Toscanini

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Re: Toscanini

Messaggioda MatMarazzi » mer 01 ago 2012, 14:04

Mi erano sfuggiti questi due interessantissimi post di Enrico.

Intanto sono sorpreso e ammirato da questa cantante, Gertrude Ribla, che non avevo mai sentito nominare.
Il suo "Pace mio Dio" (fra l'altro diretto in modo incredibile) colpisce per intensità della parola e modernità: c'è molto in comune fra la Ribla e le altre "declamatrici morbide" che Toscanini - in questa fase - prediligeva: la Bampton, la Milanov e soprattutto la Nelli.
Persino la difficoltà a smorzare il si bemolle ("invan la pace"), segno di una formazione non vocalistica, rientra nella svolta "declamatoria" che Toscanini applicò a Verdi negli anni '40.
L'intensità della parola, lo scavo essenziale e lucido nel concetto, devono prevalere addirittura sul fraseggio!
Praticamente il contraltare della rigidità ritmica.
Un approccio discutibile, per la nostra sensibilità, ma realizzato da Toscanini fu comunque illuminate, perchè ha arricchito la nostra comprensione di Verdi e delle sue sconfinate possibilità di allargamento.

Con la scelta di una cantante così per Gilda si conferma anche l'esigenza del direttore di un personaggio diverso dalla tradizione: una voce che possa lanciare bagliori all'oscurità della notte e alle esplosioni della tempesta.
Ora abbiamo la certezza che la futura scelta della Milanov non fu un "caso", nè un'esigenza di impaginazione del concerto, come qualcuno ha affermato.
Era una delle tante illuminazioni geniali e spiazzanti che rendono l'ulitmo Toscanini un momento prezioso dell'interpretazione verdiana.

Grazie infinite a Enrico, per queste esplorazioni esaltanti.
Mat
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Re: Toscanini

Messaggioda Rodrigo » mer 01 ago 2012, 14:31

A me viene in mente anche un'altra questione legata al "lascito" toscaniniano, comunque lo si voglia giudicare: ingombrante o illuminante che sia.
Il maestro in fondo ci ha lasciato appena una manciata di incisioni operistiche, ma io mi sono sempre domandato quanto vi sia di Toscanini dietro le scelte di repertorio, di cast, di approccio alla partitura di tanti direttori che in un modo o nell'altro sono stati a lui prossimi o che ne hanno risentito l'influenza. Naturalmente senza negare, in linea di principio, che essi stessi maturassero una loro visione più o meno indipendente.
Nella direzione che ho sopra abbozzato credo sarebbe interessante riflettere sull'arte direttoriale di Votto e di Serafin (entrambi assistenti scaligeri di Toscanini) o quella delle bacchette che stazionavano al Met negli anni '40 e '50 - per es. Adler, Leinsdorf ( un altro "allievo" diretto) - quando la "beatificazione" del direttore parmigiano da parte della critica USA era già avvenuta.
Trovo Votto, bacchetta che a me piace parecchio, molto più toscaniniano - nel "bene" e nel "male" - rispetto a Serafin, così pure mi sembra assai legato all'archetipo Leinsdorf, che però mi pare di personalità poco spiccata e talvolta anche un po' noioso.
Saluti.
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Re: Toscanini

Messaggioda DottorMalatesta » mer 01 ago 2012, 15:12

Avete scritto cose molto molto condivisibili. La direzione di questa pagina dalla "Potenza del Fato " (scusate ma io mi tocco... :) ) è semplicemente da pelle d'oca! Di una modernità stravolgente! E siamo nel 1943!!! Tuttora trovo il suo Verdi (ma anche la sua Bohème) di una modernità stravolgente. Certo, poi ci sono stati i Karajan, i Sinopoli, gli Abbado, ma Toscanini resta attualissimo nella sua direzione di straordinaria incisività, comunicativa, sobrietà, immediatezza. Toscanini spesso viene ricordato per il pessimo carattere (e su questo nessuno discute, please see:



e anche



Due splendidi greatest hits!!!! A trattarli così i professori d'orchestra sai i sindacati di categoria?! ;-)

A fermarsi sul "personaggio" si rischia di dimenticarsi che ha realmente rivoluzionato la direzione d'orchestra (vabbè, ho detto un'ovvietà, scusatemi!!!!).
Basta sentire il livello medio dei direttori suoi contemporanei per rendersi conto che con il burbero parmigiano siamo davvero su un altro pianeta (con buona pace di Celletti che lo considerava poco più che un battisolfa il cui culto sarebbe dipeso per buona parte dal fattaccio del pugno di Bologna che, a detta del critico, avrebbe fatto di lui una figura mitica: queste ed altre farneticazioni nel libro "La grana della voce").

