Fantasie da 7 dicembre

problemi estetici, storici, tecnici sull'opera

Moderatori: DocFlipperino, DottorMalatesta, Maugham

Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Maugham » lun 12 gen 2009, 11:51

MatMarazzi ha scritto:E tutto quel che segue...
Non so che dire, Maugham.


...l'hai detto benissimo :oops: :oops: :oops:

E in tutti i casi, se anche l'Elena fosse una rarità?
Che problema sarebbe?


Infatti. Nessun problema.
Non so spiegartelo, è una cosa che sento a pelle.
Comunque, ti spiego il perchè del Grimes.
Il Grimes secondo me ha tutte le caratteristiche di un'opera inaugurale.
Che, come ho già detto, deve essere anche una sorta di "vetrina" che metta in gioco tutte le possibilità artistiche e tecniche del teatro. (Questo anche l'Elena, intendiamoci)
Non c'è un balletto, è vero.
Ma il resto... c'è tutto.
Grandi squarci corali ad effetto e difficili.
Interludi orchestrali con tutti i trapassi di dinamica pensabili, con l'orchestrazione gestita a famiglie tale da consentire uno "spolvero" direi quasi "solistico" ai diversi gruppi. A suonare il Grimes anche il più sindacalizzato degli orchestrali trova le sue brave soddisfazioni!
Oltre che di voci è un'opera da direttore. Non puoi metterci un praticone a reggerne le fila.
Ci sono grandi momenti di teatro a effetto come il quadro delle tempesta o l'organizzazione delle forze paesane per il linciaggio oppure l'apertura del Terzo atto con l'orchestrina da pub.
C'è un grande ruolo tenorile solistisco con ben tre scene madri (Pleiadi, Finale II e Pazzia).
Ci sono diversi insiemi solistici scritti in maniera esteriore, brilante e virtuosistica (il canone della taverna) e un quartetto di donne dalla evidenza così diretta, semplice, e incisiva sia per come scritto sia per quello che dice da poter essere considerato un "colpo basso" a tutti gli effetti. Difficile non sentirsi coinvolti. Le vedo le signore dell'inaugurazione fare di sì rassegnate con la testa mentre leggono i sottotitoli. :)
Ci sono una marea di personaggi tutti riconoscibili anche dal pubblico più generalista.
Hai ragione, a volte sono solo macchiette, però sono efficacissime. C'è la tenutaria di pub e di bordello, c'è il farmacista piacione, il magistrato pomposo, la vedova sballata dal laudano con smanie investigative. C'è la maestrina alla Dickens e il saggio capitano in ritiro.
C'è anche il bambino che muore! :D
Insomma, sotto il profilo teatrale e narrativo, il Grimes è una macchina perfetta.
Anche se letto in chiave (per usare la tua differenza terminologica) de-strutturata(vedi Pountney-Zurigo) e non ri-strutturata arriva lo stesso e non se ne perde una virgola.
Certo, è un'opera deprimente. Uso di nuovo un tuo termine. E non è una festa.
Però è un deprimente... come posso dire tipicamente "operistico".
Come Traviata.
Il pubblico capisce dove Britten vuole andare a parare, cosa vuol dire e cosa vuol dimostrare.
Sia che il pubblico si identifichi con Grimes o con il borgo (questo dipende da Guth), gli argomenti in gioco appartengono al lessico di tutti i giorni. Talmente risaputi da apparire banali. L'individuo schiacciato dalla società, l'individuo che non riesce a omologarsi, l'individuo che lotta e, a seconda dei casi, eroicamente soccombe alle piccinerie della vita.
E il pubblico uscirà, come esce da tutti i Grimes, compiaciuto del proprio acume per aver capito "il messaggio" che sta dietro alla storia.
Certo, se proponiamo un Grimes con Wottrich, diretto da Gatti, con la regia di Ronconi o della Zambello... :cry:
E' meglio lasciar stare.
Invece io penso a Cura.
E tu sai che non stravedo per questo tenore.
E' vero, come mi hai anticipato, Cura vocalmente sarebbe in difficoltà non solo nell'inciso delle Pleiadi ma anche dal altri parti.
Però se l'estensione del Grimes è di due ottave, la tessitura non è acuta. In pratica tutta la parte è costruita sulla zona mi/sol, a partire da una terza sopra il do centrale.
Senza dubbio avrebbe le sue belle difficoltà (non più che in altri ruoli, però) ma sono convinto riscatterebbe il tutto con una singolare forza espressiva.
E sarebbe un bel tiro per i piccoli sapienti del Piermarini. :)
Le suorine che a pelle si sentono coinvolte da Cura ma che mai lo ammetterebbero, qui potrebbero dire: "visto? Certo scrocca qualche passaggio, ma che personalità, che talento, che forza!"
Come a suo tempo fecero con L'Imperatore della Frau fatto da Domingo in disco. Il quale aveva gli stessi problemi vocali della quasi contemporanea Tosca con Sinopoli però di là apriva, schiacciava, buttava la voce nel naso come i preti (testuale!) ma in Strauss... che personalità, che talento, che forza!
E poi c'è il fascino di sentire un, come lo chiami tu, tenore da loggione alle prese con un ruolo apparentemente "colto".
Rimane lo scoglio della lingua. Non so come sia il suo inglese.

