Giovedì 09.09.2010

Novità del sito


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 Editoriale:  Un anno 03/06/2007

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Il 3 giugno del 2006 il nostro sito iniziava la sua avventura.
È passato un anno esatto e – è proprio il caso di dirlo – ne abbiamo fatta di strada.

Sapevamo sin dall’inizio che non sarebbe stato facile. Dicono tutti che l’Italia è la patria del melodramma, ma in Italia di opera non si parla granché; per quel poco che si dice, sembrava che i siti già presenti fossero più che sufficienti a coprire tutte le necessità, sennonché il sottoscritto e un altro matto a nome Matteo Marazzi, amici di vecchia data, hanno accettato la sfida di proporre un nuovo modo di affrontare il discorso “opera”: non più la mera narrazione di quello che succede in Italia eletto a paradigma universale; non più le solite, trite diatribe fra fazioni opposte l’una contro l’altra armata; ma un discorso che partisse da dati di fatto oggettivi ben inquadrati nel periodo storico in cui erano (e sono) calati.
Il supporto più ovvio, comodo e disponibile che ci sembrò sin dall’inizio utile a questo scopo era – ed è – il disco, negletto in altri siti ma amatissimo qui da noi per tutte le ragioni che sin dall’inizio abbiamo spiegato a tutti coloro che si sono stupiti dell’apertura di un nuovo sito; partendo da questo presupposto, ecco spiegato anche il nome del sito che nasceva quindi coll’iniziale scopo di parlare solo di dischi e cantanti storici di opera.
Da quel momento, come spesso capita, il sito ha allargato i propri orizzonti. Proviamo a dare qualche cifra, in modo che tutti se ne rendano conto:
- 83 recensioni discografiche. Non sono molte, ma è un inizio. Alcune di queste recensioni hanno sconvolto i lettori che non si aspettavano riabilitazioni così inquietanti di interpretazioni che la critica ufficiale aveva già liquidato. Lo scopo, ovviamente, non era di “épater le bourgeois”; era solo il frutto di un modo di ragionare diverso, che non dipende da nessuna scuola di pensiero ma che è solo nostro, libero e – concedetecelo – “alto”. In qualche caso i risultati cui eravamo pervenuti hanno lasciato perplessi noi per primi, ma ci siamo accorti che essi erano frutto di un ragionamento rigoroso che non ammetteva deroghe e che soprattutto non prevedeva partigianerie. Anche se il sito si è arricchito di nuove ed interessanti rubriche, i commenti ai dischi rimangono il caposaldo della nostra attività; ci rimane il rimpianto di non averne prodotte di più, ma lo sapevate sin dall’inizio: famiglia e lavoro sono impegni prioritari
- 9 profili di cantanti storici. Anche questi a prima vista possono sembrare pochi, ma se li avete letti con attenzione avrete visto che si tratta in realtà di autentiche monografie, spesso spregiudicate, sempre documentatissime, che hanno il pregio non indifferente di gettare una luce nuova su personaggi di cui si pensava di sapere già tutto. Promettiamo che cercheremo di proseguire su questa strada, pur sapendo che non sarà facile perché l’impegno che ci siamo auto-imposti in questo settore è particolarmente massacrante: non pubblichiamo nulla se non siamo assolutamente convinti di scrivere cose originali e di eccezionale interesse
- 14 articoli della sezione backstage, uno spazio assolutamente rivoluzionario nell’ambito dei siti dedicati all’opera, che si occupa di approfondimenti specifici su temi che non troverete da nessun’altra parte
- 64 editoriali, un altro contributo che non troverete in nessun altro sito dedicato all’opera, che è la massima espressione della linea di questo sito. Quando diciamo che uno dei motivi che ci ha indotti ad aprire un nuovo sito era la mancanza di una linea editoriale ben precisa e riconoscibile, la risposta che diamo è proprio in una serie di articoli che puntualizza sempre il pensiero del nostro sito su tutti gli argomenti di quest’arte. Non diciamo cose comode, lo sappiamo; ma il fatto che gli accessi siano in lento eppur costante aumento ci conforta: la strada è giusta e i lettori la condividono
- 2 articoli della rubrica “I solchi della memoria”, affidata a Roberto Marcocci, che siamo particolarmente orgogliosi di avere fra i nostri collaboratori. Roberto, per chi non lo sapesse, è fra le massime autorità mondiali del collezionismo discografico storico e forse il massimo esperto di cantanti che hanno svolto carriera di secondo piano sino agli Anni Trenta, una specializzazione inconsueta ma ricca di sorprese
- 126 brani audio proposti per il solo ascolto, comprendendo arie isolate (alcune delle quali rarissime) e opere complete
- 2 recensioni di recitals: questa è una rubrica nuova e fortemente voluta da Matteo che giustamente sottolineava la necessità, in qualche caso, di analizzare prestazioni diverse rispetto alle opere complete. Siamo ancora all’inizio per cui abbiate pazienza
- 68 argomenti e 722 messaggi nel forum che è stato aperto nel mese di Aprile, che è moderato e che prevede una linea di comportamento molto più rigida che altrove. Non era una cosa che volevamo all’inizio, ritenendo che il bello di Operadisc fosse la sua consultabilità senza bisogno di tirarci dietro tutte le problematiche di un forum. Soprattutto il sottoscritto è stato particolarmente difficile da convincere dell’utilità di tale mezzo che, invece, adesso c’è. Nella nostra intenzione, comunque, lo ribadiamo a scanso di equivoci, il forum è un mezzo, non un fine
- 11375 visite al sito, con una media che negli ultimi tempi si è assestata in oltre 50 accessi al giorni. Sono pochi? Non sappiamo rispondere. Probabilmente sì, ma dipende anche dal fatto che da noi si trovano solo discorsi che riguardano l’opera e solo di quello si può parlare. In Italia è piuttosto strano, ed è forse quello che ci “punisce” un po’ sui numeri, nel resto del mondo è la normalità e noi speriamo di portare la discussione d’opera verso quegli standard

