Cavalleria Rusticana.

opere, compositori, librettisti e il loro mondo

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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda pbagnoli » dom 14 nov 2010, 15:43

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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Tucidide » dom 14 nov 2010, 15:48

Riccardo ha scritto:Ho scelto la Varnay proprio perché è lei in realtà che volevo sottoporvi... Sarà che ho un debole per questo tipo di canto tedesco applicato al repertorio italiano di fine secolo, ma la trovo stratosferica. Il modo con cui scolpisce ogni sillaba toglie il fiato.
Certo si può obiettare alla Varnay la mancanza di femminilità e freschezza (si scorge sempre l'ombra di Clitennestra nel suo canto), però il controllo vocale della parte è stratosferico.

Sicuramente, a livello di scolpitura della frase e della parola, la Varnay fa autentici miracoli. E' anche vero che gli acuti sono parecchio sgraziati, ma in una scrittura del genere ci può anche stare. Non penso che la mancanza di femminilità sia un problema, per Santuzza. D'altronde, se fosse una bellona, Turiddu starebbe con lei, mica si metterebbe a rincorrere la sua ex, rimettendoci le penne! : Chessygrin :
Delle altre due, metto subito in castigo dietro la lavagna la Norman, cantante che io amo molto, ma che qui fa la fatalona intellettuale; la Scotto è senza dubbio molto brava, ma meno pregnante della Varnay.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Luca » dom 14 nov 2010, 16:48

Delle altre due, metto subito in castigo dietro la lavagna la Norman, cantante che io amo molto, ma che qui fa la fatalona intellettuale;
================================================================
Infatti questa è stata un'accusa che le venne mossa quando incise l'opera con Giacomini, Hrostovski e la direzione di Bychov. Qualcuno parlò di Cavalleria in salsa berlioziana. Ma l'intellettualità la Norman la mette un pò ovunque e questo l'ha resa artefatta persino nella sua Carmen, quando invece, con la voce che aveva, sarebbe potuta andare oltre quanto ci hanno lasciato Price, Bumbry e la povera Verrett nei termini della sensualità (astraendo dalla sua figura non propriamente simile alla famosa Naomi) e della volontà di potenza nietzscheana che tanto la vicenda evoca....
Nella Santuzza della Norman c'è troppa atmosfera da piedistallo, mentre la Scotto ne riconduce i tratti della contadina che in fondo è tale: non bella, forse come qualcuno ha detto, ma elegiaca, sensibile e lontana da certa sensualità della sua rivale Lola e, per questo, preferita da Turiddu.

Saluti, Luca.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Tucidide » dom 14 nov 2010, 19:00

Luca ha scritto:l'intellettualità la Norman la mette un pò ovunque e questo l'ha resa artefatta persino nella sua Carmen, quando invece, con la voce che aveva, sarebbe potuta andare oltre quanto ci hanno lasciato Price, Bumbry e la povera Verrett nei termini della sensualità (astraendo dalla sua figura non propriamente simile alla famosa Naomi) e della volontà di potenza nietzscheana che tanto la vicenda evoca....

Io però non disprezzo la sua Carmen. Trovo che nella sua sigaraia l'intellettualismo funzioni meglio.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Luca » dom 14 nov 2010, 22:24

Anche a me, Alberto, la Carmen della Norman non dispiace. La mia notazione era per sottolineare che la Norman è una cantante che mostra il suo atteggiarsi ad intellettuale in ogni personaggio che fa (basta pensare anche alla sua Arianna a Nasso). In quella Carmen il suo canticchiare il "Coupe moi, brule moi" (e la scena delle carte dell'atto successivo) è in taglio fortemente esistenzialista.

Saluti, Luca.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda stecca » mar 23 nov 2010, 21:05

Vi parrà singolare ma la santuzza che più mi ha emozionato negli utlimi anni è quella della Obratsowa in una improbabile edizione live al Bolshoi di tanti anni fa dove tutti gli altri cantano in russo, mai sentita una tale opulenza e ricchezza vocale...pazzesca
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda pbagnoli » mar 23 nov 2010, 22:46

stecca ha scritto:Vi parrà singolare ma la santuzza che più mi ha emozionato negli utlimi anni è quella della Obratsowa in una improbabile edizione live al Bolshoi di tanti anni fa dove tutti gli altri cantano in russo, mai sentita una tale opulenza e ricchezza vocale...pazzesca

Io l'avevo sentita dal vivo alla Scala circa trent'anni fa, nella celebre produzione diretta da Pretre con la regia di Zeffirelli. Fu brava, per come me la ricordo, ma non mi colpì particolarmente...
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda MatMarazzi » mer 24 nov 2010, 17:20

pbagnoli ha scritto:
stecca ha scritto:Vi parrà singolare ma la santuzza che più mi ha emozionato negli utlimi anni è quella della Obratsowa in una improbabile edizione live al Bolshoi di tanti anni fa dove tutti gli altri cantano in russo, mai sentita una tale opulenza e ricchezza vocale...pazzesca

Io l'avevo sentita dal vivo alla Scala circa trent'anni fa, nella celebre produzione diretta da Pretre con la regia di Zeffirelli. Fu brava, per come me la ricordo, ma non mi colpì particolarmente...