Come ti ho detto vicino a lui metterei la Mattila. Oppure la Magee (che non sarebbe un debutto).
Tu suggerivi la Lott. Non so come sia messa. E' una cantante che mi piaceva un sacco (ho tutte le su registrazioni straussiane della Chandos) ma non la sento da un pezzo.
Resta la direzione.
Pensavo a Harding che potrebbe dialogare benissimo con Guth.
Tu sai che io sono molto incuriosito da Metzmacher. Tu l'hai sentito più di me. Io solo nel Wozzeck, nel Tristano e nel Parsifal.
Rattle, Ozawa e Salonen sono (ahimè) fuori discussione.
Penso che Barenboim non cederebbe il podio a questi pezzi da novanta per un sette dicembre.
Magari lo vorrebbe dirigere lui.
Insomma, io questo Grimes me lo vedo un trionfo. Con il coro e l'orchestra schierata sul palco tra ovazioni per i ringraziamenti finali.
Tanti applausi per le parti di fianco.
E da lì in avanti molti teatri comincerebbero ad allestire Peter Grimes con Cura.
E la Scala farebbe da apripista.
Cosa ne dite?
Ciao
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Alberich » lun 12 gen 2009, 14:45

Affascinante. Non fosse che a me, quando Cura apre bocca, cadono le palle... Limite mio, ma come emette i suoni mi sembra tanto la caricatura del cantante lirico con la "patata in bocca", senza contare che il suo appiattire tutte le vocali sulla "e" lo trovo fastidiosissimo.

Ho letto affascinato buona parte (non vi si sta dietro, raggazzi miei...scrivete troppo :D ) di questo thread...interessantissimo! Su una cosa sono in pieno disaccordo: la scala non deve incaricarsi dei debutti, soprattutto il 7 dicembre. I cantanti han bisogno di rodare i ruoli, per me, e non in un ambiente complicato (come tensione e come acustica...) come la Scala, per giunta il 7 dicembre. Questo non significa che non debbano esserci debutti, ma che ritengo la cosa del tutto indifferente: questo di Cura potrebbe anche starci, ma non valuterei Lissner, la Scala e i 7 dicembre per i debutti, anzi...
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Maugham » lun 12 gen 2009, 18:49

VGobbi ha scritto:Eppure potrebbe essere l'inizio di una nuova era nell'affrontare il repertorio tradizionale, come appunto e' la Carmen. E chi meglio della Dante, regista fuori da ogni logica, puo' davvero rinnovare il teatro lirico italiano, troppo imbolsito dai Zeffirelli, De Ana o Pizzi di turno.


Complimenti Vit. Con perfetta sintesi hai centrato quello che, secondo me, è proprio il ragionamento che ha portato alla scelta della Dante in Carmen per il prossimo 7 dicembre.
Ovvero:
Prendiamo questa avanguardista e buttiamola nella fossa dei leoni.
Diamole il titolo più popolare del repertorio.
Facciamo vedere che siamo sperimentali e innovativi e coraggiosi.
O la va o la spacca.
Se la va siamo tutti contenti, se la spacca è il pubblico che non capisce niente che vuole i Zeffirelli, De Ana o Pizzi di turno.

