Martedì 07.09.2010

Novità del sito


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Nella sezione backstage qualche riflessione sul Rigoletto di Domingo
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 Editoriale:  Il nostro vestito nuovo - di Pietro Bagnoli 05/07/2009

Il_nostro_vestito_nuovo_-_di_Pietro_Bagnoli1.jpg
Arriva l’estate, tempo di rinnovamento, e anche Operadisc si rinnova.
Al termine di un lungo periodo di attesa, di discussioni, di sofferenze e di estenuanti… richiami all’ordine, il nostro web designer, Francesco Bagnoli, si è deciso a produrre la veste grafica che tutti potete ammirare.
Lo stile è sempre quello che ha reso il nostro bel sito popolare fra gli appassionati che si riconoscono in un modo di parlare d’opera colloquiale eppure approfondito, ricco e variegato eppure polemico, frizzante e felicemente importuno. L’aspetto, però, è più chiaro, solare, ampio, spaziato, leggibile.
Abbiamo scelto questi colori luminosi, che speriamo incontrino il vostro gusto, per dare maggiormente la sensazione di una modernità di linguaggio, quella che noi cerchiamo continuamente nel nostro approccio a questa meravigliosa ed inimitabile forma d’arte.
Abbiamo scelto, inoltre, un modulo “a scorrimento” che permetterà di avere gli argomenti più caldi sempre in primo piano, affinché non vi scappi nulla di quello che pubblichiamo, senza l’obbligo di “andare indietro”, che è una cosa che noi non ammettiamo mai!
Intendiamoci: parliamo pur sempre dell’esecuzione di un’arte che è stata scritta, nelle sue manifestazioni più celebri, a cavallo fra il Seicento e il Novecento, per cui verrebbe spontaneo di guardare sempre all’indietro e di cercare un modus esecutivo che si inquadri un’epoca aurea meravigliosa, quella dopo la quale nessuno ha saputo fare meglio. E saremmo disposti teoricamente a crederci, se non fosse per alcuni aspetti che abbiamo ribadito in tutti questi anni sino a renderli dei tormentoni:
1. la storia dell’esecuzione non è qualcosa che finisce ad un certo momento, dopo il quale nessuno è più in grado di cantare o di eseguire
2. la storia dell’esecuzione può essere parametrata dai dischi – ed ecco il perché del nome del nostro sito – a condizione che questi dischi, per belli che siano, non diventino una coperta di Linus per sfogare le proprie ossessioni
3. la storia dell’esecuzione non è un patrimonio nato e cresciuto solo in Italia
4. la storia dell’esecuzione, fortunatamente, non solo va avanti, ma è qui in mezzo a noi, con gli interpreti che stanno arricchendo questa fantastica epoca nella quale abbiamo la fortuna di vivere, l’epoca cioè che ci permette di andare agevolmente da un capo all’altro della terra fisicamente o virtualmente
Di tutto questo patrimonio, il nostro sito è orgoglioso interprete.
Recentemente, chi scrive è stato accusato di fare un “lavoro molto pericoloso”, di essere cioè, in qualche modo, promotore di qualche agenzia estera che vorrebbe prendersi il talloncino dei prodotti made in Italy – il Teatro alla Scala, per esempio – per poterlo appiccicare su qualche prodotto tedesco, inglese o di chissà quale altra nazionalità. Ben lungi dal prenderlo come un insulto – la globalizzazione è un portato inevitabile della nostra epoca – accetto volentieri questa reprimenda con la convinzione che finalmente anche i nostri detrattori hanno capito, anche se a modo loro, che non accettiamo di stare confinati in un francobollo di spazio. Il mito di Ulisse, così come ce l’ha tramandato Dante Alighieri, è quello di un quell’uomo moderno che sposta progressivamente in avanti i paletti dei propri limiti, che – come dicevo in un articolo che ho scritto in onore del mio ex Direttore su http://notesenzamusica.blogspot.com – tiene presenti le regole stabilite dagli altri solo per superarle con le proprie.
Amiamo follemente la nostra Storia, ma amiamo ancora di più quelli che cercano di scriverne le nuove pagine
Pietro Bagnoli


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