Viva Toscanini!!!

Francesco
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Re: Toscanini

Messaggioda MatMarazzi » mer 01 ago 2012, 16:48

Rodrigo ha scritto:mi sono sempre domandato quanto vi sia di Toscanini dietro le scelte di repertorio, di cast, di approccio alla partitura di tanti direttori che in un modo o nell'altro sono stati a lui prossimi o che ne hanno risentito l'influenza.


Quello che apri, Rodrigo, è un problema enorme e a cui difficilmente potrei dare una risposta.
Diciamo che l'influenza di Toscanini, a mio giudizio, è ben ravvisabile nelle conseguenze a largo raggio.
Sradicare Verdi dal modo "melodico" tipico dell'opera italiana, irrobustirlo in una tensione ritmica che nulla concede alla tradizionali libertà del "fraseggio" (ritmico-dinamiche) e in un'allucinante compressione sonora, era - in pratica - un allinearlo alle conquiste del "modo wagneriano", così come allora lo si concepiva.
E questo ha condizionato moltissimi direttori del dopo-guerra, giù giù fino a Riccardo Muti.
Ma se pensi a quanti cantanti "declamatori" (anche e soprattutto in Italia) ci sono stati imposti in Verdi dagli anni 50 a oggi, ti rendi conto di quante e quali conseguenza il Toscaninismo abbia avuto.

Sinceramente se questa influenza si sia potuta esercitare negli USA già durante la guerra non saprei dirlo.
A me pare piuttosto che al Met già circolasse, prima di Toscanini, la tendenza a wagnerizzare un po' l'ultimo Verdi (e, se è vero, un Leinsdorf e uno Stiedry, per esempio, sarebbero allievi più di Bodanzky).
Ma la differenza con Toscanini mi pare vistosa: questo comprimeva, ingigantiva il dettaglio sonoro (come nei celebri esempi postati da Francesco); quelli dilatavano sontuosamente il respiro sinfonico, secondo una voga propria del "Wagner internazionale".

Molto interessante il confronto con i direttori italiani (che il cellettismo ha, come al solito furbescamente, bollati di "toscaniniani").
Toscaniniani nel senso più nobile del termine furono - a mio giudizio - Guarnieri e Cantelli.
In parte potrei arrivare a dirlo dell'ultimo De Sabata (quello del Tristano serratissimo alla Scala).
Votto (hai ragione) ereditò il culto del dettaglio sonoro... l'impegno a ricercare nell'accordo più semplice e banale un'intensità spasmodica e rivelatoria. E potrei aggiungere (ma con diverse perplessità) Mario Rossi.

In compenso Serafin (come hai scritto) non c'entrava nulla con Toscanini. E così pure Vittorio Gui. E nemmeno Franco Capuana o Alberto Erede.
Tutti questi direttori non hanno mai rinunciato, secondo me, al respiro della melodia, alla cantabilità, al rubato.
Si sono mantenuti coerenti con una tradizione più antica, giusto "nobilitata" (ai loro occhi) dal contatto con Wagner.
E' vero che tagliavano a loro volta i da capo e tolleravano di sorvolare sulle fioriture (ma non Gui!), ma tutto questo non lo presero di sicuro da Toscanini.
Era già nell'aria da almeno cinquant'anni.

Questo almeno pare a me...
Ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate tu e gli altri confratelli forensi.

Quanto a Francesco:
Basta sentire il livello medio dei direttori suoi contemporanei per rendersi conto che con il burbero parmigiano siamo davvero su un altro pianeta (con buona pace di Celletti che lo considerava poco più che un battisolfa il cui culto sarebbe dipeso per buona parte dal fattaccio del pugno di Bologna che, a detta del critico, avrebbe fatto di lui una figura mitica: queste ed altre farneticazioni nel libro "La grana della voce").