Io invece me la ricordo nel 1986 a Ravenna...
Giusto Cielo.... Che tragedia!
Sicuramente non era più la Obrastzova degli anni migliori, quella a cui faceva riferimento Stecca. Però credo di non aver mai sentito qualcuno urlare con tanto furore...
E poi... ma perché non la smettiamo di fare di SAntuzza una specie di contessa-tragedienne, ammantava di veli scuri e l'acconciatura aristocratica!
Ma lo vogliamo capire che è una ragazzina di paese? Una diseredata...
La creatrice era una soprano quasi leggero (ma dalla personalità infuocata): Gemma Bellincioni.

Salutoni,
Mat

PS: Però che nostalgia per quelle stagionastre estive alla Rocca Brancaleone! :)
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Messaggioda melomane » gio 25 nov 2010, 1:01

Ciao,

sebbene non trovi riscontri nella critica e nell'analisi musicologica, continuo a pensare all'opera verista come quella ricca della musicalità più vicina al gusto popolare a cavallo dell'Ottocento e del Novecento: la canzonetta leggera che fa riferimento a personaggi anche infantili (Arlecchino e Colombina ad esempio) o a situazioni intime e a pensieri minimali.

So di non trovare riscontro neppure nel pensiero dei partecipanti al Forum, ma sono convinto che l'esperienza musicale attraversata si caratterizzi anche in questo modo, non tanto però da informare un intero lavoro, tanto da far definire un'opera verista o no.
Si tratta, in altre parole, di ispirazioni che si trovano incastonate in varie composizioni.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Enrico » gio 25 nov 2010, 1:45

MatMarazzi ha scritto:La creatrice era una soprano quasi leggero (ma dalla personalità infuocata): Gemma Bellincioni.


Però nei dischi di Mascagni, live e in studio, c'è sempre la Bruna Rasa (che per me, siciliano, è la più "siciliana" di tutte, anche se inattuale: mi ricorda alcune vecchie signore che ho conosciuto che, nel primo Novecento, se si fossero trovate nella situazione di Santuzza, avrebbero recitato e cantato esattamente come lei! l'altra che apprezzo, per quanto anche lei troppo matura, è la Simionato. Nei primi anni '50 cantava Santuzza con Gigli anche la Caniglia (e Gigli nei filmati del '27 ci ricorda che anche Turiddu deve essere giovane!). Parlo di Gigli perché credo che la sua presenza nei dischi diretti da Mascagni non fosse dovuta solo a motivi commerciali. Anche lui sapeva dire "Bada Santuzza" come un vero siciliano, proprio come l'avrebbe detto mio nonno.
Enrico B.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Luca » mer 01 dic 2010, 18:58

Beh, Enrico, mettere vicine la Rasa e la Simionato è veramente insolito perché la prima ha tale estroversione quanto la seconda tanta cupezza interiore (evidente soprattutto nella I incisione CETRA con Braschi e Tagliabue). Non si può negare che la Rasa comunque ecceda e questo me la rende comica e non so quanto vicina a quello che realmente è Santuzza: ragazzina di paese e diseredata (cf. Matteo). In tal senso la lezione della Scotto è, su questo fronte, molto, ma molto e molto superiore.

Saluti, Luca.
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Rodrigo » mer 15 giu 2011, 23:00

