Operadisc e le stroncature

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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Ninci » sab 15 ott 2011, 12:43

Caro Marazzi, quello che scrivi mi conferma che avevo perfettamente capito le tue idee. La tua risposta è tanto debole quanto lunga. Anzi, la sua lunghezza, una lenzuolata da far invidia a Scalfari, dimostra proprio la sua debolezza. Io ovviamente non alzo gli occhi al cielo, proprio perché le grandi sintesi, che non mi appassionano, del cielo sono le figlie. Lo Zeitgeist invece, che non c'entra molto col cielo, è proprio frammentato ed un occhio che sia lucido non riuscirà mai a ridurlo ad unità. Furtwaengler e Klemperer erano più o meno contemporanei. Quale mai Zeitgeist si è rivelato in loro? Nessuno. Mai si videro direttori più diversi. E Krauss? Anche lui un contemporaneo. E che c'entra con i primi due? Nulla. Questo per dire che, facendo l'esempio dell'interpretazione wagneriana, forse la famosa scuola storica non è mai esistita; o, meglio, fa parte di quelle cose che esistono solo perché se ne parla. Ovviamente era solo un esempio, per mostrare che la molteplicità mi piace come tale senza bisogno di inserirla in generalizzazioni.
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » sab 15 ott 2011, 13:00

Ninci ha scritto:Caro Marazzi, quello che scrivi mi conferma che avevo perfettamente capito le tue idee. La tua risposta è tanto debole quanto lunga. Anzi, la sua lunghezza, una lenzuolata da far invidia a Scalfari, dimostra proprio la sua debolezza. Io ovviamente non alzo gli occhi al cielo, proprio perché le grandi sintesi, che non mi appassionano, del cielo sono le figlie. Lo Zeitgeist invece, che non c'entra molto col cielo, è proprio frammentato ed un occhio che sia lucido non riuscirà mai a ridurlo ad unità. Furtwaengler e Klemperer erano più o meno contemporanei. Quale mai Zeitgeist si è rivelato in loro? Nessuno. Mai si videro direttori più diversi. E Krauss? Anche lui un contemporaneo. E che c'entra con i primi due? Nulla. Questo per dire che, facendo l'esempio dell'interpretazione wagneriana, forse la famosa scuola storica non è mai esistita; o, meglio, fa parte di quelle cose che esistono solo perché se ne parla. Ovviamente era solo un esempio, per mostrare che la molteplicità mi piace come tale senza bisogno di inserirla in generalizzazioni.
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Dici di aver capito le mie idee... e poi affermi che le sintesi umane (non le mie, ma quelle di tutto il pensiero umano dalla notte dei tempi) vogliono ridurre il molteplice all'unità. : Blink :
Temo invece che tu non abbia capito, caro Marco...
Ma non quello che dico io... non hai capito in cosa consiste la conoscenza umana!
E, visto che ami le risposte semplici e veloci, se non sei capace di scorgere - oltre alle ovvie differenze - quanto in comune c'è fra il mondo di Klemperer e quello di Furtwaengler... è segno che non hai capito nemmeno loro.
Peccato! :)
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Enrico » dom 16 ott 2011, 11:46

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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » dom 16 ott 2011, 22:31

Enrico ha scritto:Ecco un esempio di "critica" su un quotidiano italiano:
Ma poi, che dire d' un teatro che oggi ha per direttore stabile Barenboim, ieri Riccardo Muti?


E che dire di un quotidiano ...prestigioso... che affida la critica musicale a un vecchio bilioso e ridicolo? :)
Eppure secondo me... Isotta non è il peggio! Almeno lui difende idee, che saranno pure allucinanti e imbarazzanti, ma sono idee.
Il peggio, secondo me, è la recente egemonia di giovani e meno giovani critici "in erba" su testate, riviste e programmi di sala.
La loro forza è il costare poco... il limite è che sono lattanti sul piano dell'esperienza e del giudizio, marmocchietti volonterosi troppo inesperti per poter formulare giudizi veri.
Un tempo i critici (e non solo quelli delle grandi testate) erano persone celebri, grandi intellettuali, di vasta esperienza e di annosa attività...
Un tempo un debutto della Callas doveva passare attraverso le penne di Pannain o Gara o Montale.
Oggi invece si affida il commento di una nuova produzione di Carsen al ragazzotto disposto a scrivere gratuitamente pur di avere il biglietto accreditato.
Per carità... largo ai giovani! Ma i mille replicanti che dilagano nel mondo dell'opera, usciti dal Dams senza aver mai sentito Wagner, non contribuiscono ad alzare le sorti del genere: meglio quel vecchio, bilioso e ridicolo che però è andato all'opera per quarant'anni e (nel bene e nel male) ha i mezzi e il coraggio per difendere posizioni ... (se non altro) originali.

