto:

Paperino e l’oro di Reno, ovvero L’Anello dei Nani Lunghi
- seconda parte -

L’arrivo dell’eroe
Paperin Sigfritto, Paperopoli. A questo indirizzo viene inviato un messaggio con segnali di fumo, e il giorno seguente arriva l’eroe, vestito alla marinara come un Paperino qualunque (queste regie moderne! il solito dramma borghese) e a bordo di una utilitaria rossa e blu targata 842, quasi gemella della più celebre 313. Gli viene promesso un compenso di 10 dollari, e gli viene consegnatra la spada “DOLORE”, che miracolosamente, da flaccida che era, diventa nelle sue mani dritta e splendente.

Il magico cerotto
Prima della partenza però l’eroe si lamenta per il dolore a un piede, colpa di un callo. Archimede-Mime inventa rapidamente un cerotto miracoloso, e lo applica sulla zampa palmata del papero, che si mette finalmente in cammino seguito da Paperone-Alberico. Sulla via incontrano il pappagallo Carrer… ehm, Carioca (CREK; CREK; CREK; leitmotiv del bassotto trasformato in pappagallo), e lo seguono fino alla grotta sorvegliata dall’immane drago (GULP! – motivo del salto di Sigfritto alla vista del drago).

La lotta contro il drago
La musica assume qui caratteristiche fortemente onomatopeiche e descrittive: UAK – HISS! HISSS! – AURGH! – HISSSS! – ULP! – GRRR!...: “Grrr… non è ancor nato il drago che mi bruci le piume della coda e poi viva abbastanza a lungo per vantarsene!”.
L’eroe vibra la spada, e colpisce maldestramente un tronco nel quale l’arma rimane incastrata:
Immagine
ciò suscita l’incontenibile ilarità del drago, che alla fine scoppia per le risate e muore lacerato in mille pezzi: il crescendo delle voci e dei suoni culmina, dopo il botto, in un mistico suono di uccellini e di campane nella mente estatica di Sigfritto (Hisss… Ah ah… ih ih! Ih! Ih! Ah ah ah! Uh uh uh! Mi fai morire! Basta! Ah! Ah! Uhhh! Muoio! SCOPPIO! – UAK – SBENGGG! – Dlang! Dleng dling! cip! Cip! Cip! Plin! Uh?)
L’accesso alla grotta è però impedito da una barriera invisibile, e il pappagallo, la cui lingua Sigfrido intende in virtù d’una goccia di sangue di drago che gli ha bagnato il becco, spiega che l’eroe potrà entrare solo dopo che avrà attraversato la BARRIERA DEL FUEGO: dovrà cioè recarsi sulla MONTAGNA DEL TUONO; e liberare la Walkiria prigioniera delle fiamme.

L’invulnerabilità di Sigfritto
Durante un alterco tra Alberico e Sigfritto (“Tu adesso fili sulla montagna…” “Nossignore e signornò”, etc.) il saggio Mime, sempre con l’elmo alato in testa, prepara un magico decotto di foglie della pianta chiamata “sangue di drago”, simili a pale di ficodindia, e con una sorta di grossa siringa lo spruzza addosso all’eroe rendendolo invulnerabile al fuoco. Ricordiamoci però che il magico liquido non può raggiungere quella parte della zampa che era protetta dal magico cerotto di Mime!

Il Viaggio di Sigfritto verso la Montagna del Tuono
“Addio zio, vado vinco e torno!”, proclama l’eroe; e dopo aver ricevuto dal re-zio un audace bacio sul becco (SMACK! SMACK!, motivo dell’incestuoso bacio omopapero), parte con pappagallo in direzione delle montagne, intonando i versi polimetri, con varie rime e allitterazioni, del celebre duetto che segna l’inizio del Viaggio di Sigfritto:
“Andiamo!” “Vamos”
“Vamos!” “Andiamo”
Cammina cammina / per monti e vallate / per giorni e nottate
Cammina cammina / in piano e in collina…
“E’ un’impresa molto seria – liberare la Walkiria – affrontar dovrò la furia – delle fiamme ma la gloria – che otterrò dalla vittoria – sarà gloria millenaria”
Cammina cammina / finché una mattina…
“Giunti ai piedi di un declivio” – “Ci troviam dinanzi an bivio”

(ci sono le indicazioni stradali, fortemente simboliche: A DESTRA, e A SINISTRA)
“Me ne vo con passo franco” – “Infilando il lato manco”
“Me ne vado francament… ehi!”
“Me ne vo sicurament… ehi!
“Caramba!” “Uak!”

Dove andare? Quale strada scegliere? Sarà il fato a decidere:
“ Se la strada si fa varia / noi gettiamo un soldo in aria / e poiché è caduta testa / prenderem per la foresta!”

La “Foresta sinistra” e la Montagna del Tuono
Andiamo! Vamos!... il cartello indica ora la FORESTA SINISTRA, distesa senza fine di alberi, al di sopra della quale si alza a picco la maestosa montagna del fuoco, con la cima avvolta dal fumo e dalla nebbia.

Echeggia nell’aere il motivo del tuono (rrruuuuuumbleeeeee! RRRUUUMBLEEE…): trattasi invero del rumor delle noci, fatte cadere dagli alberi per opera degli scoiattoli Cip e Ciop, che scherniscono l’eroe:
“Povero papero sciocco e fifon / ha tanta fifa delle noci e del tuon”
E con una testata conto un albero, l'eroe provoca la caduta di una tale quantità di noci da assicurare agli scoiattoli la più abbondante provvista per l'inverno.

