La Traviata: interpreti

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La Traviata: interpreti

Messaggioda stecca » mar 03 giu 2008, 11:54

Traviata di Verdi dal 3 giugno

Al posto dell'ambizioso (dal punto di vista vocale) Chenier la Scala ci sostituisce la cara e buona vecchia Traviata e già che siamo in tema di "buone vecchie galline" (ovviamente è una battuta) come Violetta ne hanno scritturata una direi "ottima" ovvero la sempiterna Mariella Devia che ahimè ha già però dato forfait per la prima (vd. Thread apposito), si conta di riaverla, almeno così si dice, per la recita del 12 vedarèm, intanto due parole su questa ennesima riproposizione del collaudato allestimento Cavani, quello che anni fa risdoganò in Scala la Traviata della...Maria e che rivelò sotto la bacchetta di Muti il talento meteora di Tiziana Fabbricini.
Il cast prevede sempre in tema di vecchie "galline" (di niovo scherzo) anche il supervecchio Bruson nel ruolo di padre Germont ed il tenore Bros in quello dell'amoroso Alfredo, cantante di cui non conosco le gesta.
Si tratta come noto di una delle opere più famose di Verdi ultima della cd. trilogia popolare e zeppa di arie celebri ivi compreso il brindisi del "libiamo".
Ruolo "monstre" per ogni soprano vi si sono cimentate in tantissime anche perchè la composita scrittura vocale del ruolo consente approcci tanto ai leggeri quanto ai semi-drammatici, in realtà ci vuole un grande lirico aduso al canto verdiano e quindi tentativi tanti forse troppi, realizzazioni apprezzabili poche forse pochissime.
Prima della Callas, di gran lunga la più grande Violetta della storia moderna, i melomani più accaniti amavano ascoltare la grande scena del primo atto incisa da Magda Olivero che il sommo Celletti definì la più nevroticamente azzeccata, anche perchè la sontuosa Tebaldi era francamente troppo "corta" e troppo poco "sofferente" per quella parte.
Dopo la Callas arrivarono come ovvio le altre due somme belcantiste del dopo-guerra, di gran lunga a mio parere preferibile la lirica ed espressiva (eccome !!! sentire per credere il meraviglioso disco RCA) Caballè della astrale e virtuosa Sutherland che sostanzialmente abdicava dopo il suo irraggiungibile primo atto, ma per carità...."avercene" come suol dirsi...
Tra le italiane la più sensazionale Violetta fu Renata Scotto anzi mi lancerei nel ritenerla forse la più grande dopo la Callas, giacchè se la vocalista degli anni sessanta e settanta era ancora notevole, la artista del fraseggio e della intensità emozionale era, a parte la greca, senza uguali.
Poi sostanzialmente fallito il tentativo Freni, fu dato spazio ai leggeri di quasi coloratura e fu un errore. Poco mi importa che le varie Sills, Gruberova, Devia, Serra, Anderson e "compagnia picchettante" facessero mirabilie nel "sempre libera", Violetta resta uno dei tre ruoli pisocologicamente più complessi del melodramma, e quindi se perdo tre quarti dell'effetto del dramma della "vittima della sventura" la Traviata di Verdi se ne va a ranare come si suol dire, come accadde di recente anche in Scala con la pur brava Mosuc.
Non a caso grandi Traviate da parecchi anni a questa parte checchè se ne dica e se ne speri non ci è dato più di rammentare anche le tre liriche Kabaiwanska, Chiara e Ricciarelli a me non convincono più che tanto seppur per motivi diversi.
Oggi viene dato spazio alle "bellone" il che mi può andare bene per i DVD ma io continuerò nella lirica a preferire la voce di una Cerquetti o di una Stignani, tanto per dire, ad una "bellona" dal canto prevedibile seppure corretto e siccome non mi trasmettono sussulti nè la Georghiu nè la Netrebko con buona pace ei tanti se voglio sentirmi una grande Violetta cerco altrove nel mio armadio di casa (per ora).
I migliori tenori e baritoni si sono cimentati in disco e on stage nelle assai più facili vocalmente parti di Alfredo e Germont e vi è solo l'imbarazzo della scelta sia nel bene che nel male.
Bruson è stato di certo insieme a Milnes e Bastianini uno dei più riusciti insieme al sensazionale Bruscantini del disco con la Freni, mentre confesso che la veemenza un tantino scomposta di Di Stefano, soprattutto nella (fondamentale) invettiva del finale del 2° atto, ancora oggi mi esalta, e fermo restando l'assoluto predominio del verdiano Bergonzi, anche un buon lirico di voce chiara tipo Pavarotti o Kraus ma anche solo un Alagna, ne esce pur sempre a testa alta (si tratta di uno dei pochi ruoli dove rimango deluso dal mio idolo Domingo ma transeat).
In conclusione oltre ai migliori auguri alla Devia (che cmq sarà espressivamente inerte ma canta da padreterna) non mi resta che consigliare tre edizioni in CD tutte in modo diverso straordinarie:
1) Cetra: Callas e basta e avanza
2) RCA: Pretre, Caballé, Bergonzi, Milnes
3) EMI: Muti, Scotto, Kraus, Bruson
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda gustav » dom 20 lug 2008, 16:29

