Karl Böhm

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Messaggioda Triboulet » gio 03 gen 2013, 16:40

Stavo rivendendo il video dell'Elettra di Bohm e riflettevo un attimo su questo direttore... ora, io non è che sia straussiano doc, però Elettra e Salome un pochino le conosco, quindi posso dire che la direzione di Bohm è tutt'altro che fiammeggiante e demoniaca come invece mi piace ascoltare in questo repertorio (senza scomodare Mitropoulos, pure Solti mi suona molto migliore). Nonostante la matrice espressionista, sento invece forte nella sua direzione il link con la musica mozartiana, quasi ad anticipare gli esisti del Cavaliere della Rosa (tra parentesi una delle opere più indigeste che io abbia mai affrontato). Del resto io sono cresciuto col mito di Bohm "interprete di riferimento mozartiano", eppure anche in Mozart, a volerla dire tutta, mi appare spento e pesante - uno dirà che è un carattere comune delle interpretazioni pre-filologiche - ma non quella pesantezza tersa e tesa di Klemperer, nè la pesantezza travolgente di Walter o evocativo-catastrofica di Furtwangler, mi appare pesante e basta. Sarà un mio limite certamente, visto che stiamo parlando di un grandissimo direttore, per questo vi chiedo, cosa mi sfugge di Bohm? qual'è la sua chiave di lettura, la peculiarità che aveva solo lui? visto che le sue registrazioni mi paiono invecchiate peggio di altre, ha dei meriti almeno dal punto di vista storico?
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Enrico » gio 03 gen 2013, 19:15

Conosco poche sue interpretazioni operistiche, ma penso che l'impressione di "invecchiamento" riguardi anche i cantanti, specialmente nei filmati. Il suo Mozart sinfonico mi piace ancora tantissimo, così come il suo Beethoven con i Wiener (con la stessa orchestra e quasi negli stessi anni suonavano più "vecchi" Bernstein e Abbado, che per fortuna hanno dato prove migliori altrove!). Era rigoroso, preciso, attento al bel suono (con linee strumentali sempre chiare, nitide, trasparenti) ma anche al fraseggio e all''accentazione, misurato, serio ma non retorico, attento al ritmo e ai dettagli del fraseggio, per certi aspetti anche anticonformista e innovatore per essere un direttore nato nell'800: per esempio il suo Beethoven è abbastanza rapido (a parte l'ultima lentissima Nona), senza essere un'imitazione di quello di Toscanini o di Karajan. Dai video sembra seguire la tecnica di direzione antica, battendo il tempo in leggero anticipo rispetto agli strumentisti: e il suo gesto mi sembra chiaro e autorevole. Le sue interpretazioni sono molto attente alla forma, meticolosamente curate e costruite, ma non fredde nè superficiali: a volte celano perfino qualche guizzo di trattenuto umorismo. Avrai capito che è uno dei miei direttori preferiti; ma ora non posso approfondire.
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Triboulet » gio 03 gen 2013, 20:34

Non lo so Enrico, non è che mi hai convinto tanto...
mi spiego con gli ascolti, rimanendo alla sinfonica:









A me sembra un po' bolso Bohm, mi suona vecchio in questo senso... ma magari ci sono registrazioni di gioventù che mi smentiscono...
Certo se è per questo Baremboim oggi sembra più vecchio di Bohm, senza andare a scomodare Lenny (che farà anche un Beethoven troppo romantico, ma ti tiene sveglio :D). Se c'è una cosa che apprezzo delle moderne incisioni (filologiche o storicamente informate che siano) è quel senso di costante tensione e sorpresa, Bohm mi pare molto curato come tu hai detto ma fondamentalmente monolitico. Attendo con curiosità il tuo approfondimento (e magari qualche consiglio discografico - fai conto che le integrali di Mozart e Beethoven le conosco).

PS: il fatto di dirigere "sul levare" è un fatto di scuola, anche il citato Bernstein dirigeva così ("Se all'orchestra non mostri prima il tempo come speri che ti segua?"). Altri dirigono sul battere, Solti da qualche parte diceva che è più difficile ma è un modo più ritmicamente preciso (e lui di ritmo se ne intendeva).

PPS: di questa Nona in slow-motion ne ho sentito spesso parlare, sembra ci sia un tempo lento di leggendaria larghezza...che registrazione è?
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Re: Karl Böhm

Messaggioda vivelaboheme » gio 03 gen 2013, 20:47

Enrico e Triboulet, provate (se non lo conoscete) o riascoltate (se, come penso lo conoscete) il Rosenkavalier by Bohm (DGG, Staatskapelle Dresda). Lo trovo sconvolgente nel suo porsi come antitetico ai languoti e allo charme dei pur grandissimi Karajan o Kleiber. Un Cavaliere quasi "cubista", angoloso, duro, spietato ma coerentissimo e attuale amche ascoltato oggi. All'ultimo atto, la scena d'assieme alla partenza di Ochs è travolgente, nella sua asciuttezza.