Cavalleria Rusticana, novella e melodramma non fanno differenza da questo punto di vista, non è tra le cose che mi piacciano particolarmente. E' invece una tra le opere d'arte che più mi interroga e mi lascia curioso e insoddisfatto delle letture che solitamente vengono proposte.
Un giorno ho finalmente trovato una chiave di lettura che reputo plausibile, in un articolo nel quale si notava che il Verga ha - per così dire - riletto in questa novella (certamente non in modo ortodosso) la Pasqua cristiana; il testo era corredato da un numero veramente impressionante di persuasivi rimandi testuali (la morte di Turiddu/Salvatore, il vino veicolo di morte anziché di vita nuova, la morte annunciata da una donna laddove la Maddalena annuncia la Resurrezione, il ruolo chiave della madre ecc. ).
Ripeto, per me questa lettura è del tutto convincente, semmai azzerderei rilevare che nella novella fa capolino anche il tema della Casa, un po' come nella dannunziana Figlia di Iorio: la morte di Turiddu è necessaria perché ha violato la Casa e le sue leggi. E la Casa deve essere restaurata.
Tutto ciò per dire che, se la novella tira in ballo problemi così "alti", teologici persino, forse verista vestia proprio non è, quali fossero le intenzioni programmatiche dell'autore. Cavalleria è più una tragedia universale (o simbolista) sotto una buccia etnologica. Ci sono insomma degli attendellati con i problemi che agitavano gli studioso ottocenteschi di storia delle religioni o che si rintracciavano nella nicciana Nasciata della tragedia, che la nostra novella sia un impersonale Tranche de vie alla Zola - in conclusione - direi proprio di no!
L'opera di Mascagni secondo me, sotto questo specifico aspetto, centra abbastanza il nucleo ideologico originale. Anche la scena, che a qualcuno pare tronfia e decorativa, del Regina coeli centrale contribuisce a suggerire all'ascoltatore sul parallelo Turiddu/Salvatore, così come la proposizione del colloquio con mamma Lucia. Certo la tradizione registica ha sempre puntato su quello che per me resta un "accidente": e quindi la scena della processione diventa un pretesto per tirare fuori statue, candele, incappucciati che neanche a Siviglia per la Settimana Santa... e poi giù di colore siculo posticcio appena possibile.
Quindi io non vedrei nel libretto un "tradimento" del verismo nella novella, semmai la ripresa, coerente anche se non del tutto perfetta, (sarà un caso se l'unico personaggio che mi pare fasullo è compar Alfio con la sua sicilianità da oleografia?) di temi che quest'ultima svolge.
Saluti
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Valentina » dom 31 ago 2014, 14:10

è ora di affrontare il Verismo!
a dirla proprio tutta non sono una fan scatenata del verismo... troppo asciutto, crudo, asettico,impersonale... io sono più per le correnti Romantiche, ma sono anche una gran curiosona :mrgreen: e quindi... approfondiamo il verismo!
naturalmente ho iniziato a cercare con wikipedia : book : per avvicinarmi bene al movimento e ai pensieri e poi ho iniziato a leggere un po' qua e un po' là su operadisc per capire meglio come inquadrare la Cavalleria Rusticana. (ho trovato il primo backstage dedicato a questo argomento)
quella che ho visto io è quella con Violeta Urmana, Vincenzo La Scola, Viorica Cortez e Marco di Felice.
in questo caso il minimalismo, il verismo doveva essere dato, penso, dalla contrapposizione tra lo sfondo bianco (quasi accecante) e il nero dei protagonisti e dei cori... ma oltre a questo mi sembra comunque un'opera "ricca"... non so se mi spiego bene.
la corrente letteraria era veramente asciutta, ma qui trovo momenti corali abbastanza "pittoreschi" e non minimalisti...
ne sono rimasta comunque colpita e affascinata... forse nell'opera non si può rendere bene questo "stile" perchè troppo asciutto non sarebbe apprezzato, non avrebbe avuto l'appoggio del pubblico... chi lo sa...
piaciuta comunque la storia e la musica...
tocca ora a "i Pagliacci"... vi saprò dire : Chessygrin :
Dilegua, o notte!… Tramontate, stelle!… All’alba vincerò!…
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda Valentina » dom 31 ago 2014, 18:08

no confermo il verismo non fa per me al 100% ma amo sperimentare cose nuove... appena finito di vedere "i Pagliacci" con Galouzine, Bayo, Guelfi...
carina l'ambientazione che ricordava "La Strada" di Fellini, celebre l'aria "ridi pagliaccio" ma... non riesco a farmi prendere completamente ma penso sia dovuto, oltre al mio poco amore per il verismo, al terrore incondizionato che ho per i clown!!! che devo farci: mi mettono un mix tra terrore e tristezza infinita... :oops:
leggevo altre "versioni" che suggerite... MOROSOOOOO abbiamo ancora a disposizione i regali per Natale 3014 e forse anche 3013!!! :lol: :lol:
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Re: Cavalleria Rusticana.

Messaggioda pbagnoli » dom 31 ago 2014, 18:09

Valentina ha scritto:è ora di affrontare il Verismo!
a dirla proprio tutta non sono una fan scatenata del verismo... troppo asciutto, crudo, asettico,impersonale...

Questa è un'affermazione abbastanza curiosa.
Non credo di aver capito benissimo: la potresti spiegare meglio, se puoi?
"Dopo morto, tornerò sulla terra come portiere di bordello e non farò entrare nessuno di voi!"
(Arturo Toscanini, ai musicisti della NBC Orchestra)
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