Martedì 07.09.2010

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 Editoriale:  Mondi lontanissimi 10/02/2007

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Nonostante le difficoltà quotidiane, prosegue senza sosta il lavoro per poter fornire ai nostri lettori materiale sempre nuovo su cui riflettere. Per esempio, ci sono due nuove recensioni discografiche dedicate a due realizzazioni che non potrebbero essere più distanti fra loro. Una è la registrazione live radiofonica di una “spedizione punitiva” degli Anni Cinquanta in terra messicana che testimonia una performance monca e appesantita da un cast che, nelle parti di fianco, evidenzia carenze insormontabili, oltre ad una direzione d’orchestra che sembra quasi stimolare tutti gli atteggiamenti indisciplinati che si sentono ad ogni momento. L’altra è un capolavoro in cui tutto è perfetto: dai protagonisti alle parti di fianco, dalla direzione d’orchestra al suono caldo ed avvolgente.
Ciò che accomuna queste due registrazioni così distanti per filosofia ed intenti, in definitiva, è che entrambe sono testimonianza di una stretta simbiosi fra la partitura e i suoi protagonisti, che – pur in contesti così diversi – se ne propongono come interpreti di importanza storica.
Ne deriva che se da un lato è impossibile approcciare Elvira senza tenere conto di quello che ha detto la Callas sul tema anche in un contesto così sfavorevole come una “spedizione punitiva”, parimenti d’ora in avanti nessuno potrà fare a meno di confrontarsi col Tristan di Domingo, vera pietra miliare del repertorio wagneriano in genere e, in particolare, di questo personaggio che è stato preparato con un’attenzione straordinaria al minimo dettaglio espressivo.
Da questo punto di vista, le due interpretazioni – pur lontanissime – sono indiscutibilmente accomunate: lo scavo sul personaggio, nel tentativo di dire una parola nuova e, forse, se non definitiva quanto meno di quelle che comportano un confronto continuo. Si potranno dire tante cose pro o contro interpretazioni così profondamente caratterizzate, ma la loro discutibilità stessa è indice di un profondo tentativo di rinnovamento della materia, il che non può non portare destabilizzazioni in un mondo così profondamente ancorato alle tradizioni come quello dei melomani.
Comunque, per lasciare meglio giudicare ai lettori, proponiamo nella sezione “Audio” un'ampia selezione del Terzo Atto del “Tristan” di Domingo; ci spiace che la traccia sia splittata in più tracks che non hanno una denominazione specifica, ma la riconoscerete facilmente: nell'indice della sezione sono i tracks che vanno da 4 a 9

E, proseguendo in quanto stavamo dicendo due editoriali or sono a proposito della Silja, abbiamo deciso di proporre nella sezione “Audio” (oggi generosamente rifornita, è proprio il caso di dirlo) i celeberrimi “Dialogues des Carmelites” della Scala, con l’ispiratissima direzione di Riccardo Muti colto in uno dei suoi veri capolavori artistici e con l’apporto di una compagnia di canto in cui non brillano particolari personalità (a parte la Silja, ovviamente, e l’esuberante Soeur Constance della brava Laura Aikin). Ad un personaggio così lontano dalle sue caratteristiche vocali come Madame de Croissy, la Vecchia Priora, Anja Silja presta un declamato austero, nobile e riservato che, anche nella scena della morte, conserva una dignità nobile che dà ben poco spazio a quell’esteriorità che ha caratterizzato interpreti ben più classiche, da Gianna Pederzini (prima interprete assoluta del ruolo) a Rita Gorr, sino a Felicity Palmer. Tra l’altro, a beneficio dei puristi, il suono è veramente eccellente in ogni sua parte, rendendo pienamente giustizia ad un’interpretazione per la quale, grazie alla Silja e a Muti, l’aggettivo “storico” non appare affatto sprecato. Ascoltate con attenzione questa performance, perché è un piccolo capolavoro.
Non di tale levatura, ma non di meno piuttosto interessante è l’altro ascolto che proponiamo oggi nella sezione “Audio” (che, tra l’altro, è stata rinnovata permettendone una consultazione più agile e un più rapido caricamento): è il “Werther” con Marcelo Alvarez e Ruxandra Donose. Non è probabilmente un interpretazione “storica” nel senso stretto del termine, ma è molto bella e qualche lettore ce ne aveva fatto esplicita richiesta, quindi volentieri lo accontentiamo, sperando di fare cosa gradita a tutti.

Qualche altra notizia:
il motore del database è stato potenziato. Adesso è possibile inserire il nome degli interpreti per trovare le loro performances. Se sarà possibile senza appesantire particolarmente il motore di ricerca, estenderemo i criteri di ricerca non solo ai protagonisti, ma a tutti gli interpreti. Vedremo col tempo
è in fase di studio la possibilità di poter “vedere”, oltre che “sentire”. Sembra un passo facile, agile e scontato, ma non lo è affatto. Ci stiamo lavorando sopra. Per tornare ai “Dialogues”, è una fortuna disporre dell'audio, ma è un vero peccato non poter vedere uno spettacolo di una bellezza rapinosa
permettetemi infine una piccola nota di vanità personale (si fa per dire, ovviamente...): nella pagina “Chi sono” compare una foto che mostra le mie fattezze. L'ho fatto sperando che questo contribuisca a ridurre quel rapporto poco personale che inevitabilmente si genera in qualunque tipo di rapporto sulla rete


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