E' ben altro il mio sogno

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E' ben altro il mio sogno

Messaggioda pbagnoli » sab 09 ott 2010, 19:17

Nel corso di una simpatica scorribanda a Milano per procurarmi le capsule del Nespresso e i famosi cannoncini di Panarello (per chi non lo sapesse: una roba di una bontà superlativa), ho fatto andare nel lettore di CD il "Tabarro" della Sony, recentemente rieditato a basso prezzo.
Lasciamo perdere le considerazioni sul numero di tracks - ben uno. Leggasi: 1 - e sullo sfiatamento di Domingo, colto forse nel momento peggiore della sua millenaria carriera; apprezzo discretamente il Michele di Wixell; non riesco ad entusiasmarmi - come mi sarei aspettato - per la Giorgetta della Scotto, una delle cantanti che maggiormente amo.
Mi sono chiesto il perché. Temo che la ragione sia nel ricorso frequente al birignao: lei è bravissima come Ornella Vanoni , ma è falsa e farlocca come lei quando canta le canzoni della mala, e finisco per non crederle.
Chiaramente sarà un mio problema, però mi sono chiesto come possa essere risolto questo ruolo in modo diverso, magari più credibile, e ho fatto qualche ricerca che vorrei sottoporsi.
Questa è madame Fischer-Dieskau. Nella mia scala di preferenze, siamo vicini alla perfezione formale. Certo, canta in tedesco, ma si può sopportare:


Parlando di espressioniste, non si può fare a meno di citare le americane che - spesso - meriterebbero una categorizzazione a parte. Se pensiamo, per dire, a Barbara Daniels, il termine espressionista è molto limitativo, giacché c'è in lei molto del vocalismo radioso che animava, per esempio, il canto di Dorothy Kirsten e soprattutto di Eleanor Steber. Questa, per me, è una splendida Giorgetta, anche se il do balla assai più che nel caso della Varady (e non è affatto bello):


Quando parliamo di espressioniste americane, spesso dobbiamo andare a fare una visitina a Leontyne Price. Il 1970 non è più la sua stagione migliore, e lo si sente soprattutto nel registro centrale molto velato e affannoso, ma il registro acuto è ancora di tutto rispetto, anche se il do è un po' stridulino. Ci si può chiedere se questa possa essere la vera voce di Giorgetta, ma io ho per questa Regina un debole che spesso Matteo mi ha rimproverato:


Quella che segue è un mostro.
L'unico termine di paragone possibile è Edith Piaf invecchiata, quella che all'Olympia canta La foule quasi più con il corpo e le mani che non con la voce. Notate che, contrariamente a quello che vi hanno sempre detto, il registro acuto è ancora notevolissimo: il do è nettamente più pieno di quello delle due precedenti ed è pari a quello della Varady. Certo, la Price e la stessa Varady le sono nettamente superiori per bellezza del mezzo vocale, per presenza fisica, per compattezza e lucentezza del suono. Eppure, questa donnina svuotata e scheletrica è Giorgetta come nessun'altra:


Questa la vidi dal vivo alla Scala. La produzione di quel Trittico non fu entusiasmante, ma serbo il ricordo di due artiste: una era Rosalynd Plowright che faceva Suor Angelica (la zia Principessa era - se non ricordo male - l'innominabile Vejzovic); l'altra era Sylvia Sass. Cantante strana, singolare, particolarissima. Alla Scala aveva fatto prima, nel 1978, una Manon Lescaut molto discussa (ma io me la ricordo ancora!), a dimostrazione che le espressioniste a Milano non hanno mai attecchito granché. Ed è un peccato


Ora, va bene espressionismo, ma qui si esagera. Non sono un vociologo né un vociomane, ma la Olivero a sessant'anni in un ruolo come questo mi suona ancora più falsa e meno credibile di Renata Scotto. Rispetto chi la ama e la ammira, ma io non sono mai stato fra quelli. Certo, il temperamento è vulcanico, ma l'espressività è perennemente sopra le righe e dal do, forse, si poteva astenere:


A proposito di mancanza di credibilità, ecco la gloriosa Renata nel ruolo teoricamente più lontano dalla propria vocazione e sensibilità fra quelli in cui l'ho sentita. Forse solo come Lulu sarebbe stata meno credibile! La voce è come sempre bellissima, ma se c'è una cosa che nessuno dovrebbe aspettarsi di trovare in Giorgetta è proprio la bellezza della voce. Certo, se c'è ben venga: qui c'è, ma manca tutto il resto. Siccome è intelligente, si astiene dal do:


