Der Ring des Nibelungen: interpreti

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I wagneriani "british"

Messaggioda pbagnoli » dom 28 ott 2007, 22:29

Come qualcuno di voi sa, sono fra i credo pochissimi possessori del Ring di Goodall in inglese: splendida edizione, tra l'altro, e prima o poi ne parleremo in recensione.
Oggi ho scaricato da OS i Meistersinger del 1968, sempre in inglese.
Sachs è lo splendido Bailey.
Eva è la meravigliosa Margaret Curphey.
Walther doveva essere (credo) il solito Alberto Remedios, poi finì per essere Connell Byrne.
Adoro il Wagner british!...
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Messaggioda Rossiniano » lun 29 ott 2007, 10:11

Anche io amo il Wagner british, le esibizioni con la Flagstad e la Leider dirette ora da Beecham ora da Furtwagler sono eccezionali. Vi sembrerà una provocazione, ma dopo aver sentito Zu neuen Taten cantato da Kirsten Flagstad a Londra nel 1938 non ho più potuto ascoltare Gwyneth Jones.
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Re: I wagneriani "british"

Messaggioda MatMarazzi » lun 29 ott 2007, 13:18

pbagnoli ha scritto:Sachs è lo splendido Bailey.
Eva è la meravigliosa Margaret Curphey.


Bailey lo conosco poco (ovviamente ho il magnifico Balstrode di Davis e Moshinsky) ma non dubito che sia stata eccellente come Sachs.
Mentre la Curphey non so chi sia.

Piuttosto volevo sapere la tua opinione su una cantante che amo moltissimo ma di cui ho poca roba: Pauline Tinsley.
Hai per caso la sua Ortrud in inglese?

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Re: I wagneriani "british"

Messaggioda pbagnoli » lun 29 ott 2007, 15:55

MatMarazzi ha scritto: Piuttosto volevo sapere la tua opinione su una cantante che amo moltissimo ma di cui ho poca roba: Pauline Tinsley.
Hai per caso la sua Ortrud in inglese?

Ahimè no...
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Siegmund - interpreti

Messaggioda Tucidide » mar 28 set 2010, 23:13

Uno dei punti più interessanti emersi dalle discussioni recenti qui su OD è stato per me il Wagner di Domingo e la sua collocazione nella tradizione esecutiva.
Si parlava di Wagner “lirico”, “liricizzato”, “declamatorio”, “legato”, “declamato morbido”. Locuzioni che ovviamente cercano di definire quella che è una realtà di suoni, di tecniche di emissione e di stili di fraseggio differenti.
Vorrei prendere uno dei momenti più intensi del I atto della Walkiria, “Winterstürme” che secondo me costituisce una cartina di tornasole assai probante. Perché? Perché ha una scrittura piuttosto "mista", nel senso che si presta ad essere interpretata e cantata in diversi modi. Si può privilegiare la linea melodica, legando "all'italiana", oppure scolpire maggiormente le parole.
Mi piacerebbe che si parlasse un po' dei vari approcci a questa pagina da parte dei grandi tenori wagneriani del XX e del primo decennio del XXI secolo. Oltre ai giudizi personali, penso che possa essere interessante analizzare e "definire" lo stile, l'emissione e la tecnica di ognuno di loro.
Partiamo da Borgatti, celeberrimo esponente del Wagner italiano, apprezzato anche da Cosima:


Passiamo quindi a Urlus, il più famoso Heldentenor francese:


Veniamo poi a Melchior, uno dei miti della vocalità wagneriana:


Quindi Suthaus, buon professionista:


Vickers, ossia IL SIEGMUND per antonomasia del secondo dopoguerra:


... e Hoffman:


Veniamo poi a Domingo, la "pietra dello scandalo" :D :


... Heppner:


... e infine il recentissimo Kaufmann:


Che dire?
A me sembra di poter individuare una linea che da Borgatti passa per Urlus e arriva a Domingo, diversissimi per timbro, ma uniti dal privilegiare il legato, la melodia. Domingo è più "pastoso", Borgatti più argenteo, squillante, ed ha una dizione nitidissima, che però è ben lontana dalla dizione "declamata" dei tenori di scuola "nordica", da Melchior giù giù fino al recente Kaufmann. Heppner si colloca a mio avviso un po' a metà strada, più morbido e legato di Vickers, Melchior e anche Kaufmann, ma meno "melodico" di Borgatti e Domingo.
Perché dico che Borgatti era in tutto e per tutto "italiano" nell'emissione e nel fraseggio? Perché, anche se aveva una dizione chiarissima ("martellante" la chiama Celletti), aveva l'emissione tipicamente "italiana", il suo bel passaggio di registro leggero e morbido, le mezzevoci sul fiato, e qui, in un brano wagneriano, mette in mostra tutto questo. Un paragone con un altro mostro sacro della vocalità wagneriana d'anteguerra, ossia Melchior, è probante. Melchior è meno legato, si butta di peso sulle sillabe, scandisce, ha proprio un'altra idea di linea.

Parlando di gusti, metto sopra tutti Vickers, seguito da Borgatti, che mi piace molto nella sua franca e schietta giovinezza timbrica e nella freschezza del fraseggio, e devo dire che non mi dispiace nemmeno Hofmann, che di solito non mi convince. Molto bravo anche Kaufmann, che scolpisce ogni sillaba, forse anche troppo analiticamente.
Domingo e in parte anche Heppner sono un po' generici.

Mi piacerebbe sentire opinioni in merito.

Saluti.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Maugham » mer 29 set 2010, 19:18

Tucidide ha scritto:Vorrei prendere uno dei momenti più intensi del I atto della Walkiria, “Winterstürme” che secondo me costituisce una cartina di tornasole assai probante. Perché? Perché ha una scrittura piuttosto "mista", nel senso che si presta ad essere interpretata e cantata in diversi modi. Si può privilegiare la linea melodica, legando "all'italiana", oppure scolpire maggiormente le parole.


Le tue proposte d'ascolto sono interessanti. E l'argomento stimolante.
Devo però dire che non riesco a far partire una riflessione su qualsiasi argomento se non sono d'accordo che l'assunto di base.
Per me Wintersturme -se isolato dal resto - non è minimamente significativo.
E, ti dirò la verità, anche se non lo isoli a me dice poco su un'eventuale "patente" wagneriana da attribuire a questo o a quel tenore.
Sarebbe come se volessimo parlare delle differenti visioni interpretative direttoriali di Wagner mettendo a confronto la Walkurenritt o il preludio III del Lohengrin.
Certo, nel finale Wintersturme abbandona l'andamento strofico per arroventarsi (e Domingo svacca anche lì); rimane comunque una hits che, nei bis, la "facevano" mi pare anche Bonisolli e Cossutta. Non ci vuole molto a cantarla.

Ribadisco -poichè a questo mi sembra tu voglia arrivare- che Domingo per me è estraneo al fraseggio wagneriano principalmente perchè spalma la sua concitazione generica su ore e ore di declamato, legge quasi tutti i personaggi in chiave amoroso-naturalista e soprattutto non possiede quella capacità di scolpire la parola necessaria a qualsiasi declamatore.
Tra l'altro spalma questa stessa nutella vocale anche su Handel, dove, rispetto a Wagner, per me qui si copre pure di ridicolo.
E' fuori tempo, cala da maledetto, è indietro, lega alla latina facendo i suoi rubati a fine frase.... :D :D :D
Da non credere
La critica però grida al miracolo e quindi sbaglierò io.




Melchior è meno legato, si butta di peso sulle sillabe, scandisce, ha proprio un'altra idea di linea.


:shock: Ma non eri tu che sostenevi che Melchior fosse un vocalista?