Poi, Fidelio (che ebbi la fortuna di ascoltare by Bohm alla Scala: ricordo l'ovazione scatenatasi dopo la Leonora 3 come una delle più (giustamente) trionfali reazioni di pubblico di tutta la mia vita di ascoltatore. Del "suo" Fidelio c'è una registrazione (Orfeo) live, credio facente datav all'ultimo anno di vita di Bohm, che ne conferma, anche in tarda età, lo straordinario felleing con l'opera di Beethoven.

Credo che Bohm vada riascoltato utilmente, oggi che siamo liberi dalle valutazioni del tempo (l'assurda contrapposizione con Karajan, erano talmente differenti!) e dalle (ingiuste, a mio avviso) svalutazioni successive.


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Re: Karl Böhm

Messaggioda Luca » gio 03 gen 2013, 22:17

Personalmente è un direttore che non ho mai prediletto, né per Strauss, né per Wagner, nemmeno per Mozart. Lo trovo lento e piuttosto vecchio anche psicologicamente: poco spiritoso e ammiccante in Mozart, poco titanico in Wagner (resto con Solti o con Knappertsbusch) e troppo morbido per le sonorità a volte aguzze e taglienti di Elektra e Salome... Nel Rosenkavalier ci sono Karajan e Kleiber e Bohm può venire senz'altro dopo di loro.

Saluti, Luca.
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Re: Karl Böhm

Messaggioda MatMarazzi » gio 10 gen 2013, 14:55

L'argomento è affascinante, ma terribilmente complesso, perché un contributo come quello di Boehm è talmente rilevante - specie nel repertorio straussiano - da meritare maggiori approfondimenti.
Mi riprometto di intervenire con un po' di calma nei prossimi giorni.
Per ora mi limito a premettere che, per quanto mi riguarda, trovo Boehm sensazionale in Strauss proprio perché non cede alla retorica chiassona e "fiammeggiante" degli Strauss in cinemascope.
La sua Elektra (di una sottigliezza strepitosa e con un andamento quasi liturgico) a me pare di gran lunga la migliore della discografia; mi riferisco a quella DG del 1960, nonostante i tagli; in quella video della fine degli anni 70 era vecchissimo; il risultato è comunque grandioso, ma si ha la sensazione che i Wiener gli prendano un po' la mano...
Al contrario, chi trovo invecchiatissimo in questo repertorio è proprio Solti: francamente tra lui e la Nilsson non sono più capace di sentire la sua Elektra (non parliamo della Salome...).
Per ora mi limito a buttare lì delle opinioni, senza alcun elemento pratico su cui ragionare (che era quello che Triboulet cercava); me ne scuso ma ci tornerò. Promesso.
Salutoni,
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Triboulet » gio 10 gen 2013, 17:18

Mi sa proprio che non ho capito un accidenti della poetica di Strauss allora : Hurted :
Attendo le tue considerazioni Mat!
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Enrico » gio 10 gen 2013, 22:45

Attendiamo. Non sono un esperto straussiano ma ritengo molto belle (chiare, nitide, moderne) le incisioni di Bohm per la Dg di Don Juan, Also Sprach Zarathustra (se non sbaglio è la registrazione utilizzata da Kubrick per la colonna sonora di 2001), Till Eulenspiegels lustige Streiche.
Suppongo che l'amicizia con Strauss e il fatto che il compositore gli abbia affidato la prima esecuzione di un paio di opere debbano significare qualcosa in una discussione sul ruolo storico di Bohm. Sarebbe utile capire se, giudicandolo adatto all'esecuzione di opere degli anni '30, Strauss ritenesse lo stile direttoriale di Bohm applicabile anche alle sue opere precedenti.

In generale ritengo che non si possa separare del tutto l'aspetto sinfonico da quello operistico. I filmati di alcune prove possono aiutare a comprendere il metodo e la tecnica di Bohm. Riguardo all'ultima Elektra, le osservazioni che rivolge all'orchestra (le terzine devono essere più veloci, poi devono essere suonate "in tempo", poi devono essere suonate più forte...) non mi sembrano quelle di uno che voglia farsi prendere troppo la mano dai Wiener...

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Re: Karl Böhm

Messaggioda Maugham » ven 11 gen 2013, 10:32

Enrico ha scritto: Riguardo all'ultima Elektra, le osservazioni che rivolge all'orchestra (le terzine devono essere più veloci, poi devono essere suonate "in tempo", poi devono essere suonate più forte...) non mi sembrano quelle di uno che voglia farsi prendere troppo la mano dai Wiener...