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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Maugham » lun 17 ott 2011, 10:21

Enrico ha scritto:Ecco un esempio di "critica" su un quotidiano italiano:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/15/nomina_Barenboim_co_9_111015078.shtml


Mi stupisce il termine Boaring-baum attributo a Kleiber. Boaring significa suppergiù "cinghialare" (boar è cinghiale), boring noioso. Un calembour del grande Carlos (Baremboim noioso e cinghialesco) oppure una svista di Isotta e del suo redattore? Baum è albero in tedesco.
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » lun 17 ott 2011, 14:29

Maugham ha scritto:
Enrico ha scritto:Ecco un esempio di "critica" su un quotidiano italiano:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/15/nomina_Barenboim_co_9_111015078.shtml


Mi stupisce il termine Boaring-baum attributo a Kleiber. Boaring significa suppergiù "cinghialare" (boar è cinghiale), boring noioso. Un calembour del grande Carlos (Baremboim noioso e cinghialesco) oppure una svista di Isotta e del suo redattore? Baum è albero in tedesco.
Misteri isotteschi.
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Io penso che sia un errore di scrittura.
Penso che il termine potrebbe essere "Boring Boom" che in inglese definisce la giraffa cinematografica (l'asta che sostiene il microfono)
Da parte di Kleiber, la scherzosa assonanza col nome del direttore potrebbe alludere all'ampia gestualità di quest'ultimo.
E' solo un ipotesi,
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda teo.emme » lun 17 ott 2011, 20:31

MatMarazzi ha scritto:Eppure secondo me... Isotta non è il peggio! Almeno lui difende idee, che saranno pure allucinanti e imbarazzanti, ma sono idee.

Lungi da me difendere Paolo Isotta - le cui idee non condivido quasi mai (e che comunque non credo abbia bisogno di avvocati difensori) - ma in questo caso quali sarebbero le idee "allucinanti e imbarazzanti" (come tu le definisci)? E' allucinante non gradire Barenboim e il suo sistema di "turismo da podio"? E' imbarazzante criticarne gli esiti direttoriali? Mi sembra che tutto ciò sia lecito: peraltro mi chiedo con quale diritto si possano bollare idee altrui come "imbarazzanti e allucinanti" solo perché non rientrano nel proprio gusto. Lo dico senza polemica, ma uno potrebbe dire le stesse cose delle tue, delle mie o di quelle di chiunque. Poi si possono condividere o meno, ma ritenerle "imbarazzanti e allucinanti" mi sembra "inquietante".
MatMarazzi ha scritto:Il peggio, secondo me, è la recente egemonia di giovani e meno giovani critici "in erba" su testate, riviste e programmi di sala.
La loro forza è il costare poco... il limite è che sono lattanti sul piano dell'esperienza e del giudizio, marmocchietti volonterosi troppo inesperti per poter formulare giudizi veri.
Un tempo i critici (e non solo quelli delle grandi testate) erano persone celebri, grandi intellettuali, di vasta esperienza e di annosa attività...
Un tempo un debutto della Callas doveva passare attraverso le penne di Pannain o Gara o Montale.
Oggi invece si affida il commento di una nuova produzione di Carsen al ragazzotto disposto a scrivere gratuitamente pur di avere il biglietto accreditato.
Per carità... largo ai giovani! Ma i mille replicanti che dilagano nel mondo dell'opera, usciti dal Dams senza aver mai sentito Wagner, non contribuiscono ad alzare le sorti del genere: meglio quel vecchio, bilioso e ridicolo che però è andato all'opera per quarant'anni e (nel bene e nel male) ha i mezzi e il coraggio per difendere posizioni ... (se non altro) originali

