Pagina 1 di 1

Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: lun 12 ott 2015, 16:26
da bergonzi
Riprendendo un vecchio topic sul forum ho visto qualcosina, discussione del 2011, ma la situazione è sicuramente cambiata, credo in peggio....
Chi mi sa consigliare un bel posto dove trovare cd usati, rari, fuori catalogo, o cmq di buon livello a Torino?

Re: Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: lun 12 ott 2015, 22:45
da Enrico
Frau Musika, via Po 20/H;
Arpa, via Cernaia 1;
Il Classico, via Viotti 1 (se c'è ancora);
D'Amato, via XX settembre 60.

Re: Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: mar 20 ott 2015, 12:33
da bergonzi
Frau Musika è interessante: sicuramente merita la visita.

Posso chiedere se conoscete qualche negozio di classica nuova/usata a Mosca? Anche vinili.

Re: Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: lun 29 feb 2016, 23:12
da Sibly
Enrico ha scritto:Il Classico, via Viotti 1 (se c'è ancora);.

Non c'è più!!! :shock:
In realtà non so da quanto, ma sono passata di lì qualche giorno fa per puro caso e ho visto che è tutto smantellato. Che tristezza, magari sarà sostituito da qualche franchising o da un temporary outlet di abbigliamento o articoli casalinghi, insomma anche a Torino il centro diventa sempre più anonimo con gli stessi negozi che trovi dappertutto. :cry:

Re: Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: mar 01 mar 2016, 10:39
da Don Giuseppe
Sibly ha scritto:
Enrico ha scritto:Il Classico, via Viotti 1 (se c'è ancora);.

Non c'è più!!! :shock:
In realtà non so da quanto, ma sono passata di lì qualche giorno fa per puro caso e ho visto che è tutto smantellato. Che tristezza, magari sarà sostituito da qualche franchising o da un temporary outlet di abbigliamento o articoli casalinghi, insomma anche a Torino il centro diventa sempre più anonimo con gli stessi negozi che trovi dappertutto. :cry:



Purtroppo Il Classico di via Viotti è soltanto l'ultima chiusura, a Torino, di una lunga serie. L'emorragia iniziò alla fine degli anni '90 con la chiusura di Maschio in piazza Castello. Poi, negli ultimi anni ha chiuso anche lo storico negozio di D'Amato in via XX Settembre, che era gestito da un'amabile signora ottantenne, grande intrattenitrice ed altrettanto grande "magazzino vivente" di ricordi. Ha chiuso altresì il negozio di via Po, quasi all'angolo con piazza Castello, specializzato in CD e DVD di opera lirica. Gli unici punti vendita di dischi di musica classica rimangono L'Arpa di via Cernaia, Frau Musika di via Po e - nell'ambito della grande distribuzione generalista - Feltrinelli in piazza C.L.N.-
C'è stata una vera ecatombe, causata da due fattori concomitanti: l'invecchiamento del pubblico degli appassionati, che ormai possiedono tutto quel che c'è da possedere nell'ambito delle registrazioni ed acquistano poco e raramente; e poi la possibilità di acquisto via internet a prezzi stracciati rispetto a quelli dei negozi.

E' un problema che non riguarda solo i dischi di musica classica, ma anche le librerie: qui a Torino non si contano le librerie storiche ormai transitate nell'archivio dei ricordi.

Saluti.
Giuseppe

Re: Negozi musica classica Torino

MessaggioInviato: mar 01 mar 2016, 14:01
da Sibly
Don Giuseppe ha scritto:C'è stata una vera ecatombe, causata da due fattori concomitanti: l'invecchiamento del pubblico degli appassionati, che ormai possiedono tutto quel che c'è da possedere nell'ambito delle registrazioni ed acquistano poco e raramente; e poi la possibilità di acquisto via internet a prezzi stracciati rispetto a quelli dei negozi.
E' un problema che non riguarda solo i dischi di musica classica, ma anche le librerie: qui a Torino non si contano le librerie storiche ormai transitate nell'archivio dei ricordi.

Proprio così.
Per non parlare di Paissa, Galtrucco, Baiotti, del Ligure, delle stupende botteghe alimentari di via Lagrange, tutti templi della torinesità di classe.
Uno dei primi luoghi a subire un destino indegno fu La Bussola, gloriosissima galleria d'arte che ormai da molti anni è diventata una brutta rivendita di fondi di magazzino librari, in genere poco interessanti. Per carità, sempre meglio libri che fast food, però è davvero una tristezza; certo, forse la cosa mi colpisce particolarmente perché mio suocero ci lavorò per più di trent'anni e lì conobbe il fior fiore degli artisti dell'epoca, ma insomma, passare da Casorati ai remainder non è proprio il massimo...