Che Bohm sia stato un grande in Strauss non ci piove.
In questo video però, converrai con me, che l'anziano Bohm invita più volte gli orchestrali ad andare in tempo e loro... non ci riescono proprio a causa sua, a causa di un gesto indecifrabile che non si capisce dove cominci e dove finisca. Visto che si tratta di uno dei passaggi più ostici della partitura dove, mi sembra, ci sono due metriche sovrapposte... anche i Wiener hanno bisogno di una mano sicura.
Riguardo a kubrick e a 2011 io non ho mai capito bene quale sia la verisone utilizzata. Da qualche parte ho letto Karajan /DG) e da un'altra sempre Karajan ma Decca. Boh.
Il Bohm Strauss che amo (oltre all'Elektra Dg) e quello della prima Frau Decca.
Assieme al Rosenkavalier tutto spigoli di cui parlava sopra vivelabohème.
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Enrico » ven 11 gen 2013, 15:08

Maugham ha scritto: Riguardo a Kubrick e a 2001 io non ho mai capito bene quale sia la versione utilizzata. Da qualche parte ho letto Karajan /DG) e da un'altra sempre Karajan ma Decca.


Mi pare che le registrazioni siano indicate nei titoli di coda, ma ora non posso controllare.
Trovo notizia della colonna sonora pubblicata dalla MGM nel 1968 (LP MGM CS 8078), e nella lista dei brani è indicato Bohm con i Berliner; Karajan, sempre con i Berliner, dirigeva il Danubio Blu. Alcuni anni fa mi è capitato di discuterne con un giovane trombettista torinese, Luca Saglietti, che presentando all'esame di stato una tesina su Richard Strauss portò anche il cd con la registrazione di Zarathustra di Bohm, sostenenendo che fosse quella utilizzata nel film. Wikipedia e altri siti simili citano Karajan Decca, che non sarebbe stato citato nei titoli per questioni di diritti (rimandando a un libro su Karajan di A.Zignani). A questo punto noi filologi che vogliamo sempre spaccare il capello in quindici vorremmo sapere se l'incisione pubblicata nel disco della colonna sonora è la stessa utilizzata nel film. Chi ha il film in cassetta o dvd potrebbe dare un'occhiata ai titoli di coda e darci eventualmente qualche notizia più sicura.
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Triboulet » ven 11 gen 2013, 15:24

Io intanto mi sto gustando la prova intera del Don Juan:



sarebbe bello conoscere il tedesco però......... :cry:
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Enrico » ven 11 gen 2013, 16:55

Qui ci sono i sottotitoli in spagnolo: la Ludwig e lo stesso Bohm insistono sulla necessità di eseguire con precisione; Berry racconta alcuni aneddoti relativi alle prove di Wozzeck; e poi la Ludwig confessa che il gesto di Bohm (ma anche quello di altri direttori) la confondeva, per cui ascoltava senza guardarlo...
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Re: Karl Böhm

Messaggioda MatMarazzi » sab 12 gen 2013, 0:53

Premetto, Triboulet, che il fatto che io abbia su Boehm un'opinione più alta di te non rende le tue idee meno giuste e condivisibili. Stiamo solo confrontando opinioni personali!
E alla sfera delle opinioni personale attiene non solo il nostro giudizio su Boehm, ma anche ciò che ci aspettiamo da Strauss (o da Mozart, altro autore per cui Boehm ha scritto una pagina a sua modo rivoluzionaria).