Ecco, questa cosa mi stupisce non poco da parte tua: l'elogio della critica togata, la pretesa di attribuire la facoltà di giudizio solo a chi dispone di "titoli"... Questa cosa mi ha fatto ripensare ad una tristissima uscita del direttore di Classic Voice (ultimo numero) che, rispondendo ad una lettera, afferma - sostanzialmente - che dei siti/blog/spazi di quelli che definisce con snobistico disprezzo "critici fai da te" se ne frega... Mi fa specie che poi gli stessi che disprezzano queste invasioni di campo, sono solitamente in prima fila in manifestazioni politiche contro bavagli veri o presunti...
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » mar 18 ott 2011, 10:48

teo.emme ha scritto:Lungi da me difendere Paolo Isotta - le cui idee non condivido quasi mai (e che comunque non credo abbia bisogno di avvocati difensori) - ma in questo caso quali sarebbero le idee "allucinanti e imbarazzanti" (come tu le definisci)? E' allucinante non gradire Barenboim e il suo sistema di "turismo da podio"? E' imbarazzante criticarne gli esiti direttoriali? Mi sembra che tutto ciò sia lecito: peraltro mi chiedo con quale diritto si possano bollare idee altrui come "imbarazzanti e allucinanti" solo perché non rientrano nel proprio gusto. Lo dico senza polemica, ma uno potrebbe dire le stesse cose delle tue, delle mie o di quelle di chiunque. Poi si possono condividere o meno, ma ritenerle "imbarazzanti e allucinanti" mi sembra "inquietante".

E' evidente, Teo.Emme, che il mio discorso su Isotta non era solo riferito a quella uscita su Baremboim (che comunque imbarazzante è a sua volta) ma all'insieme della sua vicenda critica.
L'aver sposato la causa di Muti contro tutti e contro tutto l'ha condotto ripetutamente su posizioni allucinanti e imbarazzanti, indipendentemente dalle tuo o mie opinioni. Ad esempio, demolire a priori gli spettacoli di Aix o di Salisburgo senza nemmeno esserci andato è significativo del suo atteggiamento: tanto non importa andare a Aix e Salisburgo, spendere gran soldi, quando l'unica cosa che interessa, già a priori, è stroncare tutto. Infatti, per chi non lo sapesse, l'obbiettivo di Isotta era solo quello di difendere Muti dall'accusa di retrovia e passatismo! Come? Demolendo a priori i teatri che retrovia non fanno.
Questa è critica? No... è qualcosa di imbarazzante e allucinante.
Imbarazzante (e tipico dell'isterismo di chi deve difendere qualcuno a tutti i costi, contro tutto e tutti) è il divario anche lessicale tra i ditirambi orgiastici rivolti a ogni produzione di Muti e le volgarità e gli insulti da trivio rivolti a coloro le cui assenze a Milano gli amanti dell'opera rinfacciavano a Muti (non è "allucinante" e "imbarazzante" affermare, col cadavere di Wernicke ancora caldo, che questo famosissimo regista - colpevole solo di non piacere a Muti - ora si sta dimenando all'Inferno?).
NOn è allucinante e imbarazzante usare il giornale per dare pubblicamente delle "streghe" a certe signore milanesi (peraltro simpaticissime) colpevoli solo di aver rimpianto apertamente - durante il ventennio mutiano - l'età di Abbado?
Ma la cosa più imbarazzante e allucinante è che proprio in un'epoca in cui i rapporti tra le dirigenze scaligere e il libero pensiero critico (anche giornalistico) erano diventati difficilissimi, Isotta sia assurto ai massimi onori della sua carriera proprio svolgendo (e senza alcuna reticenza) il discutibile incarico di lodatore di corte!