Parlando di gusti, metto sopra tutti Vickers


Anche a me piace molto Vickers, anche se non per il Wintersturme, quanto per la scena con Hunding precedente, ugualmente non capisco come tu possa apprezzare il Wagner di Domingo e nello stesso tempo mettere in cima Vickers. Però. sei giustificato, parlavi di gusti.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Tucidide » mer 29 set 2010, 19:59

Maugham ha scritto:Per me Wintersturme -se isolato dal resto - non è minimamente significativo.
E, ti dirò la verità, anche se non lo isoli a me dice poco su un'eventuale "patente" wagneriana da attribuire a questo o a quel tenore.
...
Certo, nel finale Wintersturme abbandona l'andamento strofico per arroventarsi (e Domingo svacca anche lì); rimane comunque una hits che, nei bis, la "facevano" mi pare anche Bonisolli e Cossutta. Non ci vuole molto a cantarla.

Sì, è vero. Quello che volevo dire io è che è un brano che, proprio per il suo carattere "ibrido" può essere cantato da tenori di diversa estrazione.

Ribadisco -poichè a questo mi sembra tu voglia arrivare- che Domingo per me è estraneo al fraseggio wagneriano principalmente perchè spalma la sua concitazione generica su ore e ore di declamato, legge quasi tutti i personaggi in chiave amoroso-naturalista e soprattutto non possiede quella capacità di scolpire la parola necessaria a qualsiasi declamatore.

Beh, a dire il vero non volevo arrivare da nessuna parte in particolare, ma vedere dove il discorso va a finire indipendentemente da ogni pregiudizio.


Melchior è meno legato, si butta di peso sulle sillabe, scandisce, ha proprio un'altra idea di linea.

:shock: Ma non eri tu che sostenevi che Melchior fosse un vocalista?

: Blink : Uhm... a dire il vero credo proprio di no. :D
Dicevo invece che trovo una grande differenza stilistica e tecnica fra lui, declamatore, e la sua partner abituale di quegli anni, la Flagstad, che a me pare assai più vocalista di lui. Nel duettone del II atto di Tristano e Isotta secondo me si sente benissimo la differenza, fra lei tutta legata (sembra la Sutherland!) e lui tutto scolpito, anche se taluni critici si lanciano a dire che Melchior aveva un legato strumentale, mezzevoci perfettamente sul fiato e un passaggio di registro da manuale... insomma, una specie di Pertile o di Gigli applicato a Wagner! :D

Anche a me piace molto Vickers, anche se non per il Wintersturme, quanto per la scena con Hunding precedente, ugualmente non capisco come tu possa apprezzare il Wagner di Domingo e nello stesso tempo mettere in cima Vickers. Però. sei giustificato, parlavi di gusti.

Uack! : Chessygrin : Mi fara morire un giorno o l'altro con questo Domingo wagneriano! :D :D :D
Già l'ho detto. Non impazzisco per il Wagner di Domingo, dico solo che nei tempi recenti è stato uno dei più divulgati e rispettabili esponenti di un modo di cantare alcuni ruoli del Lipsiense, e secondo me non è stato male. Ma poi è logico che i paragoni si facciano, e che Domingo ceda di fronte a Vickers, e non solo a lui.
Per intenderci, anche lo Handel di Domingo è un'appendice (pietosa e purulenta) di un modo vecchissimo di cantare il Grande Sassone. Quello veterotestamentario che si sentì fino agli anni '60. Solo che con Handel il gioco non funziona, e Domingo è inascoltabile. In Wagner mi pare invece assai più convincente, e la tradizione su cui si fonda il suo modo di interpretarlo è senz'altro più gloriosoa e importante.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Maugham » mer 29 set 2010, 20:14

Tucidide ha scritto:Per intenderci, anche lo Handel di Domingo è un'appendice (pietosa e purulenta)

:D :D :D :D :D purulenta non è male.

di un modo vecchissimo di cantare il Grande Sassone. Quello veterotestamentario che si sentì fino agli anni '60.