Ecco un'altra Signora che, con questo personaggio, non c'azzecca proprio nulla. Detesto sentire Mirella che ingaglioffisce il proprio splendido mezzo vocale con queste declamazioni torbide e peccaminose, squisitamente veriste. Con quel tono fintamente infantile e sorridente, sembra di sentire Mimì invecchiata che non trova più la strada della sua soffitta. Il do, in compenso, è sfolgorante. Giacomini probabilmente deve aver pensato di essere stato scritturato per il ruolo di Michele:


Amarilli Nizza, a mio modesto avviso, non è niente male: ha tutte le carte per essere la prima vera espressionista italiana da esportazione. Il piglio è autorevole, i colori sono quelli giusti, la voce è fonda e ambrata, il fiato è di tutto rispetto, il do è veramente bello, soprattutto ci crede:


Ed ecco, infine, Renata Scotto.
Il mio pensiero su di lei l'ho già detto, in parte. Per me è falsa come Giuda, ma...aspetto i vostri pareri. Il do è bruttissimo:
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Luca » sab 09 ott 2010, 21:10

Temo che nel post di Pietro ci sia un doppione: la Sass figura due volte quando invece manca l'esempio Olivero di cui si parla (ci si potrebbe rifare all'ediz. fiorentina del '67 con Bottion e Fioravanti).

Giudizio mio sulle cantanti proposte: prediligo Sass e Nizza (tra l'altro udita dal vivo anni orsono proprio in questo ruolo e davvero brava): per le loro voci e per la loro partecipazione al ruolo che non è semplice e, in quest'aria, moderatamente arroventato. Notevole per voce la Varady, mentre la Scotto è troppo primadonnesca ed artefatta nel dipingere una sorta di sbandata quale è Giorgetta (e cade nello stesso errore con la Nedda, personaggio abbastanza simile a Giorgetta, incisa per Muti). Caratteristica l'interpretazione della Stratas, ma la voce non mi piace e così pure la Daniels bravina vocalmente, ma non un'aquila di interpretazione. Pollice verso per la Tebaldi, lontana anni luce dal ruolo, per voce e interpretazione.

Saluti, domenicali.
Luca.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda pbagnoli » sab 09 ott 2010, 21:27

Hai ragione Luca!
Ho corretto subito, grazie!!!
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Tucidide » sab 09 ott 2010, 22:20

Per la Stratas devo dire che stavolta faccio io un discorso un po' "fuori dal coro". A me sembra guittesca e caricata, direi quasi caricaturale, eccessivamente impegnata a rendere con la gestualità quello che canta, con pose da filodrammatica e vocalmente indeguata, salvo appunto il do. No, per me non è così Giorgetta. Sarà che mi ricorda una signora di Faenza che gira sempre da sola con la faccia terrea e il cipiglio incazzato, e che tutti prendono per disadattata... : Blink :
Mi piacciono la Daniels (abbastanza), la Sass e la Nizza (molto), la Varady (moltissimo). La Scotto è - dite benissimo, Pietro e Luca - falsa e primadonnesca, la Freni, onestamente non la trovo così scandalosa nell'accento, anzi personalmente la trovo partecipe, ma percepisco in quel do un vibrato non proprio adamantino. La Olivero è un mio "problema", :oops: lo riconosco... e non è questo uno di quei casi in cui possa ricredermi su di lei. Splendida la voce della Price, ma forse è più "Leontetta" che Giorgetta. :mrgreen:
Il mondo dei melomani è talmente contorto che nemmeno Krafft-Ebing sarebbe riuscito a capirci qualcosa...
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Riccardo » sab 09 ott 2010, 23:28

La Varady è semplicemente stratosferica...
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Maugham » dom 10 ott 2010, 12:15

Riccardo ha scritto:La Varady è semplicemente stratosferica...


Io ho una passione per la Nizza, però nella versione della Pezzoli vista a Mo e adesso su dvd TDK.
Manca la Soderstrom di Mat.
Se le mangia tutte. Anche la Varady che pure è in cima alla lista.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Luca » dom 10 ott 2010, 12:31

Ho rivisto i filmati per rinfrescare la memoria e per includere la Olivero che non mi dispiace e la Freni fuori parte (anche se canta more solito il bene generico), ma la Stratas è da censurare! Vocalmente sbracata e interpretativamente esagitata con pose e gesti che vorrebbero illustrare la sostanza delle parole, ma in realtà vanno in senso autonomo. Non so come si possa dire vera Giorgetta. Almeno la Tebaldi, pur inadeguata per questo personaggio (e continuo ad avere il pollice verso) aveva la voce....