La Walkiria addormentata
L’ascensione al monte si compie sul dorso di un cuchino volante; la ragnatela che chiude l’ingresso della caverna in cui giace la Walkiria dormiente viene recisa per mezzo della spada che, quando serve, si materializza tra le mani del papero: e finalmente vediamo su di un imponente talamo la Walkiria che dorme e che russa:
Duetto d’amore:
“ Oh voce celestiale! sveglia, o mia diletta!”
“Dove sei, o mio diletto?”
“Qui sotto il letto! Scendi!”
“Scendere? Hmm… e come?”
“Il tuo diletto ti farà da scendiletto! Coraggio, diletta!”


La barriera del fuoco e il fortunato Papero sceso dal cielo
C’è però un problema: Sigfritto è invulnerabile, ma la Walkiria no, e si rifiuta di oltrepassare le spettacolari fiamme che ora circondano la grotta (tanto più quando comprende che il papero vuol salvarla per vile denaro!). Infuria il litigio fra i due, finché un cavaliere di nome Gastone, giunto casualmente in elicottero, porta via la papera, presentandosi poi al re Paperigo come suo salvatore e pretendente al possesso dell’Oro di Reno. Alle proteste di Sigritto, si stabilisce che la questione verrà risolta per mezzo di un torneo “ a mazza e spada”: al vincitore spetteranno la papera e l’oro.

Il duello sul campo dell’onore
Nel “Campo sportivo dell’onore”, con grande concorso di pubblico pagante, ha luogo una lunga serie di duelli tra due paperi (il pappagallo vende i programmi, Paperone sta alla cassa, Mime vende aranciate, limonate e “Cocca colla”) finché, fatale tragico destino, una mazza ferrata non cade sull’unico punto vulnerabile della zampa di Sigfritto: scoperto il punto debole dell’eroe, Gastone continua a colpirlo fino ad ottenerne la resa.

Fuga finale
Così Gastone, ottenuto l’Oro di Reno, parte su un battello con Paperina-Walkiria, traendo seco una chiatta carica di monete e sacchi col segno del dollaro, mentre la conclusione dell’opera, la più classica delle fughe, ci presenta il Re Alberico-Paperon che, armato di mazza ferrata, insegue lo sventurato eroe che corre disperato in direzione del Polo Sud…
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Re: Opere e fumetti

Messaggioda Enrico » mar 12 mar 2013, 20:23

Backstage - Lezioni di canto in casa Disney.

All’s Well that Sings Well (Qui, Quo, Qua urlatori di turno)
Matite: Jim Fletcher; Inchiostri: Ellis Eringer
Pubblicata su Topolino n.502 (11 luglio 1965)

Immagine

Paperino legge su un giornale l’annuncio del “celebre basso Gasso” che offre lezioni di canto, e immagina per i suoi nipotini un futuro da divi dell’opera: cartelloni che annunciano il concerto de “I TRE PAPERI” (lo dico sempre, io, che le storie disneyane spesso sono profetiche!), signore e signori in coda al botteghino, biglietti esauriti, Paperino stesso impresario, oro a bizzeffe...
Il celebre Basso Gasso (veste da camera rossa, fazzolettone al collo) in realtà è sul lastrico, non ha i soldi per l’affitto, teme lo sfratto, ed è quindi ben felice di accogliere i tre allievi, tre allievi che pagano!
Paperino firma un contratto col cantante: dieci lezioni a venti dollari l’una (parliamo del 1965), e in più, per altri 500 dollari, il basso Gasso affitterà un teatro e organizzerà il debutto dei tre paperi promettendo di fare intervenire i critici e un folto pubblico.
I tre allievi, naturalmente, sono stonatissimi ed emettono suoni raccapriccianti (AWCK! GAWK! SPLAWK!), ma il povero basso Gasso, pur mettendosi le mani tra i biondi capelli ondulati, ha bisogno di denari. Per resistere durante le “lezioni”, mette i tappi nelle orecchie: ma i “gorgheggi” assordanti dei tre pargoli suscitano le proteste dei vicini: altra occasione da sfruttare per il basso Gasso, che si mette a vendere anche i tappi per le orecchie al prezzo di un dollaro per confezione.
Lo strazio continua, ma la sera del debutto, nel Teatro dell’Opera, il basso Gasso escogita un nuovo stratagemma per garantire il successo del concerto: fa presentare sul palco i tre paperi come “urlatori”, col nome di “Le Termiti”, con folte parrucche e chitarre in mano:
“Abbiamo i capelli negli occhi… Abbiamo i capelli negli occhi, negli occhi, negli occhi! Squawck! Awck! Croawck!... E i capelli scendono anche sopra le orecchie… Awwwkk!)”
Nell'ultima vignetta Paperino, in abito da sera, si rivolge al basso Gasso:
“Sono senzazionali! Sono famosi! Ma perché piangete?”
“Ho scordato a casa il tappi per le orecchie!”

P.S. Il basso Gasso nella versione svedese diventa il basso Vibrasso: purtroppo non possiedo registrazioni che possano permettere di stabilire di che natura fosse il suo vibrato...
Enrico B.
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