Dai, diamogli questa possibilita' e vediamo cosa riuscira' a combinare.


Certo Vit, senza dubbio la Dante può "imbroccare" la regia e -uso i tuoi termini- "combinare" qualcosa di buono.
Anzi, me lo auguro e glielo auguro.
Ho una grande stima per il suo lavoro sui nuovi linguaggi espressivi nel teatro di prosa.
Mi dispiacerebbe che toppasse.
Il punto però è un altro. Non è importante il risultato, che vedremo fra un anno e ne parleremo se ne avremo voglia.
In questo thread si parlava di un metodo di lavoro.
Questa scelta di regia (e di conseguenza la tua più che comprensibile frase diamogli questa possibilità) a mio avviso fotografa chiaramente una visione condivisa e radicata tra molti appassionati e addetti ai lavori.
Non dico tua, intendiamoci.
Ovvero che, nel teatro musicale, l'allestimento (che comprende regia, disegno luci, costumi, drammaturgia...) sia del tutto avulso rispetto al dato "sonoro".
Come fossero due cose scindibili e, soprattutto, in rapporto di sudditanza.
Nello scegliere registi si possono chiamare anche persone assolutamente prive d'esperienza (beninteso,in campo operistico).
Si giustificano scelte che, se spostate in campo strettamente musicale, sarebbero inammissibili.
Mi butto su un paradosso.
Pensa se avessero scelto, per il ruolo di Carmen, Jennifer Lopez. :shock:
E' bella, sa cantare, è intonata, ha uno scatenato senso del ritmo, conosce la musica, è popolare, è una chica caliente....
Tutti però avremmo detto: "Ma sono pazzi! E una cantante pop! Certo, è bravina, si sa muovere, ma non ha un'idea del canto lirico. Canta col microfono!"
In questo caso chi avrebbe detto "facciamola provare?" "Vediamo cosa combina."?
Penso nessuno.
Nemmeno l'innovativo sperimentatore Lissner avrebbe mai dichiarato alla stampa, con orgoglio, di aver scelto "la visionaria e passionale Jennifer Lopez per Carmen".
Perchè anche i sassi sanno che si tratta di due scuole di canto diverse. Ambedue importanti, ma diverse.
Nella regia d'opera no. E così una brava artista come la Dante viene usata come un griffe per fare vedere che si è spregiudicati e all'avanguardia.

OT: Più ci penso, questo della Lopez non è poi così un paradosso.
Sai chi avevano scelto in prima battuta Culshaw e Schippers per la loro Carmen Decca?
Edith Piaf. Sì, proprio lei. E la Decca americana, sulle prime, era entusiasta. Pensa che botto di vendite!
Avevano previsto un corso intensivo di sei mesi con un maestro. Culshaw dice che le note venivano fuori, ma i conti non tornavano per l'estraneità della Piaf al canto lirico, alle sue regole non solo vocali, ai suoi tempi.
Non se ne fece nulla.
Lasciarono perdere e chiamarono la Resnik. (Mat, stavo per scrivere Rysanek, quando mi passerà questa dislessia che mi accompagna da una vita? :oops: )


Comunque, visto che non mi piace criticare senza proporre alternative vi propongo una mia idea.