Be', insomma, il Wunderlich dell'Alcina con la Sutherland era su un altro pianeta. O meglio, almeno era intonato e andava a tempo.

Solo che con Handel il gioco non funziona, e Domingo è inascoltabile.


Bravissimo. Ma il gioco è lo stesso, te lo garantisco, in Handel come in Wagner.

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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Tucidide » mer 29 set 2010, 20:27

Maugham ha scritto:Be', insomma, il Wunderlich dell'Alcina con la Sutherland era su un altro pianeta. O meglio, almeno era intonato e andava a tempo.

Eh beh ma... stai parlando di Wunderlich, mica del primo coglione (mi lancio anch'io nel linguaggio da basso ventre :D ) che passa per la strada. :D :D
Lì si era sul crinale... Il fatto che cantasse Ruggiero è ancora indice di vetustà, ma lo stile era già molto avanti.
Io parlavo di quelle chicche anni '50 con Corelli e compagnia bella a cantare con grazia apollinea le linee vocali di Handel. : Thumbup :

Solo che con Handel il gioco non funziona, e Domingo è inascoltabile.

Bravissimo. Ma il gioco è lo stesso, te lo garantisco, in Handel come in Wagner.

Ma quindi tu come giudichi tutto il Wagner "lirico"? Che ne so... il Lohengrin di Wittrisch (che a pensarci bene era molto più vocalistico di Domingo, ferme restando le differenze abissali sul piano dello stile)?
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Luca » mer 29 set 2010, 21:36

Beh, dite tutto quello che volete, tiratemi anche le pietre, ma appena sento Domingo chiudo subito l'audio, specie in Wagner: Vickers, Kaufmann, Heppner (per non parlare di certi antichi) gli passano avanti! Il brano cantato da Domingo mi pare alla brava.... non ha scansione, non ha argento e allora....


Saluti, Luca.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Tucidide » mer 29 set 2010, 23:18

Luca ha scritto:appena sento Domingo chiudo subito l'audio, specie in Wagner: Vickers, Kaufmann, Heppner (per non parlare di certi antichi) gli passano avanti! Il brano cantato da Domingo mi pare alla brava.... non ha scansione, non ha argento e allora....

Figurati, Luca, capisco la tua opinione e devo dire che nemmeno io lo considero fondamentale.
La mia domanda principale sul Wagner dominghiano è in sostanza: come mai, quando cominciò a cantare Wagner verso la fine degli anni '70, fu salutato da una certa fetta di critica e di pubblico come una rivelazione? Fu abbaglio, fu successo dovuto alla campagna pubblicitaria che sempre circonda Domingo? O invece si ritenne che con Placido si potesse tornare al Wagner "lirico"?
Io, che propendo per la seconda ipotesi, cercavo appunto nella storia interpretativa del ruolo possibili agganci.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Luca » gio 30 set 2010, 21:23

Fu abbaglio, fu successo dovuto alla campagna pubblicitaria che sempre circonda Domingo? O invece si ritenne che con Placido si potesse tornare al Wagner "lirico"?
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Rispondo a Tucidide esprimendo un'ipotesi: io credo entrambe le cose che tra loro sembrano essere collegate: campagna pubblicitaria di un cantante tuttofare (persino Haendel è stato fatto sentire, persino Idomeneo e oggi Figaro, Rigoletto, Simone?) e un tuttofare, tuttavia, lirico (e limitato in alto) per cui c'era lui e ha proposto questa chiave interpretativa. Personalmente, però, io non l'accetto. Domingo è (era: è meglio dire) un buon lirico piacevole (io l'ho udito in Fedora qui a Roma, ma non mi neppure ha entusiasmato), ma - a mio avviso - nulla più. In Wagner ci vuole però quell 'altro' che io non sento in Domingo. Un Heppner, un Seiffert, (per non parlare di Vickers che lo ha preceduto), un Kaufmann - in Wagner - danno ben altre emozioni.
Scusate, sarò eccessivo, ma Domingo non è stato mai un cantante che mi ha fatto saltare sulla sedia.