Nonostante la discussione sull'edizione con la Caballè e nonostante sappia di essere in estrema minoranza, io aggiungerei l'edizione di Kleiber!!! Anche Milens, che è presente in entrambe le registrazioni, lo preferisco con il buon Carlos :D
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda pbagnoli » dom 20 lug 2008, 17:07

gustav ha scritto:Nonostante la discussione sull'edizione con la Caballè e nonostante sappia di essere in estrema minoranza, io aggiungerei l'edizione di Kleiber!!! Anche Milnes, che è presente in entrambe le registrazioni, lo preferisco con il buon Carlos :D

Grazie, Gustav. La tua osservazione mi trova concorde, anche per motivi affettivi (come ho già detto altrove, è stata non solo la mia prima Traviata, ma anche la prima opera il LP che ho preso in vita mia).
Questa edizione, ancorché tagliata ignobilmente - e chissà mai perché - è invece splendida e diventa sempre piùbella col passare del tempo.
La Cotrubas è stata non solo a mio giudizio una grande cantante e, come Violetta, infinitamente superiore a molti dei nomi esposti da Stecca (includendoci, mi spiace, anche Caballé, Devia e Sutherland); qui in Italia non è mai stata amata molto, ma la critica ufficiale le ha remato contro mica male.
Concordo anche sul giudizio su Milnes, una delle più importanti voci verdiane degl ultimi decenni; e su Domingo, poco probabile come Alfredo.
Delle tre edizioni proposte da Stecca tengo buona quindi quella di Muti - che piace molto anche a me - e butto le altre due (per me la Violetta migliore della Callas è quella di Lisbona del 1958) inserendo, al suo posto, quella di Kleiber
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Tucidide » dom 20 lug 2008, 17:21

Io trovo l'edizione EMI diretta da Muti una delle più noiose, grigie, funeree, spente e prive di vitalità dell'intera discografia. Il III atto è splendido, perché quella tinta cinerea è adatta al dramma che si sta svolgendo, ma i primi due atti, soprattutto le due feste, sono realizzati in maniera opaca, e viene a mancare il senso di contrasto fra i momenti della vicenda. Poi, trovo la Scotto un po' troppo cattedratica e puntigliosa nel fraseggio (certo, è un'interpretazione calibrata e curatissima, ma secondo me troppo sofosticata) e Kraus stanco, privo di idee e contenuti apprezzabili, forse in sintonia con il tono grigio ed uniforme della direzione. Con la Callas a Lisbona è tutt'altra cosa. Solo Bruson mi sembra apprezzabile, seppure troppo monolitico.
Concordo invece sulla bellissima edizione di Kleiber.
Quanto alla Callas, anche per me la sua Violetta è andata maturando a mano a mano che la cantava, e le ultime recite (Lisbona e Londra) sono le più commoventi. Non impazzisco per la famosissima recita scaligera del '55 con Di Stefano e Bastianini.
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda pbagnoli » dom 20 lug 2008, 17:58

Tucidide ha scritto: Non impazzisco per la famosissima recita scaligera del '55 con Di Stefano e Bastianini.