Se l'innamoramento nei confronti della Dante da parte dei vertici scaligeri è così forte che la si vuole far debuttare a tutti i costi sarebbe stato interessante lavorare su questo fronte.
Cosa ha fatto ultimamente la Dante a teatro?
Tante cose, tra cui uno spettacolo interessante che si chiama "La scimia".
E' tratto da un racconto di Landolfi (magnifico) che si intitola "Le due zitelle".
In breve. Roma umbertina. Due zitelle avanti con gli anni vivono in un antico caseggiato adiacente a un convento di monache. Bigotte, perbeniste, puritane e sessuofobe, passano la loro vita ad accudire, con amore e orgoglio materni, una simpatica scimmietta, unico ricordo dell'amatissimo fratello minore morto in Africa. Questa scimmia è la loro ragione di vita, il centro dei loro interessi, l'unica passione che conoscono. Le permettono tutto in nome dell'amore. Purtroppo questa scimmia è viziatissima e carogna. Tutte le notti entra di soppiatto nella chiesa del vicino convento e si mangia le ostie inscenando una divertente quanto blasfema parodia della messa. Visto che è una scimmia, e sa benissimo imitare gli umani, è strepitosa nello scimmiottare il sacerdote che officia il sacramento. Scandalo! Le sorelle sono costernate, c'è una denuncia alle autorità ecclesiastiche, arrivano prelati che inscenano un processo alla bestiola, un prete giovane la ritiene senza colpa in quanto animale, il vicario anziano invece la considera colpevole... L'orizzonte dei temi si allarga e il racconto diventa un'agghiacciante riflessione sul libero arbitrio, sui rapporti tra istinto e ragione, tra libertà di scelta e consapevolezza. L'animaletto verrà condannato a morte e soppresso. Onde evitare che lo scandalo continui. Tutto questo ce lo racconta Landolfi in poco più di cento pagine.

Ebbene, la Dante ne ha tratto uno spettacolo di segno fortissimo e crudele.
Contemporaneamente a lei, pensate un po', Anna Marchesini ne ha portato in giro per l'Italia una trasposizione teatrale altrettanto efficace, ma di segno opposto. Brillante, sottile, caustica e... divertentissima. Com'è nel suo stile.
Insomma, si tratta di un testo che si presta a molte chiavi di lettura.
Perchè non farne un'opera?
La Scala potrebbe chiamare un compositore interessante anche fuori dai soligi giri sperimentali.
Penso a Morricone, a Piovani, a Mazzocchetti (gente abituata a scrivere per il palcoscenico).
Commissiona un atto unico.
Magari chiede a Camilleri (che è bravissimo a scrivere per il teatro visto che prima di Montalbano quello faceva) una riduzione a libretto.
Ci sono anche cinque parti straordinarie (le due zitelle, la superiora, il prete giovane e quello anziano). La scimmia no, non si vede.
Si potrebbe ipotizzare un cast anche con cantanti di fama.
Pensate a Langridge nel ruolo del prete anziano che difende il potere costituito.
Il giovane potrebbe essere anche Florez. :shock: Pensate alla Dessay e alla Baltsa nei due ruoli zitelleschi.
Insomma ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta. Quale cantante (per quanto divo) rifiuterebbe di partecipare a una prima mondiale di un'opera scritta appositamente per lui da Morricone per la Scala?
Mal che vada è sempre una pietra miliare in qualunque curriculum.
E la regia, in questo caso sì, sarebbe fondamentale affidarla alla Dante che questo testo lo conosce, non ci sono masse, ha pochi personaggi e soprattutto tratta tematiche che lo sono care.
Forse deliro, però ritengo che questo dovrebbe fare la Scala.
Ovviamente non per l'inaugurazione.
Senza dubbio sarebbe un lavorone, bisognerebbe faticare con gli artisti, metterli d'accordo, seguire il lavoro della composizione parallelamente a quello dell'allestimento. Cambiare, modificare, cucire addosso le parti...
Potrebbero però nascere nuovi progetti. Si potrebbe scoprire che la tecnica teatrale della Dante funziona in un certo repertorio.
Forse deliro e me ne scuso :oops: ...
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda pbagnoli » lun 12 gen 2009, 19:15

Bellissimo post, Maugh!
Uno di quei post che nobilitano il nostro forum, ecchecavolo!
OT: Ma il Landolfi di cui parli è quello di "Verso il mar della blatte" ?
Ai tempi, non ero riuscito a leggerne più di due pagine!
Non mi dispiacerebbe rileggermi qualcosa!
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda VGobbi » lun 12 gen 2009, 20:33

Mi associo anch'io ai complimenti di Bagnolo per il bellissimo post di Maugham.

Vorrei fare alcune precisazioni. Anzi tutto la possibilita' di gettare Jennifer Lopez nei panni di Carmen, non sta in piedi. C'e' una tradizione musicale in cui e' impossibile barare, discorso diverso per la regia, in cui l'ignoranza la fa da padrone, oltre al fatto che in Italia l'aspetto registico e' sempre stato considerato di poco valore, compreso il sottoscritto (ma che sto assolutamente rivalutando).