Saluti a tutti.
Luca.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Alberich » ven 01 ott 2010, 11:17

E' un argomento che volevo aprire mille volte. Ma da un atro punto di vista.
Vickers: anche per me è un grandissimo Siegmund.
Ma è Siegmund davvero? A me pare che ci descriva una grandissima figura, ma non colga il personaggio. Il Siegmund di Vickers è una maschera tragica, tormentata, riflessiva, una figura a metà tra un martire cristiano e un profeta biblico. E in fin dei conti è un anziano.
Ma Siegmund, leggendo il testo e ascoltando la musica, a me pare l'opposto: un adolescente impulsivo, preda degli istinti e di una ferrea volontà di ribellione.

Insomma, ciò che mi chiedo è: il Siegmund della tradizione Vinay-Vickers e tanti altri è una corretta interpretazione del personaggio, o è un riuscitissimo e meraviglioso "errore storico"?

Poul Elming, per dire, a me ha confermato l'impressione che una diversa inerpretazione di Siegmund sarebbe più appropriata.
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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda MatMarazzi » sab 02 ott 2010, 9:54

Alberich ha scritto:Vickers: anche per me è un grandissimo Siegmund.
Ma è Siegmund davvero? A me pare che ci descriva una grandissima figura, ma non colga il personaggio. Il Siegmund di Vickers è una maschera tragica, tormentata, riflessiva, una figura a metà tra un martire cristiano e un profeta biblico. E in fin dei conti è un anziano.


Sono perfettamente d'accordo, Alberich.
Anzi, mi spingo molto oltre.
Ti parrò estremista, ma io faccio molta fatica a sopportare Vickers in Wagner. Anzi, lo ammetto: non lo sopporto proprio!
Siegmund, fermo restando ciò che scrivi, è forse il personaggio in cui riesco a reggerlo più facilmente.
Ma il suo Tristan? Un saccente pachiderma... Nel video di Orange, tra lui e la Nilsson, c'è veramente da mettersi a urlare (o ridere)...
Il suo Parsifal? Be' al primo atto (e in parte del secondo) la voglia di sghignazzare è ancora più forte.
Poi è vero che il suo declamato coloratissimo affascina, suscita interesse. C'è eloquenza, c'è carisma...
Ma soprattutto c'è una pomposità irritante da canadese che si finge un grande attore tragico, da guitto che fa l'intellettuale, una boria di "far grande" che per molti versi mi pare l'opposto dall'urgenza e dalla nettezza di questi personaggi.

Tu dici "è un Siegmund anziano".
E' vero, almeno con Karajan.
Esistono però un live da Bayreuth e una Walkiria in studio della RCA in cui era decisamente più giovane. Cantava circa allo stesso modo, ma nel suo canto c'è più fervore giovanile. Eppure anche lì non riesce a convincermi. I problemi che ha con Wagner trascendono l'età.

Vickers era un grandissimo, intendiamoci... E' uno di quei cantanti di cui non potrei fare a meno.
E' solo in Wagner che mi disturba. In Verdi paradossalmente funzionava meglio; magari avesse lavorato più su Strauss (un altro che trattava i suoi tenori con compiacimento irrealistico e metateatrale). Persino il suo Pollione mi appassiona e così pure il suo Enea.
Il suo Sansone poi mi pare incomparabilmente maggiore di tutti i Sansoni che ho sentito (lui e la Normann insieme sarebbero stati la Verità dell'opera)

Elming è stato un Siegmund più credibile, hai ragione.
Io poi non ho dubbi: in Siegmund e in Parsifal - per me - resta Hoffman quello che gradisco di più.

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Re: Siegmund - interpreti

Messaggioda Triboulet » sab 02 ott 2010, 11:07

So che non c'entra, ma al volo... Mat come lo trovi quì? per me è straordinario... :

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