Mercoledì, 20 Settembre 2017

Backstage: I Maestri Cantori di Norimberga: arte ed antisemitismo? – di Francesco Brigo

Aggiunto il 21 Agosto, 2017

Barrie Kosky è, bisogna ricordarlo, il primo regista ebreo chiamato a realizzare una regia wagneriana a Bayreuth. E si sa bene in che misura Bayreuth e l´ideologia del Bayreuther Kreis (da Cosima Wagner ad Hans von Wolzogen, Houston Stewart Chamberlain a Winifred Williams Wagner) abbiano influenzato la nascita e la diffusione di un nazionalismo tedesco antisemita. La critica avanzata da Kosky al presunto antisemitismo dei Maestri Cantori deve necessariamente tenere conto di questi aspetti. Eppure, la mia impressione è che in questo spettacolo Kosky sia andato fuori tema. Ho trovato la sua regia problematica e irrisolta, nel suo porsi a metà strada tra il “favolismo” storicista di Herheim (Salisburgo, 2013) e la lettura critica della Wagner (Bayreuth, 2007), ma senza la stessa forza e coerenza.
Norimberga è la città nella quale a partire dal 1945 i gerarchi nazisti (e con loro, verrebbe da dire, l´intera Germania) vennero processati per crimini contro l´umanità e dove, dieci anni prima, vennero promulgate le leggi antirazziali ed antisemite. E anche ai tempi di Hans Sachs a Norimberga erano state commesse violenze contro gli ebrei. La storia di questa città si lega quindi in modo indissolubile alla storia dell´antisemitismo tedesco. Wagner ha ambientato la sua opera nell´antisemita Norimberga, ha modellato la vocalità di Beckmesser su quella dei rabbini nelle sinagoghe facendone la caricatura dell´ebreo Hanslick. Il riferimento all´”l’inverno, cinto dall’odio” nel canto di Walther alla fine del primo atto è poi un´allusione ad un racconto tradizionale antisemita “Der Jude im Dorn” (L´ebreo nel roveto) riportato nella raccolta dei Grimm. La concezione dello spettacolo di Kosky sembra quindi giustificata dal punto di vista storico ed artistico. Ma questo basta ad assolvere a pieni voti una regia che – anziché affrontare il problema del rapporto tra arte, società e potere – si limita ad esplicitarne ed enfatizzarne il presunto antisemitismo? Direi di no.
La concezione di fondo della regia di Kosky è a mio modo di vedere estremamente riduttiva. Wagner era certamente antisemita, così come lo era Marx e la totalità della media e alta borghesia europea di metà e fine Ottocento. La colpa di Wagner, secondo Kosky, è stata quella di aver avere utilizzato la propria arte come strumento per diffondere ed esaltare l´antisemitismo. Si deve comunque ricordare che il più ferocemente antisemita non fu il Wagner compositore, ma il Wagner saggista (si ricordi, ad esempio, il famigerato saggio sul giudaismo nella musica, pubblicato inizialmente nel 1850 sotto pseudonimo, e ripubblicato – su istigazione di Cosima – nel 1869, appena un anno dopo la prima rappresentazione, a Monaco, dei Meistersinger). Wagner antisemita lo fu sempre. E, come detto, i riferimenti all´”ebraicità” di Beckmesser non mancano, nei Maestri Cantori. Ma restano sullo sfondo. E paradossalmente restarono sullo sfondo anche durante le rappresentazioni dell´opera in epoca nazista, quando vennero sottolineati gli aspetti nazionalisti della vicenda, senza peraltro approfondire il potenziale antisemita di quest´opera. Il primo a sottolineare come Wagner volesse fare di Beckmesser e Mime due caricature di ebrei fu, di fatto, Theodor Adorno nel 1952. Il saggio di David B. Dennis intitolato “Die Meistersinger through the Lens of the Third Reich” pubblicato nel volume “Wagner's Meistersinger: Performance, History, Representation“ (Nicholas Vazsonyi curatore) lo evidenzia molto bene.
L´equazione Germania = Wagner = Antisemitismo = Wahnfried – su cui si basa lo spettacolo di Kosky – mi sembra imprecisa e riduttiva, e certamente non sta al centro dei Meistersinger von Nürnberg. Un´arte antisemita ha valore? Come deve essere giudicata un´opera d´arte “disumana”? L´arte può sempre porsi “al di là del bene e del male”? Questo sembra domandarsi Kosky, realizzando una regia che è una riflessione sul rapporto tra estetica e morale. Peccato che l´opera di Wagner parlid´altro.

Francesco Brigo (Dottor Malatesta)

Categoria: Backstage

 

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