Nemmeno io: tutti troppo sopra le righe. Mi rimane la curiosità di sentire la recita dell'anno dopo (mi pare), quella con Raimondi al posto di Di Stefano, ma la registrazione di Lisbona è, a mio gusto, virtualmente perfetta per far percepire ciò che fu la Violetta della Callas.

Cambiando interprete, visto che qualcuno (mi pare Stecca) l'ha citata, cosa ne pensate dell'orrida registrazione di Gardelli con la Freni, Bonisolli e Bruscantini? Per me è un disastro inconcepibile, ma - fermo restando che la ritengo totalmente inadatta alla drammaturgia di Violetta - avrei la curiosità di sentire Mirella con Karajan
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Orbazzano » dom 20 lug 2008, 19:25

pbagnoli ha scritto:Cambiando interprete, visto che qualcuno (mi pare Stecca) l'ha citata, cosa ne pensate dell'orrida registrazione di Gardelli con la Freni, Bonisolli e Bruscantini? Per me è un disastro inconcepibile, ma - fermo restando che la ritengo totalmente inadatta alla drammaturgia di Violetta - avrei la curiosità di sentire Mirella con Karajan


Per me, invece, è bellissima! :mrgreen:

Se la direzione lascia un po' a desiderare (per non parlare della regia nella resa cinematografica!!!), dal punto di vista vocale invece si tratta, secondo me, di una delle migliori Traviate di sempre. Bonisolli, nonostante gli manchi un po' il legato necessario alla scrittura di Alfredo, canta bene (mai sentite così belle le agilità del primo duetto!) e tratteggia un Alfredo maschio e deciso. Per quanto riguarda poi la Freni e Bruscantini ci troviamo di fronte, a mio modesto parere, a due interpretazioni di riferimento, da un punto di vista puramente vocale credo sia difficile eguagliarli, nella perfezione dell'emissione e nella facilità del canto. Il Giorgio di Bruscantini è uno dei più incisivi di sempre, terribile e paterno, basta sentire il "Madamigella Valery" con cui entra in scena per sentire tutto il peso della sua posizione, ma allo stesso tempo mai si è sentito una ripresa del di provenza così morbida e sfumata. Per quanto riguarda la Violetta della Freni, sempre molto discussa, per quanto mi riguarda ci sono pochi confronti; vocalmente in poche le stanno alla pari (la Sutherland e la Caballè), la voce lirica in grado di sostenere le agilità del primo atto e in grado di accentare l'ultimo è la vera voce di Violetta, voce che trova i suoi momenti migliori, ovviamente, nel secondo atto (sentire il duetto con Giorgio per credere!), alla perfetta resa vocale si aggiunge poi una grande cura del fraseggio dando vita ad una Violetta sfumata e dolente (bellissimo in proposito Alfredo Alfredo di questo core, purtroppo tagliato nel film ma disponibile in cd).

Per me, invece, trattasi di disastro inconcepibile la Traviata di Kleiber, la Cotrubas, cantante dai grandi limiti, rimane una Violetta a dir poco discutibile, Domingo si trova alle prese con uno dei suoi personaggi meno riusciti, e Milnes è preferibile, secondo me, in altre incisioni, quella in studio con la Caballè e il live con Pavarotti e la Sutherland. Lo stesso Kleiber (immenso direttore, che adoro con tutto me stesso!...ci tengo a precisarlo :mrgreen: ) offre qui una delle sue prove meno convincenti.