Saluti, Luca.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda MatMarazzi » dom 10 ott 2010, 13:16

Luca ha scritto:Ho rivisto i filmati per rinfrescare la memoria e per includere la Olivero che non mi dispiace e la Freni fuori parte (anche se canta more solito il bene generico), ma la Stratas è da censurare! Vocalmente sbracata e interpretativamente esagitata con pose e gesti che vorrebbero illustrare la sostanza delle parole, ma in realtà vanno in senso autonomo. Non so come si possa dire vera Giorgetta. Almeno la Tebaldi, pur inadeguata per questo personaggio (e continuo ad avere il pollice verso) aveva la voce....

Saluti, Luca.


Abbiamo proprio opinioni diverse, caro Luca.
Io metto la Stratas anni luce, come Giorgetta, sopra tutte le Freni di questo mondo e quasi tutte quelle postate (quanto alla Olivero, è sempre ammirevole, ma per me assolutamente fuori parte e la Scotto, come al solito, troppo piena di sè per essere convincente). La Tebaldi poi è inascoltabile, almeno per me.
Fra quelle postate solo la Varady di Monaco tiene testa alla Stratas come comprensione del personaggio e delle sue intime nevrosi (anche se decisamente questo non è il ruolo migliore della cantante rumena).
Mi sorprende che manchi Leontyne Price, cantante che non amo da impazzire ma che in questa pagina (specialmente dal vivo) metteva una pelle d'oca alta così.

Alla fine concordo in pieno con Maugham: la Soderstrom (benché in svedese) se le mangia tutte. Non c'è storia!
Ne trovate un frammento qui, al minuto 5.50



Salutoni,
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda MatMarazzi » dom 10 ott 2010, 13:30

MatMarazzi ha scritto:.
Mi sorprende che manchi Leontyne Price, cantante che non amo da impazzire ma che in questa pagina (specialmente dal vivo) metteva una pelle d'oca alta così.


Che scemo! La Price c'era! :)

Ed è anche fantastica la Daniels, anche se un po' troppo hemingwayana data la parte! :)

Scusa Pietro
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Luca » dom 10 ott 2010, 15:58

Abbiamo proprio opinioni diverse, caro Luca.
==============================================
Senza dubbio, su questo punto sì: a me, infatti, la Stratas non piace assolutamente !
Saluti, Luca.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda fadecas » gio 14 ott 2010, 0:19

Premetto che mi sottraggo alle graduatorie, anche perché la coesistenza di reperti solo audio e di quelli audio+video nell’antologia proposta – e per questi ultimi, di riprese dal vivo con riprese in studio – non consentono parametri di raffronto omogenei.
Osservo però quanto le Giorgette di estrazione nordica e centroeuropea (specie Soderstrom e Varady) siano improntate ad una gestualità scarna ad un’introversione più raccolta rispetto a quelle molto più esagitate e dispersive delle cantanti “latine”.
Non sarà un caso, ma l’edizione filmica della Söderström è coeva a quella di una cantante italiana che meriterebbe una citazione, nella storia interpretativa di Giorgetta, e cioè Clara Petrella. Interprete infuocata, che non mancava, a suo tempo, di una certa capacità di rottura degli schemi del puccinismo, del resto non facilmente applicabili a questo personaggio; quindi una Giorgetta improntata ad una ruvida intensità, e soprattutto molto diretta nell’espressione, dote che viene fuori al meglio per altro, nei due duetti.
Quanto roboante e di maniera, però, è con gli occhi di oggi, l’accompagnamento gestuale delle battute nella scena oggetto di interesse. Più che al neorealismo, siamo ancora ad un personaggio da verismo minore, paludato in pieno ‘800 – laddove la cantante svedese, che si muove in piena atmosfera novecentesca, fa sentire la parentela fortissima che stringe Giorgetta ad un’altra donna dispersa e disadattata degli anni ’20, Kat’a Kabanova. Oltre ad essere l’unica, la Söderström, a far vibrare fino in fondo in tutto il corso della scena, con il gesto e con la voce, accanto alla rivolta esacerbata, l’altrettanto lancinante nostalgia, che è ben più che una nota acuta …
Questa è invece la Petrella in edizione RAI ’56, accanto a Mirto Picchi :