Nella fattispecie nemmeno io amo Baremboim.
E quando su questa piattaforma osai mettere in dubbio il suo Tristano, i tuoi amici (che ancora infestavano questi lidi) mi presero a insulti e male parole! :)
In quel momento infatti occorreva difendere il Wagner elefantiaco e passatista... Poi gli anni sono trascorsi e il bisogno di attaccare Lissner a tutti i costi ha trasformato i tuoi amici da idolatri di Baremboim a furibondi detrattori! (praticamente Isotta's Way).
Io però - proprio perché su Baremboim ho sempre espesso qualche riserva anche prima che arrivasse alla Scala - sono al di sopra di ogni sospetto.
Eppure secondo me affermare - come Isotta fa - che Baremboim è noioso e discontinuo, senza motivare l'affermazione se non con una battuta decontestualizzata di un grande direttore scomparso, in un articolo che dovrebbe in cinque righe descrivere un così importante assunzione di responsabilità, senza fare alcun riferimento alla sua carriera, alla sua scuola, alla sua tecnica, alle sue collaborazioni, alle sue creazioni mondiali... è obbiettivamente imbarazzante.
Affermare che più di metà del repertorio operistico sia italiano (cosa assolutamente falsa, specie se si considerano i titoli e gli autori che effettivamente rappresentano oggi il repertorio eseguito nel mondo e noto al pubblico)... è ancora una volta imbarazzante.
E tutto questo solo perché ogni cosa che si sia fatta alla Scala dopo la defenestrazione di Praga va demolita a priori.
Ricapitolando, l'imbarazzo non è - come tu cerchi di farlo passare ai nostri lettori - semplicemente per diversità di idee rispetto al povero Isotta. Se mai deriva dall'imbarazzante e allucinante idea che Isotta ha della professione di critico.

MatMarazzi ha scritto:Ecco, questa cosa mi stupisce non poco da parte tua: l'elogio della critica togata, la pretesa di attribuire la facoltà di giudizio solo a chi dispone di "titoli"... Questa cosa mi ha fatto ripensare ad una tristissima uscita del direttore di Classic Voice (ultimo numero) che, rispondendo ad una lettera, afferma - sostanzialmente - che dei siti/blog/spazi di quelli che definisce con snobistico disprezzo "critici fai da te" se ne frega... Mi fa specie che poi gli stessi che disprezzano queste invasioni di campo, sono solitamente in prima fila in manifestazioni politiche contro bavagli veri o presunti...


Anche in questo caso, mi spiace Teo che cerchi di far passare quello che ho scritto per tutt'altro.
Io non ci vedo niente di male nel fatto che su Internet scriva chiunque vuole. Il fatto è che la professione del critico musicale (sui giornali, sulle riviste, alla radio e in altri contesti istituzionali) deve essere affidata non solo a professionisti veri, ma a persone di esperienza e autorità.
Ci farebbe piacere che, per amor di libertà, sui palcoscenici operistici si esibissero volonterosi dilettanti allo sbaraglio? Che magari non hanno mai studiato canto o recitazione? Che non sanno il solfeggio?
No! Perché - ferma restando la libertà di chiunque di cantare sotto la doccia o alle feste di amici - si suppone che in un teatro arrivino solo coloro per cui il canto è una professione e non un hobby e che abbiano maturato adeguate esperienze per poterla fare.
Allo stesso modo, io vorrei che i critici "istituzionali" tornassero ad essere non solo veri professionisti ma, quel che più conta, personalità autorevoli, potenti, riconoscibili.
Leggere le critiche di Mila e di Gara era un piacere, una cosa importante.... indipendentemente dal fatto che il lettore fosse o non fosse d'accordo con loro.
Perché erano grandi personalità, il cui contributo pesava nella formazione del pubblico.
Oggi non è così. Oggi siamo ridotti a considerare autorevole una Moreni (figurati il resto).

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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Maugham » mar 18 ott 2011, 15:10

teo.emme ha scritto:Questa cosa mi ha fatto ripensare ad una tristissima uscita del direttore di Classic Voice (ultimo numero) che, rispondendo ad una lettera, afferma - sostanzialmente - che dei siti/blog/spazi di quelli che definisce con snobistico disprezzo "critici fai da te" se ne frega...