Naturalmente, questi risultati non sarebbero arrivati se non ci fosse stata la collaborazione di altre persone, alcuni amici di vecchia data, altri che lo sono diventati strada facendo.
In questo momento ci sembra particolarmente giusto ringraziare tutti coloro che hanno voluto partecipare con il loro contributo spontaneo e disinteressato: citiamo in rigoroso ordine alfabetico Emanuele d’Angelo, Luca Di Girolamo, Riccardo Domenichini, Ugo Malasoma, Roberto Scandurra, Mikhail Shpagin,Valerio Sirotti, Vittorio Viganò e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno.
Questo sito non avrebbe avuto la forma che vedete e a cui vi siete affezionati se non ci fosse stata l’applicazione costante ed appassionata di Francesco Bagnoli, mio cugino, che senza nessuna esperienza specifica ha inventato le pagine che leggete, dando loro la forma e la stabilità. Siamo eccezionalmente orgogliosi del fatto che nel primo anno di vita il sito non ha mai avuto nessun crash o black-out: lo dobbiamo alla bravura di Francesco ed anche, è giusto sottolinearlo, all’ottimo supporto dello staff di Aruba che fornisce ospitalità al dominio.
Abbiamo volutamente tenuto per ultimo il grande Matteo Marazzi, indefesso e straordinario affabulatore, che ha cambiato profondamente tutti coloro cui si è avvicinato e che hanno accettato di stare al suo gioco. Con l’entusiasmo che gli è tipico e la passione che lo contraddistingue ha accettato di partecipare al progetto di questo sito riconoscendo nei suoi presupposti quanto egli stesso ha sempre predicato: onestà intellettuale, meticolosa documentazione e distacco dai pregiudizi.

Dove vogliamo arrivare?
Questa domanda non è affatto né banale né scontata, se consideriamo la scarsa compliance del pubblico ad iniziative di questo genere.
Quello che ci vogliamo è ancora quanto ci siamo prefissati all’inizio dell’avventura, un anno fa: rivedere tutto l’immenso corpus del materiale audio ufficiale alla luce di presupposti diversi da quelli utilizzati sinora e proporre una nuova interpretazione che segua non più la superiorità di una scuola interpretativa sull’altra, bensì la cronologia della storia che, per così dire, pareggia i conti.
Eravamo già consapevoli del fatto che ci sarebbe voluto un sacco di tempo: a distanza di un anno, vedendo le cifre che, pur elevate, sono sicuramente ancora lontane dagli standard desiderabili, non possiamo far altro che confermare tale prospettiva, specie se dovremo continuare a contare solo su poche e ben selezionate collaborazioni.
Già adesso, nel ristretto ambito dei dischi d’opera, per qualità e numero delle pubblicazioni non c’è nessuno nella comunità Internet italiana che possa stare al nostro livello: non è momento di false modestie e crediamo fortemente nella bontà del lavoro che abbiamo fatto sinora; l’ambizione è però quella di andare ulteriormente avanti su questa strada, in modo tale da fare di Operadisc un riferimento ad ampio raggio non solo sui dischi, ma anche in assoluto sul tema “opera”


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