Posto di seguito i video del duetto del secondo atto Violetta-Germont nell'interpretazione di Freni Bruscantini, che rimane secondo me una pietra miliare del canto verdiano (ora vengo preso per matto! :mrgreen: )

http://www.youtube.com/watch?v=Me54dc4QveI

http://www.youtube.com/watch?v=8U1svFD- ... re=related
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Luca » dom 20 lug 2008, 23:34

Nemmeno io: tutti troppo sopra le righe. Mi rimane la curiosità di sentire la recita dell'anno dopo (mi pare), quella con Raimondi al posto di Di Stefano, ma la registrazione di Lisbona è, a mio gusto, virtualmente perfetta per far percepire ciò che fu la Violetta della Callas.
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Concordo con Pietro sulla storicità della prestazione della Callas nell'edizione di Lisbona datata 1958, ma quella dell'anno successivo con Valletti e Taddei a Londra è ancor migliore (e Tucidide l'ha menzionata): la Callas è eccezionale specie sul piano interpretativo (poco importa allora che il mi bem del finale I sia 'alla Tarzan') ma nel III atto inchioda davvero alla seggiola e certe sue frasi sono dette con una voce che fa davverol'unicum con la sua somma intelligenza di penetrazione del personaggio.

Per il post-Callas: porrei Sutherland e Scotto, la prima per la vocalità, la seconda per acume interpretativo. Mai mi sognerei di metterci la Caballé tutta panna montata e poco incline a farci sentire le sofferenze della Valery. Anche la Cotrubas mi dice poco.

Per Alfredo: controcorrente dico Kozlowskij (nell'edizione integrale, la sua esecuzione di "De miei bollenti" è davvero un sognante soliloquio) ma in Italia (e non solo) Valletti e Bergonzi. No a Domingo.

Per Germont padre: Taddei, Tagliabue e Bruson. No a Milnes.

Salutoni, Luca.
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Tucidide » dom 20 lug 2008, 23:40

Luca ha scritto:Concordo con Pietro sulla storicità della prestazione della Callas nell'edizione di Lisbona datata 1958, ma quella dell'anno successivo con Valletti e Taddei a Londra è ancor migliore (e Tucidide l'ha menzionata): la Callas è eccezionale specie sul piano interpretativo (poco importa allora che il mi bem del finale I sia 'alla Tarzan') ma nel III atto inchioda davvero alla seggiola e certe sue frasi sono dette con una voce che fa davverol'unicum con la sua somma intelligenza di penetrazione del personaggio.

Se non ricordo male, la Traviata di Covent Garden è dello stesso anno delle recite portoghesi (anteriori di qualche mese), e Germont padre è Mario Zanasi.
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Luca » dom 20 lug 2008, 23:44

Si, Tucidide, è vero: la Traviata a Londra era anch'essa del '58 con Zanasi, però l'approfondimento interpretativo è, a mio avviso, superiore a quello sfoggiato a Lisbona.
Ero convinto fosse l'anno successivo....

Saluti, Luca.
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda VGobbi » lun 21 lug 2008, 1:49

Luca ha scritto:Per il post-Callas: porrei Sutherland e Scotto, la prima per la vocalità, la seconda per acume interpretativo. Mai mi sognerei di metterci la Caballé tutta panna montata e poco incline a farci sentire le sofferenze della Valery. Anche la Cotrubas mi dice poco.


Se la Caballe' e' tutta "panna montata", la Sutherland e' "glassa". Alla fine stanca assai pure lei ... Piuttosto, al di' la' dei soliti nomi (Callas e Scotto su tutte), vi pregherei di dare maggior credito alla Steber, artista di caratura mondiale. Esiste un suo live del '49 con un Di Stefano stratosferico per bellezza timbrica. Ebbene, lei dopo un inizio difficoltoso (qualche impaccio di troppo nei passi di agilita'), il suo personaggio cresce a dismisura con il passare della musica, assumendo statura gigantesca e tragica, tale da non invidiare mostri sacri che hanno affrontato questo impervio ruolo.

Su Alfredo, oltre al Di Stefano (quello del '49, non quello scaligero), anch'io concordo nel nominare Valletti il mio preferito (e non solo in questo ruolo).