Maugham ha scritto:Certo Vit, senza dubbio la Dante può "imbroccare" la regia e -uso i tuoi termini- "combinare" qualcosa di buono.
Anzi, me lo auguro e glielo auguro.
Ho una grande stima per il suo lavoro sui nuovi linguaggi espressivi nel teatro di prosa.
Mi dispiacerebbe che toppasse.
Il punto però è un altro. Non è importante il risultato, che vedremo fra un anno e ne parleremo se ne avremo voglia.
In questo thread si parlava di un metodo di lavoro.
Questa scelta di regia (e di conseguenza la tua più che comprensibile frase diamogli questa possibilità) a mio avviso fotografa chiaramente una visione condivisa e radicata tra molti appassionati e addetti ai lavori.

Quanto alla Dante, vedo che hai un forte pregiudizio verso la Scala, indipendentemente che la regia sia buona o brutta. Allora a questo punto, non vale neanche la pena parlare di questo, no?

E se fosse il primo decisivo passo, il primo mattone per un vero innovamento registico? Esagero?

P.s.: OT, ma volevo sapere i vostri commenti sui due video da me postati s Youtube, in merito al Boris di Tomlinson. Nessuno ha commentato finora! :evil:
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Tucidide » lun 12 gen 2009, 21:14

VGobbi ha scritto:Vorrei fare alcune precisazioni. Anzi tutto la possibilita' di gettare Jennifer Lopez nei panni di Carmen, non sta in piedi. C'e' una tradizione musicale in cui e' impossibile barare, discorso diverso per la regia, in cui l'ignoranza la fa da padrone, oltre al fatto che in Italia l'aspetto registico e' sempre stato considerato di poco valore

Condivido anch'io queste perplessità sull'effettivo parallelo fra tecnica di canto e tecnica di regia.
Io non direi che si tratti di ignoranza, quanto di "infanzia" del genere registico. Non dimentichiamo che in passato la regia era aspetto accessorio, e i movimenti si limitavano a "entra da destra, canta, esci a sinistra". Spesso era lo stesso direttore d'orchestra a coordinare i movimenti, ma senza alcuna idea di regia quale la intendiamo noi. Poi le cose sono cambiate, ma ancora direi che la figura di regista d'opera non sia stata codificata.
In quanto terreno vergine, la regia operistica è stata vista come un campo da affidare a qualsiasi tipo di figura intellettuale e professionale: vi si sono cimentati registi di teatro, registi cinematografici, attori di prosa, critici d'arte eccetera.
Si ha l'idea, sicuramente sbagliata, che chiunque possa fare il regista d'opera. Del resto, l'opera è considerata un genere statico, dove ci sono tre movimenti in croce, dove se hai "un'idea" è facile tradurla in scena anche se ti manca l'esperienza professionale.
Non dico che sia così, intendiamoci.
E di certo i sovintendenti devono fare questi distinguo. Si dovrebbe trattare di figure professionali scelte appositamente per valutare proprio questi aspetti.
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda pbagnoli » lun 12 gen 2009, 21:55

VGobbi ha scritto:
P.s.: OT, ma volevo sapere i vostri commenti sui due video da me postati s Youtube, in merito al Boris di Tomlinson. Nessuno ha commentato finora! :evil:

Io non li ho ancora visti.
Scusa, Vittorio, ma sono appena tornato e in ospedale non li posso vedere.
Un po' di pazienza no?... :evil:
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda VGobbi » lun 12 gen 2009, 21:57

pbagnoli ha scritto:
VGobbi ha scritto:
P.s.: OT, ma volevo sapere i vostri commenti sui due video da me postati s Youtube, in merito al Boris di Tomlinson. Nessuno ha commentato finora! :evil:

Io non li ho ancora visti.
Scusa, Vittorio, ma sono appena tornato e in ospedale non li posso vedere.
Un po' di pazienza no?... :evil:

Ma non li ho postati oggi, inoltre non mi riferivo solo a te ma anche agli altri ... Non c'e' solo Fleming, Guth o Silja! :evil:
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Tucidide » lun 12 gen 2009, 23:02