Come non darti ragione? :)
E tuttavia io non parlerei di farneticazioni, bensì di "furbate".
Celletti era uno specialista di furbate: stravolgimenti o negazioni della storia al fine di far quadrare (non importa a che prezzo) il cerchio dei suoi postulati.
E non è che le sue furbate fossero poi così sottili! :)
Era a suon di bastonate che il povero cerchio finiva, nei suoi scritti, per assomigliare a un quadrato! :)
Buon per lui che ha trovato tanta gente disposta a credergli pur di non fare la fatica di verificare le cose! :)

Salutoni,
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Re: Toscanini

Messaggioda DottorMalatesta » mer 01 ago 2012, 17:07

Caro Matteo e toscaniniani tutti,
riflessioni davvero molto condivisibili! E del resto, penso che molti direttori "per li rami" possano essere chi più chi meno essere ricondotti ad alcuni aspetti dell'interpretazione toscaniniana (Abbado, Solti, lo stesso Karajan delle origini che, del resto, per il parmigiano (non intendo il formaggio ;-)) aveva una venerazione). E anche un Serafin o un Erede hanno "ereditato" (soprattutto il secondo :) )da Toscanini un rigore per la "quadratura" musicale e una precisione ignota ai direttori della generazione precedente. Persino il grandissimo Furtwangler rispetto al nostro aveva qualche problema di tenuta. Ne convieni?

Ciao,
Francesco

P.S.: sorprendente che un argomento "Toscanini" sia stato inaugurato solo un mese fa e con ancora così pochi interventi (anche se qua e là nel forum viene citato 156 volte!)... Toscanini merita di più!!!
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Re: Toscanini

Messaggioda Rodrigo » sab 04 ago 2012, 16:44

Ritorno sull'argomento granzie alle stimolanti considerazioni di Matteo e del dott. Malatesta.
Io credo che il parametro che più di tutti connoti le interpretazioni di Toscanini sia , non mi viene un termine più adatto, la loro "orizzontalità" cioè la prevalenza assoluta data alla dimensione di moto a luogo della musica. L'impressionante controllo tecnico su orchestra, coro e solisti (dato quest'ultimo niente affatto scontato) è in altre parole finalizzato all'affabulazione, a sostenere un meccanismo drammaturgico-narrativo che procede senza cedimenti dall'inizio alla fine. Nelle interpretazioni di Toscanini non esistono, paradossalmente, "pezzi chiusi" ma ogni brano - ed all'interno di esso ogni cellula melodica e ritmicia - presuppone ciò che ad esso segue.
E' evidente, credo, che una poetica di questo tipo paghi ottimi dividendi in Verdi, o almeno in certo Verdi. In questo senso mi pare che siano esempi grandiosi dell'orizzontalità toscaniniana, di questo incedere spietato verso la catastrofe la sua Traviata, il suo Otello e quel miracoloso terzo atto del Rigoletto, nonché la Messa da Requiem (ma ci sarebbe da dire qualcosa anche sulla Boheme). Non oso immaginare cosa sarebbe saltato fuori se avesse inciso partiture come Ernani o Trovatore e la registrazione della sinfonia ci dice molto su come sarebbe stata la sua Medea cherubinana, ovvero la negazione del neoclassicismo immobile "stucchi e decori"!
E' possibile che questa lettura sia una reazione alla tendenza delle grandi voci del primo novecento a lavorare "al contrario", a concentrarsi cioè sulla singola aria alla ricerca di effetti singolarissimi anche a costo di patteggiare con l'agogica e con la dinamica previsti dallo spartito. Naturale che tutto ciò, programmaticamente, fosse fumo negli occhi per Toscanini e che lui fosse fumo negli occhi per fini dicitori di ogni tipo. Funzionalissime alla sua poetica sono invece voci magari meno dotate timbricamente, ma dotate di ferreo senso del ritmo e precisione quasi strumentale.
La rivoluzione toscanininana trova qui l'ubi consistam, a fronte di una tradizione direttoriale italiana che poneva al primo posto il sostegno ("amorevole" lo definirebbe qualcuno) al canto. Era il cantante a dover "narrare", non l'orchestra. In fondo è quanto portarono avanti - con le sfumature ed i distinguo del caso - gente come Serafin, Molinari Pradelli, Capuana, Erede, Mario Rossi e, prima di loro, il bravo Marinuzzi. Erede è un caso paradigmatico, basta ascoltare le sue incisioni dei concerti per violino di Paganini con Menuhin, tanto per non limitarsi alla lirica, per accorgersi che tratta la partitura come se fosse un melodramma ottocentesco (non era un'idea sbilenca in fondo): briglia sciolta al solista e orchestra che pulsa sotto disturbando il meno possibile :D.
De Sabata proprio non me la sento di apparentarlo a Toscanini, se non per lo straordinario controllo sull'orchestra: le radici poetiche mi sembrano invece distanti. De Sabata mi pare lavori sui timbri, sugli impasti sonori, sull'equilibrio interno. C'è insomma una "verticalità" che ha radici tardo romantiche, decadenti, mitteleuropee, financo - magari sbaglio - espressioniste (penso al Macbeth scaligero). Qualcosa del direttore triestino mi pare ravvisabile in Abbado,come la non casuale attenzione per il Macbeth che contiene alcuni tesori musicali che sembrano fatti apposta per esaltarsi in una lettura "verticale". E un altro direttore di questa ascendenza mi pare Previtali.
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Re: Toscanini