Non ho letto il pezzo in questione. Ma credo che anch'io, se fossi direttore di una rivista musicale, cercherei di fronteggiare il fenomeno del web.
Le riviste specializzate ormai hanno tirature parrocchiali e sono sempre in ritardo su tutto.
Ho letto su carta recensioni di DvD e CD usciti mesi prima; DvD e CD che già avevano avuto migliaia di pagine web, thread su forum internazionali, spazi giganteschi su blog nonchè interi brani postati sul tubo.
Certo, in mezzo a tutto questo rumore si trova di tutto. Però trovi anche il critico "fai da te" che dimostra di essere, a volte, più illuminato, competente e informato di certi soloni che, come diceva Mattioli, non sanno nemmeno decifrare quello che hanno davanti.
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » mar 18 ott 2011, 15:45

Maugham ha scritto:Certo, in mezzo a tutto questo rumore si trova di tutto. Però trovi anche il critico "fai da te" che dimostra di essere, a volte, più illuminato, competente e informato di certi soloni che, come diceva Mattioli, non sanno nemmeno decifrare quello che hanno davanti.
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Hai ragione, ma infatti io non proponevo né di ignorare il Web (ci mancherebbe: sono dieci anni che frequento solo quello), nè di celebrare i soloni incompetenti sul dilettante illuminato.
Dico solo che la figura del "critico istituzionale" è importantissima: è un interlocutore di cui l'appassionato (per quanto competente sia) ha bisogno.
Hai visto, solo nel nostro forum, quante volte abbiamo nominato Celletti o Giudici? Quasi quanto la Callas! :)
E non certo perché condividiamo tutte le loro posizioni. Tutt'altro.
Il fatto è che l'importanza del critico ufficiale e autorevole non sta in quanto è "aggiornato" rispetto ai tempi del Web, e nemmeno nel grado di accordo che riusciamo a impostare con le sue opinioni, bensì negli stimili che, con la sua cultura e personalità, riesce a imprimere al dibattito.

Faccio così male a rimpiangere questa figura?

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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Ninci » mer 19 ott 2011, 6:33

E' sorprendente che fra i critici musicali importanti della carta stampata non sia stato nominato Fedele D'Amico, secondo me il più grande critico musicale del secondo dopoguerra; e non solo secondo me. Caro Matteo, addirittura pretendere di stabilire cos'è la coscienza umana! Io certo non l'ho capito; mi fa piacere che la risposta a questo annoso problema, sul quale si sono arrovellati fior di pensatori, si trovi in un forum. Forse a quest'ultimo bisognerebbe dare maggior pubblicità...
Ciao
Marco Ninci
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda Ninci » mer 19 ott 2011, 8:08

Per quanto riguarda la diatriba Muti-Abbado, i vedovi, i rimpianti per chi non c'è più, mi sembra un tratto tipicamente milanese, degno di un pubblico moltissime volte al di sotto del livello di decenza, in qualsiasi settore, platea, palchi e loggione. Da noi a Firenze non c'è mai stato nulla di simile e tutti hanno potuto lavorare senza problemi e soprattutto senza rimpianti. Mi ricordo ancora un gruppo venuto apposta da Milano per fischiare la Scotto, rea di non so quale dichiarazione sulla Callas. Lasciamo poi fare la questione Abbado-alberi, nella quale una città intera si è coperta di ridicolo.
Marco Ninci
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Re: Operadisc e le stroncature

Messaggioda MatMarazzi » mer 19 ott 2011, 8:47

Ninci ha scritto:E' sorprendente che fra i critici musicali importanti della carta stampata non sia stato nominato Fedele D'Amico, secondo me il più grande critico musicale del secondo dopoguerra;

Vero, grande intellettuale. Non il più grande, forse, ma uno dei più grandi, almeno in Italia.

Caro Matteo, addirittura pretendere di stabilire cos'è la coscienza umana! Io certo non l'ho capito; mi fa piacere che la risposta a questo annoso problema, sul quale si sono arrovellati fior di pensatori, si trovi in un forum. Forse a quest'ultimo bisognerebbe dare maggior pubblicità...


Ehm... ehm... Caro Marco,
devi sapere che c'è una differenza molto grande nella lingua italiana fra la parola CONOSCENZA e la parola COSCIENZA.
Noi parlavamo, appunto, di conoscenza, atto del conoscere, epistemologia! :)
Francamente se cerchi la risposta all'annoso problema della COSCIENZA in un thread dove si parla di CONOSCENZA... è meglio che tu non ci faccia alcuna pubblicità! :)

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