Ehm, Vittorio... :oops: sono ignorante totale di opera russa, e di Boris in particolare...
Lo trovo bravo, a pelle mi piace più di Pape (che in assoluto, come cantante, preferisco).
Altro non saprei dire.
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Maugham » mar 13 gen 2009, 11:10

Tucidide ha scritto: Condivido anch'io queste perplessità sull'effettivo parallelo fra tecnica di canto e tecnica di regia.
Io non direi che si tratti di ignoranza, quanto di "infanzia" del genere registico. Non dimentichiamo che in passato la regia era aspetto accessorio, e i movimenti si limitavano a "entra da destra, canta, esci a sinistra".


Tutto sta nell'intendersi sul significato di "infanzia" :)
E sul significato di "passato"
La regia d'opera ha radici molto antiche.
E se anche vogliamo restringere il campo a una codifica della sua tecnica - seppur embrionale- dobbiamo comunque andare indietro di oltre cento anni.
Ai celebri dibattiti tra Mejerchold e Stanislavsky, ovvero tra costruttivismo e realismo psicologico.
Mat una sera mi parlava di un progetto ambizioso.
Semplifico, perchè poi ve ne parlerà lui se ne avrà voglia: ovvero codificare e classificare la tecnica registica come si è fatto con il mondo animale.
Ebbene, Mejerchold e Stanislvsky potrebbero proprio essere presi come punto di partenza.
Tipo distinzione tra vertebrati e invertebrati. :)
E comunque Reinhardt e Roller (quelli della Vienna di Mahler, per capirci) risalgono a più di cento anni fa.
E comunque, anche prima di queste accese contese, la regia (intesa ovviamente in senso lato, come deve essere) esisteva eccome!
Cos'erano le disposizioni sceniche di Otello, Falstaff e Macbeth se non una regia?
Per tutta la vita Wagner non ha fatto altro... E Cosima? La dimentichiamo?
Possiamo andare anche oltre.
Weber a Dresda, agli inizi dell'Ottocento fece piazza pulita della compagnia Italiana residente del Morlacchi col proporre un teatro di allestimento ante-litteram. Wagner ne fu affascinato. E così il pubblico dell'epoca, al punto di accettare con entusiasmo un radicale cambiamento di repertorio tutto centrato sull'opera tedesca.
Se giudichiamo "recente" la regia d'opera allora, per onestà, dobbiamo anche considerare "recente" la direzione d'orchestra in campo operistico.
Noi adesso parliamo del Rossini di Abbado. Ai primi dell'Ottocento sarebbe stato impensabile.
Fino all'arrivo di Toscanini a Bayreuth il nome del direttore d'orchestra non compariva nemmeno nei programmi di sala.
Vedi Tuc, penso che "recente" sia solo l'interesse di noi appassionati italiani nei confronti del teatro d'opera.


E di certo i sovintendenti devono fare questi distinguo. Si dovrebbe trattare di figure professionali scelte appositamente per valutare proprio questi aspetti.


Più che i sovrintendenti penso ai direttori artistici. Solo che qui ritorniamo all'antica questione. E molto più facile fare della ragioneria su uno spartito e valutare suoni piuttosto che interrogarsi sul teatro.
Lo posso dire a region veduta perchè l'ho fatto per molti anni fintantochè non mi sono accorto che andavo all'opera e vedevo (in Italia) lo stesso spettacolo identico anno dopo anno...
Che noia! :D
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Maugham » mar 13 gen 2009, 12:00

VGobbi ha scritto:Mi associo anch'io ai complimenti di Bagnolo per il bellissimo post di Maugham.


Ti ringrazio soprattutto della pazienza. Sono come Stephen King. Che dichiara di avere un word-processor diarroico... :oops:

Vorrei fare alcune precisazioni. Anzi tutto la possibilita' di gettare Jennifer Lopez nei panni di Carmen, non sta in piedi.


Infatti ho usato il termine paradosso. :D

Quanto alla Dante, vedo che hai un forte pregiudizio verso la Scala, indipendentemente che la regia sia buona o brutta. Allora a questo punto, non vale neanche la pena parlare di questo, no?