Messaggioda Enrico » sab 04 ago 2012, 17:19

MatMarazzi ha scritto:Mi erano sfuggiti questi due interessantissimi post di Enrico.

Intanto sono sorpreso e ammirato da questa cantante, Gertrude Ribla, che non avevo mai sentito nominare.
Il suo "Pace mio Dio" (fra l'altro diretto in modo incredibile) colpisce per intensità della parola e modernità: c'è molto in comune fra la Ribla e le altre "declamatrici morbide" che Toscanini - in questa fase - prediligeva: la Bampton, la Milanov e soprattutto la Nelli.


Nel frattempo sono "sfuggito" anche io, ma tornerò, da bravo toscaniniano.
Credo che alcune cantanti, famose o ingnote, si "toscaninizzassero" a contatto col Maestro: penso alla Albanese, Mimì tremula e acerba nel '38 con Gigli e Berrettoni e toscanininiana convinta nella Bohéme del '46 e nella Traviata.
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Re: Toscanini

Messaggioda Enrico » sab 04 ago 2012, 17:28

MatMarazzi ha scritto: In compenso Serafin (come hai scritto) non c'entrava nulla con Toscanini. E così pure Vittorio Gui. E nemmeno Franco Capuana o Alberto Erede.
Tutti questi direttori non hanno mai rinunciato, secondo me, al respiro della melodia, alla cantabilità, al rubato.


Si potrebbe sviluppare il discorso della cantabilità e del rubato in Toscanini, ma ora non ho tempo.
Sono utilissimi i confronti tra le diverse registrazioni dello stesso pezzo (per esempio i preludi della Traviata, dei quali ha lasciato almeno tre o quattro registrazioni ch rendono evidente il lavoro sulla scelta dei tempi, sul significato dei dettagli strumentali e delle diverse "voci" orchestrali, e perfino sui timbri.
Un altro tema da trattare sarebbe quello delle influenze toscaniniane sulle registrazioni scaligere degli anni '20-'30 di opere complete e perfino di arie staccate: i direttori sono quasi sempre Molajoli e Sabajno. ma i cantanti sono spesso quelli di Toscanini. Biografie a autobiografie dell'epoca (compresa la "autoagiografia" della Toti) offrono spunti interessanti.
Ultima modifica di Enrico il sab 04 ago 2012, 19:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: Toscanini

Messaggioda MatMarazzi » sab 04 ago 2012, 17:40

Ehi! :) Bentornato Enrico!

Si potrebbe sviluppare il discorso della cantabilità e del rubato in Toscanini, ma ora non ho tempo.


Lo approfondiremo quando avrai tempo!

Un altro tema da trattare sarebbe quello delle influenze toscaniniane sulle registrazioni scaligere degli anni '20-'30 di opere complete e perfino di arie staccate: i direttori sono quasi sempre Molajoli e Sabajno. ma i cantanti sono spesso quelli di Toscanini. Biografie a autobiografie dell'epoca (compresa la "autoagiografia" della Toti) offrono spunti interessanti.


Sarebbe interessare trovare le incisioni delle stesse arie, da parte di qualche cantate Toscaniniano, prima e dopo il trattamento.
Il tema è favoloso!
Muoviti a tornare dalle ferie! :)

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Re: Toscanini

Messaggioda DottorMalatesta » sab 04 ago 2012, 18:26

Rodrigo ha scritto:Io credo che il parametro che più di tutti connoti le interpretazioni di Toscanini sia , non mi viene un termine più adatto, la loro "orizzontalità" cioè la prevalenza assoluta data alla dimensione di moto a luogo della musica.

Parole davvero illuminanti!
Grazie infinite, Rodrigo, non avevo mai pensato al grande Toscanini in questi termini! Mi hai regalato davvero un ottimo spunto di riflessione
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Re: Toscanini

Messaggioda DottorMalatesta » sab 04 ago 2012, 18:27

Rodrigo ha scritto: La rivoluzione toscanininana trova qui l'ubi consistam, a fronte di una tradizione direttoriale italiana che poneva al primo posto il sostegno ("amorevole" lo definirebbe qualcuno) al canto. Era il cantante a dover "narrare", non l'orchestra.