Rimane Germont. Tantissimi quelli bravi, ma il migliore (una volta che l'avrete sentito) penso che non possiate concordare con l'arte del belcanto, oramai definitivamente perduta, che ci regala Galeffi. Gli si avvicina, tantissimo, Tagliabue. Aggiungerei Tibbett e Warren, quanto a Gobbi personalmente lo straAdoro in un'edizione per inciso assai valida, comprendente l'eterno Di Stefano ed una sgargiante Stella.
Nemmeno noi siamo d'accordo con il gobbo, ma il gobbo è essenziale! Guai se non ci fosse!
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda Luca » lun 21 lug 2008, 8:42

Tantissimi quelli bravi, ma il migliore (una volta che l'avrete sentito) penso che non possiate concordare con l'arte del belcanto, oramai definitivamente perduta, che ci regala Galeffi.
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Giustissimo Vittorio !!! :D Galeffi è un grandissimo (purtroppo non abbiamo un'edizione completa né di Rigoletto, né di Don Carlo il cui Posa anticipa di molti anni la signorilità di un Bruson), ma tutta l'edizione Capsir, Cecil andrebbe rivalutata: non tanto per l'artista spagnola, quanto per le voci maschili. Si tratta di un'interessante Traviata nella quale Galeffi fa un figurone ! Del resto Galeffi è degno della sua fama (cf. anche il suo Tonio con Merli e la Pampanini è un capolavoro !).

Saluti, Luca
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda gustav » lun 21 lug 2008, 17:28

pbagnoli ha scritto:
gustav ha scritto:Nonostante la discussione sull'edizione con la Caballè e nonostante sappia di essere in estrema minoranza, io aggiungerei l'edizione di Kleiber!!! Anche Milnes, che è presente in entrambe le registrazioni, lo preferisco con il buon Carlos :D

Grazie, Gustav. La tua osservazione mi trova concorde, anche per motivi affettivi (come ho già detto altrove, è stata non solo la mia prima Traviata, ma anche la prima opera il LP che ho preso in vita mia).
Questa edizione, ancorché tagliata ignobilmente - e chissà mai perché - è invece splendida e diventa sempre piùbella col passare del tempo.
La Cotrubas è stata non solo a mio giudizio una grande cantante e, come Violetta, infinitamente superiore a molti dei nomi esposti da Stecca (includendoci, mi spiace, anche Caballé, Devia e Sutherland); qui in Italia non è mai stata amata molto, ma la critica ufficiale le ha remato contro mica male.
Concordo anche sul giudizio su Milnes, una delle più importanti voci verdiane degl ultimi decenni; e su Domingo, poco probabile come Alfredo.



Aggiungo, caro Pietro, che a quelli che amano l'edizione di Kleiber dobbiamo aggiungere anche il grandissimo Pollini, come da lui affermato in un'intervista in cui parlava di Kleiber. Di questa registrazione, ricordo, lui sottolieava, inoltre, la modernità dell'approccio e degli intenti della sua personalissima lettura (notabile, aggiungo io, per il tratto tipico di Kleiber e per questo riconoscibile fin dalle prime note), nel tentativo di sottrarla alle scorie dei facili sentimentalismi ( che talvolta, invece, hanno caratterizzato appunto Traviata e che, a mio avviso, si potrebbe riportare a certe letture come quella della Caballè la quale, per questo caso, è stata ben definita da qualcuno dei compagni di questo forum il quale - mi scuso se non ricordo chi - la definì una Violetta da "belle epoque"!).
Ecco, alla lettura di Kleiber mi piacerebbe accostare l'allestimento e la regia di Vick della scorsa stagione areniana: anch'essa impegnata a ricordare come il dramma in questione non sia qualcosa di aleatorio, di vago, ma qualcosa di estremamente reale e, soprattutto, attuale. Concludo dicendo che se dovessi consigliare a un mio amico che per la prima volta si volesse avvicinare a quest'opera un'edizione, non esiterei a pensare a Cotruba, Milnes e soci!!! 8) ...
E' vero la Cotrubas dalle nostre parti non ha mai ricevuto il merito che le spetta: oggi si parla tanto di "verità dei sentimenti", e credo che la Cotrubas riesca a renderci una Violetta molto più vicina di tante altre, insomma donna in carne ed ossa. La voce non sarà esplosiva, ma qui non siamo di fronte ad un eroe wagneriano; anzi, la sua sofferenza è un connotato che non può non trasparire dalla voce. E qui lasciamo il paragone ineguagliabile della Callas o quello (anch'esso gransissimo della Sotto): qui ci troviamo fra le mani una Traviata immersa nella verità e nel travaglio degli accadimenti umani, insomma questo è un Verdi contemporaneo!
Infine, ci rimane Domingo, egli non sarà il miglior Alfredo della storia, ma che c'importa a fronte di tanta bellezza?