Scusa, invece vale la pena parlarne fintantochè qualcuno tratterà le mie considerazioni come nate da un pregiudizio.
Lo scrivo bello chiaro: Non ho nessun pregiudizio nei confronti della Scala nè di Lissner.
Lo dimostra il fatto che non ho preso parola sulla faccenda Filianoti.
Per una sola ragione.
Non ho sentito la campana scaligera. E quindi mi mancavano i dati per esprimere un giudizio.
Poi la campana scaligera non è mai suonata -o almeno io non l'ho sentita- e allora questo è ancora più grave del fatto in sè.


E se fosse il primo decisivo passo, il primo mattone per un vero innovamento registico? Esagero?


Non esageri. Forse sono io che mi esprimo male, ma non capisci che in teatro le inversioni di tendenza, i rinnovamenti duraturi non si fanno in questa maniera?
Così, come ho già scritto, nella peggiore delle ipotesi ci si fa solo del male.
Nella migliore si è soltanto imbroccata una regia. Non si è costruito un gusto, un'interesse, un'attenzione...
Passata la Dante -bene o male che vada- saremo alle solite.
Perchè la Dante è stata scelta in quanto appartenente a una categoria (il teatro sperimentale) e non per comprovate competenze artistiche su questo titolo.
Ma questo, secondo me, vale un po' per tutto.
Vuoi dare un barlume di serietà al Grande Fratello? Non basta mettere nella casa con i ragazzotti palestrati Umberto Orsini o Gabriele Lavia.
Adesso esagero io per amor di discussione...
Vuoi rinnovare l'arrosto della nonna? Non basta spruzzarci sopra della Coca-Cola.


P.s.: OT, ma volevo sapere i vostri commenti sui due video da me postati s Youtube, in merito al Boris di Tomlinson. Nessuno ha commentato finora! :evil


Porta pazienza, ho degli arretrati di visione che riempiono uno scaffale. Mia moglie crudelmente dice "ti ci vorrebbe una gamba rotta per metterti in pari".Immagine

Ciao
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Tucidide » mar 13 gen 2009, 12:26

Maugham ha scritto:Vedi Tuc, penso che "recente" sia solo l'interesse di noi appassionati italiani nei confronti del teatro d'opera.

Certo: hai ragione. In effetti è l'interesse per la regia che piano piano si sta insinuando nel pubblico. A quello mi riferivo: se manca l'interesse, anche la qualità richiesta al prodotto è meno decisiva.
Per altro, credo che ancora adesso buona parte del pubblico badi soprattutto al canto. Se lo trova soddisfacente, allora passa sopra sia alla regia, sia talvolta alla direzione d'orchestra. Non dimentichiamo che i nostri discorsi sono, secondo me, ancora piuttosto di nicchia. Io mi auguro che prendano piede, ma la strada è ancora lunga.
Io stesso, lo ammetto, non credo che schioderei il deretano per spingermi in plaghe desolate dell'orbe terracqueo allo scopo precipuo di vedere una regia. Per un/una cantante sì.

E molto più facile fare della ragioneria su uno spartito e valutare suoni piuttosto che interrogarsi sul teatro.

Su questo sono perfettamente d'accordo.
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Re: Fantasie da 7 dicembre

Messaggioda Tucidide » ven 10 lug 2009, 13:59

Il recente e deludente Demofoonte diretto da Muti a Ravenna, con la sua noia che si tagliava a fette, mi ha fornito però l'ispirazione per un pensiero "onanistico-mentale". :mrgreen:
Visto il gusto di Muti per le solenni architetture sonore e per il bel suono, ho pensato che potrebbe proporre al Ravenna Festival La Fiamma di Respighi.
Quale opera sarebbe più indicata di questo drammone bizantino ambientato nella Ravenna del VII secolo?
Secondo me, sarebbe un bel banco di prova per Muti, che probabilmente eviterebbe facili concessioni all'edonismo sonoro fracassone, privilegiando un suono orchestrale terso e raffinato che sarebbe assolutamente il benvenuto.
Il mondo dei melomani è talmente contorto che nemmeno Krafft-Ebing sarebbe riuscito a capirci qualcosa...
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Tucidide
 
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