E questo era il motivo di tanta avversione di Celletti per quel "battisolfa" di Toscanini!!!

;-)
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Re: Toscanini

Messaggioda Enrico » ven 08 feb 2013, 23:32

Nell'edizione "europea" del cofanettone della Sony il primo cd può contenere un errore: la Sinfonia n.3 di Beethoven, che dovrebbe aprire gloriosamente la raccolta (cd 1), indicata come registrazione in studio del 1949, potrebbe essere invece quella "live" dalla Carnegie Hall del 6 dicembre 1953, riconoscibile per la diversa durata e per la presenza di qualche rumore e colpo di tosse nella pausa tra terzo e quarto movimento. A me è capitata l'edizione difettosa: ho verificato dopo aver letto una segnalazione del problema in una recensione online. La stessa registrazione del 1953 è presente nel cd 29, con le corrette indicazioni di luogo e data. Manca quindi la registrazione del 1949 (compresa, per mia fortuna, nella precedente edizione RCA delle sinfonie di Beethoven in 5 cd: ciò mi eviterà di chiedere la sostituzione dell'intero cofanetto, anche se questi errori sono molto fastidiosi).
Altro difetto nel cd n.47: Ouverture da L'italiana in Algeri, registrazione del 1950: mancano i primi "pizzicati" degli archi, per un errore di riversamento.
Ultima modifica di Enrico il sab 09 feb 2013, 19:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Toscanini

Messaggioda Enrico » sab 09 feb 2013, 19:23

Piccola questione di filologia rossiniana.

Nelle registrazioni della Sinfonia del Barbiere di Siviglia si può notare una variante nell’esecuzione del famoso primo tema dell’Allegro vivo: la versione che gli studiosi considerano più rossiniana dovrebbe prevedere un primo inciso (si-sì-si-do-si) che viene ripetuto con l’omissione del primo si non accentato, e poi di nuovo per intero con un piccolo abbellimento inserito tra il doe l’ultimo si:
si-sì-si-do-si,
_ sì-si-do-si,
si-sì-si-do-si
etc.

In alcune occasioni però, sia per l’edizione utilizzata, sia per scelta del direttore, l’inciso viene ripetuto uguale per tre volte, con l’aggiunta quindi del si mancante. Una esecuzione moderna che presenta questa aggiunta è, per esempio, quella di Marriner con l’Academy of St.Martin in the Fields.

Questa edizione online della partitura, tratta da un’edizione Ricordi, ripristina appunto la simmetria con l’aggiunta del si (pag.4): http://www.dlib.indiana.edu/variations/scores/cag4600/large/index.html

La prima versione, senza il si, si trova eseguita in molte registrazioni antiche e moderne: in quella di Sabajno del 1919 e in quella di Molajoli del 1929, in quelle di Giulini e di Serafin, fino ad Abbado nella famosa incisione DG, che dovrebbe seguire l’edizione Zedda (anche se lo stesso Abbado, nel live con i Wiener del 1969, aggiunge arbitrariamente i piatti).

Ecco qui la registrazione di Toscanini del 21 novembre 1929, la prima conservata dal disco, con la Filarmonica di New York.
In questo caso il siviene omesso (minuto 2' 06'' circa):


Ma lo stesso Toscanini, nella registrazione con l’orchestra NBC del 28 giugno 1945, sceglie l’altra versione, ripristinando la “simmetria” con l’aggiunta della nota mancante [2' 01'' circa] :non so se questo dipenda dall’edizione utilizzata, e quindi dall’accettazione della correzione di un presunto errore di copiatura o di stampa, o da una decisione autonoma del direttore:


L’ultima registrazione è tratta dal penultimo concerto con l’orchestra della NBC, trasmesso per radio e contemporaneamente registrato in sterefonia il 21 marzo del 1954: il tempo è più lento, il suono, per l’epoca, è spettacolare (violini a sinistra, viole e, credo, secondi violini a destra, oboe a sinistra, clarinetto più a destra, violoncelli al centro, trombe a destra…), e la versione utilizzata è di nuovo quella con la nota in più [3' 18''] :


