Sabato, 15 Dicembre 2018

Carmen

Aggiunto il 21 Gennaio, 2007


Georges Bizet

CARMEN
Ed. Choudens

Personaggi e interpreti

• CARMEN AURORA BUADES
• JOSE’ AURELIANO PERTILE
• MICAELA INES ALFANI TELLINI
• ESCAMILLO BENVENUTO FRANCI
• FRASQUITA IRMA MION
• MERCEDES EBE TICOZZI
• MORALES ATTILIO BORDONALI
• DANCAIRO ATTILIO BORDONALI
• RAMENDADO GIUSEPPE NESSI
• ZUNIGA BRUNO CARMASSI

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano
Maestro del Coro: non indicato
Direttore: LORENZO MOLAJOLI
Luogo e data di registrazione: Milano (?), 1933
Edizione discografica: Arcadia the 78’s
2 CD economici

Note tecniche: qualità accettabile
Pro: un onesto prodotto di un’epoca tramontata. Direzione – nei limiti – di buona qualità
Contro: tagli massacranti
Valutazione complessiva: images/giudizi/mediocre-sufficiente.png

Il tempo passa proprio per tutti, bisogna essere onesti.
Poi, se vogliamo, ci possiamo attaccare alla nostalgia, alla tenerezza suscitata dai bei ricordi dei cassetti della nonna, cui facevamo riferimento nella recensione dell’edizione “sorella” di questa, vale a dire quella con la Besanzoni diretta da Sabajno.
Ma qui finisce l’operazione nostalgia, anche perché è ben vero che la Choudens-Guiraud è stata un dazio da pagare necessariamente per poter arrivare ai chiarimenti odierni sulla reale struttura dell’opera, ma c’è Choudens e Choudens e questa è di lana piuttosto caprina, in tutti i sensi (almeno a giudicare dai belati del baritono).
Questa, peraltro, era la prassi esecutiva di quest’opera, e non solo in Italia. Può piacere oppure no – e difatti oggi fa sorridere – ma all’epoca Carmen era una specie di Santuzza in versione “zingara femme fatale” e questa registrazione, che vale artisticamente tanto quanto la sua sorella maggiore di cui abbiamo già parlato, ne è specchio esecutivo fedele.
Per cui, tralasciando gli orridi tagli che snaturano completamente l’idea dell’opera come fu concepita dal suo Autore, tralasciando la lingua italiana (che pure fu un veicolo essenziale di questo lavoro non solo all’interno dei nostri confini), ciò che purtroppo rimane è la totale inadeguatezza stilistica dei protagonisti, a cominciare da quello più importante e che, teoricamente, dovrebbe costituire elemento di richiamo.
Aureliano Pertile, infatti, sotto quest’angolazione risulta ancora più inadeguato di Paoli nell’edizione di due anni prima. Non si discute ovviamente l’altissimo magistero tecnico di uno dei più importanti cantanti della Storia, ma è inevitabile che anche lui finisca per non dire nulla di particolarmente nuovo o interessante, limitandosi a strangolarsi in risatazze immonde nei momenti di maggior caratura emotiva come, per esempio, nel duetto finale. Ma tutta la prestazione appare francamente tirata via, anche tenendo conto degli standard dell’epoca: particolarmente irritanti, da questo punto di vista, sono il duetto con Micaela e l’aria del fiore che, pur non presentando mende particolari, risultano singolarmente anonimi nella loro mancanza di affettuosità, a meno che non si voglia considerare tale il tono genericamente concitato e sostenuto con cui tali momenti vengono affrontati.
Lievemente meglio la Buades che, se non altro, non bara con la propria organizzazione che – si badi – non è quella di un mezzosoprano, bensì del solito falcon meglio strutturato in alto che non nel settore medio-grave ove, peraltro, si gioca gran parte del ruolo. Il tono è ovviamente genericamente concitato da femme fatale con mani sui fianchi e fiore in bocca, ma – in quest’ambito – le intenzioni sono realizzate in modo ben più che onesto.
Si scende – e di molto – con gli altri due protagonisti: la Alfani Tellini è affetta da anemia cronica, mentre Franci – la cui parte è terribilmente penalizzata – oltre ad emettere note caprine tremende, fa di Escamillo una specie di borgataro ben poco interessante.
Comprimari sottoimpiegati e di scarso rilievo.
Molajoli dirige molto bene more solito, ma con souplesse, notevole senso del gusto e con un certo grado di charme francese; nell’ambito globale di questa registrazione è sicuramente l’aspetto più interessante e meritevole di essere trasmesso alla memoria


Categoria: Dischi

 

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