Mentre mi associo alla simpatia per la Nizza – che temo ahimé troppo legata ad una matrice di canto verdiano per fare scelte di repertorio più ardite, ma che sono convinto potrebbe essere un’ottima Fanciulla – e prendo le distanze dagli elogi incondizionati per Teresa Stratas, in quanto la discrasia fra l’articolazione esagitata del gesto scenico e la fissità troppo monocorde dell’accento mi lascia un senso di incompiutezza per me eccessiva anche per un personaggio come Giorgetta, vorrei aggiungere un “distnguo” nei riguardi della Scotto, la quale, nell’edizione americana da cui è estratto il frammento, più che artificiosa o manierata è a suo modo originale, cioè interpreta fondamentalmente sé stessa, estrapolando Giorgetta dalla cornice proletaria e trasformandola in una piccola borghese provinciale scaduta, una sorta di Madame Bovary tutta fissa nell’idolatria di un passato – fantomatico? - che la stacca irrimediabilmente da Luigi, Michele e da tutta la banlieu parigina . Tanto è vero che la regia calca la mano sulla distanza di età fra lei e l’amante, fa intravvedere sin dall’inizio un Luigi tutt’altro che insensibile alle midenettes che lo circuiscono nella prima scena, e una Giorgetta ben consapevole dell’occasionalità della sua relazione, e sottolinea in più punti la sprezzatura che Giorgetta prova nei confronti di entrambi gli uomini, non meno per l’amante che per il marito.
Che sia una lettura assolutamente eccentrica del ruolo, è indubbio; ma personalmente le riconosco una certa genialità, oltre che un’estrema coerenza interna, soprattutto rispetto ai mezzi e alle possibilità della Scotto “tarda”.
Fabrizio
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Luca » gio 14 ott 2010, 8:22

Benissimo Fadecas a ricordare la Petrella che nel filmato possiede veramente tutte le carte per impersonare Giorgetta, compresa una gestualità semplice, efficace e per nulla eccedente o enfatica. La Petrella ha inciso l'opera in una delle prime edizioni (se non addirittura la prima in studio) discografiche con un cast non molto significativo, ma questa produzione televisiva vede accanto a lei quello straordinario musicista e attore che era Picchi ed il grandissimo Tagliabue, forse un pò troppo aulico per un personaggio 'vilain' come Michele.

Saluti, Luca.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda MatMarazzi » gio 14 ott 2010, 11:26

Luca ha scritto:Benissimo Fadecas a ricordare la Petrella che nel filmato possiede veramente tutte le carte per impersonare Giorgetta, compresa una gestualità semplice, efficace e per nulla eccedente o enfatica. La Petrella ha inciso l'opera in una delle prime edizioni (se non addirittura la prima in studio) discografiche con un cast non molto significativo, ma questa produzione televisiva vede accanto a lei quello straordinario musicista e attore che era Picchi ed il grandissimo Tagliabue, forse un pò troppo aulico per un personaggio 'vilain' come Michele.

Saluti, Luca.


Be' Luca... a me pareva che Fadecas non fosse poi così entusiasta della Petrella, anzi che ne mettesse in rilievo l'era geologica che pare separarla dalla coeva Soedestrom, giudizio che condivido assolutamente.

Vorrei infine sottoporvi (in particolare a Fadecas) il Tabarro delle Gencer che, sia pure episodico, ha diritto al suo posto in questa rassegna.


E infine quello, forse un po' troppo cinguettante ed esteriore ma non brutto, della Silss


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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Luca » gio 14 ott 2010, 15:30

Molto interessanti le due interpretazioni, Matteo: la Gencer ottima nell'interpretazione e voce adatta per la parte (ha cantato anche Angelica da quanto so ma, ti chiedo, la Lauretta dello Schicchi l'ha fatta?). Quanto alla Sills ho tutto il suo Trittico 'live' (anche se... sbattuto chissà dove...): la voce c'è (e ci mancherebbe: in alto è luminosa), ma si sente in alcuni punti, più che il 'cinguettio' da te rilevato, un abbandono tipicamente romantico-ottocentesco.

Saluti, Luca.
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Re: E' ben altro il mio sogno

Messaggioda Riccardo » gio 14 ott 2010, 17:44

MatMarazzi ha scritto:E infine quello, forse un po' troppo cinguettante ed esteriore ma non brutto, della Silss

Luca ha scritto:Quanto alla Sills ho tutto il suo Trittico 'live' (anche se... sbattuto chissà dove...): la voce c'è (e ci mancherebbe: in alto è luminosa), ma si sente in alcuni punti, più che il 'cinguettio' da te rilevato, un abbandono tipicamente romantico-ottocentesco.


Grazie Mat per aver messo anche la Sills!

Sinceramente qui non sento poi troppo cinguettìo, né l'abbandono tipicamente romantico-ottocentesco di Luca...
Quel Do di "nostalgia" è preso in pianissimo con un languore secondo me straordinario. La vocalità molto leggera poi le permette di dare (nel '67) uno slancio di freschezza al personaggio che talvolta manca nelle altre.
In questo se la vede solo con la Söderström.

Forse la Sills avrebbe potuto guardare certo Puccini un po' più da vicino...magari sacrificando qualche Traviata di troppo.

Salutoni,
Ric
Ultima modifica di Riccardo il gio 14 ott 2010, 18:15, modificato 1 volta in totale.
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