Il concerto del 1954, pubblicato per la prima volta in versione stereofonica in un cd “Music & Arts” del 2006, proseguiva con la Sinfonia “Patetica” di Tchaikovsky, che già si conosceva nella versione mono tratta dalla trasmissione radiofonica. Anche in questo caso però c’è un problema: mancano, nell’edizione stereofonica, gli ultimi due minuti del terzo movimento, probabilmente tagliati e utilizzati dai tecnici come “dimostrazione” del nuovo metodo di incisione, poi perduti e successivamente rimpiazzati con una registrazione distorta tratta dalle prove. L’autore del riversamento in cd ha “ricucito” lo strappo utilizzando la sezione corrispondente della registrazione monofonica: che però è molto più riverberata perché probabilmente il microfono utilizzato per la trasmissione radiofonica era più distante dall’orchestra rispetto ai due microfoni utilizzati per la registrazione stereofonica sperimentale, che catturano il suono dell’orchestra in maniera molto realistica e fedele: sembra quasi di stare sul podio accanto al Maestro!
Ci sarebbe su youtube una registrazione della Patetica che dovrebbe essere quella stereofonica del 1954, ma ci sono alcuni piccoli particolari che fanno sospettare una falsificazione: rispetto al cd il primo movimento dura qualche secondo di troppo, e non si sente la differenza di suono della parte “ricucita”: eppure l’esecuzione assomiglia tantissimo a quella di Toscanini. Non potendo ora fare un confronto nota per nota lascio aperto il dubbio, e preferisco non mettere qui il link: d’altra parte chi, senza nulla sapere, ascoltasse separatamente la versione mono e quella stereofonica, difficilmente si renderebbe conto che si tratta di registrazioni dello stesso concerto.
Alla fine lo speaker annuncia per il 4 aprile il concerto conclusivo della stagione: dedicato interamente a Wagner, sarà l'ultimo concerto di Toscanini.
Ultima modifica di Enrico il lun 11 feb 2013, 1:50, modificato 5 volte in totale.
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Re: Toscanini

Messaggioda pbagnoli » sab 09 feb 2013, 19:40

Caro Enrico, devo dire che la tua competenza su questi meravigliosi dettagli finisce sempre per stupire me, povero profano che non ho avuto la fortuna di studiare armonia.
Tante volte abbiamo affrontato il discorso sui direttori ma - e lo dico con intima, profonda convinzione - in queste cose tu hai sempre una marcia in più. E' anche da questi dettagli che riesco a farmi un'idea delle capacità di approfondimento di un grandissimo come Toscanini, capace di dare il giusto valore anche a un abbellimento che - come nel caso in questione - potrebbe sembrare la proverbiale goccia nel mare magnum.
Grazie: i tuoi approfondimenti sono per me davvero preziosi!
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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Re: Toscanini

Messaggioda Enrico » sab 09 feb 2013, 20:17

Grazie a te, capo! nel frattempo ho risolto il dubbio sulla Patetica: la registrazione che si trova su youtube NON è quella di Toscanini: mancano due colpetti di tosse poco prima di 1' 34'', e subito dopo il fraseggio è un po' diverso da quello dell'originale. Il "falso Toscanini" è qui: http://www.youtube.com/watch?v=2vb4w6PG-E4
Il falso si riconosce anche dal confronto con la versione mono; ecco il primo movimento:

Qui non c'è la tosse prima di 1' 34'', ma questo non significa niente, perché, come dicevo nel post precedente, il suono è stato catturato da un diverso microfono; qui il suono è di qualità nettamente inferiore, ma questo, di nuovo, non significa niente, perché si tratta della versione mono e, probabilmente, del riversamento Curcio che chi ha cominciato a comprare cd in edicola più di vent'anni fa ben conosce: c'è però un preciso segno di riconoscimento, costituito dall'esecuzione un po' incerta di alcuni passaggi al terzo minuto, dove una battuta rimane incompleta per colpa di un ingresso anticipato di oboe e clarinetti, dando inizio a un piccolo inseguimento da parte del resto dell'orchestra finché tutto non torna a posto o quasi (ricordiamoci che Toscanini aveva 87 anni, e che non autorizzò la pubblicazione di questa registrazione!): per complicarsi la vita il tecnico che ha riversato in cd la versione stereofonica ha tentato, a modo suo, di correggere l'errore riempiendo la battuta mancante con un pezzettino preso dalla frase precedente!
Qui, sempre in mono, l'ultimo movimento in un riversamento relativamente buono:

Sono invece decisamente autentiche le registrazioni stereofoniche di brani wagneriani reperibili su youtube, con l'indicazione "stereo 1954" o "Last concert 1954".
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