Personalmente credo che il mio rapporto con Strauss (da ascoltatore) sia molto vicino a quello di Boehm (come interprete).
Anche io mi sono avvicinato a lui prestissimo, prima che ad altri autori. Avevo 14 anni quando (nel 1984) comprai la mia prima Elektra (Salisburgo 1957). Pochi mesi dopo comprai la mia prima Frau (Boehm), la mia prima Salome (Leinsdorf) e la mia prima Arabella (Solti). Mi registravo le cassette e me le portavo al liceo, in pullman!
Ci ho messo poco tempo a uscire dalla fase - per la quale tutti passiamo - di entusiasmo per gli splendori dell'orchestrazione e della scrittura; e con questa fase terminò anche quella (a sua volta abbastanza tipica) di soddisfazione elitaristica che si prova quando si ha la sensazione di essere usciti vittoriosi da un compositore tanto "difficile" (?).
Da allora in poi il mio amore per Strauss non è venuto meno, ma ha dovuto convivere col fastidio che sempre più apertamente provavo per quel qualcosa di sovrabbondante, retorico, compiaciuto, chiassoso che è nelle sue opere (e che infastidiva lo stesso Hofmannsthal) e che molti interpreti esasperano invece di oltrepassare.
Certe esecuzioni, che prima mi piacevano, cominciavano a darmi la sensazione che direttore e interpreti fossero rimasti ...alle fasi precedenti: quelle dell'eccitazione edonistica e del culto bacchico dell'apparente complessità, o, per lo meno, che si rivolgessero a un pubblico ancora fermo lì.
E così la mia iniziale ammirazione per il Solti straussiano (Elektra e Salome) si è trasformata in dispetto; contemporaneamente mi avvicinavo a Boehm, le cui incisioni sono diventate per me un oggetto di culto (tranne la Salome, strana, poco decifrabile...).
La sensazione che avevo è che anche a Boehm, come a me, non facesse più alcun effetto il "magma" straussiano, la stratificazione sonora, il chiasso geniale, l'erompere melodico... Era come se anche lui ormai lo desse per scontato e si mettesse alla ricerca di altre cose. La sua ossessione di "mettere ordine" in tutta quella ridondanza, di trasformare il magma in cristalleria, di seguire l'andamento narrativo senza mai scomporsi, equivaleva al mio stesso bisogno di andare oltre a quella superficie al "mascarpone", di non fidarsene, di provare che la grandezza di Strauss era oltre... più profoda, più sottile.
Non per questo ho abbandonato Karajan (la cui Elektra dal vivo a Salisburgo è sorprendente per sottigliezza e tensione; non parliamo della sua Salome EMI), né Mitropoulos, anche se la sua Salome è talmente caotica da stufarmi.
Ma la cifra di Boehm, quella sua minuziosità analitica che scava nell'emozione, resta per me l'ideale.
Un professore della quadratura? Già, ma non solo questo: ne è prova la pluridecennale intesa con la sua "cantante del cuore", quella Leonie Rysanek che invece, sulla quadratura, era spesso molto personale. Secondo me la scomposizione della forma non era in Boehm fine a se stessa (come non lo era in Wagner): Er Professor sapeva che fidandosi troppo della superficie (come fa Solti) si occulta ancora di più ciò che sta sotto e che in Strauss conta davvero.

A Enrico rispondo che anche io, come Maugham, non sono molto persuaso dall'esempio postato, a proposito dell'Elektra Unitel. Per quanto potesse agitarsi, quel vecchietto, a forzare un'orchestra recalcitrante (amante dello Strauss al mascarpone), non trovo il "mio" Boehm in quell'incisione: se si eccettua il colloquio tra Elektra e Clitennestra (che è un momento magico, per il direttore ma soprattutto per le grandissime Varnay e Rysanek), nel resto io sento eccesso di slanci e di abbandoni: un compiacersi di "suononi" un po' troppo cinematografici.
Ti sono comunque gratissimo degli spezzoni postati da Youtube: in particolare l'imitazione fatta da Berry è irresistibile...
Sono ancora qui che rido a pensare a Boehm furioso che continua per tutta la prova a ripetere agli orchestrali, mentre li sta dirigendo, che "quello vuole insegnarmi a dirigere". :D :D :D :D

Ok, lo so che siamo ancora nella fase delle "genericità"; forse si potrebbe scendere a esempi più specifici.
Magari proponendo qualche frammento da Youtube di opere con diversi interpreti, fra cui Boehm.

salutoni,
Mat
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Triboulet » sab 12 gen 2013, 22:30

Ho capito Mat... sono ancora nella fase "fuoco e fiamme" : Chessygrin :
E' che in fondo sono un po' caciottaro ancora....Pensa che mi piacciono anche i dischi di Bernstein!! :roll:

Dovrò dare un'altra chance a Bohm, dopo queste chiacchiere. Già il Don Juan mi è sembrato più bello di quanto non me l'aspettassi.
Posso chiedere, in generale, che consigli straussiani date? in relazione a Salome ed Elettra.
Scommetto Mat che la Salome della Stratas (che a me piace) me la stroncherai :mrgreen:
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Re: Karl Böhm

Messaggioda Enrico » dom 13 gen 2013, 2:20

Triboulet ha scritto: Pensa che mi piacciono anche i dischi di Bernstein!!
Dovrò dare un'altra chance a Bohm, dopo queste chiacchiere.


E perché non dovrebbe piacerti Bernstein? colgo l'occasione per un chiarimento: quando dicevo che trovo invecchiato il suo Beethoven mi riferivo alle registrazioni in disco con i Wiener (la versione in video è già più interessante) e non a quelle con la New York Philharmonic, secondo me eccezionali ancora oggi.
Enrico B.
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