P.s. Stecca caro, quando leggerai queste righe non saltare sulla sedia. Nonostante tutto anch'io apprezzo la grandezza della Caballè ma non ci posso fare nulla se a lei preferisco altro.

Salutoni :D :D :D
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda stecca » mar 22 lug 2008, 16:15

Beh....se lo dice il Pollini operista che anni fa a Pesaro massacrò sostanzialmente La donna del lago di Rossini con una direzione e dei tempi ancora oggi a dir poco "incomprensibili" (il rondò finale della Ricciarelli sembra una barzelletta o un errore di giri di registrazione...e meno male che, mende tecniche a parte, si sente pur sempre una Elena dal timbro privilegiato) ci sta.....grande pianista per carità ma a Milano se dis ofelè...... Dire poi che la Cotrubas, gusti a parte, sarebbe cantante migliore di Caballé e Sutherland è, con tutto il rispetto, altra barzelletta ma va bene, de gustibus....poi un forum è bello anche per queste cose sennò ci daremmo sempre ragione sui soliti nomi e sai che noia...
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda pbagnoli » mar 22 lug 2008, 18:02

stecca ha scritto: Dire poi che la Cotrubas, gusti a parte, sarebbe cantante migliore di Caballé e Sutherland è, con tutto il rispetto, altra barzelletta ma va bene, de gustibus....poi un forum è bello anche per queste cose sennò ci daremmo sempre ragione sui soliti nomi e sai che noia...

Nessuno ha detto ciò, mi pare: alcuni - non tutti - hanno detto che la resa complessiva della Cotrubas come Violetta nell'incisione DGG con Kleiber è complessivamente molto più coinvolgente di quello che la critica italiana ha fatto a lungo credere e che alla fine il personaggio rimane più impresso di quello della Caballé o della Sutherland, che hanno le loro ragioni vocali (nessuno le nega, ci mancherebbe) ma che magari in Violetta non affiorano.
Io sono fra questi: adoro la Sutherland e amo la Caballé, ma non amo nessuna delle due come Violetta. Entrambe restano alla superficie di un personaggio che non può essere risolto dal solo canto.
Poi - è ovvio - chacun a son gout, o giù di lì: il mio nonno buonanima, giocatore di poker imbattibile ai suoi bei tempi, per consolare l'avversario di turno (spennato) diceva amabilmente: "Il poker ognuno lo gioca come lo capisce", quindi lungi da me l'idea di dare chiavi di lettura universali sul forum. La home del sito è un altro paio di maniche, ma il forum è una palestra per tutti.
Il forum ha questo di bello, come diceva Stecca: ci sta qualunque barzelletta, no?...
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Re: La Traviata: interpreti

Messaggioda MatMarazzi » mar 22 lug 2008, 18:52

pbagnoli ha scritto:Il forum ha questo di bello, come diceva Stecca: ci sta qualunque barzelletta, no?...


Io invece non apprezzo affatto che si usi la parola "barzelletta" per qualificare l'opinione altrui.
E sto seriamente pensando se è